2-1.txt #Io Donna » Feed Io Donna » Feed dei commenti Io Donna » Festa della Mamma 2017: la sua storia un po’ strana (e poco festosa) Feed dei commenti Login | ____________________ (BUTTON) Scrivici * Indirizzi * Blog * + + + Io donna Focus on: * #SULLAMIAPELLE * CIBO DA VIVERE * SPECIALE NATALE * SFILATE PRIMAVERA ESTATE 2018 * #IOEILMIOINVERNO * Attualità + Da Charlize Theron a Matthew McConaughey: ecco le 15 migliori trasformazioni sul set Da Charlize Theron a Matthew McConaughey: ecco le 15 migliori trasformazioni sul set + Il futuro? A tutto sole Il futuro? A tutto sole + Le realtà più importanti sono “nascoste” davanti a noi Le realtà più importanti sono “nascoste” davanti a noi + In Primo Piano + Storie e Reportage + Famiglie + Appuntamenti ed Eventi * Personaggi + Salma Hayek in verde sul red carpet al Palm Springs International Film Festival 2018 Salma Hayek in verde sul red carpet al Palm Springs International Film Festival 2018 + Nozze social 2018. 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Ma le sue origini sono tutt’altro che festose, né – soprattutto- commerciali. La Festa della Mamma, che si celebra in tutto il mondo ogni seconda domenica del mese (quest’anno cade il 14 maggio) in realtà è nata oltre un secolo fa in America come giornata di lutto pensata in onore delle madri che avevano perso i loro figli in guerra. Anna-Jarvis-GettyImages-514958688 Anna Jarvis, la fondatrice della festa della Mamma (1908) A sancirla come ricorrenza fu Anna Jarvis nel 1908, dopo molti anni di tentativi e di battaglie burocratiche dedicati a ricordare sua madre Ann Jarvis Reeves, che per tutta la vita si era impegnata nella lotta alle malattie e alla mortalità infantile, al miglioramento delle condizioni igieniche delle donne durante il parto e alla tutela di madri e figli. Ma non solo. Durante la Guerra civile americana si era occupata dei soldati feriti e in seguito si impegnò a promuovere il Mother’s Friendship Day (“Giornate dell’amicizia tra madri”) per favorire la riconciliazione tra le mamme del Nord e quelle del Sud, ex nemiche. Le madri come simbolo della Pace. Leggi anche La mamma vive lontano? Ecco come sorprenderla E finalmente il 10 maggio 1908 Anna Jarvis riuscì a far ufficializzare la Festa della Mamma, in memoria della madre scomparsa nel 1905: per l’occasione si tennero manifestazioni e cerimonie a Grafton, la sua città natale in West Virginia, nella chiesa che oggi viene chiamata International Mother’s Day Shrine (“Tempio della Festa internazionale della Mamma”). Ma ben presto Anna Jarvis capì che questo successo tanto sofferto si stava trasformando in un fallimento sociale: la Festa della Mamma stava già diventando un pretesto commerciale per vendere regali costosi, dolciumi, fiori… E naturalmente a prezzi maggiorati. La fondatrice cercò di combattere la deriva consumistica che la Festa della Mamma stava prendendo e che tutt’ora ha mantenuto. Così fondò la Mother’s Day International Association per riprendere il controllo delle celebrazioni, organizzò boicottaggi e cause legali contro chiunque approfittasse di quella ricorrenza in cui aveva tanto creduto almeno fino agli anni Quaranta. Vai allo Speciale Festa della Mamma 2017 Ti potrebbe interessare anche... + Festa della mamma 2017: 20 film da vedere insieme + + + + + + IFRAME: http://www.corriere.it/includes_methode/widget/widget_300x600.shtml ?cmptrk=widgetverticali_half_2016_iodonna_in_other * Tweets di @iodonna * Argomenti + anne bancroft + festa della mamma 2017 + mamme + pace Articolo precedenteAnche le piante sono intelligenti. Infatti si adattano e imparano dall’esperienza Articolo successivo:Spettacoli: gli appuntamenti dal 29 aprile Nessun commento Lascia un Commento Annulla risposta Nome ______________________________ Email* ______________________________ Commento _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ Invia il tuo commento Perfavore, abilita JavaScript per inviare la form. * Il tuo indirizzo email non sarà visualizzato Leggi anche Getty Images 22 novembre 2016 La Nostra Famiglia compie 70 anni Settant’anni dalla parte dei bambini. La Nostra Famiglia, una delle più importanti eccellenze italiane del non profit in campo scientifico e riabilitativo celebra il … Leggi adesso + Attualità o In Primo Piano o Storie e Reportage o Famiglie o Appuntamenti ed Eventi + Personaggi o Interviste e Gallery o Star Look o Attualità + Moda o Abbigliamento e Accessori o News ed Eventi o Sfilate + Bellezza o Make Up o Viso e Corpo o Capelli + Lifestyle o Animali o Casa e Giardino o Cucina o Viaggi + Benessere o Amore e Sesso o Diete e Alimentazione o Fitness o Salute e Prevenzione + Oroscopo o Giorno o Domani o Settimana o Mese o Anno + Video o Attualità o Bellezza o Benessere o Lifestyle o Moda o Personaggi + I nostri siti o Abitare o Amica o Corriere della Sera o Dolce Attesa o DoveViaggi o DoveClub o Io e il mio bambino o La Gazzetta dello Sport o Living o Oggi o Quimamme o Style + Iscriviti alla newsletter o Registrati + Privacy Policy + Dati Societari + Contatti + Pubblicità + COOKIE POLICY E PRIVACY Copyright 2014 | RCS Mediagroup S.p.A. Via Rizzoli 8 - 20132 Milano C.F. - P.IVA n. 1208650155 2-10.txt #Versione stampabile * Donne vere Donnamoderna * Home * News + In primo piano + I nostri soldi + Lavoro + Società + People news + Cultura e spettacolo + Tendenze + Italia + Mondo * Bellezza + Capelli + Trucco + Viso e corpo + Unghie * Moda + Scarpe + Consigli di shopping + Tendenze + Moda pratica * Sfilate + Milano Fashion Week * Cucina + Le basi + Ricette + Idee in cucina + Videoricette + Cucina Moderna * Ricette * Mamme + Allattamento + Nomi + Gravidanza + Bambini * Salute + Psiche e Benessere + Erbe e Rimedi naturali + Alimentazione e fitness + Oroscopo + Vivere meglio + Sesso * Casa + CasaFacile + Natale fai da te + Giardinaggio + Matrimonio * Fai da te * Come fare + Bellezza e stile + Casa e giardino + Mangiare e bere + Salute + Notizie Curiose * Lifestyle + Cinema o The Place + Pets + Interpretazione dei sogni + Frasi aforismi * Casting * Video Login Registrati [donnamoderna_cover720.jpg] Abbonati ____________________ Cerca * Newsletter * Concorsi * Digital School * Mondadori per Te Il rapporto esclusivo mamma-bambino Stai guardando: Coppia: come superare la crisi dopo la nascita di un figlio commenti Di Jessica Rizza Il rapporto esclusivo mamma-bambino Photo Credits: Corbis Foto 3 di 5 ← → Quando arriva un bebè la vita quotidiana può diventare molto complicata, stanchezza e stress generano irritabilità. Anche il semplice andare al lavoro, occuparsi delle faccende domestiche o organizzare gli impegni diventa una montagna inaccessibile da scalare. Già questo basta a mettere a dura prova i neogenitori, ma bisogna aggiungere anche gli scombussolamenti, fisici e non, della donna. La neomamma, istintivamente, è portata ad accudire il bambino in modo totale, con il pericolo di creare una diade mamma-figlio inaccessibile per il neopapà. "In certi casi conviene non mostrare di interessarsi solo del neonato - consiglia lo psicoanalista Roberto Pani - per non alimentare la gelosia di un uomo che ha molto bisogno di attenzione a causa della sua storia pregressa". Ma il padre come deve comportarsi di fronte alla "nuova" donna che ha accanto a sé? "Essere molto vicino alla madre affettivamente e psicologicamente, valorizzarla, e alleviarla da certi sforzi e incombenze" raccomanda Pani. Continua a leggere... CONDIVIDI: * * * * [pin_it_button.png] * Share Un momento di scontro all'interno della coppia può accadere quando le cure per i figli sono troppo sbilanciate dalla parte della mamma. Mamma e figlio I tempi di una mamma e i tempi di un papà Quando arriva un bambino i genitori si trovano spesso a discutere su come gestire il tempo trascorso con i figli. tempo qualita cover orizz Tempo per i figli: qualità o quantità? Imparare a delegare 7 strategie salva coppia: sopravvivere ai figli Condividere con i figli le passioni Mamme: l'importanza di prendersi cura di sé Goditi la felicità Mamma, puoi farcela! Come sopravvivere alla vita domestica Topics: coppia, amore, vita a due, sesso, psicologia © Riproduzione riservata Torna Su Pubblica un commento mamme/posso-aiutarti-mamma/coppia-superare-crisi-nascita-figlio$$$Coppi a: come superare la crisi dopo la nascita di un figlio La copertina di questa settimana Abbonati In edicola Donnamoderna.tv Newsletter Concorsi Condizioni di servizio * Condizioni d'uso * * * Mappa del sito * Scrivici * Gruppo Mondadori * Pubblicità * Note legali Donnamoderna.com © 2018 Arnoldo Mondadori Editore Spa riproduzione riservata - P.IVA 08386600152 2-11.txt #Versione stampabile * Donne vere Donnamoderna * Home * News + In primo piano + I nostri soldi + Lavoro + Società + People news + Cultura e spettacolo + Tendenze + Italia + Mondo * Bellezza + Capelli + Trucco + Viso e corpo + Unghie * Moda + Scarpe + Consigli di shopping + Tendenze + Moda pratica * Sfilate + Milano Fashion Week * Cucina + Le basi + Ricette + Idee in cucina + Videoricette + Cucina Moderna * Ricette * Mamme + Allattamento + Nomi + Gravidanza + Bambini * Salute + Psiche e Benessere + Erbe e Rimedi naturali + Alimentazione e fitness + Oroscopo + Vivere meglio + Sesso * Casa + CasaFacile + Natale fai da te + Giardinaggio + Matrimonio * Fai da te * Come fare + Bellezza e stile + Casa e giardino + Mangiare e bere + Salute + Notizie Curiose * Lifestyle + Cinema o The Place + Pets + Interpretazione dei sogni + Frasi aforismi * Casting * Video Login Registrati [donnamoderna_cover720.jpg] Abbonati ____________________ Cerca * Newsletter * Concorsi * Digital School * Mondadori per Te È facile fare la mamma... se sai come si fa I consigli di Francesca Valla che, con l'esperienza della maternità, ha toccato con mano il difficile ma meraviglioso compito di essere madre commenti Francesca Valla, meglio conosciuta come Tata Francesca, ci parla di educazione del bambino da 0 a 3 anni. Non solo grazie al suo lavoro di educatrice, ma anche grazie alla sua esperienza di mamma. Proprio con l'esperienza della maternità, Francesca ha toccato con mano il difficile ma meraviglioso compito di essere madre. E ha voluto condividere la sua esperienza di mamma in un libro: "È facile fare la mamma... se sai come si fa". Attraverso un percorso tematico di consigli e suggerimenti sull'educazione dei bambini da 0 a 3 anni, scopriamo i segreti della pappa e della nanna (due aspetti che mettono spesso in crisi le mamme!), o gli step della crescita del bambino attraverso il gioco, il movimento e l'interazione con gli adulti. Francesca è diventata familiare al grande pubblico grazie a programmi televisivi come SOS Tata e La prova del cuoco, dove ha dispensato consigli per affrontare al meglio il difficile mestiere del genitore. Insegnante di scuola primaria, scrittrice e autrice tv, Tata Francesca ha all'attivo numerosi libri, tutti dedicati all'universo educativo. Su Donnamoderna.com ci racconta in prima persona i punti salienti del suo nuovo libro "È facile fare la mamma": andremo a casa di Tata Francesca per parlare delle prime fondamentali regole - "Le regole del cuore"- da insegnare a tuo figlio. Dall'imparare a dormire da soli nel proprio letto - anche se lo strappo alla regola del "tutti nel lettone" è concesso, per apprezzare al meglio una preziosa intimità familiare - al primo giorno d'asilo fino alla spinosa questione dell'affidamento dei bambini quando la neomamma deve tornare al lavoro. Non in ultimo, Tata Francesca ci parlerà dell'importanza del ritagliarsi attimi di intimità con i piccoli di casa: appassionarli alla lettura, per esempio, è uno dei metodi più efficaci per vivere del tempo di qualità insieme al bambino e tramandargli un'abitudine meravigliosa. Scopri tutti i consigli di Tata Francesca e condividi con lei le tue esperienze di mamma! CONDIVIDI: * * * * [pin_it_button.png] * Share Tutti i video consigli di Francesca Valla per i genitori... 1 presentazione I video di Francesca Valla: è facile fare la mamma 2 regole Le regole del cuore di Francesca Valla 3 lettone Lettone sì, lettone no: i consigli di Francesca Valla Topics: tata francesca, mamme, consigli, libri © Riproduzione riservata Pubblica un commento mamme/consigli-tata/facile-fare-la-mamma-se-sai-come-si-fa$$$È facile fare la mamma... se sai come si fa La copertina di questa settimana Abbonati In edicola Donnamoderna.tv Newsletter Concorsi Condizioni di servizio * Condizioni d'uso * * * Mappa del sito * Scrivici * Gruppo Mondadori * Pubblicità * Note legali Donnamoderna.com © 2018 Arnoldo Mondadori Editore Spa riproduzione riservata - P.IVA 08386600152 2-12.txt #Versione stampabile RSS * Donne vere Donnamoderna * Home * News + In primo piano + I nostri soldi + Lavoro + Società + People news + Cultura e spettacolo + Tendenze + Italia + Mondo * Bellezza + Capelli + Trucco + Viso e corpo + Unghie * Moda + Scarpe + Consigli di shopping + Tendenze + Moda pratica * Sfilate + Milano Fashion Week * Cucina + Le basi + Ricette + Idee in cucina + Videoricette + Cucina Moderna * Ricette * Mamme + Allattamento + Nomi + Gravidanza + Bambini * Salute + Psiche e Benessere + Erbe e Rimedi naturali + Alimentazione e fitness + Oroscopo + Vivere meglio + Sesso * Casa + CasaFacile + Natale fai da te + Giardinaggio + Matrimonio * Fai da te * Come fare + Bellezza e stile + Casa e giardino + Mangiare e bere + Salute + Notizie Curiose * Lifestyle + Cinema o The Place + Pets + Interpretazione dei sogni + Frasi aforismi * Casting * Video Login Registrati [donnamoderna_cover720.jpg] Abbonati ____________________ Cerca * Newsletter * Concorsi * Digital School * Mondadori per Te Posso aiutarti mamma? 1 * * Coppia: come superare la crisi dopo la nascita di un figlio Coppia: come superare la crisi dopo la nascita di un figlio Perché diventare genitori si trasforma nella prova più grande per la solidità * Figli, casa e lavoro: fare la mamma è una corsa a ostacoli Figli, casa e lavoro: fare la mamma è una corsa a ostacoli Perché oggi conciliare un lavoro full time, avere dei figli e curare la casa * Mamme: l'importanza di prendersi cura di sé Mamme: l'importanza di prendersi cura di sé Piccole strategie per essere più felici * Congedo parentale solo per il 7% dei padri italiani Congedo parentale solo per il 7% dei padri italiani Sempre più papà usufruiscono dei congedi parentali, ma la percentuale rispetto * Tempo per i figli: qualità o quantità? Tempo per i figli: qualità o quantità? Un'annosa questione che mette in conflitto le mamme. Ma la ricetta giusta è * * A chi lasciare i figli quando mamma e papà lavorano? A chi lasciare i figli quando mamma e papà lavorano? Non è facile decidere tra baby sitter, nonni e asilo nido e spesso un'unica * I tempi di una mamma e i tempi di un papà I tempi di una mamma e i tempi di un papà I padri italiani passano ancora troppo poco tempo con i figli. Ma qualcosa sta * Mamme e lavoro: cosa può essere veramente d'aiuto? Mamme e lavoro: cosa può essere veramente d'aiuto? In Italia una mamma su quattro lascia il lavoro dopo la maternità, contro il * 1 La copertina di questa settimana Abbonati In edicola Donnamoderna.tv Newsletter Concorsi Condizioni di servizio * Condizioni d'uso * * * Mappa del sito * Scrivici * Gruppo Mondadori * Pubblicità * Note legali Donnamoderna.com © 2018 Arnoldo Mondadori Editore Spa riproduzione riservata - P.IVA 08386600152 2-13-utf8.txt IFRAME: //www.googletagmanager.com/ns.html?id=GTM-WF3MFK #Dolce Attesa » Feed Dolce Attesa » Feed dei commenti Dolce Attesa » Mamma e neonato: il primo incontro Feed dei commenti alternate alternate * QuiMamme * Io e il mio bambino - tutto sul neonato * Insieme in Famiglia * QuiMamme Shop * Abbonamenti * Magic-Foto * Mi bebé y yo Logo Kit ti regala il welcome kit * QuiMamme * Io e il mio bambino - tutto sul neonato * Insieme in Famiglia * QuiMamme Shop * Abbonamenti * Magic-Foto * Mi bebé y yo ____________________ ____________________ Accedi Password dimenticata? Non sei gia registrato? 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Sin dai primissimi istanti successivi alla nascita, il neonato sfrutta i suoi cinque sensi per conoscere, o meglio per riconoscere, la madre. Vediamo come avviene l'incontro mamma e neonato. Vista * Un tempo si pensava che il bebè non vedesse praticamente nulla. In effetti, la vista è il senso che viene meno esercitato durante la vita intrauterina, ma gli studi hanno dimostrato che il bimbo riesce a mettere a fuoco le immagini poste a circa 20-25 centimetri di distanza. Proprio la distanza che c'è tra lui e il viso materno, quando la madre lo tiene tra le braccia. Udito * Ogni bebè conosce la voce della mamma, poiché è abituato a sentirla già durante la gestazione. E, sin dalla sua vita nel grembo materno, gli è nota anche la voce del papà, particolarmente riconoscibile grazie ai toni bassi e profondi. Un altro suono noto e rassicurante è quello del battito cardiaco: il cuore della mamma gli ha fatto compagnia per nove mesi e ritrovarlo dopo la nascita è una sorta di garanzia di continuità. Tatto * Grazie a studi recenti si è scoperto che la sensibilità agli stimoli tattili in alcune parti del corpo (viso, genitali, palme delle mani e piante dei piedi) compare già al termine del primo trimestre di gravidanza. Il tatto è quindi fondamentale per ricreare, subito dopo la nascita, la relazione prenatale con la madre. Il suo abbraccio, che gli regala una sensazione di contenimento simile a quella provata nell'utero, e il contatto con la sua pelle permettono al neonato di ritrovare la serenità e la sicurezza del grembo materno. Gusto * Le papille gustative compaiono sulla lingua alla 12° settimana di gravidanza e il bimbo mostra di riconoscere i sapori già nell'utero, con una spiccata predilezione, che lo accompagnerà nei primi mesi di vita, per quelli dolci. Odorato * Quando nasce, il bebè riconosce l'odore della mamma e in particolare è attratto dal profumo del suo seno, che è lo stesso del liquido amniotico. Alla conquista del seno Se, subito dopo la nascita, il bebè viene posato sul grembo materno, in assenza di distrazioni o interferenze esterne è in grado di trovare da solo il seno della mamma. Se il bimbo non viene lavato (il primo bagnetto può attendere, i neonati non sono sporchi e, nel caso in cui ci siano tracce di sangue o di meconio, è sufficiente pulirli delicatamente con un panno umido e asciugarli) e gli si lascia il tempo per "orientarsi", striscia sull'addome materno e raggiunge il capezzolo. A guidarlo è l'odore del seno che è lo stesso del liquido amniotico che lui ha sulle manine. Dapprima il neonato esplora e stimola il seno con le dita, facendo così allungare il capezzolo e preparandolo per l'allattamento. Poi, grazie al pronunciato riflesso di suzione che caratterizza l'immediato post parto, è pronto ad attaccarsi e a succhiare le prime gocce di colostro. AllattamentoCome, dove, quando e perché Pelle a pelle, per il suo benessere Un precoce contatto pelle a pelle permette un miglior adattamento del bimbo alla vita extrauterina a livello "emozionale" e fisico. La vicinanza con il corpo materno non solo favorisce l'abbassamento dei livelli di cortisolo, un ormone indice di stress, e un precoce avvio dell'allattamento, ma anche: la termoregolazione: * un tempo, il mantenimento della temperatura corporea del bebè veniva affidato a lampade o a culle termiche. Ultimamente, numerose ricerche hanno evidenziato che la madre è la fonte di calore ideale. Lo stretto contatto con il corpo materno assicura una perfetta termoregolazione. Inoltre, è stata dimostrata la straordinaria capacità del neonato di trasferire calore dal suo corpo a quello della mamma, quando la sua temperatura corporea raggiunge i 37°, evitando così il surriscaldamento. la colonizzazione batterica: * tutte le superfici del nostro corpo sono fisiologicamente colonizzate da batteri provenienti dall'ambiente esterno. Questa flora costituisce un ecosistema che fa parte delle nostre difese contro le infezioni. Nel grembo materno il corpo del bambino è "sterile", ma con la nascita avviene un fatto importantissimo per la sua salute e per lo sviluppo delle sue difese: la colonizzazione batterica. In poche ore la pelle e le mucose del neonato ospitano numerose colonie di batteri provenienti dalla madre, da chi lo accudisce, dall'ambiente esterno. Ma perché questo meccanismo fisiologico "funzioni" al meglio è importante un primo contatto prolungato con la mamma. Il pianto: reazione alla separazione Studi e ricerche hanno dimostrato che i bebè che possono restare a contatto con il corpo materno piangono meno dei piccoli separati dalla madre. I risultati di tali studi suggeriscono che il pianto sia una reazione innata. I neonati riconoscono, infatti, la separazione fisica dalla madre e reagiscono con un pianto le cui caratteristiche sono quelle del richiamo da "stress di separazione", un corrispettivo del "richiamo da separazione" comune tra diverse specie di mammiferi, utile a un riavvicinamento della madre. Sei proprio tu? Il neonato è predisposto a riconoscere la mamma sin dai primi istanti. E la madre? Guardando il suo piccino appena nato la donna potrebbe sovrapporre ancora per un po' l'immagine del bambino ideale che l'ha accompagnata nei mesi dell'attesa (e anche prima) a quella del suo bimbo; ma se non vengono separati, il neonato si impone con il suo aspetto, il suo odore, il suo pianto e la madre non può far altro che riconoscerlo. Perché ciò accada, non ci sono tempi prestabiliti: c'è chi al primo sguardo esclama: "Sei tu!" e chi, invece, ha bisogno di un periodo di conoscenza e vicinanza. In questo processo si rivela determinante anche l'atmosfera in cui avviene la nascita: il silenzio, l'intimità, l'assenza di distrazioni o interferenze esterne sono sicuramente d'aiuto. Importanti, infine, anche le modalità del parto: se la mamma si è sentita "protagonista" dell'evento nascita, se sono stati rispettati i suoi tempi e le sue esigenze, è maggiormente pronta a entrare in relazione con il suo bimbo. Papà in sala partoascolta l'esperto Il luogo della nascita Subito dopo la nascita, se non ci sono state complicazioni e mamma e bebè stanno bene, gli operatori potranno valutare rapidamente il benessere del neonato. Una volta appurato che i parametri vitali del nascituro sono buoni, la preoccupazione del personale sanitario dovrebbe rivolgersi alla relazione madre-bambino. Dato che non tutti i punti nascita seguono i medesimi protocolli d'assistenza, i futuri genitori potranno informarsi in anticipo in merito all'accoglienza che viene riservata al neonato verificando, ad esempio, se il bebè viene lasciato con la madre nelle prime ore successive al parto, se è prevista la possibilità di attaccarlo precocemente al seno (preferibilmente già in sala parto) e se la struttura garantisce la vicinanza di mamma e bimbo con il rooming-in. Tutti gli esami alla nascitaa cosa servono Commenti Ti consigliamo L'inverno è più allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter L'inverno è più allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter promoted by sponsor Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? 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Scopri cosa non fare in gravidanza Primi sintomi di gravidanza Il singhiozzo del bebè nel pancione Stop alle smagliature: ecco come prevenirle e curarle Documenti per neonati: tutte le info dalla carta d'identità al codice fiscale No latte vaccino? Ecco le alternative sicure Logo Dal momento in cui cominci a desiderare un neonato fino alla nascita del tuo bambino Dolce Attesa, il sito dell'omonima rivista, è con te. Settimana dopo settimana ti accompagna nella meravigliosa avventura della gravidanza rispondendo a tutti i tuoi dubbi e domande, dal concepimento alle 40 settimane, dal parto al puerperio. Con l'aiuto dei nostri esperti potrai trovare tutte le informazioni e i consigli utili per vivere l'attesa in maniera consapevole e serena, in pieno benessere e... bellezza! 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Sin dai primissimi istanti successivi alla nascita, il neonato sfrutta i suoi cinque sensi per conoscere, o meglio per riconoscere, la madre. Vediamo come avviene l'incontro mamma e neonato. Vista * Un tempo si pensava che il beb non vedesse praticamente nulla. In effetti, la vista il senso che viene meno esercitato durante la vita intrauterina, ma gli studi hanno dimostrato che il bimbo riesce a mettere a fuoco le immagini poste a circa 20-25 centimetri di distanza. Proprio la distanza che c' tra lui e il viso materno, quando la madre lo tiene tra le braccia. Udito * Ogni beb conosce la voce della mamma, poich abituato a sentirla gi durante la gestazione. E, sin dalla sua vita nel grembo materno, gli nota anche la voce del pap, particolarmente riconoscibile grazie ai toni bassi e profondi. Un altro suono noto e rassicurante quello del battito cardiaco: il cuore della mamma gli ha fatto compagnia per nove mesi e ritrovarlo dopo la nascita una sorta di garanzia di continuit. Tatto * Grazie a studi recenti si scoperto che la sensibilit agli stimoli tattili in alcune parti del corpo (viso, genitali, palme delle mani e piante dei piedi) compare gi al termine del primo trimestre di gravidanza. Il tatto quindi fondamentale per ricreare, subito dopo la nascita, la relazione prenatale con la madre. Il suo abbraccio, che gli regala una sensazione di contenimento simile a quella provata nell'utero, e il contatto con la sua pelle permettono al neonato di ritrovare la serenit e la sicurezza del grembo materno. Gusto * Le papille gustative compaiono sulla lingua alla 12 settimana di gravidanza e il bimbo mostra di riconoscere i sapori gi nell'utero, con una spiccata predilezione, che lo accompagner nei primi mesi di vita, per quelli dolci. Odorato * Quando nasce, il beb riconosce l'odore della mamma e in particolare attratto dal profumo del suo seno, che lo stesso del liquido amniotico. Alla conquista del seno Se, subito dopo la nascita, il beb viene posato sul grembo materno, in assenza di distrazioni o interferenze esterne in grado di trovare da solo il seno della mamma. Se il bimbo non viene lavato (il primo bagnetto pu attendere, i neonati non sono sporchi e, nel caso in cui ci siano tracce di sangue o di meconio, sufficiente pulirli delicatamente con un panno umido e asciugarli) e gli si lascia il tempo per "orientarsi", striscia sull'addome materno e raggiunge il capezzolo. A guidarlo l'odore del seno che lo stesso del liquido amniotico che lui ha sulle manine. Dapprima il neonato esplora e stimola il seno con le dita, facendo cos allungare il capezzolo e preparandolo per l'allattamento. Poi, grazie al pronunciato riflesso di suzione che caratterizza l'immediato post parto, pronto ad attaccarsi e a succhiare le prime gocce di colostro. AllattamentoCome, dove, quando e perch Pelle a pelle, per il suo benessere Un precoce contatto pelle a pelle permette un miglior adattamento del bimbo alla vita extrauterina a livello "emozionale" e fisico. La vicinanza con il corpo materno non solo favorisce l'abbassamento dei livelli di cortisolo, un ormone indice di stress, e un precoce avvio dell'allattamento, ma anche: la termoregolazione: * un tempo, il mantenimento della temperatura corporea del beb veniva affidato a lampade o a culle termiche. Ultimamente, numerose ricerche hanno evidenziato che la madre la fonte di calore ideale. Lo stretto contatto con il corpo materno assicura una perfetta termoregolazione. Inoltre, stata dimostrata la straordinaria capacit del neonato di trasferire calore dal suo corpo a quello della mamma, quando la sua temperatura corporea raggiunge i 37, evitando cos il surriscaldamento. la colonizzazione batterica: * tutte le superfici del nostro corpo sono fisiologicamente colonizzate da batteri provenienti dall'ambiente esterno. Questa flora costituisce un ecosistema che fa parte delle nostre difese contro le infezioni. Nel grembo materno il corpo del bambino "sterile", ma con la nascita avviene un fatto importantissimo per la sua salute e per lo sviluppo delle sue difese: la colonizzazione batterica. In poche ore la pelle e le mucose del neonato ospitano numerose colonie di batteri provenienti dalla madre, da chi lo accudisce, dall'ambiente esterno. Ma perch questo meccanismo fisiologico "funzioni" al meglio importante un primo contatto prolungato con la mamma. Il pianto: reazione alla separazione Studi e ricerche hanno dimostrato che i beb che possono restare a contatto con il corpo materno piangono meno dei piccoli separati dalla madre. I risultati di tali studi suggeriscono che il pianto sia una reazione innata. I neonati riconoscono, infatti, la separazione fisica dalla madre e reagiscono con un pianto le cui caratteristiche sono quelle del richiamo da "stress di separazione", un corrispettivo del "richiamo da separazione" comune tra diverse specie di mammiferi, utile a un riavvicinamento della madre. Sei proprio tu? Il neonato predisposto a riconoscere la mamma sin dai primi istanti. E la madre? Guardando il suo piccino appena nato la donna potrebbe sovrapporre ancora per un po' l'immagine del bambino ideale che l'ha accompagnata nei mesi dell'attesa (e anche prima) a quella del suo bimbo; ma se non vengono separati, il neonato si impone con il suo aspetto, il suo odore, il suo pianto e la madre non pu far altro che riconoscerlo. Perch ci accada, non ci sono tempi prestabiliti: c' chi al primo sguardo esclama: "Sei tu!" e chi, invece, ha bisogno di un periodo di conoscenza e vicinanza. In questo processo si rivela determinante anche l'atmosfera in cui avviene la nascita: il silenzio, l'intimit, l'assenza di distrazioni o interferenze esterne sono sicuramente d'aiuto. Importanti, infine, anche le modalit del parto: se la mamma si sentita "protagonista" dell'evento nascita, se sono stati rispettati i suoi tempi e le sue esigenze, maggiormente pronta a entrare in relazione con il suo bimbo. Pap in sala partoascolta l'esperto Il luogo della nascita Subito dopo la nascita, se non ci sono state complicazioni e mamma e beb stanno bene, gli operatori potranno valutare rapidamente il benessere del neonato. Una volta appurato che i parametri vitali del nascituro sono buoni, la preoccupazione del personale sanitario dovrebbe rivolgersi alla relazione madre-bambino. Dato che non tutti i punti nascita seguono i medesimi protocolli d'assistenza, i futuri genitori potranno informarsi in anticipo in merito all'accoglienza che viene riservata al neonato verificando, ad esempio, se il beb viene lasciato con la madre nelle prime ore successive al parto, se prevista la possibilit di attaccarlo precocemente al seno (preferibilmente gi in sala parto) e se la struttura garantisce la vicinanza di mamma e bimbo con il rooming-in. Tutti gli esami alla nascitaa cosa servono Commenti Ti consigliamo L'inverno pi allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter L'inverno pi allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter promoted by sponsor Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? promoted by sponsor La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodit La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodit promoted by sponsor Sei in dolce attesa? 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E il segreto del suo "successo" non è da cercarsi all'esterno: nei consigli degli esperti, nei corsi, nei manuali, nei suggerimenti di parenti, amici e conoscenti, il segreto è dentro di lei, nel suo istinto. Nella sua mente e nel suo cuore e nell'intesa che, giorno dopo giorno, si crea con il suo bambino. La riscoperta della madre Prendersi cura di un bimbo appena nato è un impegno totalizzante, una responsabilità enorme. E la madre lo sa fare, impara a farlo e ben presto ci riesce nel migliore dei modi. E questo, nonostante nella nostra società le capacità materne siano spesso sottovalutate, ignorate, sminuite. Non è un caso se, di fronte a una neomadre, tutti, ma proprio tutti, parenti, amici, conoscenti e sconosciuti incontrati per strada, con o senza figli, si sentano in diritto di dire la loro. Tanti troppi giudizi, consigli non richiesti, non di rado critiche, che alla lunga possono minare la fiducia in se stessa della neomamma. "Una situazione assurda, dato che in realtà la madre è una vera forza della natura", commenta Giorgia Cozza, autrice del manuale fresco di stampa Scusate, ma la mamma sono io! (Ultra edizioni). "Pensate che potenza la madre, corpo e mente: fa crescere nel suo grembo un nuovo essere umano, lo dà alla luce, lo accudisce e lo nutre. Nel suo abbraccio il bambino si sente bene, si sente al sicuro, protetto e felice. E la madre lo accompagna giorno dopo giorno (e notte dopo notte), aiutandolo a crescere. Certo, c'è anche il papà, ci mancherebbe. E un buon papà che si prende cura della compagna, la sostiene e la fa sentire amata, è prezioso come l'oro. Ma la mamma... è la mamma. Il primo passo per vivere con serenità l'esperienza della maternità è proprio quello di recuperare consapevolezza, di sentire la potenza di un corpo che dà la vita e nutre un altro corpo, di una mente e di un cuore che sanno accogliere e donarsi al cento per cento. Ecco, un esercizio per la neomamma: guardarsi allo specchio e dire `Io sono la Mamma'. Sì, proprio così, con la M maiuscola". Scusate, ma la mamma sono io!Leggi l'intervista con l'autrice Il che non vuole dire che sarà tutto facile e immediato. Che non si saranno dubbi o momenti di stanchezza e di sconforto. "In fondo, come mamme, siamo chiamate a improvvisare: quando nasce il nostro primo figlio, ecco che nasce anche una madre" scrive Cozza. "Ci vuole tempo per entrare nei panni di questo nuovo, incredibile, fondamentale ruolo. Questo è un mestiere in cui l'esperienza si fa sul campo, ma trattandosi di un impegno a tempo pieno, ben presto la mamma diventa assolutamente esperta, la più grande esperta quando si tratta del suo bambino". La vera esperta del suo bambino è la mamma Ecco un concetto non molto popolare. La vera esperta quando parliamo di un bambino è la sua mamma. Già, non lo psicologo, il pediatra, l'educatrice del nido, il manuale di turno. "Nessuno conosce un bambino come la sua mamma, che lo ha portato in grembo per nove mesi, che ha imparato a comunicare con lui sin dai primi mesi della sua vita prenatale (quando rispondeva alla voce materna con calcetti e capriole), che da quando è nato è stata con lui giorno e notte, praticamente 24 ore su 24", considera Giorgia Cozza. "Quindi la mamma sa. Sa di cosa ha bisogno il suo bambino, cosa lo fa calmare quando è inquieto, cosa lo tranquillizza, cosa gli piace e cosa no. È lei che sa qual è il ritmo giusto per le sue poppate, quando ha bisogno di essere cullato, quando è stanco, dove farlo dormire. La mamma. Non la zia che ha avuto tredici figli (sicuramente è una madre con grande esperienza, ma non può essere esperta di quel bambino), non la suocera, non l'educatrice del nido, non il pediatra". Oggi, però, i genitori fanno un grande affidamento sulla figura degli esperti e in particolare del pediatra, e si fidano del suo giudizio. "Come è giusto che sia, quando si parla di salute, ci mancherebbe altro", considera l'autrice. "Se il bimbo ha l'otite o la bronchite o l'influenza, il medico è la figura di riferimento, e i genitori seguiranno con attenzione le sue indicazioni per far guarire presto e bene il piccolo. Ma al di fuori della patologia, se parliamo di normale accudimento quotidiano del bebè, quando si tratta di coccolare, confortare e far dormire il bimbo, l'esperta resta la madre. La decisione di allattare e per quanto tempo, di rispondere al pianto del proprio bimbo prontamente, di farlo dormire nella culla accanto al lettone o in cameretta, sono tutte scelte di competenza dei genitori. E al di fuori della famiglia nessuno ha l'autorità per contestarle". Allattamento al senoQuello che non devi dire a una neomamma Mamme del Duemila, chiamate ad improvvisare Ma come mai, oggi tante mamme sono disposte a mettersi in discussione e adeguare il loro comportamento alle direttive che giungono dall'esterno, dall'esperto, dal manuale, dall'amica considerata più esperta? "Per molte donne il proprio bambino è il primo neonato che si trovano ad accudire", dice Giorgia Cozza. "Abbiamo perso la confidenza con questa esperienza. Non sappiamo più come si fa. E quello che non si conosce, fa sempre un po' paura. È più difficile, è accompagnato da tanti dubbi ed incertezze. In passato le bambine crescevano vedendo la propria madre accudire i fratelli più piccoli, le zie, le cugine, le vicine di casa allattare e crescere i loro bambini. Ogni giovane donna sapeva, perché lo aveva già visto con i propri occhi e magari aveva anche dato una mano, cosa significava diventare madre e di cosa aveva bisogno un bimbo appena nato. La gravidanza, la nascita, l'allattamento, erano qualcosa di noto, di familiare. Ogni donna poteva contare su un'esperienza condivisa e aveva dalla sua un patrimonio di conoscenze e di sapere, ereditato dalle altre donne della famiglia, del quartiere, del paese. Con il tramonto della famiglia allargata, i nuclei famigliari si sono ristretti fino a riassumersi nella coppia, a volte le famiglie di origine abitano lontano. È venuto a mancare l'esempio, che è di grande aiuto anche per le mamme del mondo animale. Accudire un bimbo piccino è diventato qualcosa di nuovo, un'esperienza in cui la donna è chiamata a imparare tutto pressoché da zero". La riscoperta dell'ascolto di sé... Ma come fare per superare i dubbi e le paure, per scoprirsi e sentirsi davvero competenti? "Il suggerimento è quello di mettersi in ascolto di se stesse e del proprio bambino", spiega Giorgia Cozza. "Di sintonizzarsi su un canale interiore, su quell'insieme di emozioni, sensazioni, impulsi, desideri che la spingono verso il suo bambino in un determinato modo, piuttosto che in un altro. È una sapienza antica, che è dentro di lei, magari ben nascosta, magari messa a tacere dalle tante sovrastrutture culturali che ci condizionano, ma c'è. Certo, non sempre è facile mettersi in ascolto. In un mondo che ci ha insegnato ad andare sempre di corsa, prima di tutto dobbiamo rallentare, poi dobbiamo trovare uno spazio di silenzio, infine dobbiamo aprire bene la mente e il cuore. Un allenamento che la futura mamma può iniziare a fare già in gravidanza, per arrivare preparata all'appuntamento con il suo bambino. Tra l'altro, mettersi in ascolto dei messaggi del proprio corpo (accogliendone i segnali, ad esempio, quando chiede di rallentare i ritmi e concedersi tempi e spazi di relax), ma anche dei propri desideri, è utile per prendersi cura del proprio benessere psico-fisico durante l'attesa e, giunto il momento di dare alla luce il proprio bambino, per vivere l'esperienza del parto con maggior consapevolezza e serenità". ... e del proprio bambino L'altra voce da ascoltare, per imparare a fare la mamma, è quella del bambino. "Se la neomamma si sintonizza con il suo piccino, conoscerlo e prendersene cura diventa molto più semplice" spiega l'autrice. "Un neonato viene al mondo con pochi, ma fondamentali bisogni. Il bisogno di essere nutrito, contenuto, rassicurato, tenuto pulito. Per sopravvivere e stare bene ha bisogno di latte, e in uguale misura di coccole, di affetto, di vicinanza. E in genere, è capace di manifestare a gran voce, se necessario con il pianto, le proprie esigenze. Un esempio significativo è quello delle poppate. Quando deve poppare il bambino? Quando ha fame. O sete. O mal di pancia, per cui un po' di latte di mamma potrebbe dargli conforto. Insomma, quando deve poppare lo sai lui. Lo stesso vale per il bisogno di contatto: il bimbo ha bisogno di essere tenuto in braccio e coccolato, la lontananza dalla mamma è vissuta a livello istintivo come una situazione di pericolo. E anche questa esigenza sa esprimerla molto bene, calmandosi e dormendo beato quando è tra le braccia di sua madre, piangendo quando lei si allontana. Se la mamma si concede di ascoltare il suo bambino, se si adegua ai suoi ritmi e accoglie il suo bisogno, si crea una vera e propria sintonia, una danza a due, in cui madre e figlio si trovano sempre più a loro agio, con il trascorrere dei giorni e delle settimane. Certo, ci saranno ancora dei pianti di cui non si capisce bene l'origine - quando il piccolo ha già mangiato, il pannolino è pulito, la temperatura è quella giusta, eppure piange -, ma non è poi così importante capire sempre da dove nasce il pianto, quello che importa è esserci, e aiutare pian piano il piccolo a calmarsi. La coppia mamma-bambino è decisamente vincente!" Le tue coccolelo renderanno più sveglio L'informazione: una valida alleata Mettersi in ascolto di se stesse e del proprio bambino, dunque. Anche se le nostre sensazioni, magari ci portano in una direzione diversa da quella seguita da altre donne o indicata da questo o quell'esperto. Fidarsi e affidarsi all'istinto. Un buon punto di partenza, che però non è né semplice, né scontato. "Per noi, donne del secondo millennio, abituate a usare prevalentemente la parte razionale del cervello, non è facile ascoltare quella voce interiore, quelle sensazioni, quelle intuizioni che ci possono insegnare come comportarci con il nostro piccino", conclude l'autrice. "In questo senso un valido aiuto per le mamme arriva dall'informazione. È molto importante avere un'idea realistica di quelle che saranno le esigenze del bambino, di come funziona l'allattamento, della fisiologia del sonno, della simbiosi mamma-bambino che nelle prime settimane dopo la nascita è una sorta di completamento della gravidanza stessa. Se la mamma sa che determinate `richieste' del bambino sono normali, per lei sarà più facile accoglierle e soddisfarle, anche se chi la circonda - dando voce a pregiudizi e luoghi comuni ormai superati - la accusa di viziare il piccolo o di coccolarlo troppo, ostacolandone il cammino verso l'autonomia. Oggi la scienza ha confermato quello che le mamme già sapevano, perché se lo sentivano dentro, nel profondo: i bambini hanno bisogno di rassicurazione e di affetto per crescere sereni e sicuri di sé. Sapere, conoscere, è indispensabile per non farsi assalire dai dubbi, per non confondere comportamenti normali del bambino con eventuali problemi, e in definitiva per vivere con più serenità i primi passi da mamma". Giorgia Torraca Commenti Ti consigliamo L'inverno è più allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter L'inverno è più allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter promoted by sponsor Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? promoted by sponsor La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodità La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodità promoted by sponsor Sei in dolce attesa? 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E il segreto del suo "successo" non da cercarsi all'esterno: nei consigli degli esperti, nei corsi, nei manuali, nei suggerimenti di parenti, amici e conoscenti, il segreto dentro di lei, nel suo istinto. Nella sua mente e nel suo cuore e nell'intesa che, giorno dopo giorno, si crea con il suo bambino. La riscoperta della madre Prendersi cura di un bimbo appena nato un impegno totalizzante, una responsabilit enorme. E la madre lo sa fare, impara a farlo e ben presto ci riesce nel migliore dei modi. E questo, nonostante nella nostra societ le capacit materne siano spesso sottovalutate, ignorate, sminuite. Non un caso se, di fronte a una neomadre, tutti, ma proprio tutti, parenti, amici, conoscenti e sconosciuti incontrati per strada, con o senza figli, si sentano in diritto di dire la loro. Tanti troppi giudizi, consigli non richiesti, non di rado critiche, che alla lunga possono minare la fiducia in se stessa della neomamma. "Una situazione assurda, dato che in realt la madre una vera forza della natura", commenta Giorgia Cozza, autrice del manuale fresco di stampa Scusate, ma la mamma sono io! (Ultra edizioni). "Pensate che potenza la madre, corpo e mente: fa crescere nel suo grembo un nuovo essere umano, lo d alla luce, lo accudisce e lo nutre. Nel suo abbraccio il bambino si sente bene, si sente al sicuro, protetto e felice. E la madre lo accompagna giorno dopo giorno (e notte dopo notte), aiutandolo a crescere. Certo, c' anche il pap, ci mancherebbe. E un buon pap che si prende cura della compagna, la sostiene e la fa sentire amata, prezioso come l'oro. Ma la mamma... la mamma. Il primo passo per vivere con serenit l'esperienza della maternit proprio quello di recuperare consapevolezza, di sentire la potenza di un corpo che d la vita e nutre un altro corpo, di una mente e di un cuore che sanno accogliere e donarsi al cento per cento. Ecco, un esercizio per la neomamma: guardarsi allo specchio e dire `Io sono la Mamma'. S, proprio cos, con la M maiuscola". Scusate, ma la mamma sono io!Leggi l'intervista con l'autrice Il che non vuole dire che sar tutto facile e immediato. Che non si saranno dubbi o momenti di stanchezza e di sconforto. "In fondo, come mamme, siamo chiamate a improvvisare: quando nasce il nostro primo figlio, ecco che nasce anche una madre" scrive Cozza. "Ci vuole tempo per entrare nei panni di questo nuovo, incredibile, fondamentale ruolo. Questo un mestiere in cui l'esperienza si fa sul campo, ma trattandosi di un impegno a tempo pieno, ben presto la mamma diventa assolutamente esperta, la pi grande esperta quando si tratta del suo bambino". La vera esperta del suo bambino la mamma Ecco un concetto non molto popolare. La vera esperta quando parliamo di un bambino la sua mamma. Gi, non lo psicologo, il pediatra, l'educatrice del nido, il manuale di turno. "Nessuno conosce un bambino come la sua mamma, che lo ha portato in grembo per nove mesi, che ha imparato a comunicare con lui sin dai primi mesi della sua vita prenatale (quando rispondeva alla voce materna con calcetti e capriole), che da quando nato stata con lui giorno e notte, praticamente 24 ore su 24", considera Giorgia Cozza. "Quindi la mamma sa. Sa di cosa ha bisogno il suo bambino, cosa lo fa calmare quando inquieto, cosa lo tranquillizza, cosa gli piace e cosa no. lei che sa qual il ritmo giusto per le sue poppate, quando ha bisogno di essere cullato, quando stanco, dove farlo dormire. La mamma. Non la zia che ha avuto tredici figli (sicuramente una madre con grande esperienza, ma non pu essere esperta di quel bambino), non la suocera, non l'educatrice del nido, non il pediatra". Oggi, per, i genitori fanno un grande affidamento sulla figura degli esperti e in particolare del pediatra, e si fidano del suo giudizio. "Come giusto che sia, quando si parla di salute, ci mancherebbe altro", considera l'autrice. "Se il bimbo ha l'otite o la bronchite o l'influenza, il medico la figura di riferimento, e i genitori seguiranno con attenzione le sue indicazioni per far guarire presto e bene il piccolo. Ma al di fuori della patologia, se parliamo di normale accudimento quotidiano del beb, quando si tratta di coccolare, confortare e far dormire il bimbo, l'esperta resta la madre. La decisione di allattare e per quanto tempo, di rispondere al pianto del proprio bimbo prontamente, di farlo dormire nella culla accanto al lettone o in cameretta, sono tutte scelte di competenza dei genitori. E al di fuori della famiglia nessuno ha l'autorit per contestarle". Allattamento al senoQuello che non devi dire a una neomamma Mamme del Duemila, chiamate ad improvvisare Ma come mai, oggi tante mamme sono disposte a mettersi in discussione e adeguare il loro comportamento alle direttive che giungono dall'esterno, dall'esperto, dal manuale, dall'amica considerata pi esperta? "Per molte donne il proprio bambino il primo neonato che si trovano ad accudire", dice Giorgia Cozza. "Abbiamo perso la confidenza con questa esperienza. Non sappiamo pi come si fa. E quello che non si conosce, fa sempre un po' paura. pi difficile, accompagnato da tanti dubbi ed incertezze. In passato le bambine crescevano vedendo la propria madre accudire i fratelli pi piccoli, le zie, le cugine, le vicine di casa allattare e crescere i loro bambini. Ogni giovane donna sapeva, perch lo aveva gi visto con i propri occhi e magari aveva anche dato una mano, cosa significava diventare madre e di cosa aveva bisogno un bimbo appena nato. La gravidanza, la nascita, l'allattamento, erano qualcosa di noto, di familiare. Ogni donna poteva contare su un'esperienza condivisa e aveva dalla sua un patrimonio di conoscenze e di sapere, ereditato dalle altre donne della famiglia, del quartiere, del paese. Con il tramonto della famiglia allargata, i nuclei famigliari si sono ristretti fino a riassumersi nella coppia, a volte le famiglie di origine abitano lontano. venuto a mancare l'esempio, che di grande aiuto anche per le mamme del mondo animale. Accudire un bimbo piccino diventato qualcosa di nuovo, un'esperienza in cui la donna chiamata a imparare tutto pressoch da zero". La riscoperta dell'ascolto di s... Ma come fare per superare i dubbi e le paure, per scoprirsi e sentirsi davvero competenti? "Il suggerimento quello di mettersi in ascolto di se stesse e del proprio bambino", spiega Giorgia Cozza. "Di sintonizzarsi su un canale interiore, su quell'insieme di emozioni, sensazioni, impulsi, desideri che la spingono verso il suo bambino in un determinato modo, piuttosto che in un altro. una sapienza antica, che dentro di lei, magari ben nascosta, magari messa a tacere dalle tante sovrastrutture culturali che ci condizionano, ma c'. Certo, non sempre facile mettersi in ascolto. In un mondo che ci ha insegnato ad andare sempre di corsa, prima di tutto dobbiamo rallentare, poi dobbiamo trovare uno spazio di silenzio, infine dobbiamo aprire bene la mente e il cuore. Un allenamento che la futura mamma pu iniziare a fare gi in gravidanza, per arrivare preparata all'appuntamento con il suo bambino. Tra l'altro, mettersi in ascolto dei messaggi del proprio corpo (accogliendone i segnali, ad esempio, quando chiede di rallentare i ritmi e concedersi tempi e spazi di relax), ma anche dei propri desideri, utile per prendersi cura del proprio benessere psico-fisico durante l'attesa e, giunto il momento di dare alla luce il proprio bambino, per vivere l'esperienza del parto con maggior consapevolezza e serenit". ... e del proprio bambino L'altra voce da ascoltare, per imparare a fare la mamma, quella del bambino. "Se la neomamma si sintonizza con il suo piccino, conoscerlo e prendersene cura diventa molto pi semplice" spiega l'autrice. "Un neonato viene al mondo con pochi, ma fondamentali bisogni. Il bisogno di essere nutrito, contenuto, rassicurato, tenuto pulito. Per sopravvivere e stare bene ha bisogno di latte, e in uguale misura di coccole, di affetto, di vicinanza. E in genere, capace di manifestare a gran voce, se necessario con il pianto, le proprie esigenze. Un esempio significativo quello delle poppate. Quando deve poppare il bambino? Quando ha fame. O sete. O mal di pancia, per cui un po' di latte di mamma potrebbe dargli conforto. Insomma, quando deve poppare lo sai lui. Lo stesso vale per il bisogno di contatto: il bimbo ha bisogno di essere tenuto in braccio e coccolato, la lontananza dalla mamma vissuta a livello istintivo come una situazione di pericolo. E anche questa esigenza sa esprimerla molto bene, calmandosi e dormendo beato quando tra le braccia di sua madre, piangendo quando lei si allontana. Se la mamma si concede di ascoltare il suo bambino, se si adegua ai suoi ritmi e accoglie il suo bisogno, si crea una vera e propria sintonia, una danza a due, in cui madre e figlio si trovano sempre pi a loro agio, con il trascorrere dei giorni e delle settimane. Certo, ci saranno ancora dei pianti di cui non si capisce bene l'origine - quando il piccolo ha gi mangiato, il pannolino pulito, la temperatura quella giusta, eppure piange -, ma non poi cos importante capire sempre da dove nasce il pianto, quello che importa esserci, e aiutare pian piano il piccolo a calmarsi. La coppia mamma-bambino decisamente vincente!" Le tue coccolelo renderanno pi sveglio L'informazione: una valida alleata Mettersi in ascolto di se stesse e del proprio bambino, dunque. Anche se le nostre sensazioni, magari ci portano in una direzione diversa da quella seguita da altre donne o indicata da questo o quell'esperto. Fidarsi e affidarsi all'istinto. Un buon punto di partenza, che per non n semplice, n scontato. "Per noi, donne del secondo millennio, abituate a usare prevalentemente la parte razionale del cervello, non facile ascoltare quella voce interiore, quelle sensazioni, quelle intuizioni che ci possono insegnare come comportarci con il nostro piccino", conclude l'autrice. "In questo senso un valido aiuto per le mamme arriva dall'informazione. molto importante avere un'idea realistica di quelle che saranno le esigenze del bambino, di come funziona l'allattamento, della fisiologia del sonno, della simbiosi mamma-bambino che nelle prime settimane dopo la nascita una sorta di completamento della gravidanza stessa. Se la mamma sa che determinate `richieste' del bambino sono normali, per lei sar pi facile accoglierle e soddisfarle, anche se chi la circonda - dando voce a pregiudizi e luoghi comuni ormai superati - la accusa di viziare il piccolo o di coccolarlo troppo, ostacolandone il cammino verso l'autonomia. Oggi la scienza ha confermato quello che le mamme gi sapevano, perch se lo sentivano dentro, nel profondo: i bambini hanno bisogno di rassicurazione e di affetto per crescere sereni e sicuri di s. Sapere, conoscere, indispensabile per non farsi assalire dai dubbi, per non confondere comportamenti normali del bambino con eventuali problemi, e in definitiva per vivere con pi serenit i primi passi da mamma". Giorgia Torraca Commenti Ti consigliamo L'inverno pi allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter L'inverno pi allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter promoted by sponsor Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? promoted by sponsor La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodit La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodit promoted by sponsor Sei in dolce attesa? 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Feed dei commenti alternate alternate * QuiMamme * Io e il mio bambino - tutto sul neonato * Insieme in Famiglia * QuiMamme Shop * Abbonamenti * Magic-Foto * Mi bebé y yo Logo Kit ti regala il welcome kit * QuiMamme * Io e il mio bambino - tutto sul neonato * Insieme in Famiglia * QuiMamme Shop * Abbonamenti * Magic-Foto * Mi bebé y yo ____________________ ____________________ Accedi Password dimenticata? Non sei gia registrato? 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Non esiste un'età ideale per diventare madre, piuttosto, è una questione di maturità interiore legata a un percorso di crescita personale, che ci permette di dare spazio all'arrivo di un bambino nella nostra esistenza. Ma che cosa cambia lungo le differenti "tappe" di questo percorso? Come lo si affronta quando si è molto giovani piuttosto che quando si ha raggiunto un'età più adulta? Oltre alla testacome cambia il corpo? Lasciarsi andare, senza paure Un figlio cambia la vita, inevitabilmente. A 20, a 30 così come a 40 anni. Invece di temere questi cambiamenti, però, bisogna imparare ad affrontarli con serenità e fiducia, consapevoli del fatto che ci porteranno soprattutto gioia e armonia. Ogni donna, indipendentemente dalla sua età, conserva dentro di sé una sorta di "istinto animale" che la rende capace di provvedere al suo cucciolo. L'unica cosa da fare, allora, è seguire questo istinto. Nella società occidentale, oggi, prevale un codice di comportamento maschile, basato sulla prestazione, la capacità, la realizzazione di sé. In questo contesto, la maternità finisce spesso per essere vissuta quasi come una sorta di ostacolo. La si affronta in maniera molto "tecnica", ma senza tener conto di quanto possa influire sull'anima, ancor più che sul corpo, di una donna. Bisognerebbe dunque recuperare uno spazio al femminile nel quale poter riflettere e confrontarsi sul significato di diventare madre, sulle aspettative, i desideri e i mutamenti che questo evento porta con sé. Scrivi sul diarioi tuoi sentimenti A 20 anni perché... ancora spensierate, si crescerà insieme al bambino Coraggiose e un po' incoscienti. Se volessimo trovare degli aggettivi per descrivere le mamme ventenni, questi sarebbero i più adatti. Coraggiose perché - anche se la loro scelta non è sempre del tutto consapevole - queste giovani donne sanno "anticipare" lo stereotipo culturale che, nella nostra società, calibra l'evento della maternità a partire dai 30 anni. E un po' incoscienti perché spesso affrontano questa avventura senza quasi rendersi conto dei cambiamenti che porterà con sé. La maternità viene vissuta con maggior leggerezza, con una maggiore serenità. Ci sono meno timori, meno ansie circa l'andamento della gestazione e il parto spaventa meno, perché in qualche modo queste giovani donne si sentono in grado di gestire ogni cosa. E ci sono meno pensieri anche su ciò che accadrà quando il bebè sarà nato, perché la possibilità di inserirlo nella propria vita - senza che essa debba modificarsi - sembra naturale. A vent'anni c'è una sorta di "plasticità" che aiuta ad affrontare meno rigidamente gli sconvolgimenti nelle abitudini quotidiane e nei ritmi biologici con i quali un neonato obbliga a confrontarsi. Per contro, la maternità procede di pari passo con il processo di maturazione di queste giovani mamme, che ancora devono lavorare su di sé, ancora devono scoprirsi. E, ancora, hanno bisogno di spazi di libertà cui, a volte, faticano a dover rinunciare. Per arginare le difficoltà conta molto il contesto in cui si vive la maternità, la rete di sostegno su cui si può fare affidamento, a livello di coppia e di famiglia. Sesso in gravidanzaFa bene o fa male al feto? A 30 anni perché... tra mille obiettivi, un figlio è quello più importante Tra i 29 e i 33-34 anni: soprattutto nei grandi centri, sembra essere questa la fascia d'età in cui è maggiore il numero di donne che sceglie di diventare mamma. E, nella gran parte dei casi, si tratta di una scelta consapevole e ragionata. In genere, le trentenni di oggi sono donne autonome e con obiettivi chiari, si sentono più sicure e, finalmente, possono lasciare spazio al desiderio di maternità. Un figlio rappresenta il coronamento di una crescita personale, ma anche l'espressione di una relazione di coppia che ha avuto tempo per costruirsi. Giovani, dinamiche, forti, le trentenni hanno ancora tanta energia da spendere: non soffrono le levatacce notturne, sopportano meglio la mancanza di sonno e la stanchezza fisica. Dal punto di vista psicologico, però, nella loro mente iniziano a farsi strada molti più turbamenti rispetto a ciò che accade alle ragazze più giovani. Perché a guidarle è già la ragione, più che l'emozione. Dopo aver lavorato per anni affinché, nella sua vita, tutto si adattasse alle sue aspettative, ora è inevitabile che, anche rispetto alla scelta di mettere al mondo un figlio, una trentenne abbia bisogno di attivare una sorta di meccanismo di controllo. La realtà dell'attesa, però, non è sempre così perfettamente controllabile. E allora, più la maternità è costruita sulla base di una programmazione, più prevalgono ansia e tensione. Per queste donne, la sfida da vincere consiste nel trovare una nuova armonia. Nel corso della loro vita hanno potuto sperimentare se stesse e costruire la loro indipendenza. E ora sono pronte a saper trovare dentro di sé l'essenza della maternità: la capacità di essere disponibili ad accogliere un bambino e a occuparsi di lui nel modo più naturale, e meno razionale, possibile. Sbalzi d'umore?Leggi i consigli dell'esperto A 40 anni perché... realizzate sul lavoro, si è più disponibili verso il bebè Un desiderio spontaneo e intenso, urgente. Irrinunciabile e improcrastinabile, perché in qualche misura scritto dentro la legge della natura. E, nel contempo, una disponibilità totale a dedicarsi a quel figlio che ora, finalmente, ci si sente pronte ad accogliere e ad accudire. A 40 anni, per certi versi, una donna è completamente affermata, sicura del proprio valore e soddisfatta dal punto di vista della carriera professionale. E la maternità, allora, può diventare una nuova priorità cui dedicare tutta se stessa. A 40 anni il desiderio di un figlio è intenso, ma reale. Si è persa, almeno in parte, quell'urgenza di razionalizzare la maternità che apparteneva a una fase precedente della propria vita. Restano, però, la storia e le esperienze vissute, le emozioni e i sentimenti che ci hanno accompagnato fino a questo momento. E tutto ciò dà grande spessore, grande intensità, all'incontro con quel bambino tanto atteso. Timori? Certo, si provano anche a 40 anni. Per alcune donne l'ansia è soprattutto quella di non saper affrontare i cambiamenti che l'arrivo di un bebè porta con sé. Per altre, invece, riguarda il bambino: hanno bisogno di avere dai medici continue rassicurazioni sul fatto che lui stia bene e che loro siano "in grado" di portare avanti la gravidanza. Superato il primo, destabilizzante impatto della convivenza con un neonato, queste madri sanno offrire ai loro figli una disponibilità pressoché totale. Perché, colmato quel vuoto che sentivano nella loro esistenza, ora il desiderio più forte è quello di occuparsi di quel bimbo che hanno tanto atteso, di goderselo il più possibile, di divertirsi con lui, di poter osservare ogni sua piccola, grande, conquista. Lavoro e gravidanzasono compatibili? Sei in dolce attesa Ritira il tuo cofanetto gratis! VAI Commenti Ti consigliamo L'inverno è più allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter L'inverno è più allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter promoted by sponsor Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? 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Scopri cosa non fare in gravidanza Primi sintomi di gravidanza Il singhiozzo del bebè nel pancione Stop alle smagliature: ecco come prevenirle e curarle Documenti per neonati: tutte le info dalla carta d'identità al codice fiscale No latte vaccino? Ecco le alternative sicure Logo Dal momento in cui cominci a desiderare un neonato fino alla nascita del tuo bambino Dolce Attesa, il sito dell'omonima rivista, è con te. Settimana dopo settimana ti accompagna nella meravigliosa avventura della gravidanza rispondendo a tutti i tuoi dubbi e domande, dal concepimento alle 40 settimane, dal parto al puerperio. Con l'aiuto dei nostri esperti potrai trovare tutte le informazioni e i consigli utili per vivere l'attesa in maniera consapevole e serena, in pieno benessere e... bellezza! 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Non esiste un'et ideale per diventare madre, piuttosto, una questione di maturit interiore legata a un percorso di crescita personale, che ci permette di dare spazio all'arrivo di un bambino nella nostra esistenza. Ma che cosa cambia lungo le differenti "tappe" di questo percorso? Come lo si affronta quando si molto giovani piuttosto che quando si ha raggiunto un'et pi adulta? Oltre alla testacome cambia il corpo? Lasciarsi andare, senza paure Un figlio cambia la vita, inevitabilmente. A 20, a 30 cos come a 40 anni. Invece di temere questi cambiamenti, per, bisogna imparare ad affrontarli con serenit e fiducia, consapevoli del fatto che ci porteranno soprattutto gioia e armonia. Ogni donna, indipendentemente dalla sua et, conserva dentro di s una sorta di "istinto animale" che la rende capace di provvedere al suo cucciolo. L'unica cosa da fare, allora, seguire questo istinto. Nella societ occidentale, oggi, prevale un codice di comportamento maschile, basato sulla prestazione, la capacit, la realizzazione di s. In questo contesto, la maternit finisce spesso per essere vissuta quasi come una sorta di ostacolo. La si affronta in maniera molto "tecnica", ma senza tener conto di quanto possa influire sull'anima, ancor pi che sul corpo, di una donna. Bisognerebbe dunque recuperare uno spazio al femminile nel quale poter riflettere e confrontarsi sul significato di diventare madre, sulle aspettative, i desideri e i mutamenti che questo evento porta con s. Scrivi sul diarioi tuoi sentimenti A 20 anni perch... ancora spensierate, si crescer insieme al bambino Coraggiose e un po' incoscienti. Se volessimo trovare degli aggettivi per descrivere le mamme ventenni, questi sarebbero i pi adatti. Coraggiose perch - anche se la loro scelta non sempre del tutto consapevole - queste giovani donne sanno "anticipare" lo stereotipo culturale che, nella nostra societ, calibra l'evento della maternit a partire dai 30 anni. E un po' incoscienti perch spesso affrontano questa avventura senza quasi rendersi conto dei cambiamenti che porter con s. La maternit viene vissuta con maggior leggerezza, con una maggiore serenit. Ci sono meno timori, meno ansie circa l'andamento della gestazione e il parto spaventa meno, perch in qualche modo queste giovani donne si sentono in grado di gestire ogni cosa. E ci sono meno pensieri anche su ci che accadr quando il beb sar nato, perch la possibilit di inserirlo nella propria vita - senza che essa debba modificarsi - sembra naturale. A vent'anni c' una sorta di "plasticit" che aiuta ad affrontare meno rigidamente gli sconvolgimenti nelle abitudini quotidiane e nei ritmi biologici con i quali un neonato obbliga a confrontarsi. Per contro, la maternit procede di pari passo con il processo di maturazione di queste giovani mamme, che ancora devono lavorare su di s, ancora devono scoprirsi. E, ancora, hanno bisogno di spazi di libert cui, a volte, faticano a dover rinunciare. Per arginare le difficolt conta molto il contesto in cui si vive la maternit, la rete di sostegno su cui si pu fare affidamento, a livello di coppia e di famiglia. Sesso in gravidanzaFa bene o fa male al feto? A 30 anni perch... tra mille obiettivi, un figlio quello pi importante Tra i 29 e i 33-34 anni: soprattutto nei grandi centri, sembra essere questa la fascia d'et in cui maggiore il numero di donne che sceglie di diventare mamma. E, nella gran parte dei casi, si tratta di una scelta consapevole e ragionata. In genere, le trentenni di oggi sono donne autonome e con obiettivi chiari, si sentono pi sicure e, finalmente, possono lasciare spazio al desiderio di maternit. Un figlio rappresenta il coronamento di una crescita personale, ma anche l'espressione di una relazione di coppia che ha avuto tempo per costruirsi. Giovani, dinamiche, forti, le trentenni hanno ancora tanta energia da spendere: non soffrono le levatacce notturne, sopportano meglio la mancanza di sonno e la stanchezza fisica. Dal punto di vista psicologico, per, nella loro mente iniziano a farsi strada molti pi turbamenti rispetto a ci che accade alle ragazze pi giovani. Perch a guidarle gi la ragione, pi che l'emozione. Dopo aver lavorato per anni affinch, nella sua vita, tutto si adattasse alle sue aspettative, ora inevitabile che, anche rispetto alla scelta di mettere al mondo un figlio, una trentenne abbia bisogno di attivare una sorta di meccanismo di controllo. La realt dell'attesa, per, non sempre cos perfettamente controllabile. E allora, pi la maternit costruita sulla base di una programmazione, pi prevalgono ansia e tensione. Per queste donne, la sfida da vincere consiste nel trovare una nuova armonia. Nel corso della loro vita hanno potuto sperimentare se stesse e costruire la loro indipendenza. E ora sono pronte a saper trovare dentro di s l'essenza della maternit: la capacit di essere disponibili ad accogliere un bambino e a occuparsi di lui nel modo pi naturale, e meno razionale, possibile. Sbalzi d'umore?Leggi i consigli dell'esperto A 40 anni perch... realizzate sul lavoro, si pi disponibili verso il beb Un desiderio spontaneo e intenso, urgente. Irrinunciabile e improcrastinabile, perch in qualche misura scritto dentro la legge della natura. E, nel contempo, una disponibilit totale a dedicarsi a quel figlio che ora, finalmente, ci si sente pronte ad accogliere e ad accudire. A 40 anni, per certi versi, una donna completamente affermata, sicura del proprio valore e soddisfatta dal punto di vista della carriera professionale. E la maternit, allora, pu diventare una nuova priorit cui dedicare tutta se stessa. A 40 anni il desiderio di un figlio intenso, ma reale. Si persa, almeno in parte, quell'urgenza di razionalizzare la maternit che apparteneva a una fase precedente della propria vita. Restano, per, la storia e le esperienze vissute, le emozioni e i sentimenti che ci hanno accompagnato fino a questo momento. E tutto ci d grande spessore, grande intensit, all'incontro con quel bambino tanto atteso. Timori? Certo, si provano anche a 40 anni. Per alcune donne l'ansia soprattutto quella di non saper affrontare i cambiamenti che l'arrivo di un beb porta con s. Per altre, invece, riguarda il bambino: hanno bisogno di avere dai medici continue rassicurazioni sul fatto che lui stia bene e che loro siano "in grado" di portare avanti la gravidanza. Superato il primo, destabilizzante impatto della convivenza con un neonato, queste madri sanno offrire ai loro figli una disponibilit pressoch totale. Perch, colmato quel vuoto che sentivano nella loro esistenza, ora il desiderio pi forte quello di occuparsi di quel bimbo che hanno tanto atteso, di goderselo il pi possibile, di divertirsi con lui, di poter osservare ogni sua piccola, grande, conquista. Lavoro e gravidanzasono compatibili? Sei in dolce attesa Ritira il tuo cofanetto gratis! VAI Commenti Ti consigliamo L'inverno pi allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter L'inverno pi allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter promoted by sponsor Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? promoted by sponsor La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodit La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodit promoted by sponsor Sei in dolce attesa? 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Il volume, pubblicato dalla casa editrice Ultra (160 pagine, 11,90 euro), arriva in libreria questa settimana e si propone come un utile strumento per affrontare/risolvere/mettere a tacere commenti e giudizi e aiutare quanti circondano la futura e neomamma a offrirle il sostegno giusto. Giorgia, come è nata l'idea del libro? La gravidanza e i primi tempi dopo la nascita sono un periodo molto delicato e particolare nella vita di una donna. C'è la gioia, naturalmente, ma ci sono anche tanti dubbi e incertezze. La neomamma è completamente concentrata nella cura del suo piccino, che ha bisogno di lei giorno e notte, e avrebbe bisogno di essere accudita e coccolata a sua volta, dal compagno e dalle persone che le vogliono bene. Purtroppo, però, la realtà che raccontano le madri è ben diversa: poco sostegno e tante, troppe critiche. Future e neomamme sono sommerse di consigli non richiesti, osservazioni e giudizi che, alla lunga, possono minare la fiducia in loro stesse. E questo proprio in un momento in cui ci sarebbe bisogno di tanto incoraggiamento. Sbalzi d'umoreLeggi Esistono molti manuali per future mamme: il tuo in che cosa si differenzia dagli altri? Direi l'incrollabile fiducia nelle competenze materne e nelle potenzialità della donna di dare alla luce, nutrire, accudire al meglio il proprio bambino. Questo manuale propone una serie di strategie (teoriche, ma anche pratiche) per prevenire, evitare, superare, critiche e osservazioni altrui. Per arginare le interferenze e indirizzare le energie di quanti circondano future e neomadri verso attività decisamente più utili... come il sostegno pratico e l'incoraggiamento. Già, perché i commenti indesiderati prendono il via sin dalla gravidanza... Purtroppo è così. Sono tante le osservazioni che, seppur fatte in buona fede o con leggerezza, possono ferire o far preoccupare la futura mamma. Troppi commenti sulle dimensioni della pancia (non si vede niente, sicura di essere incinta? Hai una pancia enorme, sicura che non siano due?), sulla crescita del piccolo nel pancione (come mai non lo hai ancora sentito muovere?), sul parto (chissà come farai a partorire con quei fianchi stretti/ora che hai già quarant'anni/con una soglia del dolore così bassa...), sulle decisioni della futura mamma in merito agli esami da fare, l'ospedale dove partorire, il professionista da cui farsi seguire, la scelta di continuare a lavorare fino all'ultimo o di prendersi una pausa... Tutti gli aspetti della gravidanza vengono passati in rassegna e giudicati, spesso causando una bella dose di nervosismo (o peggio, di ansia) alla futura mamma. E poi ci sono i racconti di parto, con giorni e giorni di travaglio, dolori inimmaginabili, forcipe, ventosa, convalescenze da incubo... E grazie tante per l'incoraggiamento! ... e continuano dopo la nascita... È così. Se lo allatti e il bebè piange, è perché il tuo latte non è abbastanza, non è buono, non è nutriente. Se non lo allatti, sei una madre degenere ed egoista. Attenzione, però, se lo allatti va bene, ma non troppo. E, soprattutto, non dopo l'anno, che tanto diventa acqua e poi finisce che sei morbosa. Se lo tieni troppo in braccio poi si vizia. Non dorme tutta la notte? È sicuramente colpa della mamma! Lo addormenti al seno? Non sia mai. Nel lettone? Orrore e raccapriccio. Non correre quando piange, deve imparare! (Sì, ma imparare cosa? Che quando hai bisogno nessuno ti aiuta?) E per finire... ecco, guarda che mammone: vuole stare sempre con la mamma! (Già, perché chissà dove dovrebbe stare un bimbo piccolino!). La cosa incredibile è che tutti, ma proprio tutti, dalla nonna alla zia, dal collega senza figli all'amica che non vi vedeva da due anni si sentono in diritto di dire la loro, e non esitano a mettere in discussione l'operato della mamma, illustrando con dovizia di particolari quello che invece dovrebbe fare, secondo il loro incontestabile e illuminato parere. Le frasi da non dire maiLeggi E il papà? Che ruolo gioca in questa situazione? Un ruolo fondamentale. Tocca a lui infatti proteggere la futura e neomamma. Il papà è il filtro che intercetta critiche e consigli non richiesti, che ricorda a tutti (parenti, amici e conoscenti) che la futura mamma ha le competenze necessarie per partorire e crescere il loro bambino e, importantissimo, che ricorda alla compagna che lei è una mamma veramente in gamba. La migliore mamma possibile per il piccino che è nato! Il ruolo del papàLeggi Parenti e amici sono quindi potenziali ostacoli da tenere a bada e arginare? Al contrario. I parenti e gli amici sono - o meglio, possono essere - degli alleati preziosi della neofamiglia. Tocca a loro prendersi cura della mamma, occuparsi delle sue necessità pratiche, della gestione della casa. Questa infatti era la norma fino a qualche decennio fa e tuttora lo è in molte altre culture. Aiuto pratico, quindi. Per la spesa, per i pasti, per le incombenze domestiche. Gesti semplici, ma preziosi per una futura mamma stanca e per una neomamma concentrata nella cura del suo piccino. E sostegno morale. Sono i parenti e gli amici che possono far sentire la mamma competente, che possono aiutarla a superare dubbi e incertezze, dimostrando che hanno fiducia in lei e che, quando la guardano, quello che vedono è un'ottima mamma. A tutto vantaggio del benessere suo e, di conseguenza, anche del bebè. Sì, insomma, le persone che circondano la donna sono importanti. Ecco perché la terza parte del libro è dedicata proprio a loro, per "aiutarli ad aiutare", per ricordare a tutti cosa può essere utile per una donna che aspetta un bimbo o che è da poco diventata mamma. Nel tuo "corso di autodifesa" per mamme vengono proposte molte soluzioni per affrontare critiche e osservazioni, dal tentativo di coinvolgere le persone considerate importanti alle risposte ironiche. Le soluzioni proposte sono differenti, perché diverse sono le situazioni e le relazioni personali cui si riferiscono. Per difendervi dai commenti della vostra amatissima nonna non userete la stessa tecnica dedicata al collega antipatico, e la reazione di fronte a un appunto scherzoso non sarà la stessa suscitata da una critica pesante. Anche il come ha un suo peso, poiché una persona mossa da buoni propositi e convinta di fare il vostro bene non merita la stessa risposta di una persona che agisce con superficialità o addirittura cattiveria. Infine, c'è da prendere in considerazione il quando, perché il commento sbagliato, capitato assolutamente per caso, tra tanti commenti giusti non è fastidioso come il commento ribadito con insistenza, più e più volte, in ogni occasione. Insomma, situazioni diverse richiedono mosse di autodifesa differenti per risultare efficaci e per preservare i rapporti con parenti e amici. Alcune risposte ironiche sono molto divertenti: come ti sono venute in mente? Ascoltando i racconti delle mamme che ho conosciuto in questi anni grazie al mio lavoro. I criticoni non hanno molta fantasia e ci sono una serie di commenti ricorrenti basati su luoghi comuni (il bimbo che si vizia, le mamme che non hanno abbastanza latte, il mito dell'indipendenza precoce) di cui la scienza ha dimostrato da tempo l'infondatezza, ma che purtroppo sono saldamente radicati nella nostra cultura. Di fronte a certi commenti particolarmente indelicati o assurdi, non resta che ricorrere all'ironia! Che fare se, una volta tentate tutte le strategie, si scopre che ci sono alcuni criticoni impossibili da scoraggiare? Quando siete con loro (se proprio dovete frequentarli), sorridete e fate orecchie da mercanti. E se il commento sgradito giunge comunque fino a voi, lasciate che vi scivoli addosso, senza arrivare alla mente e al cuore. Non merita la vostra considerazione, il vostro tempo, le vostre energie. Avete ben altro da fare in questo momento della vita! Hai quattro figli, di età molto diverse: quanto c'è della tua esperienza nel libro? Con il primo figlio ho collezionato anch'io una bella rosa di commenti antipatici e i dubbi erano davvero tanti. Il fatto è che quando diventi mamma per la prima volta, magari senza alcuna esperienza di bambini piccoli, hai molta paura di sbagliare. È normale che sia così, in fondo non si nasce già capaci, mamme si diventa giorno dopo giorno, crescendo insieme al proprio bambino. La situazione migliora con i figli successivi. Diciamo che con l'aumentare dei figli, i consigli non richiesti tendono a diminuire. Certo, a quel punto iniziano i commenti sulla scelta di creare una famiglia numerosa: "Ma lo avete cercato? Tre non erano abbastanza?". Secondo te quali sono le maggiori difficoltà che una mamma di oggi si trova a dover affrontare? La solitudine. Sappiamo che, come dice un famoso proverbio, per crescere un bimbo ci vuole un intero villaggio. Quanto sono sole, invece, le mamme di oggi! E quando si è sole la fatica diventa più grande, i dubbi maggiori. Purtroppo la nostra è una società poco amica di mamme e bambini e tiene in scarsa considerazione le loro esigenze. Lo stesso si può dire, purtroppo, del mondo del lavoro. Per questo, alla fine, fare rete con altre mamme diventa una risorsa preziosa. Eleonora Chiari Sei in dolce attesa? Ritira il tuo cofanetto gratis! VAI Commenti Ti consigliamo L'inverno è più allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter L'inverno è più allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter promoted by sponsor Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? 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Il volume, pubblicato dalla casa editrice Ultra (160 pagine, 11,90 euro), arriva in libreria questa settimana e si propone come un utile strumento per affrontare/risolvere/mettere a tacere commenti e giudizi e aiutare quanti circondano la futura e neomamma a offrirle il sostegno giusto. Giorgia, come nata l'idea del libro? La gravidanza e i primi tempi dopo la nascita sono un periodo molto delicato e particolare nella vita di una donna. C' la gioia, naturalmente, ma ci sono anche tanti dubbi e incertezze. La neomamma completamente concentrata nella cura del suo piccino, che ha bisogno di lei giorno e notte, e avrebbe bisogno di essere accudita e coccolata a sua volta, dal compagno e dalle persone che le vogliono bene. Purtroppo, per, la realt che raccontano le madri ben diversa: poco sostegno e tante, troppe critiche. Future e neomamme sono sommerse di consigli non richiesti, osservazioni e giudizi che, alla lunga, possono minare la fiducia in loro stesse. E questo proprio in un momento in cui ci sarebbe bisogno di tanto incoraggiamento. Sbalzi d'umoreLeggi Esistono molti manuali per future mamme: il tuo in che cosa si differenzia dagli altri? Direi l'incrollabile fiducia nelle competenze materne e nelle potenzialit della donna di dare alla luce, nutrire, accudire al meglio il proprio bambino. Questo manuale propone una serie di strategie (teoriche, ma anche pratiche) per prevenire, evitare, superare, critiche e osservazioni altrui. Per arginare le interferenze e indirizzare le energie di quanti circondano future e neomadri verso attivit decisamente pi utili... come il sostegno pratico e l'incoraggiamento. Gi, perch i commenti indesiderati prendono il via sin dalla gravidanza... Purtroppo cos. Sono tante le osservazioni che, seppur fatte in buona fede o con leggerezza, possono ferire o far preoccupare la futura mamma. Troppi commenti sulle dimensioni della pancia (non si vede niente, sicura di essere incinta? Hai una pancia enorme, sicura che non siano due?), sulla crescita del piccolo nel pancione (come mai non lo hai ancora sentito muovere?), sul parto (chiss come farai a partorire con quei fianchi stretti/ora che hai gi quarant'anni/con una soglia del dolore cos bassa...), sulle decisioni della futura mamma in merito agli esami da fare, l'ospedale dove partorire, il professionista da cui farsi seguire, la scelta di continuare a lavorare fino all'ultimo o di prendersi una pausa... Tutti gli aspetti della gravidanza vengono passati in rassegna e giudicati, spesso causando una bella dose di nervosismo (o peggio, di ansia) alla futura mamma. E poi ci sono i racconti di parto, con giorni e giorni di travaglio, dolori inimmaginabili, forcipe, ventosa, convalescenze da incubo... E grazie tante per l'incoraggiamento! ... e continuano dopo la nascita... cos. Se lo allatti e il beb piange, perch il tuo latte non abbastanza, non buono, non nutriente. Se non lo allatti, sei una madre degenere ed egoista. Attenzione, per, se lo allatti va bene, ma non troppo. E, soprattutto, non dopo l'anno, che tanto diventa acqua e poi finisce che sei morbosa. Se lo tieni troppo in braccio poi si vizia. Non dorme tutta la notte? sicuramente colpa della mamma! Lo addormenti al seno? Non sia mai. Nel lettone? Orrore e raccapriccio. Non correre quando piange, deve imparare! (S, ma imparare cosa? Che quando hai bisogno nessuno ti aiuta?) E per finire... ecco, guarda che mammone: vuole stare sempre con la mamma! (Gi, perch chiss dove dovrebbe stare un bimbo piccolino!). La cosa incredibile che tutti, ma proprio tutti, dalla nonna alla zia, dal collega senza figli all'amica che non vi vedeva da due anni si sentono in diritto di dire la loro, e non esitano a mettere in discussione l'operato della mamma, illustrando con dovizia di particolari quello che invece dovrebbe fare, secondo il loro incontestabile e illuminato parere. Le frasi da non dire maiLeggi E il pap? Che ruolo gioca in questa situazione? Un ruolo fondamentale. Tocca a lui infatti proteggere la futura e neomamma. Il pap il filtro che intercetta critiche e consigli non richiesti, che ricorda a tutti (parenti, amici e conoscenti) che la futura mamma ha le competenze necessarie per partorire e crescere il loro bambino e, importantissimo, che ricorda alla compagna che lei una mamma veramente in gamba. La migliore mamma possibile per il piccino che nato! Il ruolo del papLeggi Parenti e amici sono quindi potenziali ostacoli da tenere a bada e arginare? Al contrario. I parenti e gli amici sono - o meglio, possono essere - degli alleati preziosi della neofamiglia. Tocca a loro prendersi cura della mamma, occuparsi delle sue necessit pratiche, della gestione della casa. Questa infatti era la norma fino a qualche decennio fa e tuttora lo in molte altre culture. Aiuto pratico, quindi. Per la spesa, per i pasti, per le incombenze domestiche. Gesti semplici, ma preziosi per una futura mamma stanca e per una neomamma concentrata nella cura del suo piccino. E sostegno morale. Sono i parenti e gli amici che possono far sentire la mamma competente, che possono aiutarla a superare dubbi e incertezze, dimostrando che hanno fiducia in lei e che, quando la guardano, quello che vedono un'ottima mamma. A tutto vantaggio del benessere suo e, di conseguenza, anche del beb. S, insomma, le persone che circondano la donna sono importanti. Ecco perch la terza parte del libro dedicata proprio a loro, per "aiutarli ad aiutare", per ricordare a tutti cosa pu essere utile per una donna che aspetta un bimbo o che da poco diventata mamma. Nel tuo "corso di autodifesa" per mamme vengono proposte molte soluzioni per affrontare critiche e osservazioni, dal tentativo di coinvolgere le persone considerate importanti alle risposte ironiche. Le soluzioni proposte sono differenti, perch diverse sono le situazioni e le relazioni personali cui si riferiscono. Per difendervi dai commenti della vostra amatissima nonna non userete la stessa tecnica dedicata al collega antipatico, e la reazione di fronte a un appunto scherzoso non sar la stessa suscitata da una critica pesante. Anche il come ha un suo peso, poich una persona mossa da buoni propositi e convinta di fare il vostro bene non merita la stessa risposta di una persona che agisce con superficialit o addirittura cattiveria. Infine, c' da prendere in considerazione il quando, perch il commento sbagliato, capitato assolutamente per caso, tra tanti commenti giusti non fastidioso come il commento ribadito con insistenza, pi e pi volte, in ogni occasione. Insomma, situazioni diverse richiedono mosse di autodifesa differenti per risultare efficaci e per preservare i rapporti con parenti e amici. Alcune risposte ironiche sono molto divertenti: come ti sono venute in mente? Ascoltando i racconti delle mamme che ho conosciuto in questi anni grazie al mio lavoro. I criticoni non hanno molta fantasia e ci sono una serie di commenti ricorrenti basati su luoghi comuni (il bimbo che si vizia, le mamme che non hanno abbastanza latte, il mito dell'indipendenza precoce) di cui la scienza ha dimostrato da tempo l'infondatezza, ma che purtroppo sono saldamente radicati nella nostra cultura. Di fronte a certi commenti particolarmente indelicati o assurdi, non resta che ricorrere all'ironia! Che fare se, una volta tentate tutte le strategie, si scopre che ci sono alcuni criticoni impossibili da scoraggiare? Quando siete con loro (se proprio dovete frequentarli), sorridete e fate orecchie da mercanti. E se il commento sgradito giunge comunque fino a voi, lasciate che vi scivoli addosso, senza arrivare alla mente e al cuore. Non merita la vostra considerazione, il vostro tempo, le vostre energie. Avete ben altro da fare in questo momento della vita! Hai quattro figli, di et molto diverse: quanto c' della tua esperienza nel libro? Con il primo figlio ho collezionato anch'io una bella rosa di commenti antipatici e i dubbi erano davvero tanti. Il fatto che quando diventi mamma per la prima volta, magari senza alcuna esperienza di bambini piccoli, hai molta paura di sbagliare. normale che sia cos, in fondo non si nasce gi capaci, mamme si diventa giorno dopo giorno, crescendo insieme al proprio bambino. La situazione migliora con i figli successivi. Diciamo che con l'aumentare dei figli, i consigli non richiesti tendono a diminuire. Certo, a quel punto iniziano i commenti sulla scelta di creare una famiglia numerosa: "Ma lo avete cercato? Tre non erano abbastanza?". Secondo te quali sono le maggiori difficolt che una mamma di oggi si trova a dover affrontare? La solitudine. Sappiamo che, come dice un famoso proverbio, per crescere un bimbo ci vuole un intero villaggio. Quanto sono sole, invece, le mamme di oggi! E quando si sole la fatica diventa pi grande, i dubbi maggiori. Purtroppo la nostra una societ poco amica di mamme e bambini e tiene in scarsa considerazione le loro esigenze. Lo stesso si pu dire, purtroppo, del mondo del lavoro. Per questo, alla fine, fare rete con altre mamme diventa una risorsa preziosa. Eleonora Chiari Sei in dolce attesa? Ritira il tuo cofanetto gratis! VAI Commenti Ti consigliamo L'inverno pi allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter L'inverno pi allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter promoted by sponsor Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? promoted by sponsor La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodit La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodit promoted by sponsor Sei in dolce attesa? 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Settimana dopo settimana ti accompagna nella meravigliosa avventura della gravidanza rispondendo a tutti i tuoi dubbi e domande, dal concepimento alle 40 settimane, dal parto al puerperio. Con l'aiuto dei nostri esperti potrai trovare tutte le informazioni e i consigli utili per vivere l'attesa in maniera consapevole e serena, in pieno benessere e... bellezza! Tags * Gravidanza * Parto * Rimanere incinta Network * QuiMamme * Io e il mio bambino - tutto sul neonato * Insieme in Famiglia * QuiMamme Shop * Abbonamenti * Magic-Foto * Mi beb y yo Sfera Editore * Chi siamo * Sfera Editore * Sitemap * Contatti Copyright 2016 RCS MediaGroup S.p.A. - Gruppo Sfera - Via Rizzoli 8 - 20132 Milano | Servizio clienti: +39 0225846784 | Chi siamo |Cookie policy e privacy Logo * Login + ____________________ ____________________ Accedi Password dimenticata? Sei gia registrato? 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Un'idea molto radicata, perché le donne stesse, nonne e zie cui era stato detto di allattare seguendo orari rigidi, offrire tisane, acqua e aggiunte di formula artificiale, non sanno come "funziona" l'allattamento e quando il nipotino piange offrono alle figlie o alle nuore la stessa soluzione che era stata proposta loro 20 o 30 anni fa, ovvero il biberon. Le donne che non possono allattare per un problema effettivo sono meno di una su mille: tutte le altre donne sono in grado di farlo. Non tutte le mamme però, pur desiderando nutrire il loro bimbo, realizzano questo desiderio. Abbiamo perso la fiducia in questa nostra innata capacità perché l'esperienza delle generazioni che ci hanno immediatamente preceduto è stata negativa. Se poi l'allattamento non parte bene, è una sorta di profezia che si autoavvera e c'è il rischio che la neomamma - vedendo confermate le previsioni di nonne e zie - si rassegni senza cercare soluzioni. A volte può bastare una montata lattea che ritarda per scoraggiare la neomadre e convincerla a rinunciare. Sei sicura che il tuo latte sia sufficiente? Quando si mette in dubbio che la mamma abbia abbastanza latte, si tocca un tasto molto delicato, poiché il dubbio di non garantire al piccolo un nutrimento adeguato può crearle un disagio decisamente intenso. In realtà, questo dubbio solitamente non ha senso e lo si comprende se ragioniamo in termini di fisiologia: se siamo mammiferi e le mammelle sono ghiandole, per quale motivo dovrebbero funzionare solo al 70% o al 30%? Oppure il lunedì e il martedì e non il mercoledì? Semmai, se ci si ammala, ci si cura. Spesso le persone mettono in dubbio che il latte sia sufficiente perché osservano un comportamento del bambino che, a loro parere, non è normale. Un esempio riguarda la frequenza delle poppate: se il bimbo si attacca prima che siano trascorse le tre ore "canoniche" dal pasto precedente, ecco che chi circonda la neomamma entra in allarme... e alla fine anche la mamma più serena può dubitare di se stessa. Nella grande maggioranza dei casi però, il timore di non avere abbastanza latte è infondato. Poppate frequenti, senza limiti di tempo o di orario, nelle prime settimane di vita sono assolutamente la norma! Ricordiamo infatti che al seno il bambino soddisfa diverse necessità: la fame, la sete, il bisogno di contatto e di rassicurazione... è normale che cerchi spesso il seno della mamma. E se invece c'è davvero un problema, il bimbo non bagna 6-7 pannolini al giorno e/o la crescita settimanale risulta effettivamente inadeguata, la soluzione non è rinunciare all'allattamento, ma correggere la gestione delle poppate, poiché con un po' di aiuto e di pazienza eventuali difficoltà iniziali possono essere superate rapidamente. L'importante, in caso di dubbio, è non esitare a rivolgersi a una figura esperta in allattamento per ricevere dei suggerimenti mirati. Sarà sostanzioso? Sembra acqua! Il latte materno ha una composizione diversa dal latte vaccino. Contiene molta acqua, circa l'87%, perché deve rispondere al fabbisogno di liquidi del bambino. Inoltre, non essendo pastorizzato ha una consistenza meno densa ed è molto più trasparente, soprattutto all'inizio della poppata. Se la mamma non sa che questo è normale, può avere il dubbio che il suo latte non sia perfetto per il bebè. In realtà, decenni di ricerche scientifiche hanno dimostrato che il latte materno è sempre perfetto e garantisce il nutrimento adeguato a ogni bambino. Unica eccezione potrebbe essere una situazione di grave malnutrizione materna, situazione che, per fortuna in Italia è decisamente difficile incontrare. Una mamma "normale" che occasionalmente, per mancanza di tempo, salta un pasto o a mezzogiorno mangia solo un piatto di insalata, continua a produrre un latte perfettamente nutriente. Molti anni fa si usava analizzare il latte per verificarne le proprietà, ma all'epoca non si sapeva ancora che la composizione del latte materno cambia nell'arco della giornata e addirittura nel corso della stessa poppata, per cui l'analisi di un campione - oltre a non essere necessaria - non offre informazioni attendibili. Lo allatti ancora? Ma ha appena poppato! L'allattamento non segue orari o tabelle e la frequenza delle poppate dipende dalla richiesta del bambino. Questo può suscitare commenti e critiche da parte di quanti, abituati all'alimentazione artificiale, si stupiscono nel vedere che il bimbo "cerca" il seno poco dopo aver poppato. Al seno il bimbo non assume solo nutrimento, ma anche acqua e fattori non nutritivi come anticorpi, ormoni, enzimi necessari per la sua crescita e la sua salute. E naturalmente, tra le braccia della mamma il bimbo riceve calore, contatto, affetto. Non è possibile sapere di che cosa ha bisogno esattamente il bambino nel momento in cui cerca il seno e quindi non ha senso farlo aspettare! D'altronde chi direbbe a un adulto che non può avere sete subito dopo pranzo? O che non può mangiare un pezzetto di pane se ha ancora fame? Ricordiamo che i bambini si autoregolano perfettamente e non c'è il rischio che chiedano "troppo" latte". Ti ha scambiato per un ciuccio! Poiché, come abbiamo detto, normalmente i neonati poppano molto spesso nell'arco delle 24 ore, può capitare che la neomamma venga accusata di viziare il suo piccino o che le venga detto che il bebè usa il seno come se fosse un ciuccio. In realtà è il contrario, semmai è il ciuccio che viene scambiato per il seno, non viceversa! E nelle prime settimane successive alla nascita, offrendo il ciuccio o dei liquidi aggiuntivi al bambino si rischia di interferire con il buon avvio dell'allattamento stesso. La produzione di latte si basa infatti su un meccanismo di domanda e offerta: più il bimbo succhia e più latte il corpo materno produce. Offrire il seno non significa certamente viziare, la mamma è una necessità per un piccolo essere umano, i vizi sono altri.... Non mangia la pappa per colpa del tuo latte! Il bimbo è poco interessato ai nuovi sapori? Accetta solo qualche cucchiaio di pappa? Ecco che subito vengono messe sotto accusa le poppate. Quando il piccolo è pronto per iniziare ad assaggiare nuovi cibi, continua comunque a poppare al seno. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che per tutto il primo anno di vita il latte materno resta l'alimento principale cui si accostano gradualmente gli altri alimenti. Non solo. Lo svezzamento è un momento di grandi novità ed è normale che il bimbo abbia comunque bisogno del nutrimento che conosce bene, completo e perfettamente digeribile, e che si muova con i suoi tempi nel percorso di conoscenza di nuovi sapori. La mamma che si è fidata della capacità di autoregolazione del bambino nei primi sei mesi di vita, non ha motivo di pensare che ora non sia più capace di regolarsi! Link Utili: Ambulatorio Latte&Coccole Consulenti professionali in allattamento materno Commenti Ti consigliamo L'inverno è più allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter L'inverno è più allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter promoted by sponsor Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? promoted by sponsor La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodità La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodità promoted by sponsor Sei in dolce attesa? 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Un'idea molto radicata, perch le donne stesse, nonne e zie cui era stato detto di allattare seguendo orari rigidi, offrire tisane, acqua e aggiunte di formula artificiale, non sanno come "funziona" l'allattamento e quando il nipotino piange offrono alle figlie o alle nuore la stessa soluzione che era stata proposta loro 20 o 30 anni fa, ovvero il biberon. Le donne che non possono allattare per un problema effettivo sono meno di una su mille: tutte le altre donne sono in grado di farlo. Non tutte le mamme per, pur desiderando nutrire il loro bimbo, realizzano questo desiderio. Abbiamo perso la fiducia in questa nostra innata capacit perch l'esperienza delle generazioni che ci hanno immediatamente preceduto stata negativa. Se poi l'allattamento non parte bene, una sorta di profezia che si autoavvera e c' il rischio che la neomamma - vedendo confermate le previsioni di nonne e zie - si rassegni senza cercare soluzioni. A volte pu bastare una montata lattea che ritarda per scoraggiare la neomadre e convincerla a rinunciare. Sei sicura che il tuo latte sia sufficiente? Quando si mette in dubbio che la mamma abbia abbastanza latte, si tocca un tasto molto delicato, poich il dubbio di non garantire al piccolo un nutrimento adeguato pu crearle un disagio decisamente intenso. In realt, questo dubbio solitamente non ha senso e lo si comprende se ragioniamo in termini di fisiologia: se siamo mammiferi e le mammelle sono ghiandole, per quale motivo dovrebbero funzionare solo al 70% o al 30%? Oppure il luned e il marted e non il mercoled? Semmai, se ci si ammala, ci si cura. Spesso le persone mettono in dubbio che il latte sia sufficiente perch osservano un comportamento del bambino che, a loro parere, non normale. Un esempio riguarda la frequenza delle poppate: se il bimbo si attacca prima che siano trascorse le tre ore "canoniche" dal pasto precedente, ecco che chi circonda la neomamma entra in allarme... e alla fine anche la mamma pi serena pu dubitare di se stessa. Nella grande maggioranza dei casi per, il timore di non avere abbastanza latte infondato. Poppate frequenti, senza limiti di tempo o di orario, nelle prime settimane di vita sono assolutamente la norma! Ricordiamo infatti che al seno il bambino soddisfa diverse necessit: la fame, la sete, il bisogno di contatto e di rassicurazione... normale che cerchi spesso il seno della mamma. E se invece c' davvero un problema, il bimbo non bagna 6-7 pannolini al giorno e/o la crescita settimanale risulta effettivamente inadeguata, la soluzione non rinunciare all'allattamento, ma correggere la gestione delle poppate, poich con un po' di aiuto e di pazienza eventuali difficolt iniziali possono essere superate rapidamente. L'importante, in caso di dubbio, non esitare a rivolgersi a una figura esperta in allattamento per ricevere dei suggerimenti mirati. Sar sostanzioso? Sembra acqua! Il latte materno ha una composizione diversa dal latte vaccino. Contiene molta acqua, circa l'87%, perch deve rispondere al fabbisogno di liquidi del bambino. Inoltre, non essendo pastorizzato ha una consistenza meno densa ed molto pi trasparente, soprattutto all'inizio della poppata. Se la mamma non sa che questo normale, pu avere il dubbio che il suo latte non sia perfetto per il beb. In realt, decenni di ricerche scientifiche hanno dimostrato che il latte materno sempre perfetto e garantisce il nutrimento adeguato a ogni bambino. Unica eccezione potrebbe essere una situazione di grave malnutrizione materna, situazione che, per fortuna in Italia decisamente difficile incontrare. Una mamma "normale" che occasionalmente, per mancanza di tempo, salta un pasto o a mezzogiorno mangia solo un piatto di insalata, continua a produrre un latte perfettamente nutriente. Molti anni fa si usava analizzare il latte per verificarne le propriet, ma all'epoca non si sapeva ancora che la composizione del latte materno cambia nell'arco della giornata e addirittura nel corso della stessa poppata, per cui l'analisi di un campione - oltre a non essere necessaria - non offre informazioni attendibili. Lo allatti ancora? Ma ha appena poppato! L'allattamento non segue orari o tabelle e la frequenza delle poppate dipende dalla richiesta del bambino. Questo pu suscitare commenti e critiche da parte di quanti, abituati all'alimentazione artificiale, si stupiscono nel vedere che il bimbo "cerca" il seno poco dopo aver poppato. Al seno il bimbo non assume solo nutrimento, ma anche acqua e fattori non nutritivi come anticorpi, ormoni, enzimi necessari per la sua crescita e la sua salute. E naturalmente, tra le braccia della mamma il bimbo riceve calore, contatto, affetto. Non possibile sapere di che cosa ha bisogno esattamente il bambino nel momento in cui cerca il seno e quindi non ha senso farlo aspettare! D'altronde chi direbbe a un adulto che non pu avere sete subito dopo pranzo? O che non pu mangiare un pezzetto di pane se ha ancora fame? Ricordiamo che i bambini si autoregolano perfettamente e non c' il rischio che chiedano "troppo" latte". Ti ha scambiato per un ciuccio! Poich, come abbiamo detto, normalmente i neonati poppano molto spesso nell'arco delle 24 ore, pu capitare che la neomamma venga accusata di viziare il suo piccino o che le venga detto che il beb usa il seno come se fosse un ciuccio. In realt il contrario, semmai il ciuccio che viene scambiato per il seno, non viceversa! E nelle prime settimane successive alla nascita, offrendo il ciuccio o dei liquidi aggiuntivi al bambino si rischia di interferire con il buon avvio dell'allattamento stesso. La produzione di latte si basa infatti su un meccanismo di domanda e offerta: pi il bimbo succhia e pi latte il corpo materno produce. Offrire il seno non significa certamente viziare, la mamma una necessit per un piccolo essere umano, i vizi sono altri.... Non mangia la pappa per colpa del tuo latte! Il bimbo poco interessato ai nuovi sapori? Accetta solo qualche cucchiaio di pappa? Ecco che subito vengono messe sotto accusa le poppate. Quando il piccolo pronto per iniziare ad assaggiare nuovi cibi, continua comunque a poppare al seno. L'Organizzazione Mondiale della Sanit ricorda che per tutto il primo anno di vita il latte materno resta l'alimento principale cui si accostano gradualmente gli altri alimenti. Non solo. Lo svezzamento un momento di grandi novit ed normale che il bimbo abbia comunque bisogno del nutrimento che conosce bene, completo e perfettamente digeribile, e che si muova con i suoi tempi nel percorso di conoscenza di nuovi sapori. La mamma che si fidata della capacit di autoregolazione del bambino nei primi sei mesi di vita, non ha motivo di pensare che ora non sia pi capace di regolarsi! Link Utili: Ambulatorio Latte&Coccole Consulenti professionali in allattamento materno Commenti Ti consigliamo L'inverno pi allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter L'inverno pi allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter promoted by sponsor Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? promoted by sponsor La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodit La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodit promoted by sponsor Sei in dolce attesa? Dalla Natura 5 risposte vincenti per il benessere del vostro piccolo Dalla Natura 5 risposte vincenti per il benessere del vostro piccolo promoted by sponsor Molto pi di un classico trio... uscire di casa col beb sar una passeggiata! 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Con l'aiuto dei nostri esperti potrai trovare tutte le informazioni e i consigli utili per vivere l'attesa in maniera consapevole e serena, in pieno benessere e... bellezza! Tags * Gravidanza * Parto * Rimanere incinta Network * QuiMamme * Io e il mio bambino - tutto sul neonato * Insieme in Famiglia * QuiMamme Shop * Abbonamenti * Magic-Foto * Mi beb y yo Sfera Editore * Chi siamo * Sfera Editore * Sitemap * Contatti Copyright 2016 RCS MediaGroup S.p.A. - Gruppo Sfera - Via Rizzoli 8 - 20132 Milano | Servizio clienti: +39 0225846784 | Chi siamo |Cookie policy e privacy Logo * Login + ____________________ ____________________ Accedi Password dimenticata? Sei gia registrato? 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Fin dalle prime settimane di gestazione, per esempio, si ha un notevole incremento della circolazione sanguigna, che costringe il cuore a una maggiore attività, una più elevata produzione di ossigeno da parte dei polmoni e un ulteriore lavoro da parte dei reni. Ma le trasformazioni del fisico si riflettono anche sulla psiche: il nuovo equilibrio ormonale fa sì che il sistema nervoso produca sostanze neuroattive che influiscono sull'emotività e sul tono dell'umore. Da qui la difficoltà a concentrarsi, la tendenza a isolarsi dall'ambiente di lavoro, il desiderio di stare sole. Il suggerimento è assecondare il più possibile il bisogno di riposo: sarebbe sbagliato pretendere di avere le energie e la resistenza di prima. Meglio allora lasciarsi andare a questa stanchezza, assecondare questi ritmi naturali per essere in forma dopo, quando ce ne sarà bisogno. ... e rallenta il ritmo! Spesso, nei mesi dell'attesa, le donne corrono ancora più del solito, perché sanno che, poi, dovranno per forza fermarsi, almeno per un poco. Così, paradossalmente, invece di essere il momento in cui ci si rilassa e si `riprende fiato', la gravidanza diventa una sorta di rush finale prima che il bambino arrivi e che, con la sua presenza, scompagini irrimediabilmente la gestione dei tempi. Invece, il modo migliore per vivere serenamente una condizione così speciale - qual è la gravidanza - e gustarla fino in fondo è concedersi piccoli spazi di dolce far nulla. Per dedicare maggior attenzione all'ascolto di sé e cogliere i segnali che arrivano dalla propria parte più profonda; perché, a volte, a frenare un po' è proprio il piccolo che sta crescendo nel grembo materno; perché altre volte è l'organismo della donna a imporre i propri limiti. Preparati a essere mamma. C'è un altro motivo, però, per cui si dovrebbe vivere con maggior tranquillità la gravidanza: l'attesa è un periodo di preparazione, un momento fondamentale per imparare a esercitare il ruolo di mamma. Non si è ancora impegnate ad accudire davvero, fisicamente, il bebè e per questo ci si può prendere tutto il tempo necessario per pensare a lui serenamente. E per `osservare' - sin dai primi giorni, quando la sua presenza fisica non si può ancora percepire - la sua crescita. Anche se ancora non lo sentiamo, anche se ancora non possiamo vederlo, il nostro piccolo è già dentro di noi. E cominciare subito a prendersi tempo per dedicargli un luogo privilegiato è un allenamento fondamentale per riuscire poi a farlo quando sarà nato. Al bando i sensi di colpa. Piuttosto che farsi prendere da inutili sensi di colpa o sentirsi inadeguate nei confronti di chi continua a correre, conviene `contagiare' gli altri: invitare il proprio compagno, la propria madre, l'amica del cuore a condividere con noi questa dimensione di maggior serenità. Coinvolgerli nei nostri nuovi desideri, nelle nostre nuove necessità e godere con loro delle gioie della nostra nuova `slow life'. Dai più ascolto alle tue sensazioni. Spesso, le future mamme vengono `assalite' dai racconti di gravidanze e parti di donne che sono già madri e offrono resoconti dettagliati della propria esperienza, mentre è raro che la donna in dolce attesa venga ascoltata. La conseguenza è che la futura mamma rischia di non ascoltarsi a sua volta, pensando di dover imparare dagli altri e chiedendosi se il proprio parto sarà come quello dell'amica, della sorella o della zia. Sarebbe, invece, mettersi in ascolto di se stesse e del proprio bambino! E per quanto riguarda la condivisione di emozioni, dubbi e paure, meglio evitare le persone che suscitano ansia e prediligere il confronto con altre future mamme che stanno vivendo la stessa situazione. Sesso su misura (del pancione). Se la gravidanza è fisiologica, la vita sessuale può continuare senza problemi, adeguandosi però alle diverse `fasi' che scandiscono l'attesa stessa. Nel primo trimestre, per esempio, la sessualità può essere `disturbata' da cause fisiche (come nausea e stanchezza accentuata) e psicologiche, in quanto per la coppia è il momento di accettare la nuova vita in arrivo, non sempre prevista o programmata e, in generale, di adattarsi alla nuova situazione. Nel secondo trimestre, le preoccupazioni del periodo precedente sono superate e le condizioni fisiologiche sono assolutamente favorevoli. Nell'ultimo trimestre, l'interesse dei genitori tende a `spostarsi' verso il parto e il bimbo che nascerà, oltre al fatto che le dimensioni del pancione rendono necessario trovare nuove posizioni. Ma, in assenza di controindicazioni specifiche, la coppia può coltivare i momenti di intimità fino agli ultimi giorni dell'attesa. Il timore di nuocere al bimbo è assolutamente infondato: si tratta di una fantasia originata dalla confusione `mentale' tra vagina e utero, l'organo dove il bimbo è ben protetto e che non viene coinvolto nel rapporto sessuale. Viaggi: nessuna controindicazione, a patto che... Durante gli spostamenti in auto la cintura di sicurezza è tassativa, perché protegge l'addome da possibili traumi contro il volante o il cruscotto. Tra l'altro, non dovrebbe creare alcun disagio, dal momento che il pancione non ha ancora cominciato a `lievitare'. La futura mamma può rinunciarvi solo dietro esplicita indicazione del medico (che deve essere contenuta in un certificato da portare sempre con sé). Stesso discorso anche in aereo: il consiglio, ad alta quota, è tenere le cinture allacciate durante l'intera durata del volo. Le compagnie possono però attuare diverse restrizioni e richiedere un certificato medico, pertanto è meglio informarsi prima di acquistare il biglietto. Happy hour con criterio. In gravidanza l'happy hour (l'abitudine, cioè di sorseggiare un drink accompagnandolo con pietanze a buffet) non è vietato, ma bisogna scegliere con attenzione il locale dove si svolge, considerando che luoghi molto rumorosi, affollati e dove fa molto caldo non sono l'ideale perché potrebbero favorire cali di pressione. - Meglio optare per un posto spazioso e aerato, in cui potersi sedere tranquille. - Tra le proposte del buffet è meglio puntare su alimenti cotti, come torte salate, bocconcini di frittata e tartine semplici, per esempio con mozzarella e pomodoro. Da evitare, invece, gli stuzzichini ricchi di grassi e poco nutrienti come le patatine e, se non si è immuni alla toxoplasmosi, gli affettati (tranne prosciutto cotto e mortadella), la carne e le verdure crude. - Tra le bevande è consigliabile scegliere tra succhi di frutta, centrifugati di verdura, frullati, tè. Anche le bibite analcoliche possono andar bene, ma facendo attenzione che non contengano coloranti. - Riguardo agli alcolici, invece, è importante sapere che un consumo eccessivo può dar luogo alla sindrome feto-alcolica, una patologia che causa gravi danni al nascituro, tra cui ridotto sviluppo intrauterino, ritardo psico-motorio, malformazioni cardiache. Meglio rinunciarvi del tutto, quindi, o limitarsi a mezzo bicchiere di vino o di birra. Sauna, massaggi & Co: adesso sono tabù? In effetti, la sauna è sconsigliata perché la temperatura molto alta può provocare un forte calo di pressione. Il bagno in acqua termale, invece, è concesso se la temperatura dell'acqua non supera i 37-38 gradi e se l'immersione non dura troppo a lungo, in base anche alla tolleranza individuale. Tinta o non tinta? Via libera alle colorazioni per capelli: le tinture in commercio non contengono sostanze tossiche. Inoltre i coloranti agiscono solo sul fusto e non sul bulbo e quindi non vengono assorbiti dall'organismo e non possono danneggiare in alcun modo il bebè. Tacchi alti, non altissimi! Chi li usa abitualmente, difficilmente vorrà rinunciare a indossare i tacchi alti nel corso dei nove mesi dell'attesa. Una scelta condivisibile... anche se non particolarmente gradita alla colonna vertebrale. La misura più adatta, infatti, è di 3- o 4 cm, mentre tacchi più alti provocano un sovraccarico della colonna vertebrale - che durante i 9 mesi è già sottoposta a un maggiore sforzo - e a lungo andare possono causare dolori lombari. Ti va di ballare? Partendo dal presupposto che la gravidanza è una condizione felice e non una malattia, non c'è ragione per cui una futura mamma `ballerina' debba rinunciare al proprio hobby! Servono, però, alcune accortezze: evitare locali affollati - dove è più facile essere urtati dagli altri ballerini - e quelli con il volume della musica troppo alto, che può risultare fastidioso sia per la mamma sia per il bebè. Fumo: divieto assoluto! Non c'è scusa che tenga: se il test conferma una gravidanza in atto, il vizio del fumo va abolito immediatamente. La nicotina, infatti, provoca un'alterazione del flusso di sangue destinato al bambino, quello che filtra attraverso la placenta, con conseguenze negative sullo sviluppo fisico e mentale del bebè. Attenzione, naturalmente, anche al fumo passivo, altrettanto nocivo. Vacanze esotiche: sarebbe meglio rimandare. È sempre meglio rimandare i viaggi nelle aree geografiche che richiedono profilassi o vaccini per la prevenzione di malattie infettive, perché non tutti questi trattamenti sono sicuri in gravidanza. In più, non bisogna dimenticare che il clima di queste aree, molto caldo e umido, potrebbe causare malesseri alla futura mamma. Commenti Ti consigliamo L'inverno è più allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter L'inverno è più allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter promoted by sponsor Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? promoted by sponsor La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodità La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodità promoted by sponsor Sei in dolce attesa? Dalla Natura 5 risposte vincenti per il benessere del vostro piccolo Dalla Natura 5 risposte vincenti per il benessere del vostro piccolo promoted by sponsor Molto più di un classico trio... uscire di casa col bebè sarà una passeggiata! 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Fin dalle prime settimane di gestazione, per esempio, si ha un notevole incremento della circolazione sanguigna, che costringe il cuore a una maggiore attivit, una pi elevata produzione di ossigeno da parte dei polmoni e un ulteriore lavoro da parte dei reni. Ma le trasformazioni del fisico si riflettono anche sulla psiche: il nuovo equilibrio ormonale fa s che il sistema nervoso produca sostanze neuroattive che influiscono sull'emotivit e sul tono dell'umore. Da qui la difficolt a concentrarsi, la tendenza a isolarsi dall'ambiente di lavoro, il desiderio di stare sole. Il suggerimento assecondare il pi possibile il bisogno di riposo: sarebbe sbagliato pretendere di avere le energie e la resistenza di prima. Meglio allora lasciarsi andare a questa stanchezza, assecondare questi ritmi naturali per essere in forma dopo, quando ce ne sar bisogno. ... e rallenta il ritmo! Spesso, nei mesi dell'attesa, le donne corrono ancora pi del solito, perch sanno che, poi, dovranno per forza fermarsi, almeno per un poco. Cos, paradossalmente, invece di essere il momento in cui ci si rilassa e si `riprende fiato', la gravidanza diventa una sorta di rush finale prima che il bambino arrivi e che, con la sua presenza, scompagini irrimediabilmente la gestione dei tempi. Invece, il modo migliore per vivere serenamente una condizione cos speciale - qual la gravidanza - e gustarla fino in fondo concedersi piccoli spazi di dolce far nulla. Per dedicare maggior attenzione all'ascolto di s e cogliere i segnali che arrivano dalla propria parte pi profonda; perch, a volte, a frenare un po' proprio il piccolo che sta crescendo nel grembo materno; perch altre volte l'organismo della donna a imporre i propri limiti. Preparati a essere mamma. C' un altro motivo, per, per cui si dovrebbe vivere con maggior tranquillit la gravidanza: l'attesa un periodo di preparazione, un momento fondamentale per imparare a esercitare il ruolo di mamma. Non si ancora impegnate ad accudire davvero, fisicamente, il beb e per questo ci si pu prendere tutto il tempo necessario per pensare a lui serenamente. E per `osservare' - sin dai primi giorni, quando la sua presenza fisica non si pu ancora percepire - la sua crescita. Anche se ancora non lo sentiamo, anche se ancora non possiamo vederlo, il nostro piccolo gi dentro di noi. E cominciare subito a prendersi tempo per dedicargli un luogo privilegiato un allenamento fondamentale per riuscire poi a farlo quando sar nato. Al bando i sensi di colpa. 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E per quanto riguarda la condivisione di emozioni, dubbi e paure, meglio evitare le persone che suscitano ansia e prediligere il confronto con altre future mamme che stanno vivendo la stessa situazione. Sesso su misura (del pancione). Se la gravidanza fisiologica, la vita sessuale pu continuare senza problemi, adeguandosi per alle diverse `fasi' che scandiscono l'attesa stessa. Nel primo trimestre, per esempio, la sessualit pu essere `disturbata' da cause fisiche (come nausea e stanchezza accentuata) e psicologiche, in quanto per la coppia il momento di accettare la nuova vita in arrivo, non sempre prevista o programmata e, in generale, di adattarsi alla nuova situazione. Nel secondo trimestre, le preoccupazioni del periodo precedente sono superate e le condizioni fisiologiche sono assolutamente favorevoli. Nell'ultimo trimestre, l'interesse dei genitori tende a `spostarsi' verso il parto e il bimbo che nascer, oltre al fatto che le dimensioni del pancione rendono necessario trovare nuove posizioni. Ma, in assenza di controindicazioni specifiche, la coppia pu coltivare i momenti di intimit fino agli ultimi giorni dell'attesa. Il timore di nuocere al bimbo assolutamente infondato: si tratta di una fantasia originata dalla confusione `mentale' tra vagina e utero, l'organo dove il bimbo ben protetto e che non viene coinvolto nel rapporto sessuale. Viaggi: nessuna controindicazione, a patto che... Durante gli spostamenti in auto la cintura di sicurezza tassativa, perch protegge l'addome da possibili traumi contro il volante o il cruscotto. Tra l'altro, non dovrebbe creare alcun disagio, dal momento che il pancione non ha ancora cominciato a `lievitare'. La futura mamma pu rinunciarvi solo dietro esplicita indicazione del medico (che deve essere contenuta in un certificato da portare sempre con s). Stesso discorso anche in aereo: il consiglio, ad alta quota, tenere le cinture allacciate durante l'intera durata del volo. Le compagnie possono per attuare diverse restrizioni e richiedere un certificato medico, pertanto meglio informarsi prima di acquistare il biglietto. Happy hour con criterio. In gravidanza l'happy hour (l'abitudine, cio di sorseggiare un drink accompagnandolo con pietanze a buffet) non vietato, ma bisogna scegliere con attenzione il locale dove si svolge, considerando che luoghi molto rumorosi, affollati e dove fa molto caldo non sono l'ideale perch potrebbero favorire cali di pressione. - Meglio optare per un posto spazioso e aerato, in cui potersi sedere tranquille. - Tra le proposte del buffet meglio puntare su alimenti cotti, come torte salate, bocconcini di frittata e tartine semplici, per esempio con mozzarella e pomodoro. Da evitare, invece, gli stuzzichini ricchi di grassi e poco nutrienti come le patatine e, se non si immuni alla toxoplasmosi, gli affettati (tranne prosciutto cotto e mortadella), la carne e le verdure crude. - Tra le bevande consigliabile scegliere tra succhi di frutta, centrifugati di verdura, frullati, t. Anche le bibite analcoliche possono andar bene, ma facendo attenzione che non contengano coloranti. - Riguardo agli alcolici, invece, importante sapere che un consumo eccessivo pu dar luogo alla sindrome feto-alcolica, una patologia che causa gravi danni al nascituro, tra cui ridotto sviluppo intrauterino, ritardo psico-motorio, malformazioni cardiache. Meglio rinunciarvi del tutto, quindi, o limitarsi a mezzo bicchiere di vino o di birra. Sauna, massaggi & Co: adesso sono tab? In effetti, la sauna sconsigliata perch la temperatura molto alta pu provocare un forte calo di pressione. Il bagno in acqua termale, invece, concesso se la temperatura dell'acqua non supera i 37-38 gradi e se l'immersione non dura troppo a lungo, in base anche alla tolleranza individuale. Tinta o non tinta? Via libera alle colorazioni per capelli: le tinture in commercio non contengono sostanze tossiche. Inoltre i coloranti agiscono solo sul fusto e non sul bulbo e quindi non vengono assorbiti dall'organismo e non possono danneggiare in alcun modo il beb. Tacchi alti, non altissimi! Chi li usa abitualmente, difficilmente vorr rinunciare a indossare i tacchi alti nel corso dei nove mesi dell'attesa. Una scelta condivisibile... anche se non particolarmente gradita alla colonna vertebrale. La misura pi adatta, infatti, di 3- o 4 cm, mentre tacchi pi alti provocano un sovraccarico della colonna vertebrale - che durante i 9 mesi gi sottoposta a un maggiore sforzo - e a lungo andare possono causare dolori lombari. Ti va di ballare? Partendo dal presupposto che la gravidanza una condizione felice e non una malattia, non c' ragione per cui una futura mamma `ballerina' debba rinunciare al proprio hobby! Servono, per, alcune accortezze: evitare locali affollati - dove pi facile essere urtati dagli altri ballerini - e quelli con il volume della musica troppo alto, che pu risultare fastidioso sia per la mamma sia per il beb. Fumo: divieto assoluto! Non c' scusa che tenga: se il test conferma una gravidanza in atto, il vizio del fumo va abolito immediatamente. La nicotina, infatti, provoca un'alterazione del flusso di sangue destinato al bambino, quello che filtra attraverso la placenta, con conseguenze negative sullo sviluppo fisico e mentale del beb. Attenzione, naturalmente, anche al fumo passivo, altrettanto nocivo. Vacanze esotiche: sarebbe meglio rimandare. sempre meglio rimandare i viaggi nelle aree geografiche che richiedono profilassi o vaccini per la prevenzione di malattie infettive, perch non tutti questi trattamenti sono sicuri in gravidanza. In pi, non bisogna dimenticare che il clima di queste aree, molto caldo e umido, potrebbe causare malesseri alla futura mamma. Commenti Ti consigliamo L'inverno pi allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter L'inverno pi allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter promoted by sponsor Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? promoted by sponsor La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodit La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodit promoted by sponsor Sei in dolce attesa? Dalla Natura 5 risposte vincenti per il benessere del vostro piccolo Dalla Natura 5 risposte vincenti per il benessere del vostro piccolo promoted by sponsor Molto pi di un classico trio... uscire di casa col beb sar una passeggiata! Molto pi di un classico trio... uscire di casa col beb sar una passeggiata! promoted by sponsor La tavola delle feste: quale men col pancione? La tavola delle feste: quale men col pancione? 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Le dicerie sul parto Toxoplasmosi in gravidanza: prevenirla e` facile Permesso o vietato? Scopri cosa non fare in gravidanza Primi sintomi di gravidanza Il singhiozzo del beb nel pancione Stop alle smagliature: ecco come prevenirle e curarle Documenti per neonati: tutte le info dalla carta d'identit al codice fiscale No latte vaccino? Ecco le alternative sicure Logo Dal momento in cui cominci a desiderare un neonato fino alla nascita del tuo bambino Dolce Attesa, il sito dell'omonima rivista, con te. Settimana dopo settimana ti accompagna nella meravigliosa avventura della gravidanza rispondendo a tutti i tuoi dubbi e domande, dal concepimento alle 40 settimane, dal parto al puerperio. Con l'aiuto dei nostri esperti potrai trovare tutte le informazioni e i consigli utili per vivere l'attesa in maniera consapevole e serena, in pieno benessere e... bellezza! 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Nello studio i ricercatori hanno condotto un esperimento in cui alcuni bambini dai 3 ai 6 anni si sono trovati in una situazione frustrante. I bambini e le loro madri sono stati lasciati in una stanza con un pacchetto dai colori molto vivaci. Ai piccoli è stato detto di poter aprire il regalo, ma solo dopo che la loro mamma avesse portato a termine una serie di forme. I ricercatori hanno poi osservato come le madri e i loro bambini hanno gestito questa situazione, ricostruita apposta per replicare i fattori di stress tipici della quotidianità (in cui una mamma non può assecondare in ogni momento le richieste del figlio). I casi in cui le madri hanno offerto rassicurazione e supporto al loro bambino sono stati classificati sotto la categoria di accudimento. I casi in cui le madri hanno ignorato il bambino o lo hanno duramente rimproverato sono stati valutati diversamente. A distanza di anni, quando i bambini hanno compiuto dai 7 ai 10 anni, i ricercatori hanno effettuato delle scansioni con risonanza magnetica al cervello di 92 dei ragazzi che hanno partecipato all'esperimento. Nei bambini con le mamme rientrate nella categoria accudimento è stato riscontrato un Ippocampo più grande rispetto ai ragazzi dell'altra categoria. Lo studio è stato pubblicato nella versione online sui Proceedings of the National Academy of Sciences. Altri studi precedenti avevano già sottolineato l'importanza delle cure amorevoli sullo sviluppo comportamentale e emotivo dei bambini, ma questa è la prima volta che si dimostra che una regione chiave del cervello è più sana e meglio sviluppata nei bambini che ricevono un più attenzioni affettuose da parte della mamma, ha dichiarato Joan Luby, il coordinatore del progetto. 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Ecco come sorprenderla Feed dei commenti Login | ____________________ (BUTTON) Scrivici * Indirizzi * Blog * + + + Io donna Focus on: * #SULLAMIAPELLE * CIBO DA VIVERE * SPECIALE NATALE * SFILATE PRIMAVERA ESTATE 2018 * #IOEILMIOINVERNO * Attualità + Da Charlize Theron a Matthew McConaughey: ecco le 15 migliori trasformazioni sul set Da Charlize Theron a Matthew McConaughey: ecco le 15 migliori trasformazioni sul set + Il futuro? A tutto sole Il futuro? A tutto sole + Le realtà più importanti sono “nascoste” davanti a noi Le realtà più importanti sono “nascoste” davanti a noi + In Primo Piano + Storie e Reportage + Famiglie + Appuntamenti ed Eventi * Personaggi + Salma Hayek in verde sul red carpet al Palm Springs International Film Festival 2018 Salma Hayek in verde sul red carpet al Palm Springs International Film Festival 2018 + Nozze social 2018. Paris Hilton dice “sì” a Chris Zylka Nozze social 2018. 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Ecco come sorprenderla Dalle tazze-mappa personalizzate fino alla colazione a domicilio passando per le app per condividere gli allenamenti, piccole e grandi idee per una festa della mamma a distanza di Rossana Caviglioli * 0 + + + + + + La mamma vive lontano? Ecco come sorprenderla Getty Images La mamma vive lontano? Ecco come sorprenderla Getty Images Trasferimenti e impegni di lavoro costringono spesso a trascorrere feste e compleanni lontano dai propri familiari. La festa della mamma, pur cadendo sempre di domenica, non fa eccezione, specie se la lontananza non si limita a pochi km. I modi per festeggiare assieme – o quantomeno per stupire con un regalo inaspettato – sono però molti. festa della mamma buongiorno amore I pacchi colazione di Buongiorno Amore (foto: Buongiorno Amore/Facebook) Per colmare la distanza con la mamma (ma anche con il papà) si può regalare un abbonamento “di famiglia” a Netflix. L’estensione Netflix Party consente di sincronizzare al secondo la puntata della vostra serie preferita sui due schermi: l’esperienza più vicina a guardarla seduti sullo stesso divano. Oppure la si può stupire con una colazione a letto, fatta portare a domicilio. Tra le aziende che effettuano il servizio in tutta Europa c’è Appetitaly, che consegna in 24 ore spremute, caffè e dolci di vario genere in scatole a forma di cuore. Buongiorno Amore ha ideato Viva la Mamma, un pacco creato apposta per la ricorrenza, a cui si può aggiungere un fiore, ma si può scegliere perfino una scatola a tema sushi. Se volete stare sul classico mazzo di fiori potete fare in modo che arrivi fresco e splendente anche dall’altra parte del mondo. Basta affidarsi ad aziende internazionali come Interflora, che consegna piante e fiori recisi a domicilio anche in Australia. I portachiavi con mappa di KfiatekGiftedHands (foto: KfiatekGiftedHands/Etsy) I portachiavi con mappa di KfiatekGiftedHands (foto: KfiatekGiftedHands/Etsy) Preferite qualcosa che duri più a lungo? Le proposte sono molte, come le tazze mappa, che segnano su un mappamondo le due città, con tanto di distanza e percorso che unisce i due punti. Si trovano in molte versioni, tra cui quelle di PinkMugNY, in vendita su Etsy. La stessa idea è alla base dei regali con piantina incorporata – e dal gusto graziosamente steampunk – proposti da KfiatekGiftedHands, che nel suo catalogo ha portachiavi, ciondoli e anelli. Un’altra idea molto originale è quella del bracciale con le coordinate del punto in cui vi trovate (potete ordinare anche una coppia con le due geo-localizzazioni e scambiarvele). Anche in questo caso le versioni sono tantissime, da quelle di smmade a quelle tutte made in Italy di My Jewels. I braccialetti con coordinate dismmade (foto: Smmade/Esty) I braccialetti con coordinate dismmade (foto: Smmade/Esty) Per le mamme che davvero non vedono l’ora di rivedervi ci sono app come Dremway Countdown, che segna il conto alla rovescia per gli eventi più importanti (come il vostro prossimo incontro). Il regalo più gradito sarà però sicuramente un biglietto regalo per venirvi a trovare.Sia Trenitalia che molte delle principali compagnie aeree, tra cui Alitalia e Ryanair permettono di comprare carte regalo. Magari da consegnare con un po’ di anticipo, per passare la festa della mamma insieme. Ti potrebbe interessare anche... + Festa della mamma: perché esiste e come festeggiarla + Se la mamma lavora, le figlie fanno più carriera + Fare la mamma senza entrare in panico + + + + + + IFRAME: http://www.corriere.it/includes_methode/widget/widget_300x600.shtml ?cmptrk=widgetverticali_half_2016_iodonna_in_other * Tweets di @iodonna * Argomenti + festa della mamma + festa della mamma 2017 + mamma + regali + regali a distanza Articolo precedente‘Stiamo tutti bene’. 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Via Rizzoli 8 - 20132 Milano C.F. - P.IVA n. 1208650155 2-20.txt #GravidanzaOnline » 5 sport per mamma e bambino Feed dei commenti alternate alternate IFRAME: //www.googletagmanager.com/ns.html?id=GTM-M4BML8 * Tutti i trend * Settimane di Gravidanza * Data Presunta Parto * Alimentazione in gravidanza * Fertilità * Mamma in Forma logo Registrati Accedi ____________________ Submit Accedi Registrati * Concepimento * Gravidanza * Esami in Gravidanza * Benessere * Parto * Maternità e Lavoro * Calcolatori * Medico risponde * Forum Ricevi ogni settimana gli aggiornamenti più autorevoli sulla tua gravidanza! 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La puerpera può fare fatica ad accettare i cambiamenti nel proprio corpo, trovare difficile organizzarsi per uscire da sola col neonato, sentirsi stanca o isolata. Scegliere uno tra i tanti possibili sport per mamma e bambino è un sistema infallibile per recuperare più in fretta la forma pre-gravidanza, ma anche per abituarsi a uscire regolarmente, stare all’aperto e incontrare altre persone. Un modo, insomma, per sentirsi meglio nel corpo e nello spirito e conoscere sempre meglio il proprio bimbo. Ecco qualche consiglio per scegliere, sulla base delle proprie preferenze, lo sport perfetto per mamma e bambino: Yoga mamma-bimbo Sono sempre più numerose le palestre e i centri sportivi che offrono lezioni di yoga per mamme con figli fino a 3 anni di età. Oltre a migliorare il tono muscolare della puerpera, questa attività permette di rilassarsi e scaricare stress e stanchezza. Il bambino, dal canto suo, viene stimolato a muoversi in modo armonico, inizialmente in modo passivo e poi in maniera sempre più attiva e consapevole. Anche la comunicazione non verbale tra madre e figlio può trarre giovamento dallo yoga. Danza in fascia Se amate portare in fascia il vostro bambino e vi piace ballare, questo è lo sport che fa per voi. Dalla danza classica alla salsa, fino agli esercizi a corpo libero a tempo di musica, le proposte sono sempre più diversificate. E mentre la mamma può godersi un po’ di sano movimento in compagnia, il bambino si addormenterà sereno, cullato dai movimenti e dalle note. Acquaticità neonatale Tra gli sport per mamma e bambino, questo è forse il più tradizionale. L’acqua è un elemento familiare per i neonati, che di solito amano ritrovare le sensazioni che li hanno accompagnati durante i lunghi mesi nel pancione. Per la mamma si tratta di un modo speciale per fare esercizi dolci, e coccolare il proprio bebè senza quasi sentirne il peso. Jogging col passeggino Le mamme amanti della corsa non devono affatto rinunciare alla loro passione. Basta un passeggino da jogging (di solito hanno 3 ruote, abbastanza grandi e dotate di camera d’aria) e un tracciato adeguato per ricominciare a correre insieme a pochi mesi dal parto. In alcune città esistono anche gruppi organizzati per allenamenti collettivi, anche con il supporto di allenatori esperti. Bicicletta Il ciclismo non è indicato per i neonati, ma è un’attività adatta a mamme con bambini un po’ più grandi, che siano già in grado di stare seduti bene da soli (orientativamente dai 7/8 mesi). È fondamentale utilizzare un seggiolino omologato e adatto all’età del piccolo passeggero, da posizionare davanti o dietro a seconda dei modelli. E quando il bimbo cresce, oppure se arriva un fratellino, è possibile continuare a pedalare portandolo con sé in un apposito rimorchio. Per maggiori informazioni e aggiornamenti su 5 sport per mamma e bambino inserisci la tua email nel box qui sotto: ____________________ Iscriviti (*) Si ( ) No Ho letto e acconsento l'informativa sulla privacy (*) Si ( ) No Acconsento al trattamento di cui al punto 3 dell'informativa sulla privacy Condividi su facebook Mi piace 1 condivisioni & piace a 0 mamme Ultime news Bambini e Natale: 15 magici consigli per grandi e piccini per trascorrere vacanze senza brutte sorprese Bambini e Natale: 15 magici consigli per grandi e piccini per trascorrere vacanze senza brutte sorprese Bebè in arrivo in casa Morata: Alice Campello mostra il pancino su Instagram Bebè in arrivo in casa Morata: Alice Campello mostra il pancino su Instagram Caffè in gravidanza: senza esagerare non fa male al bebè! Caffè in gravidanza: senza esagerare non fa male al bebè! 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Certo, il sorriso donato da un figlio ripaga di ogni sacrificio, ma se una mamma dovesse richiedere una paga per tutte le cose che riesce a fare durante una giornata, percepirebbe uno stipendio doppio rispetto alla media italiana. “Con l’approssimarsi della Festa della Mamma ci siamo divertiti a elaborare uno stipendio ideale per mostrare quanto sia importante il ruolo delle mamme e per ringraziarle per tutto quello che fanno.” – ha detto Silvia Wang, co-fondatrice di ProntoPro.it, portale che offre preventivi per i lavori di professionisti – “Lo stipendio di una mamma, se lavoro fosse retribuito, varrebbe la bellezza di 3.045 euro netti al mese“. Per giungere a questo risultato sono state prese in considerazione tutte le attività svolte dentro e fuori casa, con le relative paghe orarie riconosciute a chi esercita i diversi mestieri al di fuori della famiglia, come lavoratore professionista. È emerso che lo stipendio mensile medio sarebbe pari a quello di chi ricopre cariche manageriali, di medici specializzati e di liberi professionisti. A titolo di esempio, si pensi al ruolo di autista privato, richiesto per accompagnare a tutte le ore i propri bambini a scuola, in piscina o dagli amici per il quale la retribuzione oraria media è pari a 13 euro l’ora o a quello di chef a domicilio, professione sempre più in voga e che guadagna mediamente 30 euro l’ora. Le attività lavorative, che in media portano via più tempo, sono lavanderia, stireria e pulizie, dato che richiedono almeno 18 ore a settimana. E quante volte la mamma diventa anche una personal shopper? La consulente per gli acquisti ha una paga oraria pari a 50 euro: questo significa che una madre, in un mese, ne guadagnerebbe almeno 150, considerando che la sua consulenza non verte solo su scarpe e vestiti, ma anche su libri, cancelleria, articoli sportivi e giocattoli. Ultimo ma forse il più importante, il ruolo di life coach: ogni genitore è un life coach reperibile e contattabile 24 ore al giorno, pronto ad insegnare a gestire la propria vita, il proprio tempo e i propri affetti. La mamma è la prima life coach che incontriamo nel nostro percorso di vita e se volesse lucrare solo su questo potrebbe guadagnare 8.810 euro al mese, cifra che non è stata inserita nel computo. La ricerca si conclude con un elenco delle attività non retribuite e stipendio medio delle professioni a cui si dedica una mamma settimanalmente: Mansioni Numero medio di ore settimanali Totale paga Cura dei bambini – servizi per l’infanzia 7 € 230,40 Lavanderia e stiro 4 € 155,40 Autista privato 4 € 208,00 Personal shopper 1 € 150,00 Colf 14 € 560,00 Chef 10,5 € 1.260,00 Insegnante privato 6 € 480,00 Somma € 3.045,00 Per maggiori informazioni e aggiornamenti su Il lavoro di una mamma, se fosse retribuito, varrebbe 3.045 euro netti al mese inserisci la tua email nel box qui sotto: ____________________ Iscriviti (*) Si ( ) No Ho letto e acconsento l'informativa sulla privacy (*) Si ( ) No Acconsento al trattamento di cui al punto 3 dell'informativa sulla privacy Condividi su facebook Mi piace 0 condivisioni & piace a 0 mamme Ultime news Bambini e Natale: 15 magici consigli per grandi e piccini per trascorrere vacanze senza brutte sorprese Bambini e Natale: 15 magici consigli per grandi e piccini per trascorrere vacanze senza brutte sorprese Bebè in arrivo in casa Morata: Alice Campello mostra il pancino su Instagram Bebè in arrivo in casa Morata: Alice Campello mostra il pancino su Instagram Caffè in gravidanza: senza esagerare non fa male al bebè! Caffè in gravidanza: senza esagerare non fa male al bebè! Potrebbe interessarti anche featured image featured image Maternità e Lavoro * 0 * 0 Incinta al nono mese di gravidanza? Assunta! featured image featured image Maternità e Lavoro * 0 * 0 Bimbi in sovrappeso? 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L’alimentazione della mamma durante la gravidanza sarebbe dunque in grado di “modellare” il futuro del feto, determinandone anche una maggiore o minore predisposizione al sovrappeso. Nello specifico, i ricercatori stanno scoprendo che l’alimentazione materna è in grado di influenzare in modo permanente alcune funzioni biologiche e metaboliche dei propri figli, ad esempio, giocando un ruolo importante per il corretto sviluppo della regolazione di fame e sazietà del bambino. Questi effetti sarebbero in grado di influenzare la crescita ed il peso anche nel lungo periodo, cioè dopo lo svezzamento ed in adolescenza, influendo così indirettamente anche il mantenimento di un peso corretto da adulti. Gli studi sull’uomo sono ancora agli inizi ed occorrerà ancora del tempo per trarre conclusioni definitive; tuttavia, dal momento che una sana alimentazione in gravidanza è comunque auspicabile, sarebbe opportuno che ogni futura mamma adottasse un’alimentazione ricca di grassi polinsaturi (ad esempio omega 3), evitando alimenti eccessivamente salati o troppo dolci, già a partire dal primo trimestre di gravidanza. L’iperalimentazione materna incide infatti sul peso a lungo termine del nascituro anche in assenza di sovrappeso materno. Questo significa che un’alimentazione non corretta in gravidanza (con apporto calorico troppo elevato, eccesso di grassi saturi e di zuccheri), anche per un periodo limitato, può comunque influenzare la tendenza dei bambini a sviluppare sovrappeso. Ogni mamma si prende cura del proprio bambino già da quando è in grembo, e curare l’alimentazione con il giusto apporto di nutrienti per quantità e qualità, può rivelarsi una scelta utile non soltanto per la mamma, ma anche per un bambino “in forma”. È pertanto fondamentale che la mamma si nutra in maniera corretta, fornendo tutti i nutrienti indispensabili per il corretto sviluppo del bambino sia prima che dopo la nascita. Ma se l’apporto dovesse risultare insufficiente, il medico curante potrebbe consigliare l’uso di integratori specifici per la mamma. Gli integratori, infatti, costituiscono una fonte concentrata di nutrienti o sostanze che hanno un effetto sull’organismo e sono studiati per supportare le esigenze nutrizionali. È bene però ricordare che gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Per maggiori informazioni e aggiornamenti su Una mamma in forma per un bimbo in forma inserisci la tua email nel box qui sotto: ____________________ Iscriviti (*) Si ( ) No Ho letto e acconsento l'informativa sulla privacy (*) Si ( ) No Acconsento al trattamento di cui al punto 3 dell'informativa sulla privacy Condividi su facebook Mi piace 4 condivisioni & piace a 11 mamme Ultime news Bambini e Natale: 15 magici consigli per grandi e piccini per trascorrere vacanze senza brutte sorprese Bambini e Natale: 15 magici consigli per grandi e piccini per trascorrere vacanze senza brutte sorprese Bebè in arrivo in casa Morata: Alice Campello mostra il pancino su Instagram Bebè in arrivo in casa Morata: Alice Campello mostra il pancino su Instagram Caffè in gravidanza: senza esagerare non fa male al bebè! Caffè in gravidanza: senza esagerare non fa male al bebè! 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In primis perché temo che in gravidanza possa accadermi qualcosa... (penso di perdere il bimbo) e poi perche il mio lavoro mi stressa tanto. Lavoro a tempo indeterminato come cassiera in un supermercato e il lavoro; il contatto con la gente (cosa che mi è sempre piaciuta) mi stressa molto anzi moltissimo. Spesso la stanchezza si manifesta a casa con mio marito che deve sopportare il mio brutto carattere che ne viene fuori e che quando ci ripenso mi vergogno. Penso che non posso essere una buona mamma, che non potrei riposare quando sono molto stanca e che non potrei dare un'educazione a mia figlia /figlio, visto che in certi momenti sembro non averne neanche io. Vorrei il parere di uno specialista. Grazie Carissima, posso comprendere il suo stato d'animo. Di certo non potrà essere facile portare avanti una gestazione con il cruccio che la ossessiona di non vedersi come buona madre per la sua creatura. Mi permetto di suggerire che lei ha e avrà il diritto di sentirsi spaventata e di tanto in tanto stanca e irritata, e temo che suo marito, in caso di gravidanza, dovrà accettare il suo umore alle volte non proprio euforico. È normale che potrà essere stanca, visto che sarà appesantita fisicamente dalla gravidanza e psicologicamente dalle sue preoccupazioni. Nella quotidianità, e soprattutto durante la gravidanza, e la maternità può sempre fare affidamento su suo marito, nelle faccende domestiche come fare la spesa, pagare le bollette, ad esempio. Sono piccole cose, ma rendono l'idea che lei non è sola e che qualcuno l'appoggia. Io non so come sia il rapporto con i suoi genitori o i suoceri, ma un valido sostegno lo potrebbero dare loro. Le sue paure sono comuni a molte donne che come lei per qualche motivo hanno problemi a vedersi come madre buona e anche queste come lei hanno un marito che china la testa di fronte la moglie poco euforica. È luogo comune che la gravidanza debba necessariamente essere un periodo felice: anche felice ma non solo, in questo periodo di 40 settimane sorgono nelle gestanti tante domande sul futuro, e non è detto che si abbiano risposte positive al riguardo. Spesso si hanno idee ambivalenti, come la paura di perdere il nascituro, la paura di non farcela, anche momenti di estrema dolcezza e tranquillità. Sentire che qualcosa dentro sè cresce, una parte di sè così importante, non può non attivare domande su come potranno andare le cose dopo il parto. Inoltre, dalla sua lettera, traspare una serie di dinamiche che sembra esulino dalle problematiche legate alla maternità, ma piuttosto legate al qui ed ora. Infatti, il suo disagio sembra essere legato al lavoro che la stressa oltre modo quando lei dice che il rapporto con la gente piace molto. Sostiene che si vergogna del fatto che se la prende con suo marito senza riflettere che alle volte può accadere e che lui possa essere comprensivo nei suoi riguardi. Può darsi che lei veda troppo nero il futuro, che chieda troppo a se stessa o che magari abbia ragione, tuttavia la spronerei prima di affrontare una gravidanza, con l'aiuto di uno/a psicologo/a ad una riflessione che tenga conto di questi suoi disagi ed approfondire le sue angosce legate alla sua autostima sulla idea di madre che ha di sè stessa. Lo/a psicologo/a potrà divenire per lei anche una base sicura, un sostegno, cosa che a lei sembra mancare. Un caro saluto. Rimango a sua disposizione. Dott. Massimo Mariani Dott. Massimo Mariani Per maggiori informazioni e aggiornamenti su Grande paura di diventare mamma inserisci la tua email nel box qui sotto: ____________________ Iscriviti (*) Si ( ) No Ho letto e acconsento l'informativa sulla privacy (*) Si ( ) No Acconsento al trattamento di cui al punto 3 dell'informativa sulla privacy Condividi su facebook Mi piace 0 condivisioni & piace a 0 mamme Potrebbe interessarti anche featured image featured image Parto * 0 * 0 Ginnastica dopo il parto: gli esercizi per tornare subito in forma featured image featured image il medico risponde * 0 * 0 Toxoplasmosi, ho dei dubbi sull’esito delle analisi featured image featured image Gravidanza * 15 * 49 Calcolo delle Settimane di Gravidanza: datazione età gestazionale Trend * Settimane di Gravidanza * Data Presunta Parto * Alimentazione in gravidanza * Fertilità * Mamma in Forma Calcolatori * Calcolo Data Parto * Calcolo Percentili * Calcolo Ovulazione * Calcolo Indice di Massa Corporea * Calcolo Gruppo Sanguigno Bimbo * Calcolo Peso Feto * Calcolo Lunghezza Feto * Calcolo Segno Zodiacale Bimbo Gli esperti * Andrologo * Anestesista * Avvocato * Cardiologo * Colonproctologo * Dentista * Genetista * Ginecologo * Infettivologo * Medicina Estetica * Nutrizionista * Ostetrica * Pediatra * Psicologia logo Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Bologna al n. 7707 del 27.10.2006. 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È tutto merito della mamma! di Marco Fasolino, 28 marzo 2017 Condividi su facebook Mi piace Questo articolo probabilmente farà arrabbiare qualche papà, ma stando ad un recente studio genetico, quasi certamente i bambini ereditano l’intelligenza dal cromosoma femminile X. Fino ad oggi, la maggior parte dei medici ritenevano che i genitori contribuissero in egual misura all’intelligenza dei loro piccoli. Ma questa ricerca ha incuneato diversi dubbi… Infatti, secondo questo studio – pubblicato sulla rivista medica britannica The Lancet – la “dote dell’intelletto” dei figli dipenderebbe con ogni probabilità da quella delle madri, in quanto esse posseggono due cromosomi X – il gene dell’intelligenza è situato sul cromosoma X – mentre gli uomini solamente uno. Per giungere a questa conclusione, gli scienziati hanno usato topi geneticamente modificati. Essi hanno scoperto che gli embrioni dei roditori, a cui sono stati somministrati soprattutto cromosomi genetici materni, hanno sviluppato un cranio ed un cervello più grande con un corpo molto più piccolo. I soggetti trattati con grandi quantità di materiale genetico paterno, hanno invece sviluppato un corpo più grande, ma un cranio ed un cervello più piccoli. La teoria che le madri hanno un ruolo fondamentale sull’intelligenza dei propri figli non è certamente nuova. Già nel 1984, l’Università di Cambridge ha studiato lo sviluppo del cervello e l’influenza che i geni hanno su di esso. Un altro studio scozzese, particolarmente approfondito, ha analizzato un gruppo di 12.686 persone di età compresa tra 14 e 22 anni. Ogni anno venivano intervistati i partecipanti allo studio, per capire come la loro intelligenza si sviluppasse nel corso degli anni, tenendo anche conto del loro contesto educativo e sociale. La conclusione a cui sono giunti i ricercatori è stata che il QI materno è, in maniera assoluta, il migliore indicatore dell’intelligenza dei propri figli. Senza ombra di dubbio questa teoria, assolutamente provata, non sarà condivisa da tutti (soprattutto dal genere maschile!). Ma una certezza si può dedurre da tutto ciò, e cioè che le madri hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo delle capacità cognitive dei loro figli. E non solamente a causa della genetica. Anche l’allattamento e, successivamente, una sana e corretta alimentazione, influenzano costantemente lo sviluppo intellettivo del bambino per tutta la vita. Inoltre, il forte legame che lega una madre al suo bambino fornisce la giusta motivazione per entrambi per esplorare il mondo insieme, crescere insieme e risolvere i problemi che la vita di tanto in tanto ci pone. Le donne dunque svolgono un ruolo molto più importante per lo sviluppo delle capacità intellettive del bambino di quanto non gliene conceda già la genetica. Ma tutti gli indizi portano ad un’unica conclusione: noi ereditiamo l’intelligenza dalle nostre madri. Quindi, grazie mamma! Oggi ancora di più!! <3 Per maggiori informazioni e aggiornamenti su Bimbi intelligenti? È tutto merito della mamma! inserisci la tua email nel box qui sotto: ____________________ Iscriviti (*) Si ( ) No Ho letto e acconsento l'informativa sulla privacy (*) Si ( ) No Acconsento al trattamento di cui al punto 3 dell'informativa sulla privacy Condividi su facebook Mi piace 0 condivisioni & piace a 0 mamme Ultime news Bambini e Natale: 15 magici consigli per grandi e piccini per trascorrere vacanze senza brutte sorprese Bambini e Natale: 15 magici consigli per grandi e piccini per trascorrere vacanze senza brutte sorprese Bebè in arrivo in casa Morata: Alice Campello mostra il pancino su Instagram Bebè in arrivo in casa Morata: Alice Campello mostra il pancino su Instagram Caffè in gravidanza: senza esagerare non fa male al bebè! Caffè in gravidanza: senza esagerare non fa male al bebè! 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È quanto dimostra uno studio di Curt Sandman della University of California-Irvine pubblicato sulla rivista Psychological Science. È noto che il feto in utero sente il battito cardiaco materno, e che sostanze come alcol e fumo, consumate dalla gestante, possono compromettere lo sviluppo fetale. Il feto può anche sentire rumori esterni, ma a quanto pare i suoi “poteri percettivi” sono più acuti del previsto. Pare proprio che il bebè possa avvertire l’umore materno quando è nel pancione, e risentire di esso. Gli esperti hanno studiato il quadro psicologico di un gruppo di gestanti prima e dopo il parto. Poi hanno studiato lo stato di salute fisica del bebè. In un precedente studio avevano visto che se la mamma è ansiosa in gravidanza, nel cervello del bebè risultano più sviluppate alcune regioni neurali. In questo studio hanno mostrato che se la mamma soffre di stati depressivi in gravidanza il bimbo ne risente, soprattutto se l’umore materno cambia dopo la nascita. “Crediamo che il feto partecipi attivamente al suo sviluppo e raccolga informazioni che gli serviranno nella vita dopo la nascita. – spiega Sandman – Il feto si prepara alla vita basandosi sui messaggi che la mamma gli invia”. Per maggiori informazioni e aggiornamenti su Gravidanza: il feto percepisce l’umore materno e ne è influenzato inserisci la tua email nel box qui sotto: ____________________ Iscriviti (*) Si ( ) No Ho letto e acconsento l'informativa sulla privacy (*) Si ( ) No Acconsento al trattamento di cui al punto 3 dell'informativa sulla privacy Condividi su facebook Mi piace 6 condivisioni & piace a 5 mamme Ultime news Bambini e Natale: 15 magici consigli per grandi e piccini per trascorrere vacanze senza brutte sorprese Bambini e Natale: 15 magici consigli per grandi e piccini per trascorrere vacanze senza brutte sorprese Bebè in arrivo in casa Morata: Alice Campello mostra il pancino su Instagram Bebè in arrivo in casa Morata: Alice Campello mostra il pancino su Instagram Caffè in gravidanza: senza esagerare non fa male al bebè! Caffè in gravidanza: senza esagerare non fa male al bebè! 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Trend * Settimane di Gravidanza * Data Presunta Parto * Alimentazione in gravidanza * Fertilità * Mamma in Forma Calcolatori * Calcolo Data Parto * Calcolo Percentili * Calcolo Ovulazione * Calcolo Indice di Massa Corporea * Calcolo Gruppo Sanguigno Bimbo * Calcolo Peso Feto * Calcolo Lunghezza Feto * Calcolo Segno Zodiacale Bimbo Gli esperti * Andrologo * Anestesista * Avvocato * Cardiologo * Colonproctologo * Dentista * Genetista * Ginecologo * Infettivologo * Medicina Estetica * Nutrizionista * Ostetrica * Pediatra * Psicologia logo Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Bologna al n. 7707 del 27.10.2006. Direttore Responsabile: Marco Fasolino. 1997 - 2016 Gruppo HTML P.IVA 05985341006 * Home * Esami in Gravidanza * Indagine Diagnostica * Parto * Mamma in Forma * Pubblicità * Note legali * Privacy Policy * Cookie Policy * Contatta la Redazione Registrati Sono incinta! 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Le vaccinazioni raccomandate in gravidanza sono quelle contro difterite, tetano, pertosse e influenza. Vaccinare la mamma contro alcune malattie protegge il suo bambino: evidenze scientifiche hanno dimostrato che un’efficace trasmissione di anticorpi materni al bambino avvenga soprattutto dopo la 32° settimana di gestazione. Le vaccinazioni in gravidanza, dunque, riducono il rischio di infezioni nel bambino nei primi mesi di vita e durante la sua infanzia. Se n’è discusso nei giorni scorsi al 26° Congresso ECCMID di Amsterdam durante il quale sono stati presentati anche i recenti studi su nuovi vaccini in sviluppo: quello contro il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV) che è la principale causa di mortalità infantile nel mondo dopo la malaria e quello contro le infezioni da Streptococco di gruppo B (GBS), all’origine di meningiti e sepsi neonatali. “Le vaccinazioni sono lo strumento più efficace per proteggerci da malattie gravi e potenzialmente mortali – sottolinea la prof.ssa Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura della Fondazione IRCCS dell’Università degli Studi di Milano. – Evidenze scientifiche hanno dimostrato che la somministrazione di alcuni vaccini nelle donne gravide come quello contro la pertosse o l’influenza hanno il duplice obiettivo di proteggere la mamma e il bambino nei primi mesi di vita. Se da una parte durante la gravidanza sono controindicati i vaccini vivi attenuati come quello contro il morbillo e la rosolia, possono essere invece somministrati in sicurezza e vanno raccomandati i vaccini cosiddetti inattivi a base di proteine. Sono in sviluppo, per esempio, nuovi vaccini contro l’RSV da somministrare nella donna gravida per proteggere dalla bronchiolite i lattanti con meno di 6 mesi. La sicurezza dei vaccini è elevata e documentata dalla costante attività di sorveglianza dei possibili eventi avversi e dagli studi di sicurezza che vengono effettuati sia prima dell’autorizzazione che dopo l’immissione in commercio di ogni vaccino”. Sui nuovi vaccini in sviluppo le novità riguardano quello contro il Virus Sinciziale Respiratorio (RSV) da somministrare nelle donne incinte per proteggere da patologie infettive i neonati con meno di 6 mesi: gli studi scientifici condotti fino ad oggi hanno dimostrato che il vaccino è ben tollerato ed è in grado di proteggere il bambino nei primi mesi di vita da numerose affezioni delle vie aeree, tra cui la temibile bronchiolite. Un altro vaccino in via di sviluppo è quello contro lo Streptococco di gruppo B (GBS), causa principale di meningiti e sepsi neonatali: gli studi in corso fino ad ora hanno dimostrato che i bambini di donne che hanno ricevuto in gravidanza una o due dosi di vaccino sperimentale sono risultati meno soggetti al rischio di infezioni da GBS. Ma quali sono le vaccinazioni che ogni futura mamma deve conoscere? Gli esperti di WAidid hanno deciso di preparare una linea guida a proposito, stesa da esperti multidisciplinari (pediatri, ginecologi, esperti di sanità pubblica), coinvolgendo anche altre importanti Società Scientifiche come l’European Society for Clincal Microbiology and Infectious Diseases (ESCMID), l’European Society of Pediatric Infectious Diseases (ESPID) e altre Società di oltre oceano. Qui sono illustrate nel dettaglio le vaccinazioni raccomandate in gravidanza: * Difterite, tetano e pertosse (dTap): i vaccini contro la pertosse sono combinati con quelli contro la difterite e il tetano. Sebbene possa essere somministrato durante tutto il periodo della gravidanza, per una più efficace protezione del neonato da parte degli anticorpi materni, il momento ideale per questo vaccino è la somministrazione tra la 27° e la 36° settimana di gestazione. La pertosse prima dell’età di 6 mesi si può manifestare con difficoltà respiratorie talvolta gravi che possono provocare un arresto respiratorio: ancora oggi, nel mondo, 1 neonato su 1000 muore di pertosse. * Antipneumococco: la vaccinazione antipneumococcica, idealmente, dovrebbe essere somministrata prima di una gravidanza. Tuttavia, evidenze scientifiche hanno dimostrato che la somministrazione dei vaccini pneumococcici durante il secondo o terzo trimestre è sicura. Le patologie causate da Streptococcus pneumoniae, molto diffuse tra i lattanti e durante la prima infanzia, sono l’otite media acuta, le rinosinusiti, le polmoniti, le meningiti e le sepsi. * Influenza: secondo l’attuale posizione dell’Oms, tutte le donne in gravidanza dovrebbero essere vaccinate durante la stagione influenzale, a partire quindi dalla metà di ottobre fino alla fine di dicembre nel nostro emisfero. Il vaccino può essere somministrato in qualsiasi trimestre di gravidanza ed è raccomandato per proteggere la mamma e il bambino nei primi mesi di vita. L’influenza stagionale può comportare complicazioni respiratorie gravi che possono condurre al ricovero in ospedale e anche al decesso delle donne incinte, soprattutto durante il secondo e terzo trimestre della gravidanza e il primo mese dopo il parto. Studi recenti hanno evidenziato che nel mondo tra il 10 e il 30% dei bambini soffrono di influenza: in particolare, i neonati al di sotto dei 6 mesi sono la categoria più a rischio di gravi complicanze respiratorie. Per maggiori informazioni e aggiornamenti su Vaccinare la mamma per proteggere il bambino inserisci la tua email nel box qui sotto: ____________________ Iscriviti (*) Si ( ) No Ho letto e acconsento l'informativa sulla privacy (*) Si ( ) No Acconsento al trattamento di cui al punto 3 dell'informativa sulla privacy Condividi su facebook Mi piace 0 condivisioni & piace a 0 mamme Ultime news Bambini e Natale: 15 magici consigli per grandi e piccini per trascorrere vacanze senza brutte sorprese Bambini e Natale: 15 magici consigli per grandi e piccini per trascorrere vacanze senza brutte sorprese Bebè in arrivo in casa Morata: Alice Campello mostra il pancino su Instagram Bebè in arrivo in casa Morata: Alice Campello mostra il pancino su Instagram Caffè in gravidanza: senza esagerare non fa male al bebè! Caffè in gravidanza: senza esagerare non fa male al bebè! 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Ricevi ogni settimana gli aggiornamenti più autorevoli sulla tua gravidanza Registrati gratuitamente ai nostri servizi Avanti Ho già un bambino Ho già un bambino Ricevi ogni settimana gli aggiornamenti più autorevoli sulla tua gravidanza Registrati gratuitamente ai nostri servizi Avanti sono incinta annulla 2-27.txt Educare.it - Educare.it - rivista on line Main menu * Home * Canali tematici + Pedagogia e psicologia o Adolescenza e disagio giovanile o Aggressività e bullismo o Approfondimento autori o Prenatalità e prima infanzia o Bambini o Conflitti e mediazione o Disegno ed arti o Fiaba e narrazione o Genitorialità o Monografie o La ricerca ed i suoi paradigmi + Scuola e dintorni o Dibattito a scuola o Didattica o Difficoltà e disagio o Esperienze e progetti o Intercultura e scuola o Monografie sulla scuola o Ricerche o Riforme della scuola o Vivere di scuola + Area disabilità o Studi e articoli o Ricerche o Esperienze o Farsi un'idea + Intercultura o Intercultura e scuola o Pedagogia interculturale + Devianze e dipendenze o Devianze e carcere o Dipendenze patologiche + Editoriali * Rubriche + Domande & Risposte o Adolescenza o Indentità e sessualità o Separazione e divorzio o Cibo e alimentazione o Rapporto con i fratelli o Problemi con il sonno o Nido e Scuola dell'Infanzia o Regole e altri principi educativi o Timidezza e paure o Immaturità e ritardi di sviluppo o Sul dolore e sulla morte o Enuresi o Linguaggio ed apprendimento o Difficoltà a scuola o Capricci e opposizione o Bimbi vivaci e/o iperattivi o Aggressività o Adozione e affidamento o :: Richiedi una consulenza :: + Pedagogia del quotidiano + Racconti + Vivere di scuola + Risonanze + Libri in vetrina + Educattiverie * Community + L'AltraNotizia + Eventi + La Bacheca dei Lettori + Siti interessanti + Educazione e solidarietà + Servizi & Professionisti * Archivio + Archivio 2017 + Archivio 2016 + Archivio 2015 + Archivio 2014 * Sostienici + Abbonati * Abbonati * Login * Info + la Redazione o Autori e Consulenti + Collabora + Indicazioni redazionali + Inserzioni & Pubblicità + Privacy policy + Copyright + Contattaci + Strutture e professionisti + Registrati palline new Domande & Risposte Concentrazione e bisogno di conferme: Franco ha otto anni e tra poco inizierà la terza classe elementare. E' sempre stato vivace, curioso, Paure ed insonnia: Sono la mamma di un bambino di 9 anni che ha sempre avuto difficoltà ad addormentarsi e Madre "inadeguata": Sono M., papà di una bambina di 5 mesi di nome Marzia e vorrei trovare risposte ai _________________________ Cerca sostieni_educareit * * Community/ * * La Bacheca dei Lettori * * /Prepararsi a diventare mamma * 24 Mag Scritto da Veronica Marziano Pubblicato: 24 Maggio 2013 * Stampa * Email Prepararsi a diventare mamma Diventare mamma e' la cosa più bella che possa accadere ad una donna. Nei 9 mesi di attesa le preoccupazioni sono molte. Riuscirò a far conciliare tutto? Capirò di cosa ha bisogno quando piangerà? Si sa che i primi tempi con il bebè sono molto impegnativi ma già durante la gravidanza e' possibile organizzarsi. Nelle ultime settimane prima del parto ci si può portare avanti con le faccende domestiche, far scorta di tutto ciò che può servire, preparare porzioni di piatti pronti da mettere in freezer. Il ritorno a casa sarà impegnativo ma bisogna rendersi conto che non tutto è cambiato. Anna Salvo, psicoterapeuta e docente di psicologia dinamica presso l'Universita' degli studi della Calabria, sottolinea che ancor prima che il bambino venga al mondo e' importante sapere su chi si potrà contare una volta tornati a casa. Non bisogna illudersi di potercela fare da sole. Anche l'aiuto del partner e' fondamentale ma non per questo deve diventare il vostro alter ego. Potrà starvi accanto e sostenervi, sbrigare le faccende domestiche e cambiare il pannolino al neonato per alleviarvi il carico. Nel disorientamento iniziale dei primi giorni non pensate di confondere i suoi bisogni. Imparerete a fidarvi delle vostre sensazioni. Ogni bambino e' diverso, ognuno ha i suoi ritmi nel dormire e nel mangiare. Sarà naturale confondere per lui il giorno dalla notte o richiedere il seno materno anche 10 volte al giorno. Dovrete adeguarvi a lui. Riposate quando lui dorme! Un po' per volta iniziate a prendervi i vostri spazi facendo qualsiasi cosa vi procuri piacere: andate dal parrucchiere, a far la spesa, a prendere un caffè con le amiche. Possono capitare momenti di stanchezza e di sconforto ma in questi momenti dovete rendervi conto che le mamme perfette con i figli perfetti esistono solo nei film. Il mondo è fatto di mamme normali con bambini normali. Non fa niente se al mattino il letto resta disfatto o se la casa rimane in disordine. Care future mamma, W l'imperfezione. Tweet Articoli correlati * Comunicazione psicologica da mamma a feto * Ragazze terribili? Colpa del bisfenolo * Morire in gravidanza * Stress neonatale da separazione * L'acido folico per l'eloquio del bambino [INS: :INS] sostieni Educare.it visitando gli sponsor! I contenuti provenienti da fonti esterne ad Educare.it sono di proprietà degli autori o editori che li hanno pubblicati. 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Siamo io e mio figlio, Arriva il secondo bambino: Sono una mamma preoccupata, tra due settimane arriverà, nella nostra casa e nella nostra vita un bimbo, Baby-sitters e asili nido: Gentili dottori,la mia bimba ha tre mesi e mi chiedo se sia possibile affidarla qualche ora ad _________________________ Cerca sostieni_educareit * * Community/ * * L'AltraNotizia * * /Stessa altezza e stesso sviluppo per tutti i nascituri con mamma in salute * 16 Lug Scritto da Redazione Pubblicato: 16 Luglio 2014 * Stampa * Email Stessa altezza e stesso sviluppo per tutti i nascituri con mamma in salute feto Tutti i bambini nel mondo nascono della stessa altezza e hanno lo stesso sviluppo durante la gravidanza, a patto che la mamma sia in salute. Lo afferma uno studio in diversi paesi tra cui l'Italia coordinato dall'università di Oxford pubblicato dalla rivista Lancet Diabetes and Endocrinology. Lo studio Intergrowth, finanziato dalla fondazione Bill e Melinda Gates, ha analizzato con l'ecografia la lunghezza e la circonferenza cranica durante la gravidanza di oltre 60mila bimbi in Italia, Irlanda, Gran Bretagna, Brasile, Cina, India, Kenya, Oman e Usa, oltre alla loro lunghezza alla nascita. Il risultato è stato che se le mamme sono in salute e con un adeguato status nutrizionale durante la gestazione le misure sono le stesse ad ogni latitudine, con una 'altezza' alla nascita del bambino in media di 49,4 centimetri, molto simile a quella che aveva trovato una ricerca analoga dell'Oms qualche anno fa. ''Non diamo tutti uguali alla nascita, ma potremmo esserelo - ha commentato Jose Villar, l'autore principale. Possiamo dare a tutti i bambini del mondo le stesse condizioni di partenza se ci prendiamo cura e assistiamo le mamme''. Fonte: Ansa, 07/07/2014 Tweet [INS: :INS] sostieni Educare.it visitando gli sponsor! 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Verona del 21/11/2000 P.IVA 04375680230 * visita la nostra pagina FB! visita la nostra pagina FB! * seguici su Twitter! seguici su Twitter! * iscriviti per restare aggiornato! iscriviti per restare aggiornato! * entra nelle nostre cerchie! entra nelle nostre cerchie! * seguici su Linkedin! seguici su Linkedin! I cookie sono necessari per il pieno utilizzo dei servizi offerti su Educare.it, comprese le funzionalità implementate attraverso terze parti. Navigando sul sito accetti l'utilizzo dei cookie. In alternativa puoi visionare l'informativa che spiega come disattivare i cookie. 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E' una _________________________ Cerca sostieni_educareit * * Rubriche/ * * Pedagogia del quotidiano * * /Quanto ne sappiamo sulle coccole ai nostri piccoli? * 13 Mar Scritto da Carla Rossella Cavallo Pubblicato: 13 Marzo 2017 * Stampa * Email Quanto ne sappiamo sulle coccole ai nostri piccoli? * Quanto ne sappiamo sulle coccole ai nostri piccoli? * Il babywearing * Tutte le pagine Pagina 1 di 2 babywearing Forse è difficile da capire ma le sensazioni e le emozioni si vivono sin dalla nascita: il bambino di pochi mesi vive il contatto (carezza) della propria mamma come comunicazione del "ti voglio bene". Si capisce che non è la semplice carezza ma un gesto dal potere unico e infinito. Ogni gestante dovrebbe sapere che il bambino nella pancia per il suo sviluppo ha bisogno delle coccole, cose semplici come la voce dei genitori, il suono di un carillon o di una o più musiche particolari, le carezze e i baci al pancione. Dopo il concepimento e già nei primi mesi di gravidanza i recettori del tatto, che regolano il trasporto della sensibilità cutanea, sono i primi ad entrare in attività e trasmettono al neonato le sensazioni di sfioramento e carezze, unica fonte di contatto che ha avuto nella vita intrauterina. Durante la vita intrauterina, la mamma muovendosi fa ondeggiare il liquido amniotico, esercitando una leggera pressione, un delicato e leggero massaggio liquido sull’intera superficie corporea del bambino e continuando quindi a stimolare la ricettività tattile delle cellule cutanee. La mamma comunica con il proprio bambino attraverso il tatto perché il bambino comprende le carezze, gli sfioramenti, i baci, il fatto di essere tenuto tra le braccia della mamma. Per il bambino è una forma di sicurezza che lo riporta alla sicurezza del grembo materno ciò significa felicità, serenità e benessere. Non a caso nei reparti di neonatologia, si cerca di sostenere il più possibile il contatto tra la mamma, il papà e i piccoli prematuri, perché per i neonati essere toccati è fonte di intenso benessere. Infatti il contatto fisico tra madre e bambino dopo il parto è essenziale per entrambi: aiuta il bambino a superare lo stress della nascita, stimola l'allattamento nella donna aiuta a attivare i recettori che regolano la gestione dei glucocorticoidi, tra cui l’ormone dello stress (cortisolo). sostieni_educareit Il primo abbraccio «A meno di complicazioni, il bambino viene appoggiato sulla pancia della madre appena dopo il parto, sia naturale sia cesareo (fatto in anestesia spinale, lascia la donna vigile)»; «È un contatto essenziale per entrambi. Il cervello del neonato ha sviluppato per nove mesi la sicurezza della sopravvivenza in funzione della madre. Per questo la nascita può essere una fonte di stress da distacco fortissima, che può causare non solo un trauma psicologico ma anche alterazioni anatomofunzionali, per esempio a livello dell’apparato digerente». «Per la mamma i benefici sono soprattutto psicologici: abbracciare il figlio appena venuto al mondo le permette di prendere coscienza dell’esistenza reale di un bambino che fino a quel momento è stato solo immaginato» (dr.ssa Flavia Indrio; http://www.ok-salute.it). Aggiungo che è una fonte di benessere, un pugno di emozioni improvvise e uniche che generano serenità e amore incondizionato. Il calore, l’odore, il contatto, quel piccolo corpicino indifeso crea un turbinio di sensazioni nuove e positive, un legame così forte e raro che nessuno riesce a ridimensionarlo o sostituirlo, ma la cosa meravigliosa è che una mamma riconoscerebbe il suo bambino ovunque e sempre e per i neonati succede la stessa cosa e nonostante le poche ore di vita sono già capaci di dimostrare il loro appagamento anche difronte ad una carezza. Sembrerà strano ma è la realtà: neonati ricoverati in patologia neonatale che non possono godere delle braccia dei propri genitori, ogni volta che sentono la voce di questi si rilassano e a modo loro gioiscono, al contatto con le mani (seppur attraverso la culla termica) si evidenzia un netto cambiamento del bambino nei suoi micro movimenti e fantasticamente si potrebbe notare (con incredulità del personale medico) dei leggeri sorrisi di apprezzamento. Tutto ciò semplicemente per dirvi che sin dai i primissimi momenti di vita abbiamo bisogno di coccole tutti e indistintamente e di ciò ne beneficeremo per sempre. Per lo sviluppo psicofisico del bambino, le coccole sono fondamentali perché sentendosi al centro dell’attenzione dei genitori oltre ai benefici sulla salute e al benessere immediato, acquisiscono sicurezza in se stessi, sviluppano un carattere equilibrato e sereno da adulto. Da alcune ricerche si è verificato che maggiore era la quantità di coccole ricevute da piccoli tanto più è diventata la loro capacità di resistenza allo stress da adulti, diventando adulti più forti e sicuri, con una significativa riduzione della tendenza ad ansia ed aggressività. Parlando di coccole non possiamo evitare l’argomento “nanna”: per addormentare un bambino ci sono diversi modi cullandolo tra le braccia, posato sul vostro cuore, forse che ciuccia al seno. Ognuno al proprio modo si abbandona al sonno in modo sereno e felice. Quante volte sarà capitato che piange e siete andate da lui, avete sussurrato il suo nome, preso in braccio e visto che si tranquillizza: siete la sua forma di sicurezza, che lo fa sentire bene. * Indietro * Avanti >> Tweet Articoli correlati * Battaglia inutile per il cibo * A due anni rifiuta il cibo * Problemi di alimentazione a 5 anni * Fare i genitori * 100 risposte sull'educazione dei figli [INS: :INS] sostieni Educare.it visitando gli sponsor! © Norme sul copyright Educare.it è una rivista registrata al Tribunale di Verona il 21/11/2000 al n. 1418. Direttore Responsabile: Luciano Pasqualotto. I contenuti sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Unported. Se vuoi citare questo articolo o un articolo di questa sezione, leggi le istruzioni su questa pagina. E' consentito riprodurre articoli di Educare.it esclusivamente alle presenti condizioni. 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Sono molte infatti le mamme e figlie di tutto il mondo che celebrano la loro unione con scritte, cuori, lettere e immagini incise sul corpo. E soprattutto, usano i social per mostrare a tutti il loro rapporto unico e irripetibile. #motherdaughertattoo, ma anche #familytattoo sono gli hastag da navigare sui social, per andare in cerca di ispirazioni. Vai all'articolo Red carpet al Palm Springs International Film Festival 2018 Red carpet al Palm Springs International Film Festival 2018 Meghan Markle beauty routine Meghan Markle beauty routine Look da montagna (con i saldi): abbigliamento e accessori per appassionate di sci e snow Look da montagna (con i saldi): abbigliamento e accessori per appassionate di sci e snow Nessun commento Lascia un Commento Annulla risposta Nome ______________________________ Email* ______________________________ Commento _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ Invia il tuo commento Perfavore, abilita JavaScript per inviare la form. * Il tuo indirizzo email non sarà visualizzato * Attualità + In Primo Piano + Storie e Reportage + Famiglie + Appuntamenti ed Eventi * Personaggi + Interviste e Gallery + Star Look + Attualità * Moda + Abbigliamento e Accessori + News ed Eventi + Sfilate * Bellezza + Make Up + Viso e Corpo + Capelli * Lifestyle + Animali + Casa e Giardino + Cucina + Viaggi * Benessere + Amore e Sesso + Diete e Alimentazione + Fitness + Salute e Prevenzione * Oroscopo + Giorno + Domani + Settimana + Mese + Anno * Video + Attualità + Bellezza + Benessere + Lifestyle + Moda + Personaggi * I nostri siti + Abitare + Amica + Corriere della Sera + Dolce Attesa + DoveViaggi + DoveClub + Io e il mio bambino + La Gazzetta dello Sport + Living + Oggi + Quimamme + Style * Iscriviti alla newsletter + Registrati * Privacy Policy * Dati Societari * Contatti * Pubblicità * COOKIE POLICY E PRIVACY Copyright 2014 | RCS Mediagroup S.p.A. 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Sto cercando di trovare un vero aiuto...un aiuto concreto... mi sento allo sbando...abbandonata e senza riferimenti.... La conseguenza è che non tollero più nessun errore e punisco violentemente (non fisicamente) mio figlio appena scopro che ha commesso i soliti errori. Cercherò di essere chiara e concisa anche se non sono bravissima a scrivere. La fotografia della situazione attuale è questa: noi genitori lavoriamo 8 ore (rientriamo più o meno entrambi alle 18 o dopo); il bimbo frequenta il secondo anno di materna fino alle 16, all'uscita si alternano per 2 giorni una baby sitter (donna di 60 anni - madre) e per 3 giorni una mia zia (78 anni - nessun figlio). Da quando è nato si sono susseguite varie figure per la gestione delle ore fuori dal servizio nido, prima, e materna ora. Ovviamente come può aver intuito, non avendo l' aiuto delle nonne, abbiamo dovuto fin dall' età di 1 anno usufruire del servizio asilo nido. Problema: già dal nido e ora in modo molto pressante mi continuano a dire che è un bambino eccessivamente esuberante, manesco e ingestibile, che non riesce a giocare con gli altri bimbi, che lo isolano perché appunto li picchia o morsica, o tira calci. Quando eravamo al nido le parole non erano state così pesanti per cui si era pensato di lasciarlo crescere dando ovviamente gli input di NON picchiare e di NON mordere, ecc... L'anno scorso le educatrici della materna volevano segnalare il problema (quindi seguiva l'iter con neuropsichiatra, poi psicologo). Noi trattandosi di un bimbo di 3 anni e mezzo anni abbiamo preferito chiedere al pediatra un nominativo di una psicologa infantile e inoltre ci siamo rivolti ad un famoso pedagogista: abbiamo quindi esposto il problema a queste due diverse figure. Il pedagogista riteneva alla fine che il problema del bimbo era solo dovuto ad un deficit di sonno. Sosteneva che i bimbi vanno in black out e quindi il suo "essere fisico" ovviamente si accentuava quando il cervello era out: gli incontri sono stati 3. Con la psicologa invece il percorso è stato più lungo su richiesta delle educatrici, poiché loro ritenevano ci fosse bisogno di quel tipo di figura e non di un pedagogista: quindi vari incontri che ci sono costati un bel po' dei ns. stipendi e infine anche osservazione del bimbo a scuola in orari concordati dalle educatrici. Risultato dell'osservazione: il bimbo ha sì un problema di gestione delle emozioni rispetto all'età che ha, ma comunque rientra in un range di normalità assolutamente curabile con un lavoro di contenimento. Delle 2 educatrici di riferimento una era più interessata a lavorare sul bambino, l'altra abbastanza indifferente, vicina alla pensione e quindi non particolarmente collaborativa (faccio notare che era però anche quella che voleva la segnalazione tramite la scuola: quindi incoerente con il disinteressamento). Alla fine tanti soldi spesi, ma di concreto mi hanno detto di lavorare sulle emozioni ma: 1) gli esempi fatti non sono serviti perché con noi il bimbo difficilmente si comporta così quindi non ci è restato che punirlo su cose riferite da altri; 2) forse sbagliamo su cose che non sono state prese in considerazione. Da un paio di settimane è ricominciata la scuola, i problemi sono gli stessi. Ieri la baby sitter mi ha raccontato che al parco giochi era sempre il mio bimbo a cercare gli altri bimbi che lo isolavano, che lui diceva loro "ma non ti faccio niente" e che alcune mamme confondendola per la nonna si sono lamentate dicendo appunto che è un bambino molto vivace e che anche a scuola sanno di questo problema. Inoltre facendo la strada a piedi un bimbo più grande gli diceva "stupido", "sei un rompi scatole" e la mamma di quel bimbo gli diceva di smettere e lui continuava spiegando che il mio bambino va spesso nella sua classe in punizione e quando va là fa solo dei disastri. Il mio bambino gli rispondeva "stupido è chi stupido lo dice", frase che ha sentito dire da me quando un giorno lui mi ha usato questo termine: dicendogli di non dire a nessuno che è stupido credo proprio di aver sbagliato. Poi gli abbiamo chiesto spiegazioni sulla storia della punizione nell'altra classe e il mio bimbo mi ha confermato che lo portano in un'altra sezione con bimbi di 5/6 anni. Sono molto preoccupata. Noi continuiamo a dirgli che le mani non si devono usare, che se c'è qualcosa che lo fa arrabbiare di andare o dalle maestre se è a scuola o da noi se è con noi o con chi è in quel momento (zia o tata). La tata inoltre non lo porta fuori volentieri perché lei dice che non lo riesce a controllare perchè corre da una parte all'altra del parco, cosa che ritengo più che normale però, e quindi lei ha paura e praticamente dopo la scuola lo porta sempre a casa. Quindi: 1) non sta all'aria aperta mai (a scuola escono a turni poiché il giardino è troppo piccolo per tutti i 300 bimbi della scuola) 2) non si relaziona con gli altri bimbi 3) non si sfoga dopo tante ore di regole Ho fatto presente la cosa e credo che ci lascerà presto (quindi nuovo cambiamento) Mia zia invece lo porta fuori, lei dice sempre tutto bene: "con me è bravissimo.... non fa capricci... perfetto". Ma so che non mi dice la verità perché per lei perdere questa occasione di avere "un bimbo" da curare la ricompensa della sua mancanza. In conclusione delle sue parole non mi fido, non le prendo minimamente in considerazione: in base a quanto cioccolato mi dice di aver mangiato so quanti capricci ha fatto! Io ovviamente spero presto di aver la possibilità di riduzione dell'orario di lavoro, non è cosa facile e non possiamo permetterci di vivere con uno stipendio solo. Con 2 pieni arriviamo al limite, ce la potremmo cavare con uno e mezzo ma fino a quando non riuscirò a seguirlo io personalmente sono nelle mani di chi mi può aiutare e non posso nemmeno tanto lamentarmi. Ieri sera alla mia domanda "ti hanno messo in punizione" la risposta è stata sì: sono scoppiata e l'ho mandato a letto con rabbia e violenza verbale, ha sentito litigare me e papà e lui si è messo a cantare sul letto da solo una canzoncina che a me piace, credo perché si sia spaventato di quella rabbia. So che ho sbagliato ma non ho più forza, ho paura e la paura mi fa reagire con rabbia perché non so dove sbattere la testa, perché è un bimbo dolce, intelligente, simpatico ma tutto viene oscurato da questo suo modo di esser manesco e ho paura che abbia ripercussioni sulla sua autostima (sono cattivo e mi mettono in punizione) o ancor peggio che non cambi mai questo suo modo di fare, che lo isolino e di conseguenza ancor di più diventi violento perché si sente rifiutato. Infine, pur non fregandocene del problema abbiamo come risultato che l'educatrice disinteressata non ci saluta e non alza nemmeno lo sguardo quando portiamo il bimbo e lui deve salutarla almeno 4/5 volte perché lei gli risponda; nemmeno si ferma a dedicarci qualche parola cosa che invece la vediamo spesso fare con altre mamme. E lui? Lui è sempre sorridente, entra a scuola contento, saluta tutti, abbraccia ovviamente con la sua esuberanza quindi i bimbi si lamentano e viene ripreso, mangia da solo, va in bagno da solo, dorme da solo. Non piange mai se non per una punizione o una sculacciata, non manifesta nessun disagio verbale per la scuola, non mi dice "mamma non mi piace andare". Mi chiede ovviamente "quando è sabato che sto a casa" ma credo che tutti i bimbi preferiscano starsene a casa loro. Sono molto provata: a chi posso rivolgermi per fare qualcosa davvero di concreto che aiuti a cambiare questa situazione. Tante grazie per i consigli e i suggerimenti che vorrà darmi... Gentilissima mamma, ho stampato, letto e riletto la sua richiesta più volte, prima di tutto per onorare il suo eccezionale impegno nel dettagliare al massimo il suo grido di aiuto. Eppure più leggo e rileggo, più vedo una cosa soltanto: mi arriva tutta la sua stanchezza, fatica e difficoltà di persona, donna e mamma al tempo d'oggi. Nonostante io d'abitudine ami dire molte cose e fare molti riferimenti nelle mie consulenze, sento che nel suo caso potrò aiutarla dicendole poche, sostanziali cose, anche perché a distanza, o via mail, senza potersi incontrare (e più volte), è molto difficile rispondere a tutta la complessità che lei, con encomiabile sforzo, illustra. Apro la mia risposta trasponendole di seguito la frase della sua richiesta che, secondo me, è il cuore del problema: "...non ho più forza, ho paura e la paura mi fa reagire con rabbia perché non so dove sbattere la testa, perché è un bimbo dolce, intelligente, simpatico ma tutto viene oscurato da questo suo modo di esser manesco e ho paura che abbia ripercussioni sulla sua autostima (sono cattivo e mi mettono in punizione) o ancor peggio che non cambi mai questo suo modo di fare, che lo isolino e di conseguenza ancor di più diventi violento perché si sente rifiutato..." Lo sa perché questo è il passaggio più importante? Perché da questa finestra della sua illustrazione si vede una mamma di fronte al suo bambino, e viceversa, esattamente come sono: lei, stanca ma impegnatissima, lui, un bambino splendido, come tutti i bambini sono, come anche suo figlio è. Ora veniamo al cuore della mia risposta: - la situazione è estremamente frammentata e quindi l'unico modo per porvi rimedio è in chi ne prenderà il timone. In tutto questo il perno è assolutamente LEI, la mamma: occorre proprio ricominciare dalla Sua persona, dandole lo spazio necessario, prima di tutto per ritrovare se stessa in tutti questi impegno e fatica. Mai come nel suo caso vale la massima: se la mamma è serena, anche il bambino lo è. - Non creda di essere sola in tutto questo: lei deve trovare immediatamente un completo appoggio e sostegno in suo marito che assumerà insieme a lei, e pari a lei, il volante di questa situazione. Quindi, e non me ne voglia se le dico solo questo, ricominci da se stessa! Individui qualcuno che raccolga la sua stanchezza e che la aiuti a capirne i motivi, che ormai vanno al di là della fatica di essere mamma oggi e sull'essere impegnativo del suo bambino. Asciugata e riparata questa difficoltà, l'esperto la e vi aiuterà a trovare e ritrovare le risorse per aiutare vostro figlio, avvalendosi magari anche di altri esperti. Io le resto vicino: sono totalmente dalla sua parte e le mando anche un forte abbraccio! __________________________________________________________________ copyright © Educare.it - Anno XV, N. 3, Marzo 2015 Tweet Articoli correlati * Risolvere un enigma: l'aggressività di mio figlio * Disagio evolutivo e problemi scolastici * Ombre * Papà al nido * Videogiochi violenti e aggressività... [INS: :INS] sostieni Educare.it visitando gli sponsor! © Norme sul copyright Educare.it è una rivista registrata al Tribunale di Verona il 21/11/2000 al n. 1418. Direttore Responsabile: Luciano Pasqualotto. I contenuti sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Unported. Se vuoi citare questo articolo o un articolo di questa sezione, leggi le istruzioni su questa pagina. 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Sono diventata mamma (super felice) a 37 anni (avrei tanto voluto fare tutto prima, ma ho conosciuto mio marito tardi) ed all'arrivo della prima bimba ho praticamente fermato il mio mondo per lei: ho preso una lunga aspettativa dal lavoro, ho cambiato stile di vita ecc. per assicurare alla amatissima e desideratissima nuova arrivata tutto l'amore di cui una mamma può essere capace. Non mi sono mai sottratta ad alcuna sua richiesta di attenzione, sia che fosse un pianto notturno o soddisfacimento di qualsivoglia bisogno. Quando la bimba aveva 19 mesi è arrivato il suo fratellino e per "tamponare" la mancanza inevitabile di tutte le attenzioni fino a quel momento rivolte solo a lei ho chiamato una baby-sitter che eccellentemente ha supplito ad alcune mie abitudini (portarla al parco, farla giocare in casa ecc.). La bimba quindi non mi sembra abbia vissuto negativamente in alcuna maniera l'arrivo del fratello, che ora è il suo compagno di giochi (e litigi!) ...e non so cosa farebbe senza la sua compagnia! Per quanto mi riguarda, volendo fare dell'autocritica, posso dire che il mio grande amore si è tradotto a volte in un po' di gelosia e forse di iperprotettività. Aggiungo però che mi sono sempre concentrata per far prevalere il raziocinio sui sentimenti, quando questi ultimi potevano indirizzare ad atteggiamenti negativi (es. anche se gelosa, quando mi chiedevano di prendere in braccio la bimba piccola stringevo i denti in un finto sorriso e la cedevo; quando un bimbo le faceva qualche torto al parco, ho sempre cercato di far sì che si difendesse da sola, senza il mio intervento ecc.) La bimba sin dalla nascita ha manifestato un carattere sensibile e un po' particolare. Non è stata mai una bimba con la paura dell'estraneo (andava in braccio a tutti, purchè giocassero con lei) ma alcune situazioni la spaventavano. Ad esempio all'età di due anni circa bastava che un bimbo la urtasse con un po' di forza che subito iniziava a piangere per lo spavento. Poi magari non aveva alcuna paura di tante altre cose che in genere spaventano i bimbi. All'età di tre anni e mezzo c'è stato il suo ingresso alla scuola materna, ma prima ancora di ciò ha superato la "paura dei bimbi" grazie ai contatti che le abbiamo fatto sempre avere nei parchi ed altrove o semplicemente perchè ha maturato la consapevolezza che non c'è niente da temere dai bimbi. Alla scuola materna nella fase iniziale la maestra lamentava il fatto che lei giocasse esclusivamente per conto suo, ignorando i giochi di gruppo o tirandosene fuori per seguire i suoi giochi di fantasia. Partecipava attivamente, con entusiasmo e pertinenza, invece ad ogni attività didattica, portando a termine con precisione ed attenzione ogni compito affidatole. Al secondo anno ha superato la prima difficoltà sopra descritta, partecipando ai giochi di gruppo serenamente e con gioia, interagendo con bimbi grandi e piccoli e di ogni sezione. Permaneva solo una tendenza a non fare parte fissa di un gruppo, ma a preferire il gioco con un singolo bimbo/a (non necessariamente sempre lo stesso) ed a fare un po' da farfallina tra i gruppi, non disdegnando anche di tornare con piacere a volte al gioco solitario. Per questo la maestra la dipinta semplicemente come una bimba riservata, non per questo non partecipe al gioco o timida (spesso si proponeva lei stessa ai bimbi, senza problemi). Mi scuso per questo lungo preambolo, ma credo che descrivere il carattere della bimba sia necessario per cercare di spiegare ciò che andrò a descrivere ora. Alla fine del secondo anno di materna la maestra mi ha riferito che da un po' di tempo la bimba piangeva per ogni sciocchezza (mai fatto prima, neanche nel primo inserimento che è stato liscio come l'olio). Ho attribuito questo alla stanchezza perché negli ultimi mesi andavo a riprenderla alle 16.00 (avendo modificato il mio orario di lavoro) ed in più ha cominciato a saltare il sonnellino pomeridiano, tendendo comunque a far tardi la sera per addormentarsi. Ma poi la faccenda si è complicata. Ha cominciato a dirmi di non voler più andare a scuola, con lacrimoni annessi. Ho provato a chiederle cos'è che all'improvviso non le piacesse più della scuola, ma sembrava non in grado di darmi una risposta, di inquadrare il suo problema; sapeva solo dirmi che voleva stare con la mamma. La maestra dal canto suo assicura che non c'è stato alcun episodio traumatico (es. un litigio con un bimbo) ma che ha cominciato a manifestare un crescente disagio dimostrato anche con pianti sommessi. A casa è tutto come sempre, non ci sono state novità di alcun genere. Per fortuna la scuola nel frattempo si è chiusa ed io ho preso un periodo di ferie per "osservare" mia figlia e per starle vicino. Ho cercato di rassicurarla, di farla dormire al mattino fin quando a voluto, di farla divertire, siamo andate insieme al mare, nei parchi, alle feste di compleanno e lei si dimostra ora molto più serena. Ma della scuola non vuole sentire neanche parlare. E quando si trova nei parchi, nelle feste ecc. pur partecipando a tutte le attività di gioco mi vuole avere "a vista", mi impone una posizione, anche distante, purchè alla sua vista. Non accetta più di essere lasciata nei baby-club dei grandi centri commerciali, dove prima invece correva senza neanche voltarsi a guardarmi, non appena fatto ingresso nel supermercato. In particolare un giorno, mentre eravamo in macchina per recarci in un centro commerciale munito di "galattico" baby-club(prima adorato da lei) lei stessa mi ha chiesto di poterci stare mentre noi provvedevamo alla spesa. Io, felicissima, l'ho accompagnata, lei è entrata mi ha salutata ma.. neanche 30 secondi dopo mi ha chiamato disperata chiedendomi di farla uscire in lacrime, quasi presa dal panico. Come se suo malgrado, non riusciva a stare in quel contesto "simil-asilo". E lì mi sono molto preoccupata. Ho chiamato a casa la maestra che continua ad assicurarmi che a scuola non c'è stato nessun evento particolare. Quando chiedo alla bimba perché si comporta così, lei mi risponde semplicemente che vuole stare con la mamma. L'ho portata in piscina per una lezione-prova di nuoto. All'inizio sembrava felicissima (mi voleva comunque a vista) ma quando ha chiesto di poter uscire all'insegnante e questa le ha riposto che si poteve uscire solo al termine della lezione, è schizzata via dall'acqua piangendo nella mia direzione. Voleva tornare poi in acqua ma non per seguire la lezione, per stare alle regole della maestra di nuoto. Ieri era a saltare sul tappeto elastico di un parco giochi (cosa che adora) ed all'improvviso si è diretta verso la rete di protezione piangendo, senza motivo. Mi sono avvicinata chiedendole il perché:" Voglio uscire", mi ha risposto. Non so che pensare. Non so cosa le sia successo. Non capisco il perché di questa sua involuzione. Non so come affrontare l'ingresso all'ultimo anno di materna che andrà a frequentare a settembre. Sono davvero preoccupata ed ho assoluta necessità di sapere che azioni intraprendere per farla tornare serena a scuola, come lo era prima. E non solo a scuola: in piscina, nel parco e dovunque! Posso solo aggiungere un evento a cui io però non riesco ad attribuire la causa di tutto questo: ha partecipato a maggio ad un breve corso di ginnastica psicomotoria tenuto all'interno del mio luogo di lavoro per i figli dei dipendenti ed io al termine della lezione sono giunta con qualche minuto di ritardo a prenderla e l'ho trovata che piangeva al collo dell'insegnante (aveva visto tutti i genitori tranne me). La volta successiva si è fatta promettere che sarei stata puntuale ma (disdetta, sventura) un inconveniente mi ha fatto arrivare di nuovo giusto con qualche minuto di ritardo, sufficiente per trovarla di nuovo a piangere al collo dell'insegnate. La lezione successiva la accompagnata la nonna (io con febbre), alle altre non è voluta più andare. Ma possono questi due episodi spiegare tutto quanto sopra descritto? Mi sembra insufficiente! Aiutatemi! Grazie Gentile sig.ra Susanna ho letto con attenzione e partecipazione la descrizione della sua bambina e della situazione che la preoccupa. Mi complimento con lei per la precisione e l'analisi con cui mette a fuoco gli elementi che ritiene significativi. Se ci trovassimo vis a vis le chiederei però qualche altra cosa: come si comporta la sua bambina con gli altri adulti di riferimento (papà, nonni)? In quali situazioni la sua bimba accetta di separarsi serenamente da lei? Come avviene l'addormentamento serale? Avere queste informazioni mi permetterebbe di cercare una spiegazione più precisa per il cambiamento di comportamento che tanto la preoccupa. Maria Montessori, ne Il segreto dell'infanzia, ha scritto che "i capricci e le disobbedienze di un bambino non sono altro che aspetti di un conflitto vitale fra l'impulso creatore (del bambino) e l'amore verso l'adulto": in altre parole, tra i bisogni profondi e fondamentali e il desiderio di compiacere mamma e papà, la maestra, l'istruttrice di nuoto etc. Se accreditiamo questa lettura, dobbiamo chiederci quali bisogni possono essere stati frustrati in questi mesi. I ritardi con cui si lei è presentata alla ginnastica psicomotoria potrebbero aver "tradito" un bisogno di regolarità, di custodia, di sicurezza che probabilmente lei stessa, cara signora, ha coltivato nella sua bambina attraverso sentimenti ed atteggiamenti di protezione. Infatti sempre la Montessori ha spiegato che "il bambino è estremamente sensibile di fronte all'adulto, fino a permettere che l'adulto viva ed agisca in lui". Se così fosse, non si tratterebbe di un rifiuto della scuola, ma di una difficoltà riferibile alla relazione con la mamma: con alcune risposte alle domande che ho posto sopra, il quadro si farebbe più chiaro. Ad ogni modo, queste difficoltà vanno senza dubbio superate! Innanzitutto le consiglio di mantenere alta l'attenzione rispetto ai bisogni della sua bambina, cercando poi di corrispondervi nel modo più funzionale per entrambe e per l'organizzazione di tutta la famiglia. Ad esempio, se risultasse forte un bisogno di vicinanza, lei potrebbe concordare con sua figlia dei tempi, preferibilmente di routine, in cui questo bisogno possa essere soddisfatto: al ritorno dal lavoro, al momento del bagno serale, prima di addormentarsi ... secondo le preferenze della sua bambina. Poter contare su momenti stabili in cui ci si può incontrare, esprimere affetto, divertirsi insieme ha un forte potere rassicurante, a fronte del quale sua figlia può (e deve) accettare quella separazione necessaria che le consente di frequentare la scuola ed altre eventuali attività. Su queste ultime, mi permetta Susanna, sia misurata, non abbia fretta. A cinque anni o poco più, la scuola fino alle ore 16 comporta una fatica più che sufficiente: lasciamo il resto del tempo alla libertà del gioco e del riposo, all'incontro ed all'intimità, persino alla noia. Infine le suggerisco di guardare alla sua bambina ed alle sue particolari caratteristiche con stupore e meraviglia piuttosto che con preoccupazione: probabilmente di fronte a lei vi è una personcina delicata, piena di sensibilità e ciò che oggi di lei non comprendiamo si farà più chiaro con il trascorrere del tempo. __________________________________________________________________ copyright © Educare.it - Anno XI, N. 11, ottobre 2011 Tweet Articoli correlati * Battaglia inutile per il cibo * A due anni rifiuta il cibo * Problemi di alimentazione a 5 anni * Fare i genitori * 100 risposte sull'educazione dei figli [INS: :INS] sostieni Educare.it visitando gli sponsor! © Norme sul copyright Educare.it è una rivista registrata al Tribunale di Verona il 21/11/2000 al n. 1418. Direttore Responsabile: Luciano Pasqualotto. I contenuti sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Unported. 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Lei ha un figlio di 15 anni (già sviluppato, con una vita di relazione apparentemente normale, frequenta la quarta liceo e pratica da anni pallavolo a livello competitivo) ed una figlia di 12 anni (è già mestruata, fa la prima media, gioca a basket e canta in un coro). Il mio rapporto con i ragazzi è sempre stato eccellente, non mi sono mai sognato di diventare "un secondo papà", non faccio loro da confidente: sono semplicemente "il compagno della mamma" e - per di più - ho anche un buon rapporto con il loro padre. Adesso sono un po' preoccupato perché anche se entrambi i ragazzi hanno ciascuno la propria cameretta con la TV, il maschio passa il suo tempo libero a guardarla nel letto della mamma e quasi tutte le notti ci rimane a dormire insieme con lei. Ciò non mi suscita alcun sentimento di gelosia ma, invece, una viva preoccupazione da quando un'amica comune mi ha detto che quest'abitudine può essere pericolosa, inducendo ritardi di crescita, complessi edipici e squilibri di formazione nella sorella. Non ho mai interferito con il suo sistema educativo, diverso dal mio (ho due figli ormai adulti ed uno di 11 anni, che vive in un'altra città con la madre), e vorrei un vostro consiglio, per lei e per me. Cerco, per quanto mi è possibile, di interpretare la situazione a distanza. Proporrei, a Lei e alla Sua compagna, di riflettere profondamente sulle eventuali cause che abbiano potuto determinare l’attuale comportamento del figlio (e della madre!) e sulle reazioni, soprattutto da parte della Sua compagna. Datevi un tempo ragionevole, almeno alcuni giorni, per discutere e capire alcune cose, per quanto riguarda il figlio, ma anche e innanzitutto per quanto riguarda Voi e soprattutto la madre. Vi propongo alcune piste di riflessione: quali sentimenti e quanta soddisfazione prova la madre a vedere e percepire il figlio, ormai quindicenne, così vicino? Ancora o di nuovo o finalmente così vicino? Quali emozioni suscita nella madre il letto matrimoniale semivuoto occupato solo da lei stessa e invece un letto matrimoniale diviso e condiviso da una persona vicina? Una persona vicina è sicuramente Lei-compagno, ma anche il figlio. Il figlio sostituisce l’assenza temporanea di Lei-compagno? E ancora: la madre è contenta di questa "sostituzione", la ambisce e la desidera? O teme invece una situazione alternativa (in modo più o meno consapevole)? In altre parole: la madre desidera o teme il letto matrimoniale occupato da qualcun altro? Quali potrebbero essere le motivazioni che spingono il ragazzo quindicenne a passare le sere e le notti nel letto della madre? La vuole proteggere, preservare, custodire e difendere "dall’intrusione di terzi"? Esterna con questo comportamento semplicemente "amore" nel senso che vuole farle compagnia visto che altrimenti sarebbe da sola? Quando il programma televisivo è di gradimento di entrambi, il figlio vuole semplicemente guardarli e commentarli (riderne, discuterne ecc.) insieme alla mamma? Da cosa dipende il rimanere a dormire dalla madre? Si addormenta "semplicemente" davanti alla TV non riuscendo più a trasferirsi nella sua stanza? O il desiderio di dormire con la mamma ha dei contorni molto meno casuali e che si dovrebbero analizzare più profondamente? Ipotizzo che i figli sappiano che la loro madre passi dei giorni da Lei. E le notti? Come reagirebbe il figlio a questa situazione, ovvero, come ha reagito negli ultimi anni qualora gliel’avete sottoposta? Infine, qual è la posizione del padre naturale nei confronti della Vostra relazione e nei confronti del fatto che il ragazzo dorma dalla madre? Come vede, le domande da porsi non sono poche, e non di poco conto. La Vostra amica comune ha parlato di "abitudine pericolosa" e probabilmente c’è del vero in questo. Prima di tutto però io ne vedrei un'occasione di dialogo approfondito con la Sua compagna, che può aiutarvi a capirsi e conoscersi meglio; si tratta anche di un'opportunità per Lei e, soprattutto per la madre, di capire meglio questo ragazzo ormai adolescente. Incoraggi la Sua compagna ad affrontare queste (o altre) domande, ponendole quando è il caso direttamente al giovane figlio. Se vi è un rapporto di fiducia ed una buona competenza dialogica sarà un'occasione reciproca di crescita. Non escluderei il ricorso ad un esperto (come uno psicoterapeuta), anche se nella Sua lettera non vi sono indizi sufficienti per capire se un tale aiuto possa essere più indicato per il ragazzo, per la Sua compagna e/o per Voi. Può anche darsi che il problema non sussista e che sia sufficiente che la Sua compagna esprima al figlio la propria preferenza a dormire da sola. Ma se ci saranno resistenze o vissuti di rifiuto, o manifestazioni di disagio, sia da parte della madre che del figlio, allora intravedrei la necessità di approfondire ulteriormente il discorso. In ogni caso credo debba essere la sua compagna ad affrontare la situazione con il ragazzo, con autorevolezza e coerenza, il che presuppone l’intima sua convinzione dell’esistenza di un problema. E’ lei (e solo lei) che alla fine dovrà decidere come reagire, responsabilmente, di fronte al comportamento di suo figlio. __________________________________________________________________ copyright © Educare.it - Anno I, Numero 6, Maggio 2001 Tweet [INS: :INS] sostieni Educare.it visitando gli sponsor! © Norme sul copyright Educare.it è una rivista registrata al Tribunale di Verona il 21/11/2000 al n. 1418. Direttore Responsabile: Luciano Pasqualotto. I contenuti sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Unported. 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Sono una persona molto sensibile, quindi potete immaginare con che intensità ho vissuto la gravidanza e il parto, che per me è stato un momento indimenticabile. I problemi sono venuti dopo. I primi mesi della mia piccola sono stati per me un'ansia continua. Un po' perché sono ansiosa di natura, ma in parte anche per le circostanze: a tre giorni di vita, appena arrivati a casa dall'ospedale, Maria Concetta ha avuto un'apnea che ci ha spaventati moltissimo e che per molte notti a seguire ha alimentato i mie incubi sulla morte bianca. Ci sono stati in seguito altri tre episodi, ma dagli accertamenti non è risultato nulla. A tre settimane di vita, poi, sono caduta per strada con lei nel marsupio: e lì ancora tanta paura e due notti bianche per monitorarla. Ma il vero grande problema è stato l'allattamento, difficile fin dall'inizio per una montata lattea tardiva e per altri problemi (capezzoli rientranti, mastite, bimba pigra ecc.) che hanno impedito dall'inizio una produzione di latte soddisfacente. Da incinta non mi preoccupavo molto del latte, invece di fronte al pianto di mia figlia e alla mi incapacità di nutrirla mi sono sentita spezzare il cuore. Ho fatto di tutto per allattarla integralmente al seno e alla fine ce l'ho fatta (allatto ancora a colazione e prima della nanna). Ne vado orgogliosa, ma è stato un piccolo calvario fatti di pianti, doppie pesate, tiralatte alle cinque del mattino, aggiunte, sacchetti per congelare il latte e altre amenità del genere. A volte mi chiedo se l'ho fatto nel suo interesse o se questo "accanimento" non venisse solo dal mio bisogno di prolungare l'intimità della gravidanza. Forse un biberon dato con serenità sarebbe stato meglio per Maria Concetta. In questo inizio in salita ho per fortuna avuto accanto un marito comprensivo e che mi ha aiutato in tutto, dai pannolini al sostegno psicologico. Purtroppo, però, a causa del suo lavoro, due sere a settimana papà non torna a casa nemmeno a dormire. Questa assenza, che mi è sempre pesata molto anche prima di avere Maria Concetta, mi ha spinto a ricorre molto all'aiuto di mia mamma, che per i primi quattro mesi ha sempre dormito qui in assenza di mio marito. Notti a parte, i miei genitori, che abitano qui vicino, sono entrambi pensionati e ancora molto in gamba, si sono sempre dichiarati disponibilissimi e io credo di avere abusato del loro aiuto, tanto da sentirmi spesso un po' troppo dipendente. A un certo punto mi sembrava di non essere in grado di occuparmi da sola di mia figlia, così ho cominciato a impormi di fare delle cose io e lei sole (per esempio un corso di nuoto neonatale, o andare con regolarità a trovare i cuginetti "paterni") e devo dire che piano piano quel senso di inadeguatezza è scomparso. Ho seguito inoltre il saggio consiglio di mio marito, che mi esortava a lasciare mia figlia ai miei genitori almeno un paio d'ore al giorno per concedermi del tempo per me, invece di stare tutto il giorno da loro o di farli venire a casa mia. Ho scelto io di restare un anno a casa dal lavoro, e lo rifarei. Ma sinceramente pensavo fosse più facile. Anche quando lascio Maria Concetta a mia mamma, non mi rilasso mai completamente, mi sento sempre un po' in colpa, soprattutto perché non lavoro ancora e in fondo penso che dovrei occuparmi io di lei senza bisogno di chieder aiuto tutti i giorni per avere delle finestre di "respiro". Ma quando mi alzo al mattino avere davanti una giornata intera da programmare con la piccola, in un quartiere che non offre spazi verdi per passeggiare, mi sembra un ostacolo insormontabile. Io abituata a destreggiarmi tra lavoro, amicizie, volontariato e interessi vari, tra cui il teatro! E poi, e qui arriviamo al punto dolente, mi sono accorta di essere molto gelosa di mia figlia. Fin dai primi mesi il fatto che mia madre fosse così brava con la piccola mi ha fatta sentire un po' in competizione. Certo, sono molto felice di poter affidare mia figlia in mani affidabili e a cure così amorevoli. Ma ho cominciato a temere di non essere io la figura di riferimento principale di Maria Concetta. Ora, ecco che i miei fantasmi prendono corpo, e proprio alla vigilia del mio rientro al lavoro (lavorerò part-time: tre giorni a settimana Maria Concetta starà con mia mamma dalle 9 alle 16, gli altri due giorni sarò a casa con lei). Da un po' di giorni quando rientro dalle mie uscite mia figlia mi rifiuta. C'è da dire che è una bimba molto indipendente, che sta con tutti senza problemi, e non è mai stata molto "mammona". Ma in genere sgambettava e sorrideva al mio rientro, veniva subito in braccio a salutarmi, anche se poi tornava subito ai suoi giochi. Ultimamente, invece, si gira dall'altra parte e affonda la faccia nella spalla della nonna dicendo proprio "no". E' capitato sia con mia madre che con mio padre, sia che io l'abbia lasciata da loro sia che loro l'abbiano accudita in casa nostra. L'altro giorno, addirittura, il rifiuto si è protratto anche dopo la pappa, non è quindi stata una cosa limitata al ricongiungimento. Sono sconvolta. Mio marito minimizza: oggi quando è tornato Maria Concetta ha riservato a lui lo stesso trattamento rifugiandosi tra le mie braccia e il suo commento è stato: "non vedi che scherza?". Per la verità l'idea che lei lo facesse per fare un dispettuccio era venuta anche a me, e anche mia madre mi aveva "consolata" riferendomi la stessa impressione. Tanto più che ci può anche stare con il tipo: la bimba ha già un suo caratterino e una faccia da furbetta. Ma io temo lo stesso che lei possa non avere chiaro chi sono la sua mamma e il suo papà. Per esempio sono molto dispiaciuta anche del fatto che Maria Concetta dica "nonno" indicandolo e non sappia ancora dire "papà". Ma c'è un altro fatto che mi preoccupa. Pur non essendo una bimba coccolona, capitano momenti che vuole sempre stare in braccio e chiede solo della mamma: perché questo succede solo quando siamo a casa noi tre e mai quando io e lei siamo dai i nonni? Perché negli ultimi tempi di notte chiamava mamma e piangeva se arriva papà, ma ha accettato la nonna che è tornata a fare una notte da noi dopo tanto tempo perché io ero ammalata? Ho cercato di analizzare possibili cause. In questo periodo come famiglia non stiamo vivendo stress particolari. L'unica novità è che da circa un mese (da molto prima che iniziassero questi "rifiuti") abbiamo iniziato a insegnare a Maria Concetta ad addormentarsi da sola nel lettino. Prima si addormentava in braccio, dopo la poppata, risvegliandosi al massimo una volta o due per notte e riaddormentandosi subito dopo un'altra ciucciatina. Quando, intorno ai nove mesi, i risvegli sono diventati più frequenti e soprattutto più lunghi abbiamo ceduto ai tanti libri sull'argomento che raccomandano di insegnare l'abitudine al sonno. Così sono cominciati lunghi addormentamenti tira e molla: la allatto sul lettone, leggiamo un libretto e ci facciamo un po' di coccole. Poi andiamo nella sua cameretta, salutiamo i nostri pupazzi e la metto giù, piange, torno dopo un po', esco di nuovo, piange e così via. Finche si addormenta sfinita con mamma o papà accanto al lettino. Solo da tre giorni si addormenta tranquilla senza nessuno nella stanza (speriamo bene..). Quanto ai risvegli, sono diminuiti, ma è abbastanza variabile. Capitano notti che dorme di fila 10-11 ore e altre in cui si sveglia tre volte o quattro volte. Sono dunque arrivata alla conclusione che questa storia del lettino non sia più di tanto correlata con i "rifiuti", ma che il problema stia nel mio rapporto con mia figlia. Non me la posso prendere davvero con nessuno: mio marito c'è poco, ma quando c'è è tutto per la sua piccolina. I miei genitori stanno bene attenti a non travalicare i limiti, conoscendomi e avendo capito le mie difficoltà, e se qualche volta sono troppo protettivi con me e la nipote dipende forse dal fatto che sono figlia unica e i legami nella mia famiglia di origine sono molto forti. Non credo tuttavia che si vogliano sostituire me e a mio marito: hanno la loro vita e i loro interessi e anche se adorano la nipotina in questo anno hanno avuto l'occasione di farsi un paio di viaggetti e non hanno certo rifiutato per fare i nonni (ci mancava.). In questo intreccio di rapporti familiari e di equilibri non sempre facili da trovare l'unica che forse posso rimproverare un po' è mia suocera. E' vero, lei non ha l'aiuto del marito, che purtroppo è morto sei anni fa, e ha altri cinque nipoti di cui occuparsi (mia marito ha due fratelli e una sorella). Ma finora ci ha aiutato veramente poco e questo ha di fatto contribuito a sbilanciare la vita di Maria Concetta sul ramo materno della famiglia. Mio marito un po' mi dà ragione, un po' mi fa notare che siamo noi che la chiamiamo poco. E' vero, riconosco di essere chiusa da questo punto di vista, ma non è sempre stato così, mi sono molto scoraggiata dopo alcuni episodi in cui lei si è dimostrata molto fredda. Un esempio su tutti: proprio per riequilibrare le cose, quest'estate mio marito le ha chiesto la disponibilità a tenere Maria Concetta un giorno a settimana, quando riprenderò il lavoro, specificando che non era per stretta necessità (mia mamma ce la farebbe anche da sola), ma perché ci faceva piacere che Maria Concetta stesse un po' anche con l'altra nonna. Bè, a distanza di 5 mesi non abbiamo ancora avuto risposta. Scusate la lettera fiume, dove mi rendo conto non c'è nemmeno una domanda precisa ma un sacco di preplessità miste. Ma mi piacerebbe comunque avere un vostro parere sulla mia situazione. Gentile Signora, ho letto con attenzione la sua lunga lettera e mi congratulo con Lei per la tenacia e la volontà di dare a sua figlia tutto ciò che è stato nelle sue possibilità. Sicuramente molte altre mamme, di fronte a tutte le difficoltà da Lei incontrate nell'allattamento al seno, si sarebbero arrese, ma Lei ha veramente voluto darle il suo latte proprio perché sentiva che questo alimento è il più congeniale alla crescita della sua bimba. Da otto mesi sono diventata nonna e quando mia nuora mi chiede qualche consiglio, la cosa che mi viene più spontanea dirle è: "Ogni mamma sa cos'è meglio per suo figlio, basta che ascolti il tuo istinto". Poi magari parliamo del problema, ma sento sempre che ha già individuato la soluzione migliore e che quello che le serve è solo un incoraggiamento. Diventare genitori è un evento importantissimo e solo chi non prova un adeguato senso di responsabilità verso questo compito, non si pone tante domande ed affronta con leggerezza questo momento. Non pensi che un biberon dato con "serenità" sarebbe stato meglio! Senza scendere nei particolari del vantaggio fisiologico dell'allattamento al seno, che immagino Lei conosca perfettamente, anche la relazione che si instaura tra una mamma ed il proprio bimbo nel prolungamento di questa intimità, è sicuramente fonte di sicurezza futura per il piccolo che si sente veramente accudito e capito nei suoi bisogni primari, compreso il senso di contenimento che questo gesto comporta. Ora inizia il periodo dello svezzamento e il senso di "distacco" che lei prova è normale e ci dice solo quanto era importante per Lei stare con sua figlia e seguirla in tutte le sue tappe evolutive ed è semplicemente la misura del bene immenso che Lei prova per Maria Concetta e di come il suo benessere sia per Lei l' interesse primario. Il distacco è un momento che va vissuto ed accettato con serenità ogni volta che nel percorso di crescita si rende necessario e diventa un utile "palestra" per rinforzarsi nella propria autonomia e nel successivo momento d'individuazione. Ci sarà il momento della scuola materna e poi delle elementari, le prime volte che Maria Concetta Le chiederà di dormire da qualche sua amichetta..... e pian piano Lei accetterà che sua figlia cresca e sarà felice di vederla autonoma e realizzata, anche senza di Lei. Sembra impossibile ora! Ma vedrà che tutto si svolgerà in modo naturale ed il ricordo del giochetto che ora sua figlia fa al suo rientro la farà sorridere. Questo "no" che Le fa tanto male è solo la scoperta che quella piccola parolina genera forti emozioni ed è meglio non enfatizzare per non innescare il meccanismo dei No detti solo per provocare forti reazioni. Potrebbe, in seguito, essere usato a tavola o a passeggio o in qualsiasi altro momento in cui la bimba desidera attirare su di sé molta attenzione. Non dimentichi che fino ai tre anni circa il bambino è egocentrico e pensa che tutto ciò che accade attorno a Lui sia provocato da Lui stesso. I figli unici, come Lei mi dice di essere, non hanno mai dovuto sopportare la frustrazione di essere "detronizzati" e per questo spesso nei rapporti con gli amici ed i colleghi sono meno "permalosi" e più collaborativi, ma quando si tratta di affetti profondi la gelosia potrebbe essere un sentimento che affiora spontaneamente e non va criticata e tantomeno negata, ma accolta come uno dei tanti sentimenti che gli esseri umani provano e che comunque va elaborata ed accettata come parte integrante di sé. Provi a ripensare a come è stata la sua adolescenza, come sua madre, in quella fase problematica per tutti gli esseri umani, ha accolto ed assecondato la sua naturale ribellione alle Sue regole; forse l' attuale competizione è un "residuato bellico" adolescenziale. Non penso che l'atteggiamento di sua suocera sia di disinteresse verso Maria Concetta, forse anche lei si sente un po' esclusa dalla vita della nipotina, vista la presenza assidua dei Suoi genitori, inoltre ci sono altri nipoti da accudire e forse un chiarimento diretto e sereno sarebbe più proficuo. Anche Lei negli ultimi cinque mesi non Le ha più chiesto nulla e nemmeno la prima volta la richiesta è partita da Lei. I rapporti nuora-suocera sono sempre molto delicati e forse richiederebbero un approfondimento a parte viste le dinamiche complesse che li regolano. Forse quello che maggiormente dovrebbe rassicurarla è come sua suocera ha allevato il figlio e mi pare di capire che suo marito è cresciuto equilibrato ed è diventato un buon marito e padre. Spero di essere stata esauriente nell'affrontare un po' tutti gli argomenti da Lei proposti, ma se lo ritiene utile mi riscriva, anche per approfondimenti o chiarimenti ulteriori. __________________________________________________________________ copyright © Educare.it - Anno VI, Numero 3, Febbraio 2006 Tweet [INS: :INS] sostieni Educare.it visitando gli sponsor! © Norme sul copyright Educare.it è una rivista registrata al Tribunale di Verona il 21/11/2000 al n. 1418. Direttore Responsabile: Luciano Pasqualotto. I contenuti sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Unported. Se vuoi citare questo articolo o un articolo di questa sezione, leggi le istruzioni su questa pagina. E' consentito riprodurre articoli di Educare.it esclusivamente alle presenti condizioni. 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Home Editoria Reality mamma, ovvero come sopravvivere al lavoro più difficile del mondo! Reality mamma, ovvero come sopravvivere al lavoro più difficile del mondo! In: Editoria, Libri Stampa Email Cos’è Reality mamma? Be’lo dice già il nome, è un reality! Un reality su carta di una famiglia rumorosa! Barbara Tamborini racconta con ironia l’estate di una mamma (lei medesima!) tra valigie, vacanze, merende, nonni, cinema e tanta tanta confusione ed allegria; perché mamme si diventa e, alla trasformazione biologica, segue un lungo processo di cambiamento che richiede alla donna di apprendere nuove competenze e di ridefinire la propria identità. Questo divertente diario di vita famigliare vuol far sorridere le mamme e farle sentire meno sole nel loro compito, aiutandole anche ad affinare il proprio stile educativo e magari elaborare qualche idea in più per dare nuovo slancio alla propria maternità e alla vita famigliare. Barbara Tamborini è psicopedagogista e conduce progetti, attività di ricerca e formazione nel settore della prevenzione primaria in età evolutiva. Ha maturato esperienza sui temi della conduzione dei gruppi e dell’educazione socio-affettiva. E le vostre vacanze con i bambini come sono, riuscite anche a rilassarvi? Commenta Elimina Commento Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati * _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ ______________________________ ______________________________ ______________________________ Invia Commento [INS: :INS] Leggi anche 9788850330812_commer In famiglia comando io! Riconoscere e frenare per tempo il bambino tiranno bimbi-in-forma-senza-diete_letture_1 Bimbi in forma senza diete. Dalla gravidanza alla pubertà, l’equilibrio per combattere il sovrappeso infantile logo Occhio Pinocchio Pinocchio guida i bimbi alla scoperta degli occhi bambini scuola L'isola che non c'era 2.0: la scuola diventa digitale [INS: :INS] Redazione e Concessionaria della pubblicità Culture Club Comunications - P.Iva 11106871004 - Copyright 2015 © Tutti i diritti riservati. * Contatti This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish.Accept Read More Privacy & Cookies Policy 2-35.txt #Genitori.it » Feed Genitori.it » Feed dei commenti Genitori.it » Mamma, non ho più fame! 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Home Alimentazione Mamma, non ho più fame! Mamma, non ho più fame! In: Alimentazione, Salute Stampa Email Se il bambino mangia meno del solito, è bene tenerlo sott’occhio: stanchezza e pallore possono indicare una carenza di vitamine del gruppo B. Quelle che si trovano, soprattutto, nei cibi di origine animale. Secondi pasti saltati alla mensa scolastica, merendine caloriche che spengono la fame e cene a base di pasta e pane sono errori da evitare. Naturalmente, la merenda non deve mancare, ma non bisogna esagerare nelle quantità. Solo così, infatti, l’appetito torna per cena. Meglio ridurre le quantità di pasta alla sera e preferire invece secondi pasti a base di carne bianca o rossa, pesce e uova. Dietro consulto del pediatra, si potrebbe seguire per circa un mese e mezzo una vera e propria cura di vitamine del gruppo B (il farmacista può consigliare anche un pratico sciroppo). L’effetto stimolante delle vitamine sull’appetito si vede già dopo 4-5 giorni. In più, essendo idrosolubili, non hanno effetti collaterali. Commenta Elimina Commento Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. 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Home Educazione Bambini Quando i bambini vogliono avere la meglio Quando i bambini vogliono avere la meglio In: Bambini, Educazione Stampa Email Quando i bambini cominciano a diventare più grandi e frequentano sempre più spesso l’ambiente fuori dalle mura domestiche a contatto con gli altri a scuola o al parco, non è raro che inizino a ‘rispondere’ o a fare i saputelli in famiglia. La frase più classica in questi casi è “Mamma, non capisci proprio niente” ogni volta che gli si proibisce qualcosa o quando c’è un contrasto. “Mantenere la calma è importante. Ogni bambino, superati i 5 anni di età, ha bisogno di sentirsi grande e avere le proprie idee”, spiega Chiara Ripamonti, psicoterapeuta e docente alla Facoltà di psicologia dell’Università di Milano Bicocca. “Allo stesso tempo, bisogna spiegargli che, per affermare il suo punto di vista, non deve mancare di rispetto agli altri e né tanto meno ai genitori. Consentirgli di calpestare il ruolo autorevole di un genitore, significa, infatti, non riuscire più a stabilire un limite. Stimolare quanto più possibile il dialogo sulla sua idea è un ingrediente fondamentale nel rapporto con i figli”. Tra le cose che invece non è corretto fare in situazioni del genere, l’esperta raccomanda sicuramente “di alzare la voce e di creare un muro, oppure di rispondergli in malo modo come se ci rivolgessimo non ad bambino ma ad un adulto”. Commenta Elimina Commento Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. 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Ecco come preparare lo zaino alternate alternate Genitori.it Genitori.it [INS: :INS] * Home * Salute + Gravidanza e neonati + Bambini + Ragazzi + “PAPPA SICURA”, IL BENESSERE DEL BAMBINO PASSA DALL’ALIMENTAZIONE “PAPPA SICURA”, IL BENESSERE DEL BAMBINO PASSA DALL’ALIMENTAZIONE 4 mesi ago + Fumo, nuove regole per tutelare i minori Fumo, nuove regole per tutelare i minori 2 anni ago + Lo sport in gravidanza è salutare, ma con moderazione Lo sport in gravidanza è salutare, ma con moderazione 2 anni ago View all View all View all * Scuola + Nido e Materna + Elementari + Medie + Superiori + Bambini, ecco come affrontare l'inserimento all'asilo nido Bambini, ecco come affrontare l'inserimento all'asilo nido 2 anni ago + Cosa fare se la scuola fa paura? Cosa fare se la scuola fa paura? 2 anni ago + Asilo sì o no? Cosa ne pensate? Asilo sì o no? Cosa ne pensate? 2 anni ago View all View all View all View all * Educazione + Bambini + Ragazzi + Genitori + “Nati per leggere” con l’adulto cantastorie “Nati per leggere” con l’adulto cantastorie 2 anni ago + Giornata Internazionale dell’Infanzia Giornata Internazionale dell’Infanzia 2 anni ago + Attenti, quel bambino morde Attenti, quel bambino morde 2 anni ago View all View all View all * Alimentazione + Mangiar bene + Ricette + Autunno, 4 consigli per ripartire senza affanni Autunno, 4 consigli per ripartire senza affanni 1 anno ago + Le 10 regole per far mangiare (bene!) i bambini Le 10 regole per far mangiare (bene!) i bambini 2 anni ago + Mangiare bene fin dal primo anno di vita Mangiare bene fin dal primo anno di vita 3 anni ago View all View all * Sicurezza + In casa + A scuola + Nel web + Per strada + Salvi un bimbo… salvi il mondo intero! 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Home Scuola Nido e Materna Bambini, ecco come affrontare l'inserimento all'asilo nido Bambini, ecco come affrontare l'inserimento all'asilo nido In: Nido e Materna, Scuola Stampa Email «Inutile negarlo: l’inserimento all’asilo nido non è una passeggiata. Essere supportati da persone competenti e da una valida struttura è fondamentale per vivere questo passaggio con serenità». Parola di Cristina Malvini, 30 anni di esperienza negli asili nido, fondatrice e coordinatrice pedagogica del franchising Il Pianeta dei Bambini, che conta 21 affiliati. In questi anni ha assistito moltissime famiglie nella fase dell’inserimento e, grazie alla sua esperienza, può dare qualche consiglio su come gestire questo delicato passaggio. «Il distacco è un’importante tappa della crescita, anche se spesso problematica – afferma Malvini -. La difficoltà è vissuta sia dal bambino sia dalla madre che spesso ha dei sensi di colpa che la inducono inconsapevolmente a proiettare le tensioni sul bambino. Per vivere questa fase nel migliore dei modi, è fondamentale un inserimento graduale, che dia la possibilità al bambino e alla madre di acquisire fiducia nell’ambiente e nel personale». L’ingresso al nido è di fatto la prima separazione tra mamma e bambino, che di solito arriva dopo mesi in cui hanno vissuto in simbiosi. Le madri vivono questo momento con ansie e paure, tra cui quella di non trovare persone capaci di codificare i bisogni del loro piccolo. «Solo le mamme conoscono il proprio bimbo: sanno quando piange per un capriccio, quando ha sonno e quando ha fame – spiega la fondatrice del Pianeta dei Bambini -. L’inserimento deve servire proprio per passare queste chiavi di comprensione alle educatrici, in modo che possano occuparsi al meglio del piccolo. Per trasmettere le informazioni in modo corretto, è importante che l’inserimento sia graduale». Sulla durata dell’inserimento non ci sono regole precise: «Non possono esserci tempi predisposti e programmati perché ogni bambino è diverso – afferma Malvini -. Può durare anche un mese, soprattutto se il bimbo è grandino, e comunque mai meno di due settimane. Anche se alcuni bambini sembrano sereni è meglio non accelerare, perché la crisi può arrivare in un secondo momento». Un consiglio per le mamme è quello di fare tante domande alle educatrici per conoscere cosa succederà durante le giornate o come si gestiscono certe situazioni: «Sono informazioni utili per accertarsi che stanno bene e che sono seguiti. Se la mamma è serena lo trasmette anche al piccolo, per questo negli asili del Pianeta abbiamo previsto momenti aperti per la famiglia, come laboratori e inviti a pranzo, aperti per rendersi conto di come vivono i bambini e com’è l’interazione» aggiunge Malvini. Per aiutare i piccoli ad ambientarsi, si consiglia invece di portare con sé un oggetto transazionale, un pezzetto di casa. Un grosso aiuto arriva poi dallo stile educativo del maternage, che prevede il contenimento fisico, con abbracci e coccole per contenere l’ansia da separazione. All’inizio è normale che il bimbo sia teso e che non mangi: il cibo fa parte di un passaggio emozionale e i bimbi ci mettono qualche giorno ad ambientarsi. Spesso, anche al termine dell’inserimento, il bambino piange quando la mamma se ne va. «È la crisi da frustrazione del distacco, che dura di solito qualche minuto. Invitiamo sempre la mamma a salutare il bimbo e a spiegare che ora deve andare ma che poi tornerà a prenderlo. Non deve mai andarsene di nascosto, anche se il bimbo piange. Invitiamo poi la mamma a rientrare di nascosto per accertarsi che il figlio si è tranquillizzato» aggiunge la coordinatrice pedagogica. Insomma, è vero che l’inserimento è un momento problematico, ma è importante che ci sia, in quanto è rappresentativo di un rapporto sano. «Spesso le mamme convivono con il senso di colpa perché devono lasciare il figlio per tornare a lavorare o semplicemente per riprendersi i propri spazi – conclude Malvini -. In realtà fa parte di un percorso verso l’autonomia da entrambe le parti. Ho visto tante mamme arrivare al momento dell’iscrizione a pezzi e poi riprendersi piano piano. E se la mamma sta bene, sta meglio anche il bambino» Tags: asiloasilo nido Commenta Elimina Commento Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. 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Cosa ne pensate? grembiuli-nido Grembiuli asilo nido: vestire i bambini con stile [INS: :INS] Redazione e Concessionaria della pubblicità Culture Club Comunications - P.Iva 11106871004 - Copyright 2015 © Tutti i diritti riservati. * Contatti This website uses cookies to improve your experience. 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Cosa fare se la scuola fa paura? 2 anni ago + Asilo sì o no? Cosa ne pensate? Asilo sì o no? Cosa ne pensate? 2 anni ago View all View all View all View all * Educazione + Bambini + Ragazzi + Genitori + “Nati per leggere” con l’adulto cantastorie “Nati per leggere” con l’adulto cantastorie 2 anni ago + Giornata Internazionale dell’Infanzia Giornata Internazionale dell’Infanzia 2 anni ago + Attenti, quel bambino morde Attenti, quel bambino morde 2 anni ago View all View all View all * Alimentazione + Mangiar bene + Ricette + Autunno, 4 consigli per ripartire senza affanni Autunno, 4 consigli per ripartire senza affanni 1 anno ago + Le 10 regole per far mangiare (bene!) i bambini Le 10 regole per far mangiare (bene!) i bambini 2 anni ago + Mangiare bene fin dal primo anno di vita Mangiare bene fin dal primo anno di vita 3 anni ago View all View all * Sicurezza + In casa + A scuola + Nel web + Per strada + Salvi un bimbo… salvi il mondo intero! 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Home Salute Gravidanza e neonati L'allattamento al seno: alcune buone e semplici regole L'allattamento al seno: alcune buone e semplici regole In: Gravidanza e neonati, Salute Stampa Email Fin dalla sala parto potrete attaccare al seno il vostro bambino: inizierà così il vostro rapporto basato sulla reciproca conoscenza. Nelle ore che seguono il parto, madre e neonato possono aver bisogno di riposare pertanto durante la prima giornata di vita le richieste del bimbo saranno meno frequenti specie se ha poppato a lungo dopo il parto. Dopo 12-24 ore comincerà a cercarvi con più ostinazione e sarà normale attaccarlo 10-12 volta al giorno. Di fondamentale importanza è che il piccolo sin dalle prime ore di vita si attacchi al seno correttamente. Come attaccarlo? : per attaccarsi bene, il bambino deve afferrare gran parte dell’areola e non solo il capezzolo. In questo modo i depositi lattei si svuoteranno meglio e la produzione di latte aumenterà. Quindi, accarezzate il vostro piccolo, parlategli, stimolatelo. La posizione della mamma : la più classica per allattare è quella seduta con il dorso appoggiato ad uno schienale. Per appoggiare il braccio che regge il piccolo, si può posizionare un cuscino sulla pancia o scegliere una sedia con i braccioli. Potrebbe essere comodo utilizzare uno sgabello, da mettere sotto i piedi, per consentire ai muscoli addominali di rilassarsi. Come tenere il bebè : abbracciandolo, oppure sorreggendolo con un braccio solo (quello dello stesso lato del seno che allatta) e con l’ausilio di un cuscino, o ancora è possibile allattare stando sdraiata con il bimbo steso sul fianco. La posizione del bimbo : il piccolo durante l’allattamento deve trovarsi attaccato alla mamma con la testa ed il corpo sostenuti nell’abbraccio. Bisogna accertarsi che il neonato, prima di iniziare a succhiare, abbia afferrato bene non solo il capezzolo ma anche buona parte dell’areola per evitare danni al capezzolo e una suzione faticosa ed inadeguata per il bimbo. Il bambino si stacca dal seno da solo. Ridurre la durata della poppata non permette al neonato di assumenre la parte più ricca in grassi, che viene prodotta proprio alla fine di questa. Se si addormenta dopo pochi minuti che si è attaccato al seno, la mamma può cambiare seno prima che ciò avvenga. Parlategli, accarezzatelo, massaggiatelo con dolcezza. Il bambino è agitato e piange, non si riesce ad attaccarlo al seno o al biberon: le cause possono essere molte, materne e del neonato. Forse siete stanche, tese, lavorate troppo oppure il piccolo piange per fame specie se gli intervalli fra le poppate sono lunghe (3-4 ore); potrebbe aver bisogno di essere tenuto in braccio più a lungo. Anche i farmaci o sostanze assunti dalla madre e dal neonato possono spiegare questo stato di agitazione. Se assume latte artificiale potrebbe trattarsi di un intolleranza, di un foro troppo piccolo o grande della tettarella, di coliche gassose o altro. Quello che dovete fare è cercare di consolarlo, attaccarlo spesso e bene al seno o verificare la fuoriuscita del latte dalla tettarella. Commenta Elimina Commento Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. 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Home Educazione Bambini Il grande amico dei denti: lo spazzolino! In: Bambini, Bambini, Educazione, Salute Il grande amico dei denti: lo spazzolino! Lavare i denti con cura e frequenza è una pratica a cui dovete abituaree il bambino sin dallo spuntare dei primi dentini. All’inizio utilizzate una garza bagnata, su cui poserete una p... Read more E' arrivato un fratellino, il ruolo determinante del papà In: Bambini, Educazione E' arrivato un fratellino, il ruolo determinante del papà L’arrivo di un fratellino non dovrà mai essere una sorpresa. L’ideale è preparare per tempo il primo figlio ad accogliere colui che inevitabilmente considererà un intruso. Se durante gli ult... Read more Quando i bambini vogliono avere la meglio In: Bambini, Educazione Quando i bambini vogliono avere la meglio Dai 6 anni in sù, spesso i bambini cominciano ad imporre il proprio punto di vista. Come comportarsi di fronte al "Tu non capisci niente!" Read more Mi scappa la pipì! 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Read more 123456 * Ragazzi * Genitori * Bambini IFRAME: a0939ffc Argomenti alimentazione alimentazione bambini allattamento al seno app interattiva per bambine app per bambini Bambini bullismo capricci bambini concepimento cyber bullismo didattica educare i figli educazione educazione bambini edutainment far addormentare i bambini fertilità fumo genitori giocattoli giocattoli sicuri giochi giochi educativi giochi per bambini gravidanza infertilità influenza libri per bambini musei museo natale Nuoto prevenzione salute salute bimbi Scuola sicurezza Sport sport in famiglia telefono azzurro Vacanze in montagna vaccinazione vaccinazioni vaccini vaccino [INS: :INS] Redazione e Concessionaria della pubblicità Culture Club Comunications - P.Iva 11106871004 - Copyright 2015 © Tutti i diritti riservati. * Contatti This website uses cookies to improve your experience. 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Quando la professione della mamma diventa… “ereditaria” I buoni geni sono una fortuna che si tramanda: dalle modelle - le top di ieri e quelle di oggi - alle attrici. Da Cindy Crawford e la figlia Kaia Gerber, nuova promessa delle passerelle, a Kate Hudson, attrice sulla scia di Goldie Hawn. Guarda nella gallery tutti gli esempi di Michaela K. Bellisario * 0 + + + + + + Di madre in figlia. Quando la professione della mamma diventa… “ereditaria” foto KikaPress Sfoglia la gallery Madri e figlie: quando la bellezza è ereditaria Di madre in figlia: i buoni geni sono una fortuna che si eredita. Nella bellezza come nell’arte. Le modelle, le top di ieri e quelle di oggi, ne sono la prova: Cindy Crawford ha cresciuto il suo clone, la figlia Kaia Gerber, nuova promessa delle passerelle. Le top del momento, le sorelle Hadid, Gigi e Bella, sono figlie di Yolande Foster, olandese di origine, ex super model negli anni 90. Anna van Ravenstein, modella 27enne dalla bellezza enigmatica, si muove sul catwalk come la madre, Pat Cleveland. Yasmin Le Bon, che ha sposato Simon Le Bon, il frontman dei Duran Duran, appare in una campagna pubblicitaria con la figlia Amber. SplashNews SplashNews Non proprio un caso strano, d’accordo. Il punto, ad ogni modo, non è il talento o meno, ma quell’irresistibile impulso a seguire le orme materne. Perché la mamma è sempre la mamma, ed è la migliore. L’esempio conta. Così, forse, non è neppure un caso che Kate Hudson, figlia dell’attrice Goldie Hawn, abbia scelto di recitare come la famosa genitrice. Avrebbe potuto occuparsi d’altro, fare l’astronauta o la make-up artist, ma in casa ha respirato copioni & set e quella è stata la strada. Lily Rose, la figlia di Johnny Depp e Vanessa Paradis ha seguito le orme della madre, ambassador Chanel, e del padre attore. Per non parlare di Melanie Griffith e della figlia, l’attrice Dakota Johnson. Jerry Hall, oggi felicemente signora Murdoch, ha trovato nella figlia Georgia May Jagger, la sua versione aggiornata. Piccole figlie crescono: non pervenuta ancora la professione di Lourdes Maria. Per ora segue la madre, lady Ciccone, negli atteggiamenti: si è fatta beccare con le ascelle non depilate. 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E guadagnano meno Le donne, secondo un report appena pubblicato dal World Economic Forum, lavorano in media 39 giorni in più degli uomini, ogni anno. Lo studio, … Leggi adesso + Attualità o In Primo Piano o Storie e Reportage o Famiglie o Appuntamenti ed Eventi + Personaggi o Interviste e Gallery o Star Look o Attualità + Moda o Abbigliamento e Accessori o News ed Eventi o Sfilate + Bellezza o Make Up o Viso e Corpo o Capelli + Lifestyle o Animali o Casa e Giardino o Cucina o Viaggi + Benessere o Amore e Sesso o Diete e Alimentazione o Fitness o Salute e Prevenzione + Oroscopo o Giorno o Domani o Settimana o Mese o Anno + Video o Attualità o Bellezza o Benessere o Lifestyle o Moda o Personaggi + I nostri siti o Abitare o Amica o Corriere della Sera o Dolce Attesa o DoveViaggi o DoveClub o Io e il mio bambino o La Gazzetta dello Sport o Living o Oggi o Quimamme o Style + Iscriviti alla newsletter o Registrati + Privacy Policy + Dati Societari + Contatti + Pubblicità + COOKIE POLICY E PRIVACY Copyright 2014 | RCS Mediagroup S.p.A. 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Ad aiutarle ci pensano le app alternate alternate Genitori.it Genitori.it [INS: :INS] * Home * Salute + Gravidanza e neonati + Bambini + Ragazzi + “PAPPA SICURA”, IL BENESSERE DEL BAMBINO PASSA DALL’ALIMENTAZIONE “PAPPA SICURA”, IL BENESSERE DEL BAMBINO PASSA DALL’ALIMENTAZIONE 4 mesi ago + Fumo, nuove regole per tutelare i minori Fumo, nuove regole per tutelare i minori 2 anni ago + Lo sport in gravidanza è salutare, ma con moderazione Lo sport in gravidanza è salutare, ma con moderazione 2 anni ago View all View all View all * Scuola + Nido e Materna + Elementari + Medie + Superiori + Bambini, ecco come affrontare l'inserimento all'asilo nido Bambini, ecco come affrontare l'inserimento all'asilo nido 2 anni ago + Cosa fare se la scuola fa paura? Cosa fare se la scuola fa paura? 2 anni ago + Asilo sì o no? Cosa ne pensate? Asilo sì o no? Cosa ne pensate? 2 anni ago View all View all View all View all * Educazione + Bambini + Ragazzi + Genitori + “Nati per leggere” con l’adulto cantastorie “Nati per leggere” con l’adulto cantastorie 2 anni ago + Giornata Internazionale dell’Infanzia Giornata Internazionale dell’Infanzia 2 anni ago + Attenti, quel bambino morde Attenti, quel bambino morde 2 anni ago View all View all View all * Alimentazione + Mangiar bene + Ricette + Autunno, 4 consigli per ripartire senza affanni Autunno, 4 consigli per ripartire senza affanni 1 anno ago + Le 10 regole per far mangiare (bene!) i bambini Le 10 regole per far mangiare (bene!) i bambini 2 anni ago + Mangiare bene fin dal primo anno di vita Mangiare bene fin dal primo anno di vita 3 anni ago View all View all * Sicurezza + In casa + A scuola + Nel web + Per strada + Salvi un bimbo… salvi il mondo intero! 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Home Salute Gravidanza e neonati Già nell'attesa ti sente Già nell'attesa ti sente In: Gravidanza e neonati, Salute Stampa Email La straordinaria avventura della crescita ha inizio propio lì, all’interno del rassicurante liquido amniotico, nel ventre della mamma. Un mondo circoscritto, sì, ma già ricco di elementi importanti per tracciare il futuro del bambino che nascerà. Se, dunque, la scienza ci insegna che i primi tre anni di vita sono fondamentali per lo sviluppo del bambino come individuo autonomo, ci rivela anche che il feto, già nei primi mesi di gestazione, è ricettivo e, come tale, elabora stimoli che gli provengono non solo dalla madre, ma anche dal mondo esterno. I sensi come noi li intendiamo, ossia tatto, gusto, olfatto, udito e vista, iniziano a svilupparsi già in età fetale. Questo dato scientifico è importante perché significa che gli stimoli sensoriali ricevuti direttamente dalla madre (con la quale il feto ha una comunicazione privilegiata) e dall’ambiente esterno sono fondamentali per un corretto sviluppo del sistema nervoso centrale del nascituro. Spetta dunque alla mamma, e a chi la circonda, il compito di trasmettere al nascituro gli stimoli adatti per favorire lo sviluppo armonioso dell’individuo che nascerà. I primi sensi a svilupparsi, quasi contemporaneamente, sono il gusto e l’olfatto. Il legame tra la madre e il figlio si crea proprio attraverso l‘alimentazione: ciò che la mamma mangia influenza la composizione del liquido amniotico che il feto deglutisce. Così, tramite i ricettori gustativi e olfattivi situati nella bocca e nel naso, il feto percepisce i sapori che caratterizzano l’alimentazione materna. Lo stesso gusto che il neonato ritroverà durante le poppate al seno, e che gli consentirà di rivivere, a patto che la madre mantenga il suo regime alimentare nella fase dell’allattamento, quel legame rassicurante che percepiva nella pancia. Lo stesso vale per l’olfatto: il feto percepisce l’aroma del liquido amniotico. Proprio quell’impronta olfattiva permetterà al bambino, una volta nato, di individuare con certezza la propria madre. Per questo è importante che, nelle prime settimane di vita del bebè, la madre non copra il profumo naturale della sua pelle con fragranze artificiali. Altrimenti, il neonato sarebbe esposto a un’eccessiva stimolazione olfattiva, che potrebbe disorientarlo. Anche il tatto è già sviluppato nel feto che percepisce il proprio spazio vitale e si adatta alle diverse posizioni della madre. Molto utile per favorire questa capacità sensoriale è una tecnica di massaggio del ventre materno: una serie di “dolci carezze e colpetti” insegnati a entrambi i genitori per metterli in contatto con il feto. Negli ultimi mesi di gestazione, l’udito consente al nascituro di percepire sia la voce della madre sia dei familiari, seppur modificate dal passaggio attraverso il liquido amniotico, oltre a un insieme di suoni provenienti dal corpo della mamma (come il battito del cuore, il pulsare del sangue nelle arterie e nelle vene, il fluire del respiro…). Pur non comprendendo il significato delle parole, già nel pancione il bambino percepisce il tono rassicurante e affettuoso dei genitori, che ritroverà poi al momento della nascita. Inoltre, attraverso il sistema vestibolare che si sviluppa proprio nell’orecchio, gli giunge un’eco dei movimenti della madre che lo induce a ricercare di volta in volta un proprio equilibrio ideale. Ecco perché il dondolio delle culle è così rassicurante: ricrea, infatti, quel movimento percepito dal feto nei nove mesi, durante gli spostamenti della mamma. Infine, la vista è il senso del feto meno stimolato durante il periodo della gestazione, che è caratterizzato da condizioni di buio quasi totali. Per questo è bene non sottoporre il neonato a fonti luminose eccessive, che lo iperstimolerebbero, “bloccando” la sua attenzione sulla fonte luminosa. Appena nato, il bambino sarà attratto principalmente dall’odore, dalla voce e dal volto della madre che distinguerà in modo chiaro, in particolare il “triangolo” formato da fronte, occhi, naso e bocca che percepirà alla distanza di 30-35 cm (corrispondente alla distanza tra il seno materno e il suo volto durante la poppata). 2 Commenti 1. Pingback: problemi di udito nei neonati, test dell'udito per neonati, udito nei bambini 2. Pingback: mal d'auto, combattere il mal d'auto, nausea in macchina, nausea in automobile Commenta Elimina Commento Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. 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PickMyBook, viva i libri usati! - 2 anni ago + Basta Compiti! : un nuovo metodo per fare contenti grandi e piccini Basta Compiti! : un nuovo metodo per fare contenti grandi e piccini - 2 anni ago View all View all View all * Tempo Libero + Sport + Giochi + Vacanze + Tech + Cultura + Spettacolo + Musica + Lo sport in gravidanza è salutare, ma con moderazione Lo sport in gravidanza è salutare, ma con moderazione - 2 anni ago + Arena Acquamica: tutti in acqua dai 6 agli 8 anni Arena Acquamica: tutti in acqua dai 6 agli 8 anni - 2 anni ago + Atletica leggera: ANDREA GIOCONDI Atletica leggera: ANDREA GIOCONDI - 2 anni ago + Atletica leggera: MARCELLO CAPOTOSTI Atletica leggera: MARCELLO CAPOTOSTI - 2 anni ago View all View all View all View all View all View all View all * Genitori.it Twitter Tweet di @GenitoriIt * Genitori.it Facebook Menu * Home * Salute + Gravidanza e neonati + Bambini + Ragazzi * Scuola + Nido e Materna + Elementari + Medie + Superiori * Educazione + Bambini + Ragazzi + Genitori * Alimentazione + Mangiar bene + Ricette * Sicurezza + In casa + A scuola + Nel web + Per strada * Editoria + Libri + Fumetti + Cinema * Tempo Libero + Sport + Giochi + Vacanze + Tech + Cultura + Spettacolo + Musica * Genitori.it Twitter Tweet di @GenitoriIt * Genitori.it Facebook ____________________ (BUTTON) loading... Home Alimentazione Un'alimentazione corretta e completa per la salute del bebè Un'alimentazione corretta e completa per la salute del bebè In: Alimentazione, Gravidanza e neonati, Mangiar bene, Salute Stampa Email Mangiare sano è uno dei presupposti fondamentali per il giusto svolgimento della gravidanza ed il normale accrescimento del feto. Nonostante nessuna futura mamma vorrebbe alimentarsi male, alcuni studi comunicano dati contrastanti. Per fare un esempio: diverse ricerche hanno confermato che solo una donna incinta su quattro include nella sua dieta giornaliera vegetali ricchi di acido folico, una vitamina che garantisce il corretto sviluppo cellulare del feto e previene malformazioni come la spina bifida. La dieta povera di frutta, verdura, proteine di qualità ed altre sostanze essenziali, può compromettere la salute del bambino in grembo che si sta sviluppando. Le abitudini nutrizionali scorrette della donna incinta influiscono sullo sviluppo del feto a tal punto che possono predisporlo a malattie come l’osteoporosi, l’ipertensione, l’obesità ed il diabete. L’alimentazione da seguire nel corso dei nove mesi non deve discostarsi molto da quella che bisognerebbe seguire in ogni altro periodo della vita, con la sola differenza dell’apporto calorico nell’ultimo trimestre e qualche accorgimento sui cibi e sulle bevande che possono nuocere alla salute sia del piccolo che della mamma. Si può considerare ideale un regime alimentare che non comporti un aumento di peso oltre gli 11-12 chili nell’arco di tutta la gravidanza. Qualitativamente nei nove mesi si ha più bisogno di proteine che possono essere fornite da alimenti come latte, carne non grassa, uova. Per quanto riguarda i carboidrati, è bene, invece, eliminare i carboidrati semplici, quindi zuccheri, a favore di quelli costituiti da amido e fibre alimentari. I lipidi alimentari, oltre a dare energia, fungono da trasportatori per le vitamine liposolubili e provvedono al fabbisogno di acidi grassi essenziali. La regola base è: mangiare cibi di buona qualità ed in quantità bilanciata per poter garantire all’organismo tutti i principi nutritivi necessari quali cerali, frutta e verdura, latticini, proteine e liquidi. Tags: alimentazione bambinifruttaverdura Commenta Elimina Commento Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. 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Lei, la suocera, non può essere perfetta semplicemente perché non è come noi vorremmo che fosse, lei è una mamma come tutte le mamme, con le sue peculiarità, retaggio dell’amore verso il suo bambino… che altri non è che il nostro compagno di vita. Ogni coppia, quando si sceglie, lo fa tra una moltitudine di persone. Inevitabilmente, però, ciascuno dei due porterà la sua personale dote: la famiglia, un insieme di perfetti estranei con i quali si dovrà imparare a convivere, nel bene e nel male. La suocera è per sempre quando ci sono i nipoti Questo è tanto più vero quando ci sono nipotini da accudire, i figli dei figli. Le aspettative dei suoceri verso i nipoti sono non solo il desiderio di donare amore ma anche essere pronti ad elargire consigli sull’alimentazione, sull’educazione e finanche offrire consulenze medico-pediatriche pur non essendo richieste. Allora cosa fare, quando la suocera non riesce a comprendere che la sua funzione di madre è cessata? Sa che deve lasciare il ruolo di madre per entrarne in uno nuovo, quello della nonna, ma non è sempre così scontato il cambio di ruolo. Che fare se il cambio di ruolo non riesce? La mediazione in questi casi è l’unica via percorribile, non ci sono alternative a meno che non vogliamo intraprendere una guerra dei ruoli. Bisogna però aver chiarezza sulle possibili conseguenze a cui una guerra può esporre: la vittoria o la sconfitta. Nessuna delle due possibilità di per se è scontata ed entrambe possono verificarsi. Noi siamo però convinti che con un po’ di buon senso, senza mai perdere di vista l’educazione e il rispetto reciproco, si può far conciliare il rapporto tra noi e le suocere. Quando l’aiuto diventa intrusione L’aiuto delle suocere può essere piacevole e gradito, ma talvolta può diventare un po’ troppo dilagante e inopportuno. Rischiamo quindi di ritrovarci la nonna in casa a tutte le ore, a offrirsi di “tenere un po’ il bambino” mentre noi e il nostro partner ritroviamo un po’ di libertà: in questo modo maschera l’invadenza con la disponibilità. Impariamo dunque ad essere assertive e gentili con fermezza: le comunicheremo la nostra gratitudine, puntualizzando però che il nostro più grande desiderio è di vedere la nostra famigliola nella più completa privacy. Forse la suocera abbozzerà un sorriso a mascherare il suo disappunto, ma in seguito imparerà a regolarsi. Un garbato “no” può servire anche a declinare consuetudini che forse non apprezziamo, come, per esempio, il pranzo della domenica tutti insieme. Il pranzo domenicale non deve essere vissuto come un obbligo: proviamo allora a rilanciare diversi modi di incontri, senza offendere la suocera che pur adora cucinare per noi. Invitiamo i suoceri nella nostra casa, magari una sera durante la settimana, con la scusa di spezzare la routine, oppure organizziamo in una pizzeria per semplificarci il lavoro. Se il nostro compagno non è della nostra stessa lunghezza d’onda Quando i nonni vogliono mostrarsi utili e si offrono di portare a spasso il piccolo, noi gliene saremo grati, ma saremo noi a stabilire quanto il piccolo può stare fuori e quando deve rientrare. In caso di ritardo o di cambio di programma, i nonni devono abituarsi ad avvisare i genitori, riconoscendone l’autorità sul bambino. Potrebbe però capitare che il nostro compagno non sia d’accordo con il nostro punto di vista. Se il nostro lui non riesce a prendere una posizione o reagisce con la fuga, non possiamo dimenticare che, se la suocera è una persona intrusiva, è solo perché il nostro lui ha vissuto da sempre l’atteggiamento della madre e, di certo, non potrà cambiare ora da adulto quale è. Se al contrario, la suocera è la donna che ha cresciuto il suo figlio maschio all’insegna dell’autonomia, spronandolo a crescere libero di andare per il mondo, allora possiamo solo che ringraziarla per averci offerto la possibilità di vivere accanto ad un uomo libero di crescere a sua volta i suoi figli all’insegna del rispetto per l’altro, la base di ogni rapporto umano. Ma questa, è tutta un’altra storia! Dott.ssa Rosalba Trabalzini Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia medica maggio 23, 2012 11:52 am Condividi questo articolo Articoli correlati Ultimi articoli * Un nonno per baby sitter, vantaggi e difficoltà * Bambini e salute, anche i nonni devono aggiornarsi * Il gioco stimola la memoria di nonni e nipoti * Nonni e nipoti uniti da un legame speciale TUTTI GLI ARTICOLI IN I NONNI Le nostre rubriche Asia molestata a 16 anni. I genitori dove erano? Martedì, 17 ottobre 2017 Asia molestata a 16 anni. I genitori dove erano? LEGGI TUTTO Il nostro menù del giorno 03_01_2018 Mercoledì, 3 gennaio 2018 Il nostro menù del giorno 03_01_2018 LEGGI TUTTO Novità per i celiaci, si amplia la varietà dei cereali senza glutine Lunedì, 30 giugno 2014 Novità per i celiaci, si amplia la varietà dei cereali senza glutine LEGGI TUTTO Advertising Back to School 2017 Scarica l'app di Guida Genitori Scarica l'app di Guida Genitori banner-fimmina banner-regione Sondaggio del Giorno Accesso all’asilo consentito solo se vaccinati. Siete d’accordo? * (*) Sì - sono d’accordo * ( ) Non saprei * ( ) No - non sono d’accordo [BUTTON Input] (not implemented)__________ View Results Loading ... Loading ... Youtube IFRAME: //www.youtube.com/embed/T3LnpltXIuM?list=UUzh9SSnoj5kBECVrmLh70UQ Advertising Calcola il tuo BMI Peso: ____________________kg Altezza: ____________________cm (BUTTON) Calcola Iscriviti alla newsletter di Guida Genitori Patrizia's Beauty This website is certified by Health On the Net Foundation. Click to verify. 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SIMA - Società Italiana della Medicina dell'Adolescenza IN COLLABORAZIONE CON Associazione Guida per Genitori Associazione Guida per Genitori Associazione Guida per Genitori Società Italiana di Pediatria Società Italiana di Pediatria Società Italiana di Pediatria CIPE - Confederazione Italiana Pediatri CIPE - Confederazione Italiana Pediatri CIPE - Confederazione Italiana Pediatri Società Italiana della Medicina dell'Adolescenza Società Italiana della Medicina dell'Adolescenza Società Italiana della Medicina dell'Adolescenza Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia Società Italiana di Medicina Perinatale Società Italiana di Medicina Perinatale Società Italiana di Medicina Perinatale METEO - Aeronautica Militare METEO - Aeronautica Militare METEO - Aeronautica Militare Guida Genitori LA NOSTRA STORIA GuidaGenitori.it è nato nel marzo del 1999 per iniziativa di Rosalba Trabalzini – madre di due bambine, psicologo, psichiatra, psicoterapeuta – che ha raccolto intorno al progetto iniziale un gruppo di genitori, decisi a sfruttare le potenzialità di Internet per realizzare una piazza “virtuale” dedicata allo scambio di informazioni, di suggerimenti, di consigli… Continua... CONTATTI Mironet S.r.l Editore di www.guidagenitori.it Via Giacomo Bresadola, 3 00171 Roma info@guidagenitori.it webmaster@guidagenitori.it CHI SIAMO * Chi siamo * Cosa Dicono Di Noi * I Nostri Contatti * La Redazione * Gli Esperti * Privacy * Politica sui cookie * Informazioni Aggiuntive GUIDE LOCALI * Abruzzo * Basilicata * Calabria * Campania * Emilia-Romagna * Friuli-Venezia-Giulia * Lazio * Liguria * Lombardia * Marche * Molise * Piemonte * Puglia * Sardegna * Sicilia * Toscana * Trentino-Alto Adige * Umbria * Valle d'Aosta * Veneto * Home * La Salute * Un Figlio * La Crescita * La Famiglia * Tempo Libero * Risorse * Gli Speciali Mironet s.r.l. Via Giacomo Bresadola 3 00171 - Roma P.I./C.F. 06069001003 Registrazione del Tribunale di Roma n. 319/99 del 17/7/99 Registrazione Operatori Comunicazione - ROC n. 17187 del 24.04.2004 Direttore responsabile e scientifico: Rosalba Trabalzini - medico Stampatore (provider): Netscalibur / Infracom data center Copyright 1999/2018. 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Il rientro della mamma al lavoro dopo le vacanze estive è sempre un piccolo dramma per i più piccini. Sono molte le donne che scelgono questo periodo per riprendere il lavoro dopo l’assenza del dopo parto. Aggiungendo, infatti, ai mesi di maternità il periodo di vacanze estive è un modo per prolungare il tempo per restare un mese in più con il bambino. Ma anche quando, il dopo parto è già passato ed i bambini sono più grandicelli, è comunque un piccolo problema riprendere il ritmo del lavoro e salutare il proprio bambino, ancora in vacanza per tornare al lavoro. Il tempo trascorso a contatto stretto con la mamma, è sicuramente il più bello di tutti per un bambino e quando il lavoro richiama all’ordine, per i bambini è un piccolo trauma . Cerchiamo noi per prime di essere serene Anche per noi non è facile uscire di casa e lasciare il piccolo in lacrime tra le braccia della nonna o della baby sitter: si prova rabbia, senso di colpa e ci si chiede per l’ennesima volta se la decisione presa, quella di continuare ad essere una mamma in carriera, non incida sulla crescita serena di nostro figlio. Noi di Guidagenitori.it siamo convinti dell’importanza di mantenere una propria attività lavorativa: il contributo economicamente che apporta al mènage famigliare è importante. Inoltre, mantenere una propria identità professionale e la possibilità di avere dei riconoscimenti per quello che viene apportato al mondo del lavoro, ripaga non nell’immediato ma nel tempo della grande rinuncia di oggi. Certo, il primo pensiero deve essere sicuramente il benessere e la serenità dei bambini, ma la tranquillità di un bimbo inizia dall’avere una mamma serena, rilassata e che vive il proprio lavoro come una espressione del proprio essere. Con molta probabilità, il pianto del nostro bambino è dovuto proprio alla nostra insicurezza e senso di colpa. Iniziamo a gettare noi le basi sicure che trasmetteremo al nostro bimbo evitando di pensare “dopodomani a quest’ora sarò in ufficio, lontana da lui” o “ancora un giorno e poi dovrò lasciare il piccolo” e altri pensieri negativi di questo tipo. Proviamo a lasciarlo ancora in vacanza Se ne abbiamo la possibilità, visto che la stagione è ancora bella e il clima è mite, possiamo lasciare il piccolo al mare o in montagna con i nonni, se sono disponibili. Se nostro figlio è abituato a stare con i nonni, si sentirà circondato di affetto e di attenzioni, godrà ancora per qualche giorno di un clima salubre e si divertirà ancora a giocare sulla spiaggia, a passeggiare o a fare un giro in giostra. Il momento più difficile, indubbiamente, sarà quello del distacco, quando saliremo in auto per tornare in città. In questo caso, pensiamo che il piccolo è al sicuro e ben accudito e che, probabilmente, non vedendoci sentirà meno la nostra mancanza. Forse alla sera o al momento del sonnellino piangerà un po’, ma la lettura della sua fiaba preferita, il racconto letto dalla nonna e, soprattutto, la stanchezza dovuta alla giornata intensa lo calmeranno, predisponendolo al buon sonno ristoratore. Piccoli trucchi per farlo calmare È più difficile, paradossalmente, se nostro figlio torna in città insieme a noi: in questo modo ogni mattina sarà un distacco nuovo. Ogni giorno, quindi, si possono ripetere le scene di pianto. Che cosa fare? Prima di tutto si può cercare di rendere il distacco meno brusco, alziamoci un po’ prima per avere tempo di giocare venti minuti insieme. Possiamo chiedere al nostro superiore di uscire un’ora prima per qualche giorno per rendere meno lungo il tempo del rientro a casa. Se il luogo di lavoro non è troppo distante da casa, possiamo tornare a casa per pranzo o chiedere alla baby sitter o ai nonni, di portarlo in ufficio nello spazio del caffè. Conoscere alcuni colleghi potrebbe essere non solo divertente per il piccolo ma anche rasserenante . Tutto questo servirà a rassicurarlo, lo indurrà a pensare che la mamma al lavoro si trova in un posto reale, circondata da persone amiche. Quando la sera – o nel fine settimana – torniamo da lui, coccoliamolo a lungo, evitando però di riempirlo di giocattoli o di chiudere ben più di un occhio su eventuali capricci. E, se percepiamo di essere messe alla prova per essere state via, ricordiamo che non c’è proprio nulla di cui dobbiamo farci perdonare. Leggi anche Mamme, l’ansia va controllata Gestire la separazione Giorgia Andretti Ha collaborato: Dott.ssa Rosalba Trabalzini Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica agosto 25, 2011 12:50 pm Condividi questo articolo Articoli correlati Ultimi articoli * Conosciamo i genitori dei compagni di classe di nostro figlio * Dimenticare i figli in macchina: non dovrebbe ma è possibile * Tanti auguri Mamma! * Il tarlo della gelosia verso la nonna si impadronisce delle neo mamme TUTTI GLI ARTICOLI IN LE MAMME Le nostre rubriche Asia molestata a 16 anni. I genitori dove erano? Martedì, 17 ottobre 2017 Asia molestata a 16 anni. I genitori dove erano? LEGGI TUTTO Il nostro menù del giorno 03_01_2018 Mercoledì, 3 gennaio 2018 Il nostro menù del giorno 03_01_2018 LEGGI TUTTO Novità per i celiaci, si amplia la varietà dei cereali senza glutine Lunedì, 30 giugno 2014 Novità per i celiaci, si amplia la varietà dei cereali senza glutine LEGGI TUTTO Advertising Back to School 2017 Scarica l'app di Guida Genitori Scarica l'app di Guida Genitori banner-fimmina banner-regione Sondaggio del Giorno Accesso all’asilo consentito solo se vaccinati. Siete d’accordo? * (*) Sì - sono d’accordo * ( ) Non saprei * ( ) No - non sono d’accordo [BUTTON Input] (not implemented)__________ View Results Loading ... Loading ... Youtube IFRAME: //www.youtube.com/embed/T3LnpltXIuM?list=UUzh9SSnoj5kBECVrmLh70UQ Advertising Calcola il tuo BMI Peso: ____________________kg Altezza: ____________________cm (BUTTON) Calcola Iscriviti alla newsletter di Guida Genitori Patrizia's Beauty This website is certified by Health On the Net Foundation. Click to verify. 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CONTATTI Mironet S.r.l Editore di www.guidagenitori.it Via Giacomo Bresadola, 3 00171 Roma info@guidagenitori.it webmaster@guidagenitori.it CHI SIAMO * Chi siamo * Cosa Dicono Di Noi * I Nostri Contatti * La Redazione * Gli Esperti * Privacy * Politica sui cookie * Informazioni Aggiuntive GUIDE LOCALI * Abruzzo * Basilicata * Calabria * Campania * Emilia-Romagna * Friuli-Venezia-Giulia * Lazio * Liguria * Lombardia * Marche * Molise * Piemonte * Puglia * Sardegna * Sicilia * Toscana * Trentino-Alto Adige * Umbria * Valle d'Aosta * Veneto * Home * La Salute * Un Figlio * La Crescita * La Famiglia * Tempo Libero * Risorse * Gli Speciali Mironet s.r.l. Via Giacomo Bresadola 3 00171 - Roma P.I./C.F. 06069001003 Registrazione del Tribunale di Roma n. 319/99 del 17/7/99 Registrazione Operatori Comunicazione - ROC n. 17187 del 24.04.2004 Direttore responsabile e scientifico: Rosalba Trabalzini - medico Stampatore (provider): Netscalibur / Infracom data center Copyright 1999/2018. 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A quale età è più giusto fare un figlio? La domanda ha certamente più di una risposta. Da un punto di vista fisico è incontestabile che la giovane età favorisce i processi della gravidanza. Ma da un punto di vista psicologico non può esistere una oggettiva età ideale. Ogni donna è nell’età giusta quando sente dentro di sé il desiderio e la forza di affrontare una esperienza tanto significativa. Attualmente la fascia di età in cui la maggior parte delle donne italiane decide di diventare mamma è dai 25 ai 29 anni (43%). Da alcuni anni a questa parte però si diffondono e si consolidano tendenze diverse. Per esempio, sono già parecchie e continuano ad aumentare le quarantenni alla prima gravidanza (6%). E prende piede anche il fenomeno opposto, cioè quello delle madri giovanissime, tra i 20 e i 24 anni d’età (26%). Fortunatamente oggi la gravidanza e il parto possono essere sereni e sicuri a 20 come a 40 anni. Ma i modi di vivere l’attesa dal punto di vista fisico e psicologico e la nascita del bambino cambiano a seconda dell’età. Vediamo come. A 20 anni Bisogna dire che le ragazze che scelgono responsabilmente di assumersi l’impegno di un figlio a questa età, sono piuttosto rare. Il più delle volte un bambino fatto a vent’anni è un “incidente di percorso”, è un bambino di un’adolescente non cresciuta, che fa ancora molto affidamento sulla famiglia d’origine. Le giovanissime, infatti, hanno grosse resistenze rispetto alla contraccezione e a quell’età è comune la convinzione che “l’amore può tutto”, anche proteggerle da malattie e gravidanze indesiderate. Affrontare una gravidanza a 20 anni ha, tuttavia, diversi lati positivi. La mamma ventenne infatti ha meno ansie e timori della donna più avanti con gli anni, vive di più le situazioni reali e presenti piuttosto che proiettarsi nel futuro e nelle sue incognite. Inoltre affronta l’esperienza gravidanza con entusiasmo e bada soprattutto alle trasformazioni fisiche del suo corpo che l’evento comporta. Dal punto di vista fisico, a vent’anni l’apparato genitale femminile ha raggiunto uno sviluppo completo e le capacità di procreare sono ottimali anche dal punto di vista ormonale. La probabilità di concepire in un anno, se si hanno rapporti non protetti nei giorni fertili, è del 90%, mentre il rischio di aborti nel primo trimestre è pari al 10%. Il sovraccarico di lavoro, dovuto alla gravidanza, del cuore, fegato, circolazione e apparato respiratorio viene compensato senza particolare affaticamento. I tessuti del corpo sono molto elastici e in grado di reagire bene alle sollecitazioni del parto, che avviene senza complicazioni nella stragrande maggioranza dei casi. A 30 anni La mamma trentenne è, in genere, una donna che ha punti saldi nella sua vita: lavoro, compagno, casa, amici. E’ una donna realizzata che desidera avere un figlio e sa ciò che vuole. Programma la gravidanza, legge libri e giornali che trattano l’argomento, decide il tipo di parto, partecipa ai corsi, organizza la sua vita anche per il “dopo” in base alle sue esigenze e priorità. E’ una donna che pensa molto, che riflette e che per questo ha anche momenti di insicurezza e angoscia: le scelte consapevoli e razionali impongono un percorso mentale di riflessione, che ripercorre tutta la vita, con tutte le emozioni che ne possono scaturire. Inoltre la donna ha molti dubbi e timori dettati dal pensiero che il piccolo possa non essere sano. Dal punto di vista fisico però la situazione è più o meno quella dei vent’anni. Si abbassa un po’ (80%) la percentuale di probabilità di concepire in un anno con rapporti non protetti nei giorni fertili e altrettanto si alza (15%) il rischio di abortività precoce. Ma dieci anni di più non portano differenze nella capacità riproduttiva, nella condizione dei tessuti di utero e vagina, nella capacità degli organi di adattarsi al superlavoro imposto dalla gravidanza. I controlli da fare sono gli stessi, ecografie e visite periodiche dal ginecologo ogni 4-6 settimane se non ci sono particolari problemi. Spetta alla donna decidere se sottoporsi o meno ad analisi prenatali (Triplo-test, translucenza nucale, amniocentesi, villocentesi e altri test di “screening”). A 40 anni La donna che fino a questo momento non ha avuto figli e prende questa decisione solo adesso, affronta una situazione molto significativa per lei. E’ una donna che vuole rimettersi in gioco, riconquistare una parte della giovinezza e “dimostrare” che il suo corpo ha ancora molto da offrire. La mamma quarantenne vive la maternità come un regalo inaspettato, proprio quando il “tempo biologico” sta per scadere. La probabilità di concepire in un anno, avendo rapporti non protetti nei giorni fertili, si abbassa in questo caso al 65%, mentre il rischio di aborto nel primo trimestre raggiunge il 30%. Ma una volta in corso, la gravidanza di una donna di quarant’anni non deve essere una gravidanza blindata. A quest’età la gravidanza deve essere controllata regolarmente, ma senza inutili assilli, anche perché le quarantenni di oggi non sono più come una volta: prestano attenzione al loro aspetto fisico, si mantengono in forma, sono piene di interessi e riescono ad affrontare benissimo i nove mesi della gravidanza. In tutte le regioni poi sono garantiti, per le donne con più di 35 anni, gli accertamenti prenatali, quali amniocentesi e villocentesi, che consentono di favorire una diagnosi certa di anomalia genetica del feto. Dott.ssa Rosalba Trabalzini Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica aprile 30, 2009 12:43 pm Condividi questo articolo Articoli correlati Ultimi articoli * Conosciamo i genitori dei compagni di classe di nostro figlio * Dimenticare i figli in macchina: non dovrebbe ma è possibile * Tanti auguri Mamma! * Il tarlo della gelosia verso la nonna si impadronisce delle neo mamme TUTTI GLI ARTICOLI IN LE MAMME Le nostre rubriche Asia molestata a 16 anni. I genitori dove erano? Martedì, 17 ottobre 2017 Asia molestata a 16 anni. I genitori dove erano? 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SIMA - Società Italiana della Medicina dell'Adolescenza IN COLLABORAZIONE CON Associazione Guida per Genitori Associazione Guida per Genitori Associazione Guida per Genitori Società Italiana di Pediatria Società Italiana di Pediatria Società Italiana di Pediatria CIPE - Confederazione Italiana Pediatri CIPE - Confederazione Italiana Pediatri CIPE - Confederazione Italiana Pediatri Società Italiana della Medicina dell'Adolescenza Società Italiana della Medicina dell'Adolescenza Società Italiana della Medicina dell'Adolescenza Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia Società Italiana di Medicina Perinatale Società Italiana di Medicina Perinatale Società Italiana di Medicina Perinatale METEO - Aeronautica Militare METEO - Aeronautica Militare METEO - Aeronautica Militare Guida Genitori LA NOSTRA STORIA GuidaGenitori.it è nato nel marzo del 1999 per iniziativa di Rosalba Trabalzini – madre di due bambine, psicologo, psichiatra, psicoterapeuta – che ha raccolto intorno al progetto iniziale un gruppo di genitori, decisi a sfruttare le potenzialità di Internet per realizzare una piazza “virtuale” dedicata allo scambio di informazioni, di suggerimenti, di consigli… Continua... CONTATTI Mironet S.r.l Editore di www.guidagenitori.it Via Giacomo Bresadola, 3 00171 Roma info@guidagenitori.it webmaster@guidagenitori.it CHI SIAMO * Chi siamo * Cosa Dicono Di Noi * I Nostri Contatti * La Redazione * Gli Esperti * Privacy * Politica sui cookie * Informazioni Aggiuntive GUIDE LOCALI * Abruzzo * Basilicata * Calabria * Campania * Emilia-Romagna * Friuli-Venezia-Giulia * Lazio * Liguria * Lombardia * Marche * Molise * Piemonte * Puglia * Sardegna * Sicilia * Toscana * Trentino-Alto Adige * Umbria * Valle d'Aosta * Veneto * Home * La Salute * Un Figlio * La Crescita * La Famiglia * Tempo Libero * Risorse * Gli Speciali Mironet s.r.l. Via Giacomo Bresadola 3 00171 - Roma P.I./C.F. 06069001003 Registrazione del Tribunale di Roma n. 319/99 del 17/7/99 Registrazione Operatori Comunicazione - ROC n. 17187 del 24.04.2004 Direttore responsabile e scientifico: Rosalba Trabalzini - medico Stampatore (provider): Netscalibur / Infracom data center Copyright 1999/2018. 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All rights reserved. Get in touch * Forum * Inviaci una email * Chiamaci Get social * Facebook * Twitter * Google Plus * YouTube * Tumblr About us * Chi siamo * Cosa Dicono Di Noi * I Nostri Contatti * La Redazione * Gli Esperti * Privacy * Politica sui cookie * Informazioni Aggiuntive Copyright 2016. All rights reserved. Il parto Mamma e bambino insieme, un tempo era così, oggi si chiama rooming in Mamma e bambino insieme, un tempo era così, oggi si chiama rooming in Sei qui: Home › Un Figlio › Il parto › Mamma e bambino insieme, un tempo era così, oggi si chiama rooming in Non più separati immediatamente dopo il parto come l’ospedale ci ha abituati, la mamma e neonato devono stare a stretto contatto, è un modo naturale per prolungare il legame speciale creatosi durante la gestazione. È un termine inglese e significa, letteralmente, “stare insieme in una stanza”. Il rooming in infatti è la possibilità per la puerpera e il neonato di stare restare a stretto contatto da subito dopo il parto, immediatamente dopo essere stato lavato e vestito. Un concetto assolutamente naturale, se ci si pensa bene, ma abbastanza innovativo per la ormai assodata consuetudine di medicalizzare l’evento-parto, separando donna e bambino per dedicare loro le cure del caso. Nei reparti maternità in cui si pratica rooming in, invece, la mamma e il bambino hanno la possibilità di non essere mai separati, a parte quei brevi momenti dopo la nascita in cui il piccolo viene sottoposto ai normali controlli pediatrici. Per il resto del tempo trascorso in ospedale i due possono stare insieme giorno e notte. Questo può avvenire sia in caso di parto naturale, quando la permanenza in ospedale dura due o tre giorni, sia se il bimbo è nato con il cesareo e allora la degenza dura circa cinque giorni. Un’unione che continua subito dopo la nascita Il rooming in inizia dai primi istanti di vita. Dopo il parto, il bambino viene lasciato sul seno della mamma perché possa riconoscerla, avvertire il suo odore, sentirsi rassicurato e riscaldato. Quindi, il piccolo viene portato via solo per qualche minuto, in modo che il neonatologo lo visiti, assicurandosi che non abbia problemi. Le vigilatrici poi gli fanno il bagnetto, lo vestono e lo restituiscono alla mamma. La donna e il piccolo, a questo punto, vengono trasferiti nella loro stanza e, volendo, la donna può iniziare subito a occuparsi di suo figlio, così come suggerisce la filosofia del rooming in. È importante, per esempio, che al bimbo sia subito porto il seno, anche se la montata lattea non si è ancora presentata. Infatti è già presente il colostro, un liquido giallastro ricco di sostanze nutritive indispensabili per il benessere del bambino nelle prime ore di vita. A questo punto, se la donna lo desidera, può dormire un po’, per riprendersi dalle fatiche del parto, ma può continuare a tenere accanto a sé il neonato nel suo lettino o addirittura nel proprio letto, per cullarlo e coccolarlo. In quasi tutti gli ospedali italiani viene ormai praticato un rooming in piena regola: le camere sono sufficientemente grandi per ospitare, oltre al letto della neomamma, anche l’occorrente per occuparsi del bambino: fasciatoio, pannolini, occorrente per il bagnetto, armadi per riporre i suoi abitini. Altri reparti di maternità, per motivi di spazio o di sovraffollamento, danno la possibilità alla donna di optare comunque per il rooming in, che deve però avvenire in una stanza condivisa con un’altra neomamma. Benefici per la mamma e per il bebé Stare il più possibile vicini è un’esigenza del tutto naturale tra mamma e bambino, in natura è sempre avvenuto così. Studi recenti hanno provato che il neonato, se viene lasciato appoggiato sul petto della madre nei primi istanti di vita, è in grado di spostarsi fino a raggiungere il seno e sa attaccarsi spontaneamente. Molte ricerche confermano i vantaggi dello stare insieme da subito, viene rafforzato il legame e la conoscenza reciproca, migliorando il rapporto anche più avanti con gli anni. Il rooming in rassicura il bambino, un po’ disorientato non appena esce dal grembo materno, abbandonare l’ambiente caldo e rassicurante in cui ha vissuto per 40 settimane, inevitabilmente innalza lo stress fisiologico. Essere accanto alla mamma, sentire il suo odore e la sua voce ha su di lui un effetto tranquillizzante e lo aiuta a regolarizzare il ritmo sonno notturno – veglia diurna. Inoltre, il rapporto ottimale con la mamma ed il papà rafforza il sistema immunitario. Questo speciale coinvolgimento paterno si verifica quando è possibile praticare il rooming in integrale, ossia permettendo la presenza continua del papà, incrementando in tal modo il benessere psicofisico della mamma e del bambino. Il rooming in rinforza in entrambi i genitori sentimenti di affetto e di appropriatezza, consolidando il ruolo materno e paterno offrendo al padre la possibilità di passare dal ruolo di semplice spettatore dietro un vetro a soggetto attivo del benessere del proprio bambino. Tutto questo permette ai genitori di ridurre l’ansia rispetto alla sicurezza del loro bambino, potendo usufruire del supporto e del sostegno del personale specializzato davanti alle inevitabili difficoltà dell’inesperienza. Giorgia Andretti aprile 26, 2013 9:30 am Condividi questo articolo Articoli correlati Ultimi articoli * Lotus Birth, il cordone ombelicale va lasciato mummificare * I migliori centri per partorire nel Sud Italia * I migliori centri per partorire in Centro Italia * I migliori centri per partorire nel Nord Italia TUTTI GLI ARTICOLI IN IL PARTO Le nostre rubriche Asia molestata a 16 anni. I genitori dove erano? Martedì, 17 ottobre 2017 Asia molestata a 16 anni. I genitori dove erano? LEGGI TUTTO Il nostro menù del giorno 03_01_2018 Mercoledì, 3 gennaio 2018 Il nostro menù del giorno 03_01_2018 LEGGI TUTTO Novità per i celiaci, si amplia la varietà dei cereali senza glutine Lunedì, 30 giugno 2014 Novità per i celiaci, si amplia la varietà dei cereali senza glutine LEGGI TUTTO Advertising Back to School 2017 Scarica l'app di Guida Genitori Scarica l'app di Guida Genitori banner-fimmina banner-regione Sondaggio del Giorno Accesso all’asilo consentito solo se vaccinati. 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CONTATTI Mironet S.r.l Editore di www.guidagenitori.it Via Giacomo Bresadola, 3 00171 Roma info@guidagenitori.it webmaster@guidagenitori.it CHI SIAMO * Chi siamo * Cosa Dicono Di Noi * I Nostri Contatti * La Redazione * Gli Esperti * Privacy * Politica sui cookie * Informazioni Aggiuntive GUIDE LOCALI * Abruzzo * Basilicata * Calabria * Campania * Emilia-Romagna * Friuli-Venezia-Giulia * Lazio * Liguria * Lombardia * Marche * Molise * Piemonte * Puglia * Sardegna * Sicilia * Toscana * Trentino-Alto Adige * Umbria * Valle d'Aosta * Veneto * Home * La Salute * Un Figlio * La Crescita * La Famiglia * Tempo Libero * Risorse * Gli Speciali Mironet s.r.l. Via Giacomo Bresadola 3 00171 - Roma P.I./C.F. 06069001003 Registrazione del Tribunale di Roma n. 319/99 del 17/7/99 Registrazione Operatori Comunicazione - ROC n. 17187 del 24.04.2004 Direttore responsabile e scientifico: Rosalba Trabalzini - medico Stampatore (provider): Netscalibur / Infracom data center Copyright 1999/2018. 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È il pensiero di tutte le mamme davanti all’emozione di tenere tra le braccia il proprio figlio appena nato: piccolo, delicato, sembra incapace di comunicare con il mondo esterno. Un modo del tutto naturale esiste ed è il più semplice e spontaneo che ci sia: regalare tante coccole al proprio bambino. Per il neonato, infatti, ma anche per il bambino di pochi mesi, il tocco della propria mamma equivale a sentirsi dire: sono qui accanto a te e ti voglio bene. Lo ha dimostrato, ancora una volta, uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Science. Una leggera carezza fonte di piacere Gli autori dello studio sono i ricercatori coordinati dalla dottoressa Merle Fairhurst del the Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Leipzig, in Germania. Gli esperti si sono concentrati sull’effetto di stimoli tattili di vario tipo sulla pelle di neonati: i piccoli venivano tenuti sulle gambe di un genitore e gli psicologi sfioravano il loro braccio con un pennello a differenti velocità. Le reazioni corporee dei piccoli sono state misurate con la valutazione obiettiva degli psicologi ma anche con vari strumenti, che hanno valutato, per esempio, il ritmo cardiaco del neonato, le espressioni del viso, i loro movimenti. I bimbi sono risultati sensibili a stimoli tattili gentili simili a quelli di una carezza, che sono stati ottenuti sfiorando il loro braccio con il pennello a media velocità. I neonati reagiscono a uno stimolo tattile gentile con il rallentamento del ritmo cardiaco e la loro sensibilità a questo tipo di stimoli sembra corrispondere a quella dei genitori, come fosse una dote innata e ereditaria. I ricercatori hanno potuto verificare, ancora una volta, che la capacità di percepire ed essere sensibile al tocco piacevole di una carezza è attiva sin dai primi mesi di vita. Il dialogo passa attraverso il tocco I bambini piccoli sono molto sensibili alle carezze e ai tocchi gentili perché i recettori del tatto, che regolano il trasporto della sensibilità cutanea, sono i primi ad entrare in attività dopo il concepimento e già nei primi mesi di gravidanza trasmettono al neonato le sensazioni di sfioramento e carezze dell’unica fonte di contatto che il piccolo ha nella vita intrauterina: il liquido amniotico. A ogni movimento della mamma il liquido amniotico fluttua, esercitando una leggera pressione, un ondeggiante massaggio liquido sull’intera superficie corporea del bambino e continuando quindi a stimolare la ricettività tattile delle cellule cutanee. Questa capacità è attiva più che mai alla nascita, quando il bambino ha già alcuni sensi ben sviluppati: l’udito, l’olfatto e il gusto ma, essendo in un mondo tutto nuovo non hanno ancora imparato altri strumenti di comunicazione. Attraverso il tatto, invece, la mamma può comunicare con il proprio bambino perché il piccolo comprende le carezze, gli sfioramenti, i baci, il fatto di essere tenuto tra le braccia della mamma. Questo tipo di contatto lo riporta nella sicurezza del grembo materno e per lui è sinonimo di felicità, serenità e benessere. Per i neonati, quindi, essere toccati è fonte di intenso benessere: ecco perché, nei reparti di neonatologia, si cerca di favorire il più possibile il contatto tra la mamma, papà e i piccoli prematuri. Bambino amato, bambino più forte e felice E, poiché essere accarezzati è una fonte di piacere, il sistema nervoso del bimbo grazie a questo contatto secerne endorfine. Si tratta di ormoni naturali che si accompagnano a una situazione di benessere e che favoriscono il relax, il sonno e quindi tutti i benefici che derivano al bambino dal buon riposo. Conseguentemente il neonato cresce più sano perché si produce una maggior quantità di cellule di difesa immunitaria, lo sviluppo cognitivo sarà più completo e precoce e le coliche gassose saranno più in controllo. I bambini, di fatto, dialogano con la mamma proprio attraverso le coccole e le carezze. Tra le braccia dei genitori, poi, il tocco affettuoso è accompagnato da sguardi carichi di amore, sorrisi e parole dolci e sussurrate. Il bambino impara presto ad associare il piacere delle sensazioni tattili con il significato altrettanto piacevole delle parole affettuose e dei sorrisi e quindi compie un percorso di maturazione affettiva più completo e profondo. Oltre che con le coccole, i genitori possono favorire un legame più stretto con il bambino anche in altri modi: per esempio prendendosi cura di lui durante il bagnetto, un momento in cui le cure di mamma e papà sono accompagnate dal piacevole abbraccio dell’acqua tiepida oppure con un massaggio dopo il bagnetto, con due gocce di olio per bambini. Sarà un momento speciale per tutta la famigliola. Lina Rossi aprile 16, 2014 10:22 am Condividi questo articolo Articoli correlati Ultimi articoli * Ciucciotto, si può dare o no ai bambini * Non scuotere mai un neonato se non smette di piangere * Ittero del neonato, quando preoccuparsi * Settimana allattamento al seno, si celebra in tutto il mondo TUTTI GLI ARTICOLI IN PRIMI MESI Le nostre rubriche Asia molestata a 16 anni. I genitori dove erano? Martedì, 17 ottobre 2017 Asia molestata a 16 anni. I genitori dove erano? 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Essere genitori quindi significa impegnarsi affinché i figli abbiano a […] E’ attraverso l’allattamento che mamma e neonato costruiscono il loro rapporto di intimità e simbiosi La maggior parte degli esseri umani desidera avere dei figli e desidera inoltre che i propri figli crescano sani, felici e con una notevole dose di fiducia in se stessi. Essere genitori quindi significa impegnarsi affinché i figli abbiano a disposizione un terreno ben fertilizzato dove sviluppare tutte le potenzialità nel modo più positivo che ci si possa aspettare. La teoria dell’attaccamento I primi mesi di vita dei bambini sono importantissimi per il loro sviluppo psichico, è infatti dal tipo di contatto tra il bambino e la madre che viene a costruirsi il legame di “attaccamento” , elemento questo importante per il benessere futuro. Il legame di attaccamento è la matrice che pone il bambino nella condizione di poter sempre contare su di una base sicura a cui rivolgersi nei momenti di difficoltà. Gli studiosi della dinamica dell’attaccamento, sono arrivati alla ricostruzione scientifica delle prime fasi dell’interazione madre-bambino. John Bowlby – padre della teoria dell’attaccamento e psicoterapeuta infantile alla Tavistock Clinic, Londra – ha avuto il merito di aver osservato e successivamente aver dato importanza a quei comportamenti interattivi che permettono al bambino di accedere alle esperienze reali e non soltanto alle sue rappresentazioni interne. L’interesse di John Bowlby e dei suoi collaboratori (Tavistock Istitute of Human Relations di Londra) è stato incentrato soprattutto nello studio della relazione che, da subito dopo il parto, viene a strutturarsi tra madre e figlio. Fin dai primi momenti di vita del bambino, la madre inizia ad interagire con lui, così come M.H. Klaus, M.A. Trause e J.H.Kennell (ricercatori impegnati nello studio del legame madre-bambino) hanno descritto osservando il comportamento delle madri: per prima cosa, dopo aver preso in braccio il proprio bambino, toccano con la punta delle dita il viso, passano poi con il palmo della mano a toccargli la testa e subito dopo lo avvicinano al seno, il bambino subito dopo questa stimolazione reagisce leccando il capezzolo. Da questo momento magico ha inizio quel rapporto speciale dove la madre, intuitivamente mette in atto dei comportamenti che inviano informazioni al bambino il quale a sua volta si adatta gradualmente alle stimolazioni materne. E’ evidente che la relazione si sviluppa dall’adattamento reciproco di entrambi. L’allattamento come incontro privilegiato Tra i comportamenti che mediano l’attaccamento, il primo e più importante è la suzione e non solo come ci si potrebbe aspettare, perché il latte soddisfa il bisogno del cibo, quanto invece perché viene soddisfatto il bisogno di sentirsi stretto e quindi di contatto epidermico fatto di abbracci, carezze, calore, sorrisi e suoni. Tutti questi comportamenti sono tipicamente messi in atto dalla madre che allatta al seno il proprio bambino. Vale la pena ricordare che per tutta la durata della gravidanza il feto è sempre stato immerso nel liquido amniotico il quale esercita una pressione continua e costante su tutto il corpo. Herbert Kaye (studioso del comportamento della suzione nel bambino), osservando il comportamento della madre e del neonato durante il pasto, ha scoperto che le madri tendono a interagire con il proprio bambino in perfetta sincronia con lo schema del bambino di succhiare e fare pause. Quando il bambino succhia, le madri sono generalmente inattive mentre durante le pause accarezzano e parlano al bambino. L’allattamento al seno rappresenta il campo di gioco ideale per lo sviluppo del legame di attaccamento nel bambino, proprio per la posizione posturale che si assume durante l’allattamento: l’essere stretto al corpo, il contatto epidermico con il seno, il calore del corpo, il battito cardiaco della madre che rimanda ad una situazione di perfetto benessere all’interno dell’utero dove il tempo era scandito dal rumore del battito del cuore della mamma. Il necessario sostegno alle mamme Occuparsi di un bambino appena nato è un lavoro che impegna ventiquattro ore al giorno per sette giorni alla settimana. E’ anche abbastanza intuibile che una madre che allatta il suo bambino non può essere lasciata sola ad affrontare il suo lavoro di dispensatrice non solo di nutrimento ma soprattutto di amore e di contatto. Il lavoro deve essere fatto bene e quindi se si vuole che la mamma si trovi nelle condizioni ottimali per essere il timoniere corretto dell’attaccamento, il papà e o i nonni debbono dare tutto il loro aiuto per evitare che vengano messi in atto dei comportamenti non corretti a danno della buona costruzione del legame di attaccamento. Ha collaborato: Dott.ssa Rosalba Trabalzini Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica settembre 25, 2002 12:00 pm Condividi questo articolo Articoli correlati Ultimi articoli * Allattamento al seno * Le mamme in forma fisicamente producono latte ricco di batteri buoni * Senza di lui non ci sarebbe la vita, facciamo la conoscenza con il latte materno * Avere latte in abbondanza e non ingrassare è possibile, basta seguire la dieta del buon senso TUTTI GLI ARTICOLI IN TUTTO ALLATTAMENTO Le nostre rubriche Asia molestata a 16 anni. I genitori dove erano? Martedì, 17 ottobre 2017 Asia molestata a 16 anni. I genitori dove erano? 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CONTATTI Mironet S.r.l Editore di www.guidagenitori.it Via Giacomo Bresadola, 3 00171 Roma info@guidagenitori.it webmaster@guidagenitori.it CHI SIAMO * Chi siamo * Cosa Dicono Di Noi * I Nostri Contatti * La Redazione * Gli Esperti * Privacy * Politica sui cookie * Informazioni Aggiuntive GUIDE LOCALI * Abruzzo * Basilicata * Calabria * Campania * Emilia-Romagna * Friuli-Venezia-Giulia * Lazio * Liguria * Lombardia * Marche * Molise * Piemonte * Puglia * Sardegna * Sicilia * Toscana * Trentino-Alto Adige * Umbria * Valle d'Aosta * Veneto * Home * La Salute * Un Figlio * La Crescita * La Famiglia * Tempo Libero * Risorse * Gli Speciali Mironet s.r.l. Via Giacomo Bresadola 3 00171 - Roma P.I./C.F. 06069001003 Registrazione del Tribunale di Roma n. 319/99 del 17/7/99 Registrazione Operatori Comunicazione - ROC n. 17187 del 24.04.2004 Direttore responsabile e scientifico: Rosalba Trabalzini - medico Stampatore (provider): Netscalibur / Infracom data center Copyright 1999/2018. 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E’ infatti la mamma il segreto dei potenti della terra, che siano politici, imprenditori o artisti, almeno per […] Dietro un uomo di successo c’è sempre una “grande mamma”: amica, sostenitrice e ascoltata consigliera Dietro un uomo di potere e di successo c’è sempre una “mamma”: una mamma amica, sostenitrice, ma soprattutto infallibile e ascoltata consigliera. E’ infatti la mamma il segreto dei potenti della terra, che siano politici, imprenditori o artisti, almeno per 7 uomini di successo su 10, secondo uno studio condotto da Eta Meta Research per il mensile Class, su 100 uomini selezionati tra imprenditori, politici, top manager e personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo Per molti capi di stato, eredi al trono, artisti, imprenditori e grandi manager la costante è una ”grande mamma” alle spalle: da Bush a Silvio Berlusconi, da carlo D’Inghilterra a Michael J. Fox, da Aldo Busi a Gene Gnocchi, da Vittorio Sgarbi a Paolo Brosio, da Roberto Benigni a Oliviero Toscani, non importa il ruolo o la professione ma per ben 7 potenti su 10 la mamma è ritenuta la persona assolutamente più vicina, colei di cui ci si può fidare sempre. Non a caso si ricorre sempre ai suoi consigli prima di una decisione importante o davanti ai grandi problemi, ed il suo giudizio viene ritenuto assolutamente fondamentale. La mamma è il familiare di cui i potenti si fidano di più (31%). Molto più di mogli e partner (22%). Solo al terzo posto il papà (16%). Non sembrano essere degni di grande fiducia, almeno sulle decisioni importanti, fratelli e sorelle (14%), zii e cugini vari (8% e 5%). Di fatto, solo uno su dieci tra gli intervistati ha dichiarato che la propria madre ha poca o nessuna importanza nella propria vita. Ben il 71% ha invece risposto che la mamma ricopre un ruolo fondamentale. Il 65% indica nella propria mamma la principale musa ispiratrice del suo successo. Non è quindi solo la persona che gli è più vicina (72%) e quella con cui ha una maggiore sintonia e feeling (65%), ma anche spesso l’ unica con cui non ha un rapporto conflittuale (59%). Sempre pronta ad ascoltare (51%), è anche la persona che capisce di più (48%). Non basta, il 39% degli intervistati ammette che la mamma è l’unica persona che riesce a imporsi con loro. In ogni momento della loro vita la mamma è la persona su cui fare affidamento: trasmette sicurezza (31%), è in grado di tranquillizzare, anche in occasione delle decisioni più difficili (26%). Ma è anche capace di infondere coraggio, di fronte alle sfide (19%), e forza (13%). Ma quali sono le qualità della mamma che riescono ad infondere forza e decisione per gli uomini che contano? Al primo posto con il 65% l’ amorevolezza, seguita a ruota dalla determinazione (58%) e dalla comprensione (43%). La mamma viene ritenuta assolutamente affidabile (43%), onesta (39%) e saggia (28%). Ecco perché il 31% degli intervistati non ha dubbi, ai consigli di mamma si ricorre sempre comunque. Il 26% vi ricorre spesso, ogni volta che si presenta un problema. Solo il 6% le chiede raramente consiglio e addirittura solo il 4% dice di non consultarla proprio mai. E se il 34% vive questo ruolo di ”mamma-consigliere” come un bene soprattutto necessario, il 28% ammette di non poterne fare proprio a meno. Ma il giudizio e il consiglio della mamma è ben accetto, se non addirittura richiesto anche per tutti gli aspetti che riguardano la vita sentimentale. Non importa l’ età o la posizione raggiunta, ogni nuova fiamma va sottoposta alla lente di ingrandimento della genitrice. E per il 33% è addirittura essenziale il suo giudizio. Matteo De Matteis giugno 27, 2003 12:00 pm Condividi questo articolo Articoli correlati Ultimi articoli * Conosciamo i genitori dei compagni di classe di nostro figlio * Dimenticare i figli in macchina: non dovrebbe ma è possibile * Tanti auguri Mamma! * Il tarlo della gelosia verso la nonna si impadronisce delle neo mamme TUTTI GLI ARTICOLI IN LE MAMME Le nostre rubriche Asia molestata a 16 anni. I genitori dove erano? Martedì, 17 ottobre 2017 Asia molestata a 16 anni. I genitori dove erano? LEGGI TUTTO Il nostro menù del giorno 03_01_2018 Mercoledì, 3 gennaio 2018 Il nostro menù del giorno 03_01_2018 LEGGI TUTTO Novità per i celiaci, si amplia la varietà dei cereali senza glutine Lunedì, 30 giugno 2014 Novità per i celiaci, si amplia la varietà dei cereali senza glutine LEGGI TUTTO Advertising Back to School 2017 Scarica l'app di Guida Genitori Scarica l'app di Guida Genitori banner-fimmina banner-regione Sondaggio del Giorno Accesso all’asilo consentito solo se vaccinati. 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Alors, pour que tout se passe bien, suivez les conseils de nos spécialistes. La première séparation Quand Sandra a dû quitter son petit Lucas pour reprendre le travail, ce fut tout simplement l'horreur. « Le dimanche précédent, j'ai pleuré toute la journée. Je ne pouvais pas soutenir son regard. J'avais l'impression que j'allais l'abandonner », confie la jeune femme. Comme Sandra, beaucoup de mamans vivent difficilement la première séparation. Fût-elle de courte durée. « Avec mon mari, nous devions aller passer quelques jours en amoureux au bord de la mer, raconte Mélanie. Après plus de deux mois passés en tête-à-tête avec mon bébé, j'en avais envie ! Sauf qu'au bout de quarante-huit heures, je n'avais plus qu'une idée : retrouver mon fils. Le savoir loin de moi m'était insupportable. » Selon Christine Brunet, psychologue, ces réactions n'ont rien d'étonnant : « La première séparation fait mal, reconnaît-elle. C'est la fin d'un état fusionnel. Après avoir échangé des émotions très fortes avec son bébé, il faut sortir de la bulle dans laquelle on a vécu. » Autrement dit, couper une seconde fois le cordon. Un geste qui, bien que symbolique cette fois-ci, soulève de grosses appréhensions : comment imaginer que ce petit être si fragile et si dépendant va pouvoir vivre sans nous ? Et qui saura, comme nous, décoder ses pleurs, le rassurer quand il est inquiet ou le câliner quand il a besoin de tendresse ? « Les mères pensent être les seules capables de comprendre leur bébé et de lui apporter ce dont il a besoin, remarque Béatrice di Mascio, pédiatre. En outre, elles ont peur de tout ce qui pourrait arriver lorsqu'elles ne sont pas là, comme si leur simple présence écartait le danger. » Un sentiment de culpabilité « A l'angoisse des mères de quitter leur enfant s'associe souvent un fort sentiment de culpabilité », reprend Christine Brunet. Ainsi, s'il faut laisser son bébé quelques jours ou quelques heures pour convenance personnelle, on se dit que l'on pourrait peut-être s'en passer. Lorsqu'il s'agit de reprendre le travail, on se dit que l'on pourrait s'organiser pour faire autrement. Surtout lorsque notre propre mère est restée au foyer pour nous élever ! Ces états d'âme arrivent souvent sans prévenir. « J'avais toujours pensé que je reprendrais ma vie professionnelle après ma grossesse, explique Caroline, jeune chef de publicité. Mais l'arrivée de mon bébé a tout bouleversé. Quand le moment est venu de le quitter, j'ai compris que ce ne serait pas possible, que je ne pourrais pas lui faire ça ! » Nous sommes ainsi nombreuses à imaginer qu'en reprenant le travail, nous imposons à notre bébé une véritable souffrance. « Les premiers jours, je me disais que Lucas allait me chercher partout, éprouver un manque, une terrible tristesse », relate encore Sandra, qui s'est pourtant vite rassurée en voyant son petit garçon retrouver sa nourrice avec le sourire chaque matin. « On se fait tout un monde de la souffrance supposée de l'enfant, mais en réalité, l'inquiétude du bébé provient surtout de celle qu'il perçoit chez sa maman », rétablit Christine Brunet. Rien de pire qu'une maman qui a l'impression de « mal faire » ou d'abandonner son bébé : elle lui communique, malgré elle, ce sentiment d'abandon. A l'inverse, une mère calme, confiante et heureuse de retrouver un peu de liberté va créer un climat de sécurité et de sérénité autour de la séparation. « Le tout-petit est branché sur l'inconscient de sa maman. Ce qu'elle vit bien, il le vit bien aussi », assure Béatrice di Mascio. La pédiatre sait de quoi elle parle : des mamans qui reprennent le travail, elle en a vu défiler des centaines dans son cabinet ! Certaines, après trois mois de congé de maternité, saturent et ont envie de retrouver une vie sociale. « Elles considèrent que prolonger leur présence à la maison ne serait bon ni pour elle ni pour leur enfant, et de fait, la séparation se passe bien, parce qu'elles la vivent de façon positive », souligne-t-elle. Pour d'autres, au contraire, la vie à la maison ressemble à un long fleuve tranquille. Elles s'y coulent avec délice, s'y sentent merveilleusement bien... et voient arriver l'échéance du retour au travail avec appréhension. « Leur enfant sent cette angoisse et se montre plus difficile le moment venu », poursuit la spécialiste. Un mal pour un bien Pourtant, être en permanence « sur » son enfant peut s'avérer étouffant. Pire, selon Béatrice di Mascio, « coller son bébé ne lui donne pas la force dont il aura besoin pour affronter la vie. Au contraire, cela le fragilise. » Dites-vous bien que votre petit a beaucoup à gagner de cette séparation : elle va l'aider à construire sa propre identité, lui permettre d'élargir ses repères et ses pôles d'intérêt, et même lui donner la preuve qu'il est capable de réaliser beaucoup de choses tout seul. Qui plus est, il va s'inscrire dans un groupe social (celui des enfants gardés par la même nourrice, celui de la crèche) et apprendre à communiquer. « C'est toute sa capacité à entrer en relation avec les autres qui se met en place, ce qui lui sera fort utile au moment d'entrer à l'école », poursuit la pédiatre. Même son de cloche chez Christine Brunet, qui souligne que « se quitter quelques heures, c'est aussi faire l'apprentissage de la frustration et de la séparation... qui arrivera tôt ou tard. » Car il est inutile de vous leurrer : vous ne pourrez pas toujours tout faire pour votre enfant, ni le garder éternellement auprès de vous. Et c'est tant mieux ! « Un enfant qui resterait dans les jupes de sa mère jusqu'à 6 ans risquerait d'avoir un comportement inhibé, d'avoir peur de tout et de manquer de confiance en lui », prévient Christine Brunet. Pour bien préparer le terrain Alors qu'attendons-nous pour reprendre sereinement le cours de nos vies ? « Retourner travailler, c'est vrai, ne cadre pas avec ce fantasme que nous avons toutes de passer notre vie à regarder notre enfant s'ébattre au soleil, sourit Béatrice di Mascio. Mais force est de le reconnaître, le plus souvent, nous n'avons pas le choix et devons travailler. Alors, autant vivre les choses le mieux possible ! » Et se donner tous les moyens pour passer sereinement le cap de la première séparation. - Encouragez très tôt l'indépendance de votre enfant : aménagez-lui un coin dans la maison où il va pouvoir rêver, étaler ses jouets, crapahuter... Restez à portée de voix, mais sans vous montrer. Il prendra ainsi l'habitude d'être un peu seul. - Faites ensemble des jeux qui lui permettront de comprendre que l'absence n'est pas définitive : cachez-vous derrière un rideau et réapparaissez en faisant coucou. D'abord, vous disparaîtrez seulement une minute, puis deux, puis trois, le temps d'aller dans une autre pièce. N'oubliez pas de faire coucou en rentrant : ainsi, le jour où vous reviendrez du travail en observant ce même rituel, il se retrouvera en situation connue. - Habituez-le aux autres en invitant fréquemment du monde à la maison : amis, famille, autres enfants... Au besoin, confiez-le quelques heures à une voisine qu'il connaît bien. Ainsi accoutumé à voir de nouveaux visages, il aura moins peur des étrangers. - Procédez par étapes : si vous devez le confier à une nourrice, rendez-lui visite ensemble plusieurs fois, avant de les laisser en tête à tête pour quelques heures, puis une demi-journée, puis une journée entière. S'il doit être accueilli en crèche, des périodes d'adaptation sont prévues. - Expliquez-lui ce qui va se passer : vous allez reprendre votre travail bientôt parce que cela vous fait plaisir et vous intéresse. Vous allez le confier à une personne en qui vous avez toute confiance et avec qui il va bien s'amuser. Bien sûr, cela vous fera de la peine de le quitter, mais vous reviendrez vite le chercher et, à ce moment-là, vous aurez plein de temps pour jouer ensemble. Il est important qu'il comprenne que se séparer, ce n'est pas se perdre. - Le moment venu, sachez partir : ce sera plus facile s'il est déjà plongé dans un jeu ou une activité, mais ne partez jamais sans lui dire au revoir. Pas besoin de longs discours pour autant : un petit bisou, trois mots rassurants (« je t'aime, je pense à toi et je reviens vite te chercher »), et vous filez ! Très vite, vous allez vous rendre compte que votre bébé peut être heureux sans vous, et vous goûterez alors le plaisir de renouer avec tout ce qui faisait votre vie « d'avant ». Sans compter qu'après quelques heures de séparation, les retrouvailles n'en seront que plus émouvantes et joyeuses ! Surtout si, une fois de retour à la maison, vous savez oublier un peu les tâches ménagères et faire place aux jeux et aux câlins. Il boude quand vous revenez le chercher Vous l'avez quitté en larmes, s'accrochant à vous pour ne pas vous perdre. Normalement, il devrait manifester bruyamment sa joie à votre retour ! Et voilà qu'il ne vous prête aucune attention. Il vous boude carrément. « Le premier jour, à peine arrivée chez la nourrice, je me suis précipitée sur Sébastien pour le prendre dans mes bras, raconte Ludivine. Mais il s'est mis à tourner la tête dans tous les sens pour éviter mes bisous et ne pas croiser mon regard. » Certains petits font ainsi payer leur absence à leur maman le soir venu. « Mais l'enfant ne fait pas ça à n'importe quelle maman, souligne Béatrice di Mascio. Il le fait à celle qui pense : "Je l'ai mérité puisque je l'ai abandonné." » Ne vous torturez pas inutilement. Dites-vous aussi que ce n'est pas par simple désir de vengeance que votre bébé semble vous battre froid : c'est aussi parce qu'il a besoin d'un peu de temps pour absorber l'émotion de votre retour et renouer avec l'intimité qui est la vôtre. Essentiel, lui expliquer On entend souvent dire que certaines périodes sont plus propices que d'autres à une première séparation. Ainsi, il s'agirait d'éviter autant que possible le huitième mois, qui coïncide avec la peur de l'étranger, ou la fin de la première année, âge de l'acquisition de la marche. Pour Christine Brunet, c'est surtout la façon dont la séparation est préparée et annoncée qui importe. « Il faut éviter les séparations brutales. Plus votre départ est soudain, plus votre enfant le ressentira comme un abandon et se sentira démuni. Surtout si vous disparaissez pour un voyage de dix jours ! Rien à voir avec une séparation de quelques heures par jour. Dans tous les cas, le passage de relais doit s'effectuer dans un climat de confiance et en présence d'une personne connue. » A lire également : Reprise du travail : comment bien vivre cette première séparation 8 conseils pour une séparation en douceur avec la nounou (BUTTON) Partager (BUTTON) Épingler (BUTTON) (BUTTON) Tweeter (BUTTON) (BUTTON) (BUTTON) Derniers articles Le vaccin contre les oreillon Atteinte d'endométriose, Enora Malagré va se faire retirer l'utérus Ariane Brodier enceinte : des clichés de son ventre pour dénoncer les critiques (BUTTON) commentaires Réagissez Les toutes premières fois de bébé 11 articles La première fois où il a fait pipi dans le potLa première nuit complète de bébéLa première fois où il est resté assis tout seulDu premier areu au premier motQue signifient les premiers sourires de bébé ?La première fois où il a dit mamanLa première fois où bébé n'a pas voulu obéirLa première dent de bébéLe premier biberon de bébéLes premiers souvenirs de bébé Plus de Croissance de bébé Pourquoi bébé tète-t-il ? 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Je me demande si elle ne va pas en souffrir, nous sommes très proches l'une de l'autre. Elle aime pourtant énormément son parrain. Qu'en pensez vous ? Anonyme le 30/09/2009 à 10:56 c'est toujours intéressant de lire ces articles.moi, mon fils,jai le laisser à 1 an 6 mois chez sa mère pour des soins.il a 2ans maintenant et je l'ai repris avec moi.il va bien.mais avant, avec son père nous l'avons préparé et ça'a marché.nous l'appelions.il pouvait seulement dire allo maman ou allo papa et aussi bisou.tout s'est vraiment bien passé Combien de temps peut-il rester devant la télévision ? Il envahit systématiquement la maison avec ses copains Nos top articles Le poids de bébé mois par mois0-2 ans : tous ses progrès mois par moisCourbe de croissance : décryptez comment grandit votre enfantPointure enfant : comment connaitre la (vraie) taille de ses pieds par âge ?Plagiocéphalie : le point sur le syndrome de la tête plate chez bébéConnaître la taille d'un enfant à l’âge adulte (BUTTON) [cover.jpg?107] Je m'abonne Inscrivez-vous à la newsletter ____________________ OK * Plan du site * Mentions légales * Cookies À voir sur le web 2-5.txt #Io Donna » Feed Io Donna » Feed dei commenti Io Donna » Moms Don’t Quit: mamme, non mollate, il mondo del lavoro ha bisogno delle donne Feed dei commenti Login | ____________________ (BUTTON) Scrivici * Indirizzi * Blog * + + + Io donna Focus on: * #SULLAMIAPELLE * CIBO DA VIVERE * SPECIALE NATALE * SFILATE PRIMAVERA ESTATE 2018 * #IOEILMIOINVERNO * Attualità + Da Charlize Theron a Matthew McConaughey: ecco le 15 migliori trasformazioni sul set Da Charlize Theron a Matthew McConaughey: ecco le 15 migliori trasformazioni sul set + Il futuro? 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Sui social, in tv, sulla stampa. La campagna ruota attorno a un video provocatorio: che accadrebbe se le donne consegnassero ai figli una lettera di dimissioni dal ruolo di mamma? Le immagini mostrano lo sdegnato rifiuto dei piccoli “capi” di redazione * 5 + + + + + + mamma-960 Diamoci un taglio. Anzi: uno strappo. E facciamola in mille pezzi, l’insopportabile vergogna di considerare le madri una zavorra. Lavoratrici da appallottolare e buttare via come una cartaccia. Nell’Italia che ha adottato per anni la prassi della lettera di dimissioni in bianco in caso di gravidanza, per permettere alle aziende di liberarsi di chi “osa” rimanere incinta, e che tuttora costringe di fatto migliaia di mamme a mollare, perché è troppo difficile conciliare carriera e famiglia, Moms Don’t Quit è una campagna che rimanda la discriminazione al mittente. Le dimissioni per forza? In brandelli. Strap, adesso basta! Sui social, in tv, sulla stampa. La campagna ruota attorno a un video provocatorio: che accadrebbe se le donne consegnassero ai figli una lettera di dimissioni dal ruolo di mamma? Le immagini mostrano lo sdegnato rifiuto dei piccoli “capi”. Perché «il mondo del lavoro ha bisogno delle mamme». Una campagna che vede in prima fila il gruppo Rcs a cui Io donna partecipa con entusiasmo, accanto al Corriere della Sera, oltre a Io e il mio bambino e Insieme. Una risposta alle 800mila madri che hanno dovuto licenziarsi tra il 2014 e il 2015. O alla disparità di trattamento che vede le donne (dati Censis), pagate quasi il 20 per cento in meno dei colleghi maschi. Che fare? Sostieni l’iniziativa coordinata dal sito www.momsdontquit.it condividendo il video. Se vuoi, realizza tu stessa un video in cui stracci un simbolico foglio bianco: pubblicalo con l’hashtag #momsdontquit su Facebook o Instagram. Parlane, posta, racconta. E soprattutto, non mollare, mamma. mamma-3-960 + + + + + + IFRAME: http://www.corriere.it/includes_methode/widget/widget_300x600.shtml ?cmptrk=widgetverticali_half_2016_iodonna_in_other * Tweets di @iodonna * Argomenti + campagna sociale + discriminazione di genere; + donne e lavoro + mamme e lavoro + momsdontquit Articolo precedenteNoi che abbiamo reagito alla crisi Articolo successivo:Le ragazze innamorate di Tel Aviv Commenti (5) Lascia un Commento Annulla risposta Nome ______________________________ Email* ______________________________ Commento _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ Invia il tuo commento Perfavore, abilita JavaScript per inviare la form. * Il tuo indirizzo email non sarà visualizzato + sergio torcinovich scrive: 27 aprile 2017 alle 21:18 Quando ho letto la pubblicità della campagna sul Corriere sono saltato sulla sedia: ma come, il Corrierone nazionale, già portavoce della borghesia pseudo liberale italiana, si mette a fare una campagna contro il lavoro delle donne che le sottrarrebbe ai loro doveri di madri? Ma di quanti secoli siamo regrediti, in Italia? Sono quindi andato a documentarmi sul sito momdontquit.it e ho scoperto, con sollievo, che lo scopo della campagna era di tutt’altro segno, anzi, del tutto contrario: non bisogna accettare che le donne siano costrette a scegliere tra lavoro e maternità. Meno male, mi son detto. Ma propaganda pubblicitaria bocciata. Anche perché dimentica del tutto il ruolo e le responsabilità dei padri nei confronti dei figli. Rispondi + Alessandra Voto scrive: 28 aprile 2017 alle 10:51 Anch’io sono stata costretta (sì, costretta!) a dimettermi, dopo 10 anni di lavoro e sacrifici per ottenere un piccolo spazio all’interno della realtà aziendale, subito dopo essere diventata mamma. Perché? Per mancanza totale di flessibilità da parte dell’azienda. Nel 2017 non dovrebbe più accadere che una donna debba scegliere tra figli e lavoro. Spiego tutte le mie motivazioni anche in questo mio articolo (per chi avesse voglia di leggere): http://langolinodiale.com/2017/04/26/quando-una-mamma-deve-sce gliere-tra-lavoro-e-figli-perche-nel-2017-maternita/ Rispondi + Elena scrive: 30 aprile 2017 alle 9:05 Nel 2001, per cui un po’ di anni fa mi licenziai dal mio posto di lavoro in cui ero assunta a tempo pieno e con un contratto a tempo indeterminato, perché diventata mamma di due fantastici bambini, un bambino e una bambina, avevo chiesto una riduzione di orario, part-time, per potere organizzare la mia vita professionale e famigliare (lavoravo a circa 30 km da casa). Il mio datore di lavoro non mi ha concesso il part-time. Mi sono licenziata! E mi sono rimessa in gioco in modo diverso, sicuramente in modo più complesso e articolato. Io non mi definisco “multitasking”, ma mi definisco una donna dalle molte sfaccettature: sono una donna con i suoi gusti, con la sua famiglia, con il suo lavoro, con le sue attività di tempo libero… e ci tengo che tutte le mie caratteristiche possano crescere! Ecco perché sostengo questa campagna. Io ho trovato il mio spazio, nella mia vita, ma spesso molte donne faticano e noi abbiamo il dovere di stare loro vicino! #momsdontquit Rispondi + Antonietta scrive: 10 agosto 2017 alle 21:03 Lo spot televisivo è altamente fraintendibile.fa pensare l’esatto contrario di quanto la campagna sostiene Rispondi + Fufust scrive: 22 agosto 2017 alle 21:18 Condivido: quando ho visto lo spot, il messaggio che mi è arrivato era che alcune mamme volevano andare a lavorare e quindi lasciavano i loro bambini: assurdo! Poi il gesto di strappare la lettera, fatto dai bambini, mi ha richiamato alla mente la famosa lettera di dimissioni in bianco. Vuoi vedere che la pubblicità si riferiva a questo? In questo caso il messaggio è senz’altro condivisibile, ma non è stato certo reso in modo chiaro! Rispondi Leggi anche Massimo “Max” Ciociola, 39 anni: ha ideato Musixmatch (foto Giuseppe Costantino) 17 dicembre 2016 Massimo Ciociola: «Per strada spio chi usa Musixmatch, la mia app. E poi chiedo che ne pensa» Oggi tutti pensano di avere l’idea giusta per fare un’app e diventare milionari… Uhhh, i miei amici mi chiamano ogni giorno. Il vero tema però non è avere l’idea … Leggi adesso + Attualità o In Primo Piano o Storie e Reportage o Famiglie o Appuntamenti ed Eventi + Personaggi o Interviste e Gallery o Star Look o Attualità + Moda o Abbigliamento e Accessori o News ed Eventi o Sfilate + Bellezza o Make Up o Viso e Corpo o Capelli + Lifestyle o Animali o Casa e Giardino o Cucina o Viaggi + Benessere o Amore e Sesso o Diete e Alimentazione o Fitness o Salute e Prevenzione + Oroscopo o Giorno o Domani o Settimana o Mese o Anno + Video o Attualità o Bellezza o Benessere o Lifestyle o Moda o Personaggi + I nostri siti o Abitare o Amica o Corriere della Sera o Dolce Attesa o DoveViaggi o DoveClub o Io e il mio bambino o La Gazzetta dello Sport o Living o Oggi o Quimamme o Style + Iscriviti alla newsletter o Registrati + Privacy Policy + Dati Societari + Contatti + Pubblicità + COOKIE POLICY E PRIVACY Copyright 2014 | RCS Mediagroup S.p.A. 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Ca y est, votre enfant tant attendu est là, mais étrangement, vous ne vous sentez plus tout à fait vous même. Vous ressentez peut-être un des symptômes de la dépression post-partum. Plus ou moins grave selon les cas, le « baby blues » est un sentiment de déprime que les nouvelles mamans ressentent peu après la naissance, et qui ne concerne pas seulement l’arrivée du premier enfant. Encore tabou il y a quelques années, ce mal être commence à être reconnu et les mamans peuvent trouver une aide précieuse au sein d’association comme La Pomme. Ce centre hospitalier accueille les femmes, avec leurs bébés pour leur apprendre une chose si naturelle pour certaines, mais qui semble impossible pour d’autres : devenir maman. Entourées d’infirmières, de psy et de puéricultrices, ces mères peuvent enfin souffler. D’autres mamans, sans être en détresse, peuvent ressentir le besoin de se retrouver physiquement et émotionnellement après la naissance. Une approche « globale », c’est ce qui est proposé aux jeunes mamans dans le centre Synactiv Santé situé dans le 15e arrondissement de Paris. Cet établissement spécialisé dans la gestion du stress a mis en place un programme complet destiné aux femmes qui viennent d’accueillir un enfant, et qui sont à la recherche d’un bien être perdu. Bien loin des officines qui vous « vendent » des soins à la carte, les professionnels de santé qui ont mis en place le programme insistent sur sa cohérence. C’est une combinaison gagnante d’exercices physiques doux et réguliers pour se réapproprier son corps, grâce au Pilates et au Yoga, avec des séances de respiration afin de mieux gérer son stress. La stimulation du corps n’est pas en reste avec des sessions d’auto massage, combiné à des conseils nutritionnels pour installer de bonnes habitudes alimentaires pour la mère mais aussi pour l’enfant. Souvent sujettes au mal de dos, les mamans pourront apprendre à mieux se positionner lors de l’allaitement par exemple, tout en créant une complicité avec leur bébé. Avantage non négligeable, une psychothérapeute est présente tout au long du programme. Coup de cœur de la rédaction : le centre synactiv santé n’est pas uniquement réservé aux bien être des jeunes mamans, mais aussi à leurs aînées qui aborde difficilement le cap de la ménopause ou de la retraite. Infos pratiques La Pomme 4, rue Charles Lauth 75018 PARIS Tel: +33 (0)1 40 37 50 96 Synactiv Santé 14 rue Dupleix-75015 Paris Tel: 09 81 67 61 20 Programme complet Synactiv Santé établi sur 6 demi-journées : 720 euros. Séances à la carte entre 70 et 80 euros renseignements sur http://www.synactivsante.com (BUTTON) Partager (BUTTON) Épingler (BUTTON) (BUTTON) Tweeter (BUTTON) (BUTTON) (BUTTON) Dernières News Gueule de bois : 10 astuces pour désaouler sans (trop) souffrir À chaque âge son programme minceur Réveillon : comment rester en pleine forme jusqu'au bout de la nuit ? (BUTTON) commentaires Réagissez Plus d'Etre en forme La méditation, une gymnastique mentale bonne pour le corps et l'esprit Les gyms énergétiques, des alliées pour purifier le corps et l'esprit Respiration : 3 techniques pour prendre un (bon) bol d'air frais Plus de Vitalité et anti-fatigue Compléments alimentaires : pourquoi il ne faut pas les prendre à la légère Le silence, source de jouvence Baisse d'énergie : nos astuces bien-être pour passer l'automne Les avis des internautes Les Indignés rallient de plus en plus d’américains Et vous ? Connaissez-vous Paulette ? 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Une maman qui parfois est bien triste de voir le petit refuser d'embrasser son frère ou ne serait ce que lui dire bonjour le matin et bonne nuit le soir tant je sais ce dernier sensible. Une maman qui a eu une si mauvaise relation avec son propre petit frère étant jeune qu'elle souhaite tout le contraire pour ses deux petits. Je dois bien avouer que même si je ne dramatise jamais quand je les entends se chamailler ayant bien conscience que c'est cela une relation fraternelle mon soeur se serre toujours un peu quand l'un "rejette" un peu l'autre. Mais je tâche de ne pas faire de transfert ni de me mêler de leurs histoires. En tout cas une chose est sûre ces frères là s'aiment (le regard du petit j'adore) et s'amusent vraiment bien ensemble, ils rient des mêmes bêtises et sont très complices malgré les 6 ans et demi qui les séparent, c'est un vrai régal de les écouter et les regarder partager et je réalise combien ça a dû être difficile pour ma mère de nous voir nous déchirer comme ce fut le cas avec mon frère, je ne crois pas que j'aurais pu supporter. C'est fragile un petit coeur de maman tout de même. kids2.jpg Et vous votre douceur ? ourson.jpg.png Pour les Mardis tout doux # 40 vous pouvez jeter un coup d'oeil également chez : - Top produits bébé - La bulle de M'dame Ninie - Maman bavarde - AnneLaureT - Armelle s'en mêle - Zette and the city - ANais et sa petite vie - Super zouzou, pimouss & Cie - Lucky Sophie - Bla bla et Cie - La tanière de la Farfa - Cathnounourse Merci à toutes pour vos participations, encore une fois ça me fait chaud au coeur ;-) Vous aimerez aussi : Bientôt la chandeleur ... ben quoi ? (cadeau inside) Bientôt la chandeleur ... ben quoi ? (cadeau inside) A la découverte de la Degustabox A la découverte de la Degustabox Des vacances aux petits oignons... même si ... Des vacances aux petits oignons... même si ... De la douceur à l'état pur ... De la douceur à l'état pur ... Commenter cet article Audrey 01/02/2012 15:43 et bien, mon neurone unique n'a pas voulu fonctionner, voici le lien... http://mamanpoussinou.fr/2012/01/31/il-y-a-3-ans/ Bisous Audrey 01/02/2012 15:43 Oh c'est vrai qu'ils sont trop mignons Maman@home, blog de maman à la maison 02/02/2012 17:16 jamais trop tard pas de souci Cathnounourse 31/01/2012 23:05 ben et moi? suis pas dans la liste des participantes Maman@home, blog de maman à la maison 01/02/2012 07:12 zut pardon cathvoilà c'est réparé !! Zette 31/01/2012 18:08 Je suis d'acc avec toi. J'ai pas souvent connu de réelle fusion ou entraide entre frères et soeurs. Certains disent que c'est normal, d'autres le déplorent... Maman@home, blog de maman à la maison 31/01/2012 19:16 C'est un lien précieux punisheuse 31/01/2012 17:03 Moi en ce moment c'est l'harmonie parfaite entre les 2! Arthur a arrêté de pousser son petit frère depuis que ce dernier comprend ce qu'il attend de lui! C'est même Gaby qui mène la danse... A 3 et 5 ans ça s'équilibre.... Maintenant ils forment une équipe..... Et c'est pas toujours à mon avantage! Maman@home, blog de maman à la maison 31/01/2012 19:17 Oui ben ça c'est TON problème hein le principal c'est eux LOL Contact Standard view 2-52.txt #RSS [Logo-Overblog-Newportal-mini.png] * Nos bambins (306) * De vous à moi... (253) * Mes jeux-concours (246) * Billets d'humeur (219) * Les mardis tout doux (184) * Coups de coeur (112) * Défis et jeux blogueuses (98) * Boulot (70) * Ma semaine en mots et photos (69) * Pendant ce temps là en cuisine ... (53) ____________________ (BUTTON) Les retrouvailles des enfants terribles Maman@home, blog de maman à la maison 4 Septembre 2012 Les mardis tout doux Garcons.jpg Oui j'ai décidé de les baptiser de cette façon, je parle de mes fils bien entendu. Ils ont été si "terribles" pendant les vacances que je trouve que ça colle bien. Mes parents ont du les garder 2 jours ensemble, le grand était chez eux depuis la veille, il a tenu à aller chercher son petit frère au centre de loisirs. Le petit réclamait son grand frère depuis quelques jours : - il est où Petit Chou ? - en vacances avec son papa tu sais bien. - oui mais là ça y est il peut revenir maintenant... - pourquoi ? Il te manque ton frère ? - bah oui... ... j'avais la larme à l'oeil évidemment. Toujours est il qu'ils semblaient avoir envie de se retrouver ensemble, quand j'avais mon grand au téléphone pour prendre des nouvelles, Petit Loulou voulait toujours lui parler ou lui faire un bisou au téléphone (re larme à l'oeil), toujours est il qu'on sentait le manque. Il n'a pourtant pas fallu bien longtemps à ces frères en "manque" l'un de l'autre pour se chamailler et reprendre les bonnes habitudes une fois réunis. Comme je vous en parlais il y a peu cet été tout cela m'a pas mal questionné et puis finalement après vous avoir lu, vous ayant des familles non recomposées, je me dis que c'est normal, l'entente classique entre frères, du coup je relativise bien plus, leur mamie aussi, on se fait à l'idée en quelque sorte [icon_wink.gif] . D'autant qu'il y a toujours ces moments de complicité entre eux, ceux qui me font craquer, ces photos que ma maman ne manque pas de m'envoyer en journée quand je suis au boulot, des sms que j'adore ! Et la bonne nouvelle c'est que je les ai retrouvés tous les deux jeudi soir dernier, que je les avais tous les deux dans mes bras, un de chaque côté, j'étais la maman la plus heureuse du monde avec ma famille réunie. Nous avons passé une superbe soirée, mes 3 hommes étant en vacances le lendemain nous avons pris notre temps, on a joué et bien ri, tout ce qui ma fallait pour terminer cette première semaine de travail. Allez hop on reprend la rythme normal d'une semaine sur deux avec le grand, des enfants chez papie et mamie le mercredi, le centre de loisirs quand ils sont en voyage et la course le soir pour la seconde journée du maman @work. C'est parti ! ourson.jpg.png Pour les Mardis tout doux # 67 vous pouvez jeter un coup d'oeil également chez : - Cathnounourse - La maison de Mimilie - Anaïs et sa petite vie - Lucky Sophie - AnneLaureT - La tanière de la Farfa - Jardin secret de zozo - Métissage et papotages Merci à toutes et bonne rentrée ! Vous aimerez aussi : Bientôt la chandeleur ... ben quoi ? (cadeau inside) Bientôt la chandeleur ... ben quoi ? (cadeau inside) A la découverte de la Degustabox A la découverte de la Degustabox Des vacances aux petits oignons... même si ... Des vacances aux petits oignons... même si ... De la douceur à l'état pur ... De la douceur à l'état pur ... Commenter cet article Nelly 05/09/2012 22:13 Et la rentrée de ton petit s'est bien passé ? Nelly 05/09/2012 22:12 Très belle photo, j'aime bien moi aussi quand les grds parents en envoient... ça y est, je l'ai bien senti moi aussi la reprise... je viens juste de finir de préparer ma réunion avec les parents, ça va ce n'est que 22h !! Maman@home, blog de maman à la maison 08/09/2012 09:01 je me demande bien quand ils vont nous la coller cette réunion, l'année dernière c'était en octobre lol estelle 04/09/2012 23:04 les miennes sont exactement pareil elles ont 5 ans de différences, à la fois proches mais aussi terribles à leurs heures et quand c'est pas l'une c'est l'autre et voici ma contribution de rentrée : http://metissagepapotages.blogspot.fr/2012/09/une-rentree-toute-en-douc eur-mardi-tout.html bonne reprise Maman@home, blog de maman à la maison 08/09/2012 09:00 et ça ne vous dérange/agresse pas ??? zozomum 04/09/2012 17:51 hop et voilà ma participation :) bonne rentrée http://jardinsecret2zozo.wordpress.com/2012/09/04/et-si-on-la-faisait-e nsemble-la-sieste-mardi-tout-doux/ Maman@home, blog de maman à la maison 08/09/2012 08:59 Merci et bienvenue ici ! la farfa 04/09/2012 17:34 Qu'ils sont beaux et... quels sourires!!!!! (ça aurait été dommage de ne pas immortaliser ça. ;) ) Ma participation est en ligne : http://tanierefarfadine.blogspot.com/2012/09/le-retour-du-mardi-tout-do ux.html Maman@home, blog de maman à la maison 08/09/2012 08:57 Oui quand ils jouent sans se disputer c'est beau, si beauuuu ! Contact Standard view 2-53.txt #RSS [Logo-Overblog-Newportal-mini.png] * Nos bambins (306) * De vous à moi... (253) * Mes jeux-concours (246) * Billets d'humeur (219) * Les mardis tout doux (184) * Coups de coeur (112) * Défis et jeux blogueuses (98) * Boulot (70) * Ma semaine en mots et photos (69) * Pendant ce temps là en cuisine ... (53) ____________________ (BUTTON) Range ta chambre ! Maman@home, blog de maman 23 Mai 2016 Nos bambins Crédit Photo : https://abstract.desktopnexus.com/wallpaper/1451924/ Crédit Photo : https://abstract.desktopnexus.com/wallpaper/1451924/ Je ne compte plus le nombre de fois où je peux demander ça à mes deux fils, 7 et presque 14 ans. J'ai l'impression d'être une maman super chiante quand je le fais parfois tant ça me rappelle des souvenirs de ma propre enfance (quoi que moi c'était plutôt fais tes poussières). Mais comment faire autrement ? On ne peut pas tout laisser en plein milieu de la chambre, ne serait que pour passer l'aspirateur ? Alors j'endosse le rôle de la mère pénible qui râle, parce que bien évidemment je n'ai pas droit à un "oui maman avec plaisir" en retour, ce serait trop simple, il faut répéter, rabacher, relancer pour finalement bien souvent pester et je pèse mes mots. Un problème rencontré encore plus fréquemment avec les ados. On a beau savoir et avoir lu, ça et là, qu'une chambre d'ado en bazar c'est tout à fait normal, que c'est dans l'ordre des choses, un besoin de s'affirmer, l'illustration d'une rébéllion face à l'autorité parentale (oui absolument je l'ai lu) parfois c'en est trop et on déborde en piquant LA famleuse crise de parent "Range ta chambre c'est le bordel là dedans !". Le désordre pour nous c'est pas aussi gérable, que dis je le désordre les piles de cahiers et de bouquins posés sur le bureau avec des stylos, des feuilles, des taillures de crayons et trucs de gomme partout (Grrr ça je déteste), des vêtements dans tous les coins de la pièce "non mais j'allais le descendre à la machine ce tas là" ou "j'ai pas encore eu le temps de ranger ma pile de linge propre" alors que ça fait 5 jours que je lui ai monté. A chaque fois qu'on passe une tête dans leur antre on est pris d'une crise de rangement aigü et de nettoyage par la même occasion. Je ne l'ai fait qu'une fois et après avoir tout bien briqué je ne me suis pas sentie à ma place. J'ai eu peur de tomber sur des choses personnelles et de déranger son "organisation" ou plutôt son "ordre". Après tout c'est son espace, ce sont ses affaires, tout y est personnel. Si c'est sa façon à lui de contester l'autorité parentale, de délimiter son territoire et qu'il est en effet en plein désordre intérieur avant de tout bien remettre dans l'ordre alors pourquoi m'imposer. Ce n'est pas bien grave et j'aime autant ça à des portes claquées "je me tire voir mes copains". J'ai décidé de lui demander de fermer sa porte de façon à ce que je vois pas son bazar, son "chez lui" et surtout que cela ne me mette pas dans un état d'agacement intense et de crise de rangement compulsif non plus (on ne se refait pas). Je peux comprendre mais inutile de me provoquer en me mettant son dés-ordre sous les yeux, chacun fait un effort. Le linge sale est mis dans la machine sinon pas de linge propre dans son placard comme par magie forcément et la règle c'est de passer l'aspirateur chaque week-end, que ce soit le bronx OK mais pas sale. S'il s'y retrouve comme ça et qu'il est heureux "chez lui" c'est tout ce qui m'importe, je ne veux plus empiéter sur son domaine. Eduquer et imposer des règles en tant que parents oui mais je ne veux pas focaliser et me battre pour une chambre en chantier, il y a tant d'autres sujets de conflits à l'adolescence si on en veut vraiment. Et chez vous c'est comment alors ? Vous aimerez aussi : A vos marques, prêts, étiquetez ! A vos marques, prêts, étiquetez ! Le véhicule Oto Mobile de Wesco (offert inside) Le véhicule Oto Mobile de Wesco (offert inside) Un calendrier de l'Avent facile à réaliser ...(DIY-débutant) Un calendrier de l'Avent facile à réaliser ...(DIY-débutant) Mon adolescent est en conflit avec son beau-père. Mon adolescent est en conflit avec son beau-père. Commenter cet article onrangetout 06/09/2016 13:22 Bonjour, Merci pour cet article! En effet, ce n’est pas facile de faire ranger un ado. J’ai du mal à fermer les yeux sur le foutoir de ma fille. Du coup, je lui ai fait choisir des accessoires de rangement qui lui plaisent et…elle range ! Pourvu que ça dure ! Mais ça fait déjà 3 mois. Et je pense qu’elle y voit un intérêt. Maman@home, blog de maman 07/09/2016 22:44 Je n'ai qu'un seul mot : félicitations :-) Un bureau rangé ici ne le reste que quelques heures, les choses s'entassent par terre sur les étagères, le bureau ... il ne faut définitivement pas que j'ouvre cette porte :-) jeanne 06/06/2016 15:29 J'ai résolu l'affaire en ne regardant plus et en les chargeant du nettoyage de leurs chambres. Après quelques mois d'inertie...un déclic et un très net progrès. Bon, faut tenir quelques mois... Maman@home, blog de maman 06/06/2016 15:35 Pareil je ne regarde plus (si j'avoue en douce de temps en temps quand il est en cours je ckecke mais je ne dis rien) ;-) Christine 28/05/2016 10:36 Maman de 3 garçons, entre 23 et 29 ans, je pensais avoir raté cette facette de mon éducation... polis, bosseurs, gentils, mais bordéliques ... l'ainé une fois marié c'est mis à ranger, le second pour vivre sereinement une colocation, c'est mis à ranger, et le dernier, range quand il est amoureux... finalement ça vient...un jour... Maman@home, blog de maman 28/05/2016 16:27 C'est un bilan très positif Christine en tout cas ;-) Anthony 24/05/2016 17:07 Je trouve ton choix final excellent. Il s'agit en effet de l'espace privé de l'ado et il symbolise le "désordre intérieur" qu'il doit apprendre à gérer. Mais sa chambre fait partie de la maison et son rangement, de son éducation. Accepter qu'il s'y retrouve dans son "bordel", c'est respecter son intimité, sa personnalité, et lui laisser la part d'autonomie qui lui est nécessaire. L'hygiène reste cependant pour moi la limite non négociable (nourriture qui moisit dans la chambre, linge sale de 3 semaines...) C'est aussi lui apprendre le respect de soi et des autres. Maman@home, blog de maman 24/05/2016 20:40 Pas de nourriture dans sa chambre et le linge dans le bas à linge sinon il n'a plus rien à se mettre sur le dos :-) mg 24/05/2016 16:58 Juste pareil en taille 12 ans fille! Tout ce qu'elle touche reste en plan, le linge sale s'accumule jusqu'à ce que je hurle (surtout pour les affaires de cheval pleines de poils sur la couette), ses cahiers et livres scolaires semblent ne jamais quitter son bureau sur lequel traînent des bonbons, des baumes à lèvres , des bouts de papiers... mais curieusement je ne râle que lorsqu'elle est dans sa chambre. Si j'y rentre pendant son absence, tout m'émeut même son bordel. Je la laisse gérer seule, tant pis. J'ai la chance d'avoir une femme de ménage en même temps... qui lui fait sa poussière et rangeotte alors que moi je balancerais tout! Maman@home, blog de maman 24/05/2016 20:39 Mais comment est ce que la femme de ménage peut nettoyer quoi que ce soit ? lol Il sait qu'il doit mettre son linge dans le bas sinon il se retrouvera cul nu, je ne passe pas dans les chambres, le room service c'est à l'hotel ;-) Contact Standard view 2-54.txt #RSS [Logo-Overblog-Newportal-mini.png] * Nos bambins (306) * De vous à moi... (253) * Mes jeux-concours (246) * Billets d'humeur (219) * Les mardis tout doux (184) * Coups de coeur (112) * Défis et jeux blogueuses (98) * Boulot (70) * Ma semaine en mots et photos (69) * Pendant ce temps là en cuisine ... (53) ____________________ (BUTTON) Mon petit Loulou devient grand Maman@home, blog de maman à la maison 17 Juillet 2012 Les mardis tout doux cartable.jpg Il avait les yeux pétillants quand je lui a dit "alors on va chercher ton cartable pour l'école?" j'ai eu le droit à un "oui oui ouiiiii mon cartable!". Je ne sais pas trop s'il comprend ce qu'est l'école, on en a souvent parlé certes mais parfois le matin quand il me demande si on y va après la crèche je me dis qu'il n'a peut être pas trop tout saisi non plus. Toujours est il qu'il était tout excité. Arrivé au supermarché j'ai décroché le cartable cars que j'avais repéré une semaine avant et que je lui avais montré en photo pour savoir si ce modèle lui convenait. J'avais envie de ça, le voir le prendre, le toucher et tant pis pour les beaux que j'avais repéré sur le net. Il a retrouvé ses yeux pétillants et était tout fier quand je lui ai collé sur le dos. Il a couru dans les rayons avec et n'a plus voulu le lâcher. cartable2.jpg Il devient grand, il veut tout faire tout seul "t'as vu comme je cours vite maman?" "t'as vu je sais me déshabiller tout seul" ou bien encore dans la douche "c'est moi qui fais tout seul, je suis grand". J'adore ça, on y est ça y est il a en effet passé un cap, mon bébé n'est plus, à part dans mon petit coeur de pauvre maman, mais mon enfant est un petit garçon c'est certain et j'aime ça ! La rentrée ça promet ! ourson.jpg.png Pour les Mardis tout doux # 64 vous pouvez jeter un coup d'oeil également chez : - Anaïs et sa petite vie - Vis ma vie de mummy - Cathnounourse Vous aimerez aussi : Bientôt la chandeleur ... ben quoi ? (cadeau inside) Bientôt la chandeleur ... ben quoi ? (cadeau inside) A la découverte de la Degustabox A la découverte de la Degustabox Des vacances aux petits oignons... même si ... Des vacances aux petits oignons... même si ... De la douceur à l'état pur ... De la douceur à l'état pur ... Commenter cet article Anaïs Petitevie 17/07/2012 16:53 hihi trop chou! le 1er cartable c'est hyper important :) moi j'adore tout ce qui est personnalisé donc je vois bien un sac avec son prénom dessus^^ voici la mienne (avec une histoire de valise, on reste dans les sacs hihi) http://anaisetsapetitevie.blogspot.fr/2012/07/11-mois-plus-tard-mardis- tout-doux.html bisous Maman@home, blog de maman à la maison 18/07/2012 18:47 j'ai craqué, totalement fondu en le voyant avec son petit sac sur le dos... manie 17/07/2012 14:07 trop mignon ton loulou voici ma participation: http://vismaviedemummy.blogspot.fr/2012/07/les-mardis-tout-doux-6.html Maman@home, blog de maman à la maison 18/07/2012 18:48 Trognon oui je suis bien d'accord ;-) Emma 17/07/2012 12:58 Il est adorable :) Maman@home, blog de maman à la maison 18/07/2012 18:49 N'est ce pas lalydo 17/07/2012 10:32 Qu'il est fier avec son cartable! Et il peut, c'est un grand maintenant! Maman@home, blog de maman à la maison 18/07/2012 18:49 Oui terminé la couche en journée ça y est !!! Nelly 17/07/2012 09:30 Que d'émotions dans ces moments là... Et bien moi elles sont grandes mais qd on achète ttes les fournitures scolaires c'est tjrs une grande joie pour elles, peut-être aussi le synonyme de retrouver les copains et en même temps le renouveau "je change de classe, je grandis..." Maman@home, blog de maman à la maison 18/07/2012 18:49 j'adorais ça et j'aime encore le faire avec le grand... des restes d'enfance ... Contact Standard view 2-55.txt #RSS [Logo-Overblog-Newportal-mini.png] * Nos bambins (306) * De vous à moi... (253) * Mes jeux-concours (246) * Billets d'humeur (219) * Les mardis tout doux (184) * Coups de coeur (112) * Défis et jeux blogueuses (98) * Boulot (70) * Ma semaine en mots et photos (69) * Pendant ce temps là en cuisine ... (53) ____________________ (BUTTON) C'est lui qui m'a fait devenir maman Maman@home, blog de maman 15 Avril 2014 Les mardis tout doux C'est lui qui m'a fait devenir maman Je suis maman depuis plus de 11 ans, mais je ne suis pas sûre d'être devenue maman au même moment. Quand j'ai eu mon premier enfant j'avais 30 ans, tout rond. On ne peut donc pas dire que j'étais très jeune. En tout cas pas suffisamment pour ne pas savoir ce qui m'arrivait et pourtant... Entre ce qu'on imagine de ce rôle et ce qu'on en fait c'est tout une histoire. Ou plutôt devrais je dire entre ce qu'on imagine et ce qu'on ressent au fond de soi c'est une sacrée histoire. Quand mon fils est né j'ai pleuré. Pleuré de joie, pleuré parce qu'on avait réussi. Lui et moi. Pleuré parce que j'ai vu mon mari verser une larme auprès de moi. Pleuré parce que j'étais tellement heureuse de faire enfin sa connaissance. Ce petit bonhomme tout près de moi, contre moi c'était mon enfant. Ce petit être que j'avais senti grandir dans mon ventre pendant un peu moins de 9 mois était là, avec nous, enfin. Je ne crois pas avoir compris tout de suite ce que cela représentait, j'étais déjà très attachée à lui, je l'aimais c'est certain, c'était fort, mais cela ne me semblait pas être un amour de maman, il m'a fallu plusieurs fois me dire et me répéter que ce n'était pas un petit frère mais que j'étais bien sa maman. Etait-ce normal de ressentir ça à l'arrivée de mon bébé. Etrange sensation. Cela ne m'a pas perturbé plus que ça et puis ça n'a duré que quelques heures, jusqu'à ce que je sois dans la chambre, avec ma famille, le soir venu j'étais sa maman je le savais bien et le regard que je portais sur lui était celui d'une mère pour son fils. Cela ne faisait aucun doute. Même si avec le recul je me rends bien compte que je le suis devenue progresivement, jour après jour. C'est lui qui m'a fait devenir mère, qui m'a révélée. On entend souvent dire que c'est inné, qu'il suffit de mettre au monde son bébé pour être maman, mais je ne crois pas que ce soit si évident que cela pour tout le monde. C'est une expérience si forte, émotionnellement et physiquement qu'il faut parfois un peu de temps pour redescendre sur terre, pour appréhender ce nouveau rôle. Il faut le temps d'ajuster ce nouveau costume, faire quelques petites retouches dans sa tête, se familiariser avec cette nouvelle peau avant de se sentir à l'aise avec. Une fois les ajustements faits tout s'enchaine, on trouve les gestes, les mots, le ton et toute la douceur qu'il faut pour accueillir et protéger ce petit d'homme, cet enfant qu'on a désiré et tant attendu. Ce n'est que là qu'on se dit qu'on est sa maman, parce qu'on est capable et prête à tout pour lui. A tout. Je crois que c'est ça être maman. ourson.jpg.png Pour retrouver d'autres Mardis tout doux # 126, vous pouvez jeter un coup d'oeil également chez : - Cathnounourse - Les Carnets de Nommerciniac Vous aimerez aussi : Bientôt la chandeleur ... ben quoi ? (cadeau inside) Bientôt la chandeleur ... ben quoi ? (cadeau inside) A la découverte de la Degustabox A la découverte de la Degustabox Des vacances aux petits oignons... même si ... Des vacances aux petits oignons... même si ... De la douceur à l'état pur ... De la douceur à l'état pur ... Commenter cet article punisheuse 16/04/2014 19:32 Moi, j'ai trop flippé parce que tout au long de ma grossesse je me suis sentie détachée. Je parlais pas à mon ventre, j'y touchais pas, je me dégoûtais juste d'être devenue cette grosse chose qui se traînait. J'avais peur que ces années à ne pas vouloir d'enfants c'était prémonitoire, que j'avais fait une groooooosse bêtise en cédant au Doc. Les dernières semaines, je ne voulais plus accoucher, je ne voulais plus tout ça, je voulais revenir en arrière... Et puis j'ai accouché. Tout mon amour propre s'est envolé dans cet accouchement pendant lequel j'ai vomi tripes et boyaux. Il a fini par sortir, il est revenu avec son père qui, lui, avait bien bien l'habitude des bébés et me disait "il est moche il est moche". J'avais encore les pattes dans les étriers, des trucs qui dégoulinaient d'entre mes jambes et j'ai pris une bouffée d'amour d'enfer! Les larmes sont montées toutes seules! Déstabilisant ce sentiment! Pourtant, les 2 premières années, j'avais encore cette impression d'être emprisonnée (j'étais une célibataire bien indépendante). C'est Gaby, le Troll2, qui, sans avoir déclenché la même vague que son frère à la naissance, a définitivement enterré la célibattante. En fait ce sont mes 2 trolls qui m'ont rendue maman. Le 1er a ouvert la voie, le second m'a passé l'envie de regarder en arrière! Ca va toi? Maman@home, blog de maman 17/04/2014 08:47 Comme je suis contente de te lire Punisheuse tu me manques tu sais, tes dessins, ton humour mais toi surtout, nos échanges... bouuuh C'est fort ce que tu racontes là en tout cas, c'est même dingue que tu aies eu envie d'un second enfant tant la première grossesse a dû être longue et douloureuse en ressentis psycho. Comme quoi qu'on ne nous parle pas d'inné là dedans !!! Bises elsiew 16/04/2014 17:39 Très bel article, j'ai exactement le même ressenti ... Maman@home, blog de maman 17/04/2014 08:47 Et voilà comme quoi ce n'est pas une si grande évidence pour toutes ! Oum 16/04/2014 12:31 Tu as si raison de dire que ce n'est pas évident pour tout le monde et qu'être maman, et bien ça s'apprend, tous les jours un peu plus. Moi je me rappelle de la naissance de ma fille, j'ai eu l'impression de sentir un nouveau coeur naître rien que pour l'accueillir elle et tout l'amour que je porte pour elle. Maman@home, blog de maman 17/04/2014 08:48 C'est super beau ce que tu dis là Oum. Frédérique 16/04/2014 11:20 Ma fille est née alors que j'avais 33 ans (donc, on pourrait penser que j'étais prête, du moins, sur le papier) Mais sa naissance a provoqué un véritable cataclysme ... Je n'ai pas pleuré quand je l'ai vue, je n'ai pas ressenti cet amour inconditionnel et instantané. Je t'épargne (je me permets de te tutoyer) le baby blues fulgurant ; il est clair que je n'étais pas de ces mamans auréolées de cet amour maternel si évident pour certaines. Il m'a fallu du temps pour comprendre et accepter qu'elle soit "une" et non pas une prolongation de moi ; qu'il fallait que nous fassions connaissance ; qu'il fallait que je réalise que je devenais maman tout doucement ; que je n'aie plus honte de ne pas être submergée de cet amour dit inné. Aujourd'hui, j'aime ma fille plus que tout. Et je crois que, comme dans les histoires de cœur, certains ont le coup de foudre, mais d'autres tombent amoureux tendrement, doucement, sûrement, et de la manière la plus sincère qu'il soit. Ma fille et moi, on est de ce type là :-) Maman@home, blog de maman 16/04/2014 12:12 Merci de ton témoignage je trouve ça très intéressant que quelqu'un en parle car non ce n'est ps inné et non ce n'est pas atroce que de ne pas ressentir "ce truc là" immédiatement, même si j'imagine que tu as dû en choquer plus d'un. Selky 15/04/2014 21:10 Oh qu'il est doux ce billet, j'ai versé ma larmiche tiens, émotion du soir bonsoir !! Idem pour moi, ça n'est pas venu "de suite", j'ai eu un baby blues carabinée pour Minimi. Et comme je l'ai eu dit dans un article, je grandis avec eux, c'est eux qui ont fait de moi une maman !!! Maman@home, blog de maman 16/04/2014 08:48 POur lui j'avais fait un mummy blues, je ne sais pas si t'en as déjà entendu parler mais c'est pendant la grossesse (truc costaud) puis un baby blues en effet... moi aussi j'ai versé mla larme en l'écrivant ;-) Contact Standard view 2-56.txt #Cose da Mamme » Feed Cose da Mamme » Feed dei commenti Cose da Mamme » 10 consigli per laurearti se sei mamma (e lavori) Feed dei commenti alternate alternate RSS Feed Twitter Facebook Pinterest Instagram Cose da Mamme * Home * Chi sono & come contattarmi * Collaborazioni * I miei libri * Vignette da Mamme * Forum L’ufficio in casa… se non hai un ufficio! Come decorare il proprio "ufficio in casa" in modo unico e creativo Paddington 2 – torna l’orsetto più amato di Londra Quando la ricerca del regalo perfetto diventa fonte di enormi guai, ma anche di enormi risate! 10 consigli per laurearti se sei mamma (e lavori) * 4 aprile 2016 * Tecniche e consigli Questo post è un guestpost, scritto da Elisabetta Scarcella, una mamma di Milano che ha iniziato il primo anno di università mentre era incinta e che ora sta per laurearsi! Ha scritto per Cose da Mamme questa guida per aiutare con dei consigli concreti chi vuole intraprendere quest’avventura ma anche per trasmettere un messaggio di positività e dimostrare che conciliare studio e bambini non è affatto una cosa impossibile… anche se non si hanno aiuti e si lavora full time! Ora lascio la parola ad Elisabetta ^_^ mamme e studio Se ultimamente – magari in piena crisi premestruale e con l’occhietto lucido – avete confidato alla vostra amica che vi sarebbe piaciuto tanto diventare medico/avvocato/architetto/ingegnere ma, poi sono arrivati i figli e se più di una volta avete fantasticato ad occhi aperti su come sarebbe stata oggi la vostra vita se aveste continuato quegli studi … beh è ora di spargere la voce: diventare mamma non esclude più il fatto che una donna possa continuare a studiare! Ho quasi 38 anni e 4 anni fa ho conosciuto mio marito: nel giro di un anno ci siamo sposati e dopo due mesi ero incinta. Quindi mi sono ritrovata iscritta al primo anno di università, con una creaturina che cresceva dentro di me. Vi assicuro che se avessi potuto scegliere il momento della mia vita in cui iniziare a studiare non sarebbe stato certamente questo! Eppure fra tre mesi mi laureo… Ce l’ho quasi fatta!! Ferme tutte! Li vedo quei mezzi sorrisetti e lo so cosa state pensando : “questa non lavora o al massimo fa un part time” … “abiterà nel palazzo di fronte a sua madre/suocera/sorella/cognata/amica fidata che si occuperà del bimbo”.. …“avrà scelto una laurea semplice ” (ammesso che ne esistano)…… “mmmh..parente stretta del rettore?..” . Nulla di tutto questo: lavoro full time, mia madre abita a 45 km da me, sono iscritta ad una triennale di giurisprudenza e no, non sono parente del Rettore!! Studiare anche se si è mamme è davvero fattibile ma, a patto che vengano rispettate alcune fondamentali condizioni …che ho raccolto per voi in questo pratico decalogo! 1.STUDIAMO CIO’ CHE CI APPASSIONA: studiare “da grandi” è un esperienza completamente diversa da quella che ricordiamo in adolescenza. Siamo adulte ora e abbiamo sviluppato passioni, ideali, interessi.. scegliamo quindi di studiare qualcosa che realmente ci appassioni, perché la logica da seguire è che prima di tutto dobbiamo farlo per noi stesse, se poi arriveranno promozioni, un nuovo posto di lavoro etc.. beh ancora meglio! 2.SCEGLIETE UN CORSO DI LAUREA ON LINE: frequentare le lezioni in presenza per chi lavora e ha figli è impossibile e allora ci vengono in aiuto i corsi di laurea on line. Stanno diventando sempre più numerose le “università tradizionali” che si sono attrezzate per fornire ai propri iscritti la frequenza on line e i costi non sono assolutamente proibitivi come si crede… anzi, in alcuni casi sono previste riduzioni per le mamme studentesse. 3.DOTATEVI DI LETTORE MP3, TABLET, PC PORTATILE ETC: questo è un punto fondamentale. Visto che il tempo è poco dobbiamo sfruttare tutti i momenti liberi che abbiamo. Scarichiamo le audio/videolezioni su un dispositivo portatile e sfruttiamo ad esempio il tragitto casa-lavoro, a prescindere dal fatto che sia in treno/auto/metropolitana per ascoltare/vedere le lezioni e, se non state guidando, anche un bel quaderno dalla copertina rigida per prendere appunti. 4. FATE UN “PIANO D’AZIONE DI STUDIO”: non potete lasciare i momenti di studio al caso, non possono dipendere dal vostro umore o da quello di vostro figlio. Quindi cercate di capire nell’arco di una giornata quante sono le ore che avete a disposizione e in cui non siete con il vostro piccolo. Nel mio caso ad esempio sono almeno 3: – mezz’ora di treno ad andare e mezz’ora di treno per tornare dal lavoro; – 1 ora in pausa pranzo (mi faccio portare il pranzo a domicilio o mi porto qualcosa da casa); – 1 massimo 2 ore la sera, dopo che il piccolo si è addormentato (di solito crolla alle 21 circa). Fatto questo non vi resta che dividere le ore di lezione audio/videolezione di un determinato corso per le ore giornaliere libere e, capirete fra quanti giorni sarete pronte per dare quell’esame. Servirà a non farvi sentire stressate e sottopressione. 5.FATE UN “PIANO D’AZIONE DI NON STUDIO”: Quando ci sono i vostri cuccioli dovete dare per scontato che non si studia! Non ci provate nemmeno: non farete altro che scoraggiarvi e spazientirvi! Loro hanno bisogno di passare del tempo con noi e noi, in quei momenti, dobbiamo esserci al 100%, quindi scordatevi di girare per casa con un libro in mano perché, anche se vostro figlio vi sembra presissimo da quel cartone animato, appena vi vedrà evidenziare una riga, vorrà fare altrettanto e possibilmente sul vostro libro!! Nel mio caso ecco quando è vietato studiare: – Quando torno a casa con il piccolo dal nido… si va a passeggio, o si gioca in giardino o in casa dipende dal tempo; – Nei pomeriggi di sabato o domenica: ho bisogno di staccare e di rigenerarmi con la mia famiglia. Il piano di non studio vi servirà per sentirvi serene e non farvi venire sensi di colpa… perché stiamo togliendo tempo ai nostri cuccioli. 6.LE 150 ORE DI DIRITTO ALLO STUDIO: La legge prevede che il lavoratore studente abbia diritto a 150 ore annue di permessi studio (retribuiti), che devono essere concesse in conformità con le esigenze di servizio. Chiedete al vostro ufficio del personale come farne richiesta! Credetemi queste ore sono davvero “manna dal cielo”.. soprattutto se le sfruttate nelle settimane che precedono l’esame, magari per fare il “ripassone generale” che richiede più tempo . 7.ISCRIVETEVI AI GRUPPI UNIVERSITARI SU FACEBOOK (e simili): quasi ogni facoltà oggi ha creato un gruppo su Facebook ed è davvero di fondamentale utilità: a livello pratico per scambiarsi appunti, dispense, impressioni d’esame e a livello morale perché i vostri “colleghi” sapranno sostenervi nei momenti di sconforto (perché ce ne saranno lo sapete, vero?). 8.VERIFICATE LA PRESENZA NEL VICINATO DI BIBLIOTECHE APERTE NEL WEEK END: potrebbe essere necessario, soprattutto sotto esame, studiare il sabato o la domenica mattina ma, in casa con tutta la famiglia al completo abbiamo detto che è impossibile… quindi che fare? Possiamo tapparci in biblioteca per qualche ora! Fra l’altro nel week end solitamente c’è molta più tranquillità. 9.DOVRETE IMPARARE A DIRE DEI “NO”: Supponiamo che vi siate finalmente organizzate e che abbiate iniziato a studiare.. ecco a questo punto ci sarà chi cercherà di distrarvi, magari con la scusa del “dai stasera venite a cena così magari stacchi un po!”. Certo, lo faranno tutti sicuramente in buona fede ma , siate ferme fin dall’inizio: se avete deciso che in settimana la sera si studia, non ci sono cene/aperitivi/ ospitate che tengano. Unica eccezione che mi concedo: i compleanni delle persone a cui tengo: lì cerco di non mancare mai! ….E non vi preoccupate non verrete isolate dal resto del mondo: gli amici e i parenti nel giro di qualche settimana capiranno e cercheranno di vedervi nel week end!! 10.IL SUPPORTO DEL VOSTRO COMPAGNO/MARITO: ecco il punto più importante. Fino a qui abbiamo parlato solo del tempo da gestire con i nostri piccoli ma, un ruolo FONDAMENTALE in tutto questo percorso l’avrà il vostro compagno. Prima di iscrivervi fatevi delle domande, meglio ancora se le farete direttamente a lui: chiedetegli cosa ne pensi, se crede di potervi almeno supportare in questa scelta o se addirittura crede di potervi aiutare in qualche modo, ad esempio stando col piccolo il sabato o la domenica mattina. 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Fra 4 aprile 2016 at 23:51 (2 anni ago) Laurearsi in giurisprudenza con sole tre ore di studio al giorno??? Mi spiace ma sono scettica!!! Rispondi 2. VikiBot 5 aprile 2016 at 10:47 (2 anni ago) In tutto questo trovo solamente una pecca: la gestione della casa, cioè le pulizie e i pasti. E in ogni caso molto dipende dal piccolo, per esempio se dorme oppure no. Comunque complimenti a questa mamma che è riuscita a laurearsi!!! Rispondi 3. lila 5 aprile 2016 at 14:59 (2 anni ago) Penso che un po’ dipenda dai corsi di Laurea: ad esempio i corsi con laboratori in cui è richiesto di produrre un elaborato, oltre alle classiche prove scritte e orali, non possono risolversi in tre ore di studio giornaliere. Ho avuto mia figlia mentre frequentavo l’ultimo anno di ingegneria, e con sincerità, se non ci fosse stata la mia famiglia col cavolo mi sarei laureata. Io ne venivo da architettura, facevo già la libera professione. I “piani di non studio” sono belli in teoria, impraticabili nei fatti. 3 ore al giorno di studio non sono nulla. Per non parlare poi della tesi! Se studi e lavori il tempo libero non esiste, o meglio esiste ma non è spensierato. Stai sempre a pensare che dovresti finire questo o quello per portarti avanti. Tutto questo per dire che certo, ce la si fa! se ce l’ho fatta io vuol dire che non servono i super poteri. Però questo schemino dei 10 consigli sminuisce molto la fatica e l’impegno che servono per arrivare a termine. Rispondi 4. Valentina Sutera 18 aprile 2016 at 19:51 (2 anni ago) Difficile… la stanchezza fisica? La casa? 2 ore al giorno sono poche Rispondi 5. Maria 15 aprile 2017 at 23:12 (9 mesi ago) Sembra “troppo” facile. Io ho 2 bambini piccoli ( 2 anni e mezzo e 10 mesi). Non si addormentano da soli e la piccola si sveglia più volte di notte (la sera non è possibile studiare se non sul tardi ma sono ko). Lavoro, presi i bimbi dal nido sto con loro e alle 18 quando arriva il papà preparo la cena, riordino o lavatrici ecc. poi dopo cena si prepara tutti per la nanna e tempo per gli addormentamenti. Non so dove escano 3 ore, io non le trovo tra bimbi, lavoro, casa, imprevisti, famiglia… Mi mancano un anno di studi, tesi, tirocinio, 5 esami. Rispondi 6. jessy 3 maggio 2017 at 21:03 (8 mesi ago) Scusate l’intervento a distanza di tempo! Volevo sapere quali siano queste università on line che hanno agevolazioni per le madri lavoratrici? Rispondi Leave a Reply Cancel reply Your email address will not be published. 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Come decorare il proprio "ufficio in casa" in modo unico e creativo “Mamma guardami” il bisogno del bambino di essere visto * 19 giugno 2014 * Le mie vignette e disegni, Tecniche e consigli Ieri in un gruppo facebook mi sono imbattuta in un post in cui veniva citato un passaggio del libro “Il bambino è competente” di Jesper Juul. Ho trovato questa parte interessante e mi ha dato degli spunti di riflessione, per questo voglio proporla anche a voi lettori. Le immagini di questi estratti sono presi da google books in cui è possibile leggere online alcuni capitoli del libro. Schermata 2014-06-16 alle 16.17.43 Schermata 2014-06-16 alle 16.18.22 il bisogno del bambino di essere guardato In questa foto potete ammirare una bambina bravissima Insomma, io sono una che ai propri figli il “bravo” lo dice…ma forse dovremmo limitarne l’uso alle occasioni che lo richiedono veramente per non svuotarlo del suo significato…anche perché ammettiamolo, noi genitori ogni tanto ne abusiamo un po’ 😀 bravo cacca copia True story Voi che ne pensate? Share Button * Add a comment You might also want to read * Annora e il gatto misterioso * Routine serale – tabella stampabile! Leave a Reply Cancel reply Your email address will not be published. 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Quando la mamma sta male: guida di sopravvivenza * 31 marzo 2015 * Diario personale, Tecniche e consigli, Varie Quando si ammala un bambino è abbastanza dura, quando se ne ammalano due diventa davvero impegnativo ma puoi ancora gestire bene la situazione aumentando il livello di coccole e organizzando attività casalinghe tranquille ma allo stesso tempo intelligenti per tenerli impegnati! Quando contemporaneamente ti ammali anche tu però…solo due parole possono descrivere questa situazione: ALLARME ROSSO. Ma non temete, io sono qui a posta per darvi i consigli giusti per affrontare al meglio questa situazione di emergenza. Sono tutte cose che sto testando sul campo proprio in questo momento, visto che da 8 giorni una maledizione si è scagliata sulle nostre teste. Consiglio 1: COME PASSARE IL TEMPO Indossate il pigiama d’ordinanza (nel mio caso un bel classico con i pinguini), la vestaglia (sì proprio quella comprata in occasione del parto e mai usata, tornerà molto utile!), borsa dell’acqua calda dietro ai reni e spalmatevi sul divano nella posizione che più preferite. Ah non dimenticate le occhiaie!! Senza occhiaie farete una pessima figura e tutti rideranno di voi! Mettete sù un bel cartone animato e sparatevelo tutto. Quando finisce, sparatevene un altro. famiglia ammalata Consiglio 2 – LA PREPARAZIONE DEI PASTI Spedite vostro marito o chi per lui al supermercato e fategli riempire il carrello di roba tipo questa. Se possibile, fategliela anche preparare a lui mentre voi restate addivanate con i pupi incollati addosso e buon appetito. Non preoccupatevi, non morirete se mangerete così per qualche giorno… senza contare che probabilmente nè voi nè i bambini avrete alcuna voglia di mangiare. Per voi potrà essere l’occasione giusta per liberarvi dei quei 2kg in più mentre ai bambini potete rifilare una tazza di latte coi biscotti più tardi. cibo pronto In casi di emergenza sono arrivata a fare questo: riso pronto fatto preparare dal Bimby. risotto in busta nel bimby Consiglio 3: USATE OGNI SECONDO POSSIBILE DEL GIORNO PER RIPOSARVI Delegate tutto il delegabile, rimandate tutto il rimandabile, non fatevi venire i sensi di colpa perché non avete fatto questo e quello o perchè non lo avete fatto bene come al solito. Se potete usufruire di un marito dotato di braccia e gambe, fategliele usare per tutto ciò che potete. Curatevi e cercate di risparmiare tutte le forze possibili in vista de… la notte. Sì, perchè di notte i bimbi che stanno male e si svegliano di solito vogliono solo una cosa: la MAMMA. E non importa se avete la febbre a 39, i brividi, la pressione sotto zero… vi toccherà alzarvi, cullare, dare acqua, dare sciroppo, cambiare il pigiama sporco di vomito… Senza contare che comunque vi alzereste lo stesso per controllarli prese dall’ansia che la febbre si sia improvvisamente alzata! mamma stanca Consiglio 4: MOLLATE I PUPI AL PAPA’ E lasciate pure che usino i loro metodi! L’importante è il risultato: no bimbi ai cui badare. Voi non guardate, anzi andatevene direttamente da un’altra parte (tipo a letto) orly play alyssa dorme Consigli 5: DIMENTICATEVI GLI ORARI E LA ROUTINE Non tentate di mantenere l’usuale ritmo per quanto riguarda sonnellini e pasti. Fateli dormire (e dormite) quando hanno bisogno e per tutto il tempo di cui hanno bisogno! Approfittate di quando dormono loro per riposare anche voi! Non mettetevi a fare pulizie e faccende varie che potranno aspettare un paio di giorni senza che muoia nessuno. daniel addormentato nella libreria Consiglio 6: ASPETTATE CHE PASSI Prendete le medicine necessarie dopodichè aspettate semplicemente che passi…perché sì…passerà. O almeno è quello che sto continuando a ripetermi in attesa di tornare al mondo dei vivi vampiro tomba Share Button * 12 comments You might also want to read * Cose molto fighe (ma solo sul web) * Cose molto strane (che succedono alle mamme) * Ecco perché le lavatrici le fa ilMarito * Quando ho voglia di tagliarmi i capelli… apro la scatola. * Cornetti brioche veloci * 7 trucchi per far mangiare le verdure ai bambini 12 comments on Quando la mamma sta male: guida di sopravvivenza 1. valeria 31 marzo 2015 at 14:24 (3 anni ago) sei mitica 🙂 Rispondi + Silvia Lonardo 6 aprile 2015 at 14:39 (3 anni ago) grazie!! E finalmente anche uscita dal tunnel 😀 Rispondi 2. Lamammachan 31 marzo 2015 at 16:35 (3 anni ago) Chissa’ perchè… mi ricordi qualcuno ! Oh mamma …stare male ,contemporaneamente ai propri bimbi è una lotta alla sopravvivenza vera e propria! Anche perchè…inoltre… non si tratta solo di badare loro …ma di badare loro in uno stato “anomalo”…dove il loro e il tuo nervoso sono accentuati…! Ti auguro una pronta guarigione…e soprattutto non dimenticare : quando starai meglio..non dirlo a nessuno..continua ad “approfittare del marito in silenzio “;-)! Rispondi + Silvia Lonardo 6 aprile 2015 at 14:43 (3 anni ago) ehh purtroppo non sono capace di fingere…e a dirla tutta, nemmeno mi conviene 😛 si può andare avanti così per inerzia giusto qualche giorno!! Rispondi 3. V. Simonini 1 aprile 2015 at 7:15 (3 anni ago) Ihihih! Geniale.. assolutamente da seguire passo per passo.. e coraggio perché prima o poi passa VERAMENTE! PS. si tocca il fondo quando anche il marito è malato.. Rispondi + Silvia Lonardo 6 aprile 2015 at 14:43 (3 anni ago) quello è già una rottura quando si ammala da solo mentre tutti gli altri stanno bene… Rispondi 4. Paola 1 aprile 2015 at 13:29 (3 anni ago) Come capisco queste situazioni! Guarisci presto! Rispondi 5. Marina da mamma a mamma 5 aprile 2015 at 22:25 (3 anni ago) Ciao, ho scelto il tuo post per la mia rubrica Top of the post 🙂 http://www.damammaamamma.net/2015/04/top-of-post-6-aprile-2015.html Rispondi + Silvia Lonardo 6 aprile 2015 at 14:45 (3 anni ago) ho visto ora, grazie!! mi fa molto piacere 😀 Rispondi 6. Manu Fla 6 aprile 2015 at 8:20 (3 anni ago) Grande!! Quelle volte che mi capita di ammalarmi… me ne pento subito 🙂 Scherzi a parte sembra che il mondo non sia capace a gestire questa assurda coincidenza dell'essere sia mamma sia influenzata… A presto Flavia Rispondi 7. Genitorialmente Flavia Manu 6 aprile 2015 at 8:20 (3 anni ago) Grande!! Quelle volte che mi capita di ammalarmi… me ne pento subito 🙂 Scherzi a parte sembra che il mondo non sia capace a gestire questa assurda coincidenza dell'essere sia mamma sia influenzata… A presto Flavia Rispondi 8. theSwingingMom 6 aprile 2015 at 9:04 (3 anni ago) mamma-malata a rapporto, con anche i bimbi malati insieme però, l’apocalisse in confronto era niente. Per fortuna mia suocera (per una volta santa subito) mi ha tenuto il piccolo e io ho potuto spalmarmi sul letto moribonda con la piccolina (anch’essa moribonda) .__. il grande ha deciso di dedicarsi a tutti i cartoni in loop che solitamente gli vengono limitati…e chi l’ha fermato?! Rispondi Leave a Reply Cancel reply Your email address will not be published. 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Fotografa, disegnatrice, videogamer, collezionista di hobby, mangiatrice di Kinder, Disney obsessed, nerd, autodidatta, pensatrice positiva, curiosa verso tutto, in continuo cambiamento! Cose da mamme al 4° posto nella classifica dei 10 migliori “mommy blog” Lifestyle Magazine Cose da Mamme sui Social Network * Twitter * Facebook * Pinterest * Instagram * RSS Feed Categorie * A tavola! * Diario personale * Facciamolo insieme! * HappyDays * Idee Arredamento * Le mie vignette e disegni * Libri per bambini * MammaFitnesss * Mini Shopping * Negozi * Notizie e Curiosità * Omaggi e concorsi * Posti in cui andare * Risorse gratuite * Senza categoria * Tappe della crescita * Tecniche e consigli * Tv e web per bambini * Varie * Vita da blogger * Vita da papà Concorso MammaCheClub [mcc_300x250_2017.gif] Iscriviti alla newsletter di Cose da Mamme! ____________________ ____________________ Subscribe Instagram Load More... 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Il metodo dei 5 anelli per essere una mamma (e una persona) migliore * 26 aprile 2015 * Tecniche e consigli metodo dei 5 anelli per essere una mamma migliore Fonte immagine Premetto subito di non aver personalmente provato questo metodo. L’ho scoperto leggendo un articolo su MPMK e mi ha incuriosita, quindi penso che lo proverò. In quel post si parlava di questo metodo come soluzione per imparare a smettere di urlare verso i propri bambini, ma secondo me è un’idea che si può applicare in un sacco di altre circostanze per migliorarsi e per tenere sotto controllo atteggiamenti che vogliamo correggere (anche non relativi ai bambini) Tutte noi cerchiamo di essere delle buone mamme, di migliorarci, ma tutte noi abbiamo dei punti deboli. Abitudini troppo radicate, modi di reagire che non ci piacciono ma che facciamo fatica a controllare, atteggiamenti che sappiamo essere sbagliati ma che poi teniamo lo stesso (salvo poi pentircene subito dopo o anche durante). Il metodo dei 5 anelli è un modo per migliorarsi semplicemente essendo onesti con noi stessi. Come? Ricordandoci in modo tangibile ciò che facciamo. Occorrente: Quello che ci serve sono 5 piccoli anelli. Bastano 5 anellini di bigiotteria, o anche 5 elastici! Non andate a spendere dei soldi (a meno che non siate allergiche a qualche materiale). Il piano è semplice: iniziate ogni giorno con tutti e 5 gli anelli sulla mano destra (stesso dito o dita diverse) e spostatene uno nell’altra mano ogni volta che avete un intoppo. Cosa si intende per intoppo? Dipende da voi e dalla motivazione che vi ha spinti ad indossarli. Ad esempio, se avete deciso di smettere di forzare il bambino a mangiare, spostate un anello ogni volta che tentate di convincerlo o gli mettete pressioni durante il pasto. Se volete imparare a mantenere la calma, ne spostate uno ogni volta che perdete la pazienza. Se lo scopo è smettere di andare a smangiucchiare fuori pasto, spostatene uno tutte le volte che andate di nascosto a sgraffignare un kinder dalla credenza (…ok, questa sono io :P) Insomma, il concetto mi sembra chiaro. Datevi uno scopo e spostate un anello ogni volta che infrangete le regole. E non barate!! il_570xN.656063947_l3yw Fonte immagine All’inizio potrà sembrare difficile. Si tratta di andare a modificare delle parti di noi ben consolidate e potrebbe non piacerci ciò che vedremo. Ma bisogna tenere duro. Se la mano sinistra è già piena di anelli prima dell’ora di pranzo, ricordate soltanto che ci state lavorando su e che tutti devono iniziare da qualche parte. Passate il dito sui 5 anelli e ricordate a voi stessi che state facendo del vostro meglio per migliorarvi. Con il passare dei giorni dovreste vedere che il numero di anelli che passa da una mano all’altra diminuisce sempre più, fino ad arrivare al punto in cui non sarà più necessario indossarli. Che ne pensate? Share Button * 14 comments You might also want to read * Il pancione di mamma – libro stampabile (free) * I regali personalizzati di Buy ItalianStyle…e le mie vignette! 14 comments on Il metodo dei 5 anelli per essere una mamma (e una persona) migliore 1. Cristiana Cettuzzi 26 aprile 2015 at 12:47 (3 anni ago) Bellissima idea, grazie di aver condiviso! Inizio da subito! Rispondi 2. Cristiana Cettuzzi 26 aprile 2015 at 12:47 (3 anni ago) Bellissima idea, grazie di aver condiviso! Inizio da subito! Rispondi 3. Marina da mamma a mamma 26 aprile 2015 at 22:22 (3 anni ago) Ciao, ho scelto questo post per la mia Top of the post della settimana 🙂 http://www.damammaamamma.net/2015/04/top-of-the-post-27-aprile-2015 .html Rispondi + Silvia Lonardo 27 aprile 2015 at 6:48 (3 anni ago) Grazie!! onorata 😀 Rispondi 4. Stefano Belli 27 aprile 2015 at 6:04 (3 anni ago) una buona idea ma bisogna avere la costanza di attuarla . Rispondi 5. Stefano Belli 27 aprile 2015 at 6:04 (3 anni ago) una buona idea ma bisogna avere la costanza di attuarla . Rispondi 6. annalena 27 aprile 2015 at 6:37 (3 anni ago) Veramente molto bello! Ma se si hanno intoppi in diversi settori? Ad esempio 1_Non arrabbiarsi, 2_Non mangiucchiare, 3_Non lasciare le cose fuori posto: che ne pensi, secondo te sono meglio 3 dita con 5 anelli per dito oppure un solo dito con 5 anelli che si spostano su dita diverse della sinistra? Oppure concentrarsi su un problema alla volta? Rispondi + Silvia Lonardo 27 aprile 2015 at 6:48 (3 anni ago) Io direi un problema alla volta! Altrimenti secondo me si perde “il potere dell’anello” 😀 Fare magari un mese per ogni proposito, a rotazione! Rispondi 7. Silvia Lonardo 27 aprile 2015 at 6:49 (3 anni ago) eh sì! Come tutte le cose 🙂 Rispondi 8. Silvia Lonardo 27 aprile 2015 at 6:49 (3 anni ago) eh sì! Come tutte le cose 🙂 Rispondi 9. Silvia Lonardo 27 aprile 2015 at 6:49 (3 anni ago) Di niente!! Fammi sapere se funziona allora 😀 Rispondi 10. Silvia Lonardo 27 aprile 2015 at 6:49 (3 anni ago) Di niente!! Fammi sapere se funziona allora 😀 Rispondi 11. Giulia Giannarelli 27 aprile 2015 at 15:16 (3 anni ago) 🙂 aumentare il numero degli anelli???? Rispondi 12. Giulia Giannarelli 27 aprile 2015 at 15:16 (3 anni ago) 🙂 aumentare il numero degli anelli???? Rispondi Leave a Reply Cancel reply Your email address will not be published. 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Il tempo trascorso con loro può risultare noioso. Ammettilo. E sarai sulla buona strada per riprenderti il piacere di essere genitore commenti Di Silvia Calvi mamme imparate a divertirvi Photo Credits: Corbis Foto 1 di 7 ← → C’è un libro che sta facendo discutere: si intitola Tanta gioia, nessun piacere e l’ha scritto una giornalista del New York Times, Jennifer Senior (Rizzoli). La tesi? Davvero poco politicamente corretta: pur adorando i nostri pargoli, ci divertiamo sempre meno a crescerli. I cambiamenti degli ultimi decenni hanno trasformato un’esperienza che è diventata, via via, più frustrante e impegnativa. Perché, oltre le ore di sonno perduto dei primi anni, il multitasking spinto, le preoccupazioni e la fatica, il tempo passato con i bambini non è sempre stimolante. Anzi, a volte è decisamente noioso. CONDIVIDI: * * * * [pin_it_button.png] * Share Si sa, per crescere un bambino ci vuole tempo. E se si aggiunge quello dedicato al proprio lavoro e alla cura della casa, ne consegue che per noi stesse ne rimane ben poco. Una ricerca ci fornisce dati più precisi in merito Mamma e bambini Figlio mio, quanto (tempo) mi costi! Come trascorrere del tempo di qualità divertendosi con i propri figli Mamma che non si diverte Genitori: imparate a divertirvi con i vostri figli Riuscire anche a ritagliarsi un po' di tempo da dedicare esclusivamente alla coppia, dopo l'arrivo di un figlio, può rivelarsi un'impresa estremamente ardua! Specialmente i primi mesi, quando la mamma sembra dedicare tutte le sue attenzioni al nuovo arrivato. Eppure, è fondamentale mantenere un'identità di coppia, nonostante l'inevitabile scombussolamento dato dai nuovi ritmi di vita. Crisi di coppia Coppia: come superare la crisi dopo la nascita di un figlio Topics: bambini, figli, genitori, stress © Riproduzione riservata Pubblica un commento mamme/bambini-4-12-anni/come-fare-mamma-piu-piacere-meno-stress$$$Come fare la mamma con più piacere e meno stress La copertina di questa settimana Abbonati In edicola Donnamoderna.tv Newsletter Concorsi Condizioni di servizio * Condizioni d'uso * * * Mappa del sito * Scrivici * Gruppo Mondadori * Pubblicità * Note legali Donnamoderna.com © 2018 Arnoldo Mondadori Editore Spa riproduzione riservata - P.IVA 08386600152 2-60.txt #Cose da Mamme » Feed Cose da Mamme » Feed dei commenti Cose da Mamme » Come torna in forma una mamma: la palestra in casa fai da te! Feed dei commenti alternate alternate RSS Feed Twitter Facebook Pinterest Instagram Cose da Mamme * Home * Chi sono & come contattarmi * Collaborazioni * I miei libri * Vignette da Mamme * Forum la fabbrica dei muffin Un gioco creativo e divertente e praticamente a costo zero. Bastano fogli colorati, forbici e colla! L’ufficio in casa… se non hai un ufficio! Come decorare il proprio "ufficio in casa" in modo unico e creativo Come torna in forma una mamma: la palestra in casa fai da te! * 30 luglio 2015 * MammaFitnesss Rimettersi in forma dopo la maternità: mission impossible? Io dico di no. Per perdere peso basta adottare un’alimentazione equilibrata. Non servono diete strane e massacranti e non mettetevi in testa di dover perdere 20kg in 3 mesi… meglio impiegarci un anno e fare le cose come si deve e senza stress. Io l’ho fatto per due volte (in entrambe le gravidanze ho preso intorno ai 17kg) e anche se ogni tanto qualche chiletto torna…poi non ci metto troppo a rimandarlo via. Il problema principale però quando sei mamma, è l’attività fisica. Eh sì, perché mangiare bene…se poi passi il 90% della giornata seduta serve a poco e anche se si perderà peso, il fisico non sarà mai tonico e bello. Ma dove lo trova una neomamma il tempo per andare in palestra, mi direte voi… beh, non lo so… ma vi dico un’altra cosa: non serve andare in palestra! La palestra, possiamo costruircela facilmente in casa e spendendo molto meno rispetto al costo di un abbonamento 😀 Ecco come…. Costruire una palestra in casa 1) Fare spazio Mettete i bimbi davanti alla tv per qualche minuto e approfittatene per raccogliere tutti i giocattoli per terra e creare uno spazio adatto a muoversi senza pericolo di farsi male o rompere qualcosa. Non è che serva chissà quanto spazio, tirate un po’ indietro il divano, spostate il mobiletto un po’ più in là ed ecco ricavato lo “spazio palestra”! Poi mettete a nanna i bimbi o spediteli a giocare in cameretta per mezzora 😉 esercizi in casa per mamme 2) Procurarsi l’abbigliamento adatto Anche se stiamo in casa, questo non vuol dire che possiamo allenarci in pigiama. Quindi fase 2: procurarsi un abbigliamento sportivo. Pantaloni elasticizzati, maglietta/canottiera traspirante e scarpe da ginnastica. Innanzitutto per un fatto psicologico: dobbiamo sentirci come in palestra! E poi perchè ci si muove davvero molto meglio. esercizi da fare in casa 3) Comprare gli strumenti/attrezzi necessari In pase al tipo di ginnastica che si intende fare, possono servire alcuni strumenti. Ci sono moltissimi esercizi che si possono fare a corpo libero, ma per altri possono servire dei pesetti, una palla, gli elastici… quindi valutate se ne avete bisogno e in caso procuratevi tutto il necessario. Io ad esempio ho preso questi pesetti da 1kg per gli esercizi con le braccia. pesi ginnasica in casa 4) Stendere un tappetino Per gli esercizi a terra un tappetino è d’obbligo per non farsi male alla schiena. In alternativa va bene anche un asciugamano, come ho fatto io oggi che avevo il tappetino a lavare, ma sarebbe meglio un apposito tappetino da esercizi, che è più ammortizzante ed è anche antiscivolo. spazio esercizi in casa youtube 5) Preparare al meglio smartphone o tablet Altra cosa che a noi mamme tech sicuramente non manca 😉 e sarà proprio lui a farci da personal trainer! Infatti si trovano molte app a tema esercizio fisico scaricabili gratuitamente oppure, altrettanto gratuiti, dei videocorsi su youtube. altoparlante per tablet xtouch Una cosa importante però è che l’audio proveniente dal nostro dispositivo si senta bene, sia per sentire le istruzioni da seguire ma anche per poter avere un bel sottofondo musicale, fondamentale per sentirsi gasate e cariche! Da tablet e smartphone però non esce mai un audio potente, io ho risolto il problema con lo stand/speaker wireless di Xtouch, che con meno di 40€ ha trasformato l’audio semi impercettibile del mio tablet scartone da 70€ che ha un solo altoparlante, in un sonoro pazzesco! Stesso effetto anche con l’iphone… i video di youtube si sentono come se li stessi ascoltando da uno stereo, collegando semplicemente un cavetto. In più funge anche da supporto ed essendo snodabile si adatta a qualsiasi dispositivo, grande o piccolo, tenendolo nella posizione ideale per poter guardare lo schermo. Insomma, questo è un acquisto che, se non avete già, vi consiglio di fare perché migliorerà di molto l’esperienza della ginnastica a casa (oltre al fatto che comunque lo potete usare in mille altre occasioni)! 6) I programmi di allenamento su youtube Youtube è una fonte incredibile di risorse per quanto riguarda gli esercizi. Si trova davvero di tutto, dai programmi da 7 minuti, agli allenamenti completi agli esercizi specifici per una parte del corpo in particolare. Vi consiglio ad esempio il canale Benessere 360 in cui si trovano tantissimi video suddivisi per argomento, con spiegazione a voce in italiano e immagini dei movimenti, con tanto di timer che ti dice per quanto tempo fare ogni singolo esercizio e consigli per i principianti (con esercizi alternativi facilitati). Un altro canale simile e molto ben fatto è IMP Trainer, il bello di questi video è che in un angolino dello schermo in alto a sinistra, verso la fine di una serie ti mostra l’anteprima di quella successiva in modo da essere preparati al cambio esercizio una volta finito il tempo. L’unico difetto è che non hanno una musica di sottofondo. esercizi youtube da fare in casa 7) Le app per allenarsi Sia per iOs che per i dispositivi android, ci sono moltissime app che permettono di seguire dei programmi di allenamento. Un in più che offrono queste app rispetto ai video su youtube è il fatto di poter tenere traccia dei propri allenamenti e progressi. Personalmente ne ho provata una chiamata 7 min workout (ce ne sono diverse di app a tema “7 minuti”) che come dice il nome, propongono sessioni giornaliere di soli 7 minuti… ma vi assicuro che saranno 7 minuti di pura MORTE. Soprattutto se non siete abituate a muovere i muscoli come la sottoscritta! Basta seguire le istruzioni sullo schermo e copiare i movimenti dell’omino… provatela e ditemi il giorno dopo come vi sentite 😀 Comunque il bello di queste sessioni da 7 minuti è che ti fanno sentire veramente più attiva dopo e dopo la prima settimana ti viene proprio voglia di fare dell’altro, oltre a quei 7 minuti (che comunque sono utili ad attivare e velocizzare il metabolismo, perché molto intensi). Inoltre quest’app permette di ottenere dei premi (virtuali) al raggiungimento degli obiettivi… è una cavolata, ma è divertente ed è sempre un piccolo incentivo in più per restare motivati. Schermata 2015-07-30 alle 19.26.04 8) Le schede di esercizi stampabili Se non volete seguire le istruzioni tramite video o app, c’è ancora un altro metodo: le schede! Anche in questo caso se ne trovano tantissime, con esercizi generici o specifici, con programmi leggeri o più hard! Questa tabella qui sotto ad esempio comprende esercizi che coinvolgono tutto il corpo e quasi tutti a corpo libero. L’immagine l’ho presa da WorkoutLabs, ce ne sono moltissime altre e in più dal sito è possibile creare la propria scheda personale, scegliendo i propri esercizi preferiti. esercizi da fare in casa tabella 9) Le compilation per gasarsi Gli esercizi, con la giusta musica di sottofondo, diventano molto meno pesanti e in più ci aiutano anche a mantenere il ritmo. Io uso questa tecnica anche per quando devo fare le pulizie in casa 😀 Una volta stampata la scheda con gli esercizi quindi, è il caso di creare la giusta atmosfera! Il mio consiglio è di scaricare, su pc, smartphone o tablet l’app Spotify che è gratuita a meno che non si voglia passare alla versione premium. Io comunque ho la versione gratuita e non ho mai sentito la necessità di passare a premium. Con spotify si ha accesso a praticamente tutta la musica esistente, si possono cercare direttamente gli album oppure delle playlist specifiche. Lo stesso programma ha già una selezione di brani divisi per genere o per scopo in cui si possono trovare già selezionati i brani più adatti agli esercizi (cercate tra i “mood” la voce “workout”), si possono cercare playlist create da altri utenti o crearne di proprie inserendo personalmente i titoli. Se non vi va di scaricare programmi, c’è sempre il caro youtube. Cercate “workout music” o “running music” per trovare video lunghi anche più di un’ora con mix di canzoni o musiche motivani. iphone su supporto xtouch altoparlante xtouch Ecco qualche compilation che mi piace IFRAME: https://www.youtube.com/embed/2vaktfafqg0?feature=oembed IFRAME: https://www.youtube.com/embed/ksujB6trJhQ?feature=oembed IFRAME: https://www.youtube.com/embed/xdz_RY9VYls?feature=oembed Bhe, direi che ormai non ci sono più scuse. Forza muovere quel sedere! un due tre quattro, un due tre quattro! Share Button * 1 comment You might also want to read * Una giornata meravigliosa a G! come Giocare, la fiera del giocattolo (2017) * Decorare gli interruttori della luce con gli adesivi * Incontinenza post parto – 4 schede con esercizi da fare in casa * YumeTwins – box a sorpresa dal Giappone! (Unboxing Ottobre 2017) * Bacchette cinesi/giapponesi per bambini * A spasso per Rovigo con Quinny 1Pingbacks & Trackbacks on Come torna in forma una mamma: la palestra in casa fai da te! 1. 50 cose che puoi fare GRATIS | Cose da Mamme ha detto: 25 settembre 2017 alle 13:15 […] LEGGI QUI per vedere come ho organizzato la mia palestra in soggiorno! […] Rispondi Leave a Reply Cancel reply Your email address will not be published. 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Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di più o negare il consenso clicca su "Leggi informativa". OK - accetto i cookieLeggi informativa 2-61.txt #50 sfumature di mamma » Feed 50 sfumature di mamma » Feed dei commenti 50 sfumature di mamma » Fare la mamma in Francia Feed dei commenti alternate alternate Search______________ (BUTTON) * + + + + + 50 sfumature di mamma - Dalla parte di tutte le donne Dalla parte di tutte le donne * Home * Maternità + Figli + Coppia + Gravidanza – Parto – Allattamento * Fenomenologie * Donna + Lavoro + Lifestyle + Ricette * Viaggi + Africa + America del Nord + America del Sud + Asia + Europa + Oceania * Consigli Maternità26 settembre 201721 novembre 2017 Fare la mamma in Francia by Anya Share this... Share on Facebook Pin on Pinterest Tweet about this on Twitter Share on LinkedIn Email this to someone Ieri su Instagram parlavo della cultura Hygge e da lì mi è stato chiesto: hai mai letto il Metodo Maman? Sì, l’ho letto. Bella cacata. Nel senso che l’erba del vicino è sempre più verde, non è tutto oro quello che luccica, e fare soldi con un libro a cui nessuno aveva pensato è pure una figata. Altrimenti che ne avremmo scritto a fare uno?! Detto questo, ho partorito due volte in Francia e le mie figlie, fino a poco tempo fa, dichiaravano di essere francesi, perché per loro nate in Francia = francesi. Quindi di fare la mamma in Francia ne so qualcosa. I bambini francesi sono migliori dei nostri? Mah, per me sono semplicemente diversi. Le mamme francesi sono diverse da quelle italiane? Ooooh, infinitamente. Ecco alcune differenze notevoli (e generalizzate, non posso conoscere TUTTE le realtà d’Italia, e soprattutto parlo di Parigi). Ho partorito in un ospedale pubblico, di quelli col servizio di terapia intensiva e rianimazione, ed entrambe le volte avevo la camera singola. La prima volta che ho partorito ero l’unica del mio reparto ad allattare e nessuno rompeva le palle a chi non lo faceva, pur essendoci le consulenti in caso di bisogno. La maternità dura 16 settimane in totale, tra prima e dopo. Si può entrare al nido a 2 mesi e mezzo. Avere il posto al nido pubblico è cosa rara, la maggior parte delle famiglie si affida a tate, spesso condivise con altre famiglie del quartiere (che quindi tengono più di un bambino, sì!). Le mamme in genere lavorano, e lavorano – purtroppo – tanto quanto gli uomini. La parità di genere è molto più diffusa, ma invece di andare verso un miglioramento delle condizioni generali si è spinto la donna a comportarsi come fanno i padri, cioè lavorando senza orari. La vita è una vera centrifuga. I padri però sono molto coinvolti: ne ho visti tanti portare i bimbi al nido in giacca e cravatta tenendoli nel marsupio, tanti li portano alle attività o ai compleanni, tanti fanno da mangiare e puliscono casa, portano al cinema o al parco, mentre le mamme stanno altrove. Insomma, sono perfettamente interscambiabili. La scuola pubblica è aperta tutti i giorni dell’anno, festivi esclusi, dalle 8.20 alle 18-18.30. Non significa che hanno lezione sempre, ma che garantiscono copertura con attività varie SEMPRE, proprio per chi non può permettersi ferie, tate, ecc. Alle elementari la piscina è una materia di studio su cui si è valutati. A scuola, nei tempi non di lezione e dalle 16.30 alle 18, offrono delle attività, alcune gratuite, altre, come judo, scacchi, scherma, circo, ecc, a pagamento (meno di 20 euro al mese, ma cambia in base alla scuola). I compiti esistono, non tutti i giorni, a volte di più, a volte di meno. Si va al parco anche se tira vento, anche se è freddo, anche se è grigio. Non si copre un bambino come fosse un manichino della Moncler perché sennò si ammala. Al nido si possono portare i bambini malati, se stanno bene. A scuola no. Le mamme pensano anche a loro stesse. Escono con le amiche, lasciano i figli al padre per andare alle mostre, vanno dal parrucchiere (anche se non si direbbe) e sviluppano interessi, tutto questo lasciando che qualcun altro stia coi propri figli. Anche pagando e senza sentirsi per questo madri peggiori. I genitori francesi partono in viaggio anche senza figli, più di quanto lo facciamo noi (io, personalmente, fatto una volta e per tre giorni). Lo Stato aiuta, sì: in base al reddito, ti aiuta con un contributo mensile, ti aiuta con un contributo se decidi di restare a casa o se impieghi una tata, ti aiuta facendoti pagare meno tasse in base al numero di figli che hai (e infatti tanti ne hanno 3…). Le mamme francesi non hanno nessun segreto. Sclerano come noi, sono di corsa come noi, si sentono in colpa come noi. Solo hanno un ENORME pregio: se ne fregano. Se ne fregano degli altri, delle apparenze, e pensano solo alla quadratura del proprio cerchio. Nessuna mamma francese vi giudicherà perché vi soffermate a parlare fuori dalla scuola, perché lavorate o non lavorate, non vi parleranno male di altre mamme, non giudicheranno come crescete i vostri figli, non si preoccuperanno di farvi entrare in casa loro se non è perfetta e, pregio per me inarrivabile: NON SI LAMENTANO. Anzi, avete bisogno di aiuto? Chiamate la mamma di un compagno di classe e state certe che vi aiuterà. Senza troppe chiacchiere, senza chat whatsapp, senza bacini fuori da scuola, senza pettegolezzi, lei vi dirà di sì, assolutamente. E non saranno perfette – perché non lo sono – però hanno capito una cosa importante: che invece di perdere tempo a giudicare gli altri, sarebbe meglio fare rete. Di quella vera, eh, non sui social (io non ho nessuna delle mamme della scuola su WA o su FB, non ci seguiamo, niente, eppure, anche a due anni di distanza dalla nostra partenza, sono tutte pronte ad aiutarmi se chiedo e io per loro, senza inutili moine). Sarà per questo che tutto sommato si sta bene, qui? Sullo stesso argomento Amare un figlio non significa non staccarsene mai [default.png] Di mamme che lavorano e sensi di colpa Non pensavo che avrei amato l’essere mamma Tags from the story essere mamma, expat, francia 20 Facebook Twitter Pinterest Google + LinkedIn Email Anya Written By Anya More from Anya La Tartaruga Rossa, ovvero di come la vita a volte ci stupisca Share this... Una delle cose che ho sicuramente tramandato alle mie figlie... Read More You may also like 15 dicembre 2014 Fenomenologia della mamma: la Monotematica 17 maggio 2016 Viaggiare coi bambini: altruismo o egoismo? 3 maggio 2013 Fenomenologia della mamma: la Mamma Retrò Previous article10 cose che sono capitate o capiteranno a qualunque genitore Next article5 app e trucchi salvatempo 20 Comments * Elisa ha detto: 26 settembre 2017 alle 12 h 36 min Mi confermi che hanno/avete molte meno vacanze estive ma che sono spalmate durante l'anno ogni due mesi circa una bella settimana di stop e possibili viaggetti? E come si giostrano i lavoratori? C'è tipo i centri estivi? Grazie mille Elisa Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 26 settembre 2017 alle 13 h 52 min 2 settimane ogni due mesi, coperti sempre dalla scuola che fa il cosiddetto centre de loisirs (anche durante le vacanze di Natale e in estate). Ci sono più ferie e nessun problema a prenderle in qualsiasi problema dell'anno. Rispondi * Anonimo ha detto: 26 settembre 2017 alle 16 h 42 min Io a creare una rete non ci riesco. O meglio, c'è ma solo a senso unico: i figli degli altri sono sempre mollato a me, sempre nei weekend a mangiare, i genitori se ne vanno e manco mi dicono se posso tenere i figli, ma mio figlio mai una volta che sia invitato o che questi si presentino con una torta o qualcosa. E se sono io ad avere bisogno mifaccio mille problemi a chiedere, d'altronde non mi viene mai offerto nulla perché tanto sono io quella che offre. È triste. Ed è triste che io passi per la stronza snob solo perché non mi lamento di mio figlio, peraltro nemmeno mi tanto. Taccio. Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 26 settembre 2017 alle 19 h 46 min Beh se lo fai solo tu bella rete… Non capisco perché se ne approfittino così, cioè non si rendono conto? Rispondi + valentina ha detto: 26 settembre 2017 alle 21 h 35 min No, credo proprio che non si rendano conto, purtroppo. A me succede lo stesso, io sempre pronta, gli altri…beh… Rispondi + Gina ha detto: 27 settembre 2017 alle 15 h 02 min Comunque dobbiamo (e lo dico al plurale) imparare a chiedere 🙂 Rispondi * Alessia ha detto: 26 settembre 2017 alle 18 h 12 min Per me la rete delle mamme è vitale! Io ho dei punti di riferimento per scuola, danza, nuoto, catechismo, compleanni ecc. La disponibilità è reciproca perché tutte lavoriamo e abbiamo tante attività da gestire! Evviva le mamme che si aiutano invece di giudicare Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 26 settembre 2017 alle 19 h 46 min Bellissimo! Rispondi * Anonimo ha detto: 26 settembre 2017 alle 19 h 03 min A Milano le mamme sono stressate e i Papà portano i figli a scuola in giacca e cravatta, tu descrivi Prato non l'Italia Chiara Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 26 settembre 2017 alle 19 h 47 min Mah, chiediamo a Klarissa. Io, per di più, a Prato non ci vivo da oltre 11 anni e di mamme pratesi non ne conosco, mentre di milanesi diverse (mio marito è milanese e lì vivevo prima di trasferirmi a Parigi). Non ho proprio capito il commento, mi sa. Rispondi * Michy mommy ha detto: 27 settembre 2017 alle 8 h 17 min Tolto l'aiuto statale, la "tata condivisa" ed il nuoto come materia di studio…potrei forse essere un mamma francese… Mi ritrovo in quasi tutto quello che fanno/hanno loro (o meglio ritrovo la mia famiglia…papà che collabora compreso…nonostante un lavoro impegnativo che lo ha fatto andare con la cravatta sporca di rigurgito al lavoro…proprio perchè al nido il figlio di turno ha rigurgitato la colazione al momento del saluto). Ma questo ritrovarmi in molte delle cose che tu dici fanno le mamme francesi/parigine non rende ne me ne loro migliori (le mamme francesi intendo)…semplicemente siamo mamme… Una precisazione…in ospedale anche in Italia non stressano se non allatti…c'è carenza di personale e le ostetriche (almeno quelle che ho avuto la fortuna di incontrare io quando ho partorito Pietro e Matilde avevano altri problemi piuttosto che sindacare sull'allattamento….se hai bisogno sono li per aiutare non per colpevolizzare). Ho partorito in ospedale pubblico con tanto di Tin e stanze con emergenze del caso e per il primo figlio ho condiviso la stanza con una ragazza e per la seconda ero in una stanza singola (o meglio doppia ma non occupata da nessuno oltre a me) Anche i Italia i giardinetti sono pieni di bimbi anche in inverno…almeno che non ci sia pioggia o meno zero…ma questo forse anche a Parigi. Discorso Viaggi…sono stata per lavoro a Parigi alle 34esima settimana di gravidanza…e la mia ginecologa mi ha dovuto sottoscrivere certificato se no Air France non mi faceva imbarcare in aereo….sono tornata al lavoro per alcune udienze quando mio figlio aveva un mese ( mi tiravo il latte per mia scelta e non perchè demonizzata da qualcuno a farlo)…è nato a fine ottobre e dal punto di vista lavorativo è stata durissima perchè ero nel pieno delle udienze….ho pagato una tata non condivisa e sono riuscita a incastrare tutto….a quasi 6 anni e non ha subito (spero…) traumi per questa cosa. Ho portato i miei figli a Parigi quando la piccola aveva 6 mesi ed il grande due anni esatti…io che amo Parigi (ci sarò stata almeno 25 volte) da mamma l'ho trovata molto difficile…in certi ristoranti mi guardavano "male" appena vedevano che entravamo con due bimbi così piccoli. Su questo le mamme francesi che dicono?!? Ah…giusto per informazione…capitava anche in Italia che guardassero male quando vedevano carrozzina e bimbetto nel passeggino arrivare….siamo simili anche in quello. Due mesi dopo siamo andati a Londra (dove peraltro ho abitato per due anni) e ho trovato una città molto più accogliente per i bambini e per le mamme… Ripeto…non esiste una mamma giusta (francese contro Italiana)…esistono solo delle mamme che cercano a loro modo di far del loro meglio…a prescindere dalla lingua che parlano, dalla religione in cui credono e dal cielo sotto cui addormentano i loro figli… Le mamme francesi non sono migliori di noi…ne viceversa…la migliore è la mamma che fa quello che sente giusto per se e per i figlio…che trova a armonizzare la sua vita con quella dei figli mantnendo una sua identità….che non fa cose che vanno contro se stessa solo perchè qualcuno dice che è qualcosa da fare…se una mamma con bimbi piccolini non si sente di viaggiare…liberissima di farlo…non sarà peggiore di me che ho messo i miei figli su un aereo per una vacanza appena nati…anche in quel caso il figlio non subirà un trauma. Sarebbe peggio se la mamma facesse quelò viaggio controvoglia…lo farà quando pronta. Morale….mamme francesi siete uguali a noi….o forse diverse come diverse sono tutte le mamme tra loro (anche quelle che vivono nello stesso condominio…)…e questo crea bimbi diversi con gusti diversi…crea persone. Rispondi * 50sfumaturedimamma ha detto: 27 settembre 2017 alle 9 h 07 min Ma da nessuna parte c'è scritto che sono migliori 🙂 Ed è ovvio che si possano trovare similitudini. io ho spiegato solo com'è la vita a Parigi! Non ricordo più dove l'ho scritto ma appunto gli adulti non vanno in posti da adulti coi bambini. Al ristorante la sera non li portano. Io l'ho sempre fatto e me ne sono sempre fregata, quindi in questo non sono per niente francese 🙂 Mentre ammiro una certa indipendenza (io sono sempre stata chioccia e ci ho messo un po' a staccarmi), ho piacere a stare con le bambine anche quando vado in vacanza o al ristorante. Ma non sono né migliore né peggiore, proprio come loro: sono diversa, a modo mio. Riportare un'esperienza non significa crederla migliore 🙂 PS Io ho iniziato la prima gravidanza, quindi gli esami, a Milano, e a Niguarda mi sarei ritrovata in una camerata da sei o da quattro! Ho amiche che hanno partorito in altri ospedali e si sono ritrovate comunque in camerate. Detto questo, molte cliniche private di Parigi ti fanno pagare la camera singola, che però è rimborsata dall'assicurazione, che tutti hanno e costa una miseria (molte persone infatti partoriscono nel privato, io ho preferito strutture pubbliche perché avevano la tin: il primo ospedale in cui ho partorito, che poi ha chiuso, era vecchissimo, storico, cadeva a pezzi, eppure aveva camere singole). Rispondi + Michy mommy ha detto: 27 settembre 2017 alle 9 h 18 min Probabilmente ho inteso male io…leggendo mi sembrava che tu riportassi la "modalità mamma francese" come esempio "migliore". avro' preso un abbaglio… Io ho detto altro… Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 27 settembre 2017 alle 9 h 22 min Cioè ho capito male il commento? Scusa ma mi sto perdendo 🙂 Ma ripeto, io non penso che siano migliori. Il primo, grosso limite che trovo è che non si battano per avere più diritti – loro come i padri – e non so se sia un fatto di pura accettazione o perché semplicemente va bene così. Non l'ho ancora capito. All'inizio tendevo a pensare che semplicemente non gliene fregasse niente, poi invece no, ho conosciuto tante mamme, mamme di amiche delle mie figlie o mamme amiche mie, e sono mamme molto presenti, solo non in termini di tempo, ma di qualità. ll weekend, per esempio, è dedicato interamente ai figli, ma in maniera molto coinvolta (attività, uscite, ecc), mentre magari in settimana vanno a letto alle otto con la babysitter, e loro vanno a teatro senza passare da casa. È un modo diverso, ripeto, non migliore. Credo che un po' di indipendenza in più non farebbe male alle italiane – dai propri genitori, dai figli stessi – ma è una generalizzazione molto semplicistica. Rispondi * barbara ha detto: 27 settembre 2017 alle 10 h 47 min Io invece, dalla descrizione, trovo molto meglio la vita per le mamme li in Francia che in Italia.Probabilmente anche nelle città metropolitane italiane è più facile che siano simili alle francesi ma vorrei che fosse così diffuso questo genere di mamma (o chiamiamolo stile di vita genitoriale) anche nella provincia. purtroppo a me non piace ciò che vedo, la mia vita di mamma lavoratrice è fitta di ostacoli e non riesco ad avere empatia con la maggior parte delle altre mamme. Non escludo di essere io la sbagliata, ma il disagio lo provo, è un dato di fatto. E dalla mia esperienza londinese ho visto una simile apertura, che purtroppo non si vede in Italia. barbara Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 27 settembre 2017 alle 12 h 20 min Cara Barbara, il tuo messaggio rispecchia appieno quelli letti su FB. Diciamo pure che, pur non essendo mai stata mamma in Italia (e ripeto, semmai in parte a Milano, dato che è lì che ho iniziato l'avventura della gravidanza, che ho preso la maternità, quindi ne conosco diversi aspetti, mentre non so, per esempio, come si svolgano le giornate lavorative a Prato 🙂 ), leggere le storie di migliaia di donne nel corso di questi 5 anni di blog mi ha fatto scoprire tante cose. Poi sì, ogni realtà è a sé, non solo di provincia ma anche personale, gli equilibri dipendono da tante cose, ma su alcune differenze non c'è dubbio (per esempio l'organizzazione scolastica che, rispetto alla nostra, va incontro alle famiglie, oppure il fatto che diano ferie senza problemi). Poi gli ostacoli ci sono anche qui, soprattutto per una come me che ha, comunque, la mentalità dell'italiana (e mi rifaccio per esempio al discorso di portare le mie figlie ovunque… sono andata con Priscilla neonata nel marsupio a depositare la tesi, non ti dico). Rispondi + Anonimo ha detto: 29 settembre 2017 alle 17 h 39 min Anche secondo me la differenza in Italia è tra grandi città e province. Il genere di pare mentali e litigi tra mamme che leggo spesso nei commentisul web non lo ritrovo affatto, per fortuna, tra quelle che conosco. Sono molto più rilassate è credo dipenda da una diversa mentalità di Milano rispetto altri posti. Soprattutto la figura della mamma che DEVE fare tutto da sola come se il padre non esistesse e che si gratifica per quanto si sacrifica. La vedo molto quando leggo commenti ma poco tra chi frequento Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 30 settembre 2017 alle 17 h 09 min Io vengo da Milano, e di pare ne ho viste tante anche lì. E da quello che racconta Klarissa, non sono l'unica. Altrimenti possiamo metterci a fare la differenza tra capoluoghi di regione e resto della regione, tra nord, centro e sud… le differenze in Italia ci sono sempre state, ma io avevo il veto di assumere donne, a volte, pur essendo a Milano. Rispondi * Anonimo ha detto: 29 settembre 2017 alle 17 h 32 min A me sembra una cavolata anche lo stile di vita hygge. È un'ovvietà che ci si fidano le serate in casa con gli amici o le varie cose che in compagnia o soli i possono fare a casa. Infatti di solito la gente cerca di rendere la casa accogliente. Tra l'altro o danesi hanno l'abitudine di passare anche molto tempo all'aria aperta nonostante il tempo. Secondo me non c'entra nulla con il fatto che non stanno tutti lì a criticarsi o a lamentarsi come fanno in Italia (tu fai scritto così su instagram). Sapersi godere le piccole cose e le attività in casa non vuol dire non avere comportamenti di critica e lamentele. Un po' come il magico potere del riordino Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 30 settembre 2017 alle 17 h 05 min Onestamente, scusami, ma non ho capito niente. Cosa c'entra l'hygge coi francesi? Rispondi Lascia un commento Annulla risposta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. 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Da lì a scegliere un nome in voga al momento il passo è stato breve: volevamo distinguerci fin da subito. In realtà, 50 sfumature di mamma racchiude tutte le mamme che ci sono in ognuna di noi. Abbiamo creato le fenomenologie della mamma non per aumentare le differenze, ma per diminuirle. Perché non importa come allattiamo, come partoriamo, come passeggiamo, non c’è un modo giusto di essere mamma se non quello per cui tutte siamo state programmate: amare i nostri figli. Oggi questo resta un blog di tre amiche diverse tra loro eppure accomunate da un grande, enorme, forse utopico progetto: avvicinare le donne, fare in modo che si sostengano a vicenda, abbattere i pregiudizi e i giudizi e fare finalmente rete. La strada è ancora lunga, ma noi ci crediamo! Contatti Per informazioni: contact@50sfumaturedimamma.com Per collaborazioni: partnership@50sfumaturedimamma.com Articoli più letti Figli Fenomenologia della mamma: la Mamma Grinch Donna A che età è giusto considerarsi vecchie? 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C’è chi sbraita e si sgola perchè i figli si alzano da tavola prima che tutti abbiano finito, e chi trova miracoloso già che i figli ci si siedano, a tavola. C’è chi è esaurito perchè i figli ci mettono addirittura mezz’ora ad addormentarsi (da soli), mentre altri accenderebbero un cero alla Madonna e a tutti i santi. C’è quella che strappa la pagina per un singolo errore, e quella che ringrazia Dio se almeno riesce a finire una pagina di compiti. Insomma, siamo tutti diversi. Ieri mio marito è tornato sconvolto da una cena, perchè c’era un padre che è sbottato contro suo figlio, che avrà avuto 7/8 anni. Questo bimbo giocava alla playstation e ogni tanto esultava o si incitava a bassa voce, tipo “vaiii” “siiiii”, ma dice che nemmeno si sentiva. Il padre invece è sbottato “io questo non lo sopporto! Ma possible che faccia tutto sto casino e non si possa cenare in pace???!” Se ci fossero stati i miei figli credo sarebbe morto, e quasi quasi mi dispiace non ci fossero. No, non auguro la morte a nessuno, ma insomma, il giusto metro di paragone alle volte fa miracoli. Io mi ritengo piuttosto zen, non mi arrabbio quasi mai, e perchè mi incazzi serve quasi che facciano cascare il mondo. Non mi tange il bordello che fanno in casa, so che prima o poi tornerà l’ordine, ho la ragionevole certezza che tra 10 anni non giocheranno più con draghi e playmobil. Non mi tange il rumore, ho la capacità di astrarmi e continuare a leggere o lavorare anche se intorno c’è più rumore che in una acciaieria. Non mi scompongo se sporcano, sì li riprendo, non si mangia in giro e bla bla, ma tanto non mi cacano e poi aspirapolvere e via. Amen. I litigi mi lasciano piuttosto indifferente. Finchè non scorre il sangue e non saltano teste o arti, non mi scompongo. Mio marito invece fa fuori di testa al primo “scemooooooo”. Ah, anche le parolacce non mi fanno morire di dolore. Sì, dico che non si fa, non è che gli dò un premio, ma per ora vedo che se le dicono solo tra loro e fuori evitano. Quindi riservo le mie corde vocali per altro. Mi indispone di più quando sono strafottenti e irrispettosi, ma reagisco in modo fermo e deciso, senza perdere totalmente la calma Ci sono invece atteggiamenti per cui vado completamente in tilt, e me ne sono resa conto poco fa, quando mi sono trovata a sbraitare come una pazza, paonazza e con i capelli dritti in testa. 1. i compiti Al primo posto in assoluto ci sono i compiti. Quando dopo 1 ora che è seduto alla scrivania vado a vedere e non ha ancora iniziato, mi si chiude la giugulare, divento viola, mi si strabuzzano gli occhi e inizio a sbraitare. In questo esatto istante è lì davanti al libro dei compiti, e in due ore ha fatto sì e no 1 esercizio. L’ho mandato in camera quasi a calci nel sedere, mi ha mandato biglietti tipo “Chi a inventato la scuola e un colione“, è tornato qui, ha menato il fratello, ha pianto, urlato, ha detto che non ce la fa. E io sento già il formicolio al braccio e l’infarto imminente, quindi addio, vi ho voluto bene. Se penso che tra pochi mesi ne avrò due alle prese con i compiti credo che la dipartita sia tutto sommato la soluzione meno gravosa. 2. le storie per uscire Stavolta è il piccolo. E’ la persona più pantofolaia e casalinga che io conosca. Ogni volta che si deve uscire piange, urla e si dispera, si chiude in bagno, si lega ad una sedia, nasconde scarpe e vestiti. “Siamo sempre in giroooooo, io voglio stare a casa miaaaa”. A parte il fatto che non è assolutamente vero, c’è da dire che questa settimana sarebbero le nostre vacanze ed in effetti ci piacerebbe uscire. Ogni volta è una tragedia greca ed ogni volta rischio la sincope e il colpo apoplettico Ieri era in programma una bellissima gita in Marmolada a 3200 mt, e dovevamo uscire alle 6.30 / 7. Siamo usciti alle 10. Si è lamentato con sceneggiate indescrivibili per 2 ore, poi siamo riusciti a portarlo fuori. E si è fatto 18 km a piedi in montagna senza fiatare. 3. i cereali Ebbene sì, i cereali. Oh che devo dirvi, ognuno ha il suo. La piccola belva riempie la tazza di cereali, poi pesca i pezzi di cioccolato e lascia il resto. Quando lo riprendo e gli dico di finire alza le spalle e risponde “a me piace solo il cioccolato”. Stamattina stavo per avventarmi e farlo fuori, ma è intervenuto il marito che non so come è riuscito pure a farglieli finire. Io avrei provocato una strage totalmente evitabile. 4. quando il grande sminuisce il piccolo Sarà che è tutto un continuo, ma sono atteggiamenti per cui ho perso anche la più piccola briciola di tolleranza. Scatto come una belva prima ancora che finisca la frase. Il suo disegno è più brutto, il suo castello meno castello, i suoi omini meno armati. Poco fa il piccino ha creato un liquido arancione fosforescente sbriciolando gessetti. Lo mostra tutto orgoglioso al fratello e “no, non è davvero arancione, è solo il fondo colorato” C’è mancato poco che lo facessi arrivare dai nonni a Verona volando. E boh, credo basta. In questo momento non mi viene in mente altro che mi manda proprio il sangue alla testa, ma riservo di allungare la lista, almeno ad un 5 cifra tonda vorrei riuscire ad arrivare. Sono curiosissima di sapere cosa manda in tilt voi, raccontate! Sullo stesso argomento [default.png] #minime o nun me somiglia pe’ niente? [default.png] Quando la mamma vuole scappare Sui genitori, solo condanne Tags from the story essere mamme, Figli 7 Facebook Twitter Pinterest Google + LinkedIn Email Morna Written By Morna More from Morna Dalla parte delle sozze – sudice – fancazziste, che dir si voglia Share this... Il post di Anya ha fatto molto discutere e visto... Read More You may also like mamme cuoricini 22 giugno 2015 Fenomenologia della mamma: la mamma cuoricini 21 luglio 2016 Lettera a Vittoria 22 maggio 2017 Perché ho deciso di vietare la tv Previous article10 cose che non sopporto dell’estate Next articlePerché non dobbiamo desiderare che i nostri figli siano come noi 7 Comments * Anonimo ha detto: 16 agosto 2017 alle 12 h 14 min Credo che ognuno viva in modo diverso gli atteggiamenti dei figli a seconda delle corde che questi atteggiamenti ci fanno risuonare dentro… una specie di armonia misteriosa e… cacofonica! Io e marito per esempio ci arrabbiamo per cose completamente diverse (per fortuna)! A me parte l'embolo quando il cibo va a finire per terra. Non so come mai ma è una cosa che proprio non riesco a tollerare… marito invece perde il lume agli strilli, continui e martellanti! A ciascuno il suo punto debole! Paola Rispondi * Lara Silvia Panizzolo ha detto: 16 agosto 2017 alle 12 h 23 min Le urla mi fanno uscire pazza. Figlio 1 ha ingoiato un amplificatore e non si spegne. Ha un tono di voce altissimo e urla x la qualunque. Per es. Non ama essere toccato. Figlio 2, invece è molto fisico, appena lo sfiora, anche per una carezza, figlio 1 inizia ad urlare come se lo stessero scuoiando vivo. E a me parte l'embolo. Fisicamente sto proprio male!!! Ooohhhmmmm Rispondi + Carla P. ha detto: 4 settembre 2017 alle 9 h 10 min ahahahahah Evvivaaaaaa non sono l'unica!!! 🙂 Rispondi * Unknown ha detto: 16 agosto 2017 alle 13 h 04 min Credo di essere la peggio, alla milionesima volta che ripeto piano, fai attenzione, proponendo anche attività alternative al suo muoversi in maniera del tutto insensata e ad una velocità allucinante, mi parte proprio l'embolo quando si fa male (in modo lieve), cade, sbatte da qualche parte o si mette in una situazione pericolosa…è più forte di me…non riesco a dire non è niente, ma parto in quarta, purtroppo a volte agitandolo…però la paura che potesse succedere qualcosa di molto peggio mi fa scattare come una molla…questo naturalmente ora che è più grande e dovrebbe aver capito di più i pericoli… Rispondi * VS ha detto: 16 agosto 2017 alle 19 h 38 min Io impazzisco quando la sera arriva l'ora di andare a dormire e devo rincorrerli per farli lavare e cambiare. Dopo cena di solito mi dedico a loro rimandando il riordino della cucina, giochiamo assieme e loro sono adorabili, collaborativi e sereni. Appena scatta l'ora della messa a letto diventano scalmanati, disobbedienti e lagnosi… Io per riuscire a metterli a letto ad un'ora decente li devo quasi prendere di peso… Do il peggio di me: ricatti, strattoni, sbraitate… Le ho provate tutte per evitare queste sceneggiate pre-riposo notturno: giochi tranquilli, luci soffuse, letture… Ogni sera la stessa storia. Rispondi * Carla P. ha detto: 4 settembre 2017 alle 9 h 16 min Io sbrocco per: a) urla disumane (per niente) di Nano2 (ad oggi 17 mesi e un ugola che manco Ian Gillan ai bei tempi…) b) la lentezza da bradipo di Nano1 (quasi 5 anni): è un bradipo inside di suo, ma quando ti vuole fare incazzare rincara la dose e si muove al rallentatore sul serio… E io sbrocco c) la cretineria da stanchezza (vedi anche il commento di VS poco sopra): quando sono stanchi inizia quella fase della ridolina per la qualunque, salti e piroette sul divano con N rischi di caduta con la zucca perpendicolare al pavimento, sono irrimediabilmente attratti dagli spigoli sui quali sbattono come cimici cecate e soprattutto vige l'anarchia. Finisce come descritto sopra, di peso a letto. d) il rispondere indietro: Nano1 (il grande) ha la lingua più lunga del mondo, l'ultima risposta(ccia) deve essere la sua. E io sbrocco. Prosit! Rispondi * valentina ha detto: 27 settembre 2017 alle 21 h 13 min Io vado in tilt per le stesse tue cose. La differenza è che il mio piccolo ha 2 anni e mezzo, il grande 8 e mezzo, quindi che il grande sfotte il piccolo e quello frigna mi urta ancora di più. Se poi ci si aggiunge il marito con il classico "stai calma" mi esce il fumo dal naso dalle orecchie e pure dalla patata…. Rispondi Lascia un commento Annulla risposta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati * Commento _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ Nome * ______________________________ Email * ______________________________ Sito web ______________________________ Commento all'articolo Seguici su Instagram Il Nostro Libro Cinquanta sfumature di mamma in 20 test molto poco scientifici More Stories Figli, Gravidanza - Parto - Allattamento, Maternità Una furia improvvisa Chi siamo? 50sfumaturedimamma.com nasce nel 2012, in un caldo pomeriggio d’estate: “e se scrivessimo di maternità a modo nostro, prendendoci in giro?”. Da lì a scegliere un nome in voga al momento il passo è stato breve: volevamo distinguerci fin da subito. In realtà, 50 sfumature di mamma racchiude tutte le mamme che ci sono in ognuna di noi. Abbiamo creato le fenomenologie della mamma non per aumentare le differenze, ma per diminuirle. Perché non importa come allattiamo, come partoriamo, come passeggiamo, non c’è un modo giusto di essere mamma se non quello per cui tutte siamo state programmate: amare i nostri figli. Oggi questo resta un blog di tre amiche diverse tra loro eppure accomunate da un grande, enorme, forse utopico progetto: avvicinare le donne, fare in modo che si sostengano a vicenda, abbattere i pregiudizi e i giudizi e fare finalmente rete. La strada è ancora lunga, ma noi ci crediamo! Contatti Per informazioni: contact@50sfumaturedimamma.com Per collaborazioni: partnership@50sfumaturedimamma.com Articoli più letti Figli Fenomenologia della mamma: la Mamma Grinch Donna A che età è giusto considerarsi vecchie? Consigli Come un gatto in tangenziale, il vostro film di Natale Consigli #22 #PensaPulito: Idee per un Natale etico e solidale Consigli Come proteggere la propria casa e la propria famiglia Ultimi articoli * E se ci rimettessimo in forma insieme? * Mio figlio ha la febbre: che termometro usare con i bambini. * Chi festeggia la Befana con noi? * Far fare colazione ai bambini: qualche idea, comprese le loro. Etichette allattamento al seno amicizia amore attualità babysitter Bambini comitato di liberazione della mamma (CDLDM) compleanno consigli Donne educazione essere mamma essere mamme essere padre expat Fenomenologia della mamma Figli figlie femmine fratelli genitori gravidanza lavoro Malanni mamma Mamme maternità; Natale neomamma Neonati nonni Panama papà Parigi Post della domenica post fotografico Post sponsorizzato ricette scuola scuola materna scuola primaria sensi di colpa uomini viaggi vita vita da mamma Tutti i contenuti presenti su www.50sfumaturedimamma.com appartengono alle sue autrici, dove non diversamente indicato. Ogni riproduzione o uso improprio sono vietati. Ricordatevi che siamo avvocati. Back to top Benvenuti sul nuovo 50sfumaturedimamma.com! Abbiamo lavorato per rendere la navigazione più piacevole, speriamo vi piaccia. Intanto iscrivetevi alla newsletter, tante novità in arrivo! ____________________ (BUTTON) Iscriviti Questo sito utilizza dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsentite all’uso dei cookie.Ok 2-63.txt #50 sfumature di mamma » Feed 50 sfumature di mamma » Feed dei commenti 50 sfumature di mamma » Cattivissima Mamma Feed dei commenti alternate alternate Search______________ (BUTTON) * + + + + + 50 sfumature di mamma - Dalla parte di tutte le donne Dalla parte di tutte le donne * Home * Maternità + Figli + Coppia + Gravidanza – Parto – Allattamento * Fenomenologie * Donna + Lavoro + Lifestyle + Ricette * Viaggi + Africa + America del Nord + America del Sud + Asia + Europa + Oceania * Consigli Gravidanza - Parto - Allattamento, Maternità31 maggio 20171 novembre 2017 Cattivissima Mamma by Morna Share this... Share on Facebook Pin on Pinterest Tweet about this on Twitter Share on LinkedIn Email this to someone Non so per quale strano motivo, ma in questo periodo (che dura da un anno almeno), i miei figli mi appellano in un unico modo: CATTIVA. Preparo loro una cenetta squisita, con i loro piatti preferiti? Basta che li riprenda una volta (perchè la cena non cambia, resta un bel momento di delirio, litigi, pianti).et voilà “sei cattiva!” Il piccolo tutti i giorni mi chiede se posso andarlo a prendere alle 3. Così faccio il possibile, mi ammazzo di corse, arrivo prima del solito. Mi compri le patatine? No tesoro, ho fatto una torta per merenda! “sei cattiva!!” L’altro giorno Tondino mi ha fatto una scena madre per non ricordo nemmeno cosa, forse perchè non ho voluto accendere la TV, e sono stati 20 minuti di “non ti voglio, non volevo una mamma così, sei cattiva, io voglio un’altra mamma”. Ieri ho regalato loro due libri carini, si mettono a sfogliarli e mi chiedono se compro i polaretti “no perchè bla bla” “sei cattiva” Di grazie, nemmeno l’ombra. Chissà perchè non ho mai sentito, neanche una sola volta, dire “sei cattivo” al papà, anche quando se lo meriterebbe pure. No, lui la passa sempre liscia, anche quando ha scatti di nervosismo che li lascia ammutoliti o addirittura li fa piangere, due minuti e torna tutto come prima. Ora ditemi, è il destino delle mamme essere “cattive”, quando fanno di tutto per rendere felici i bambini, o sono proprio sfigata io? Perchè io non mi sento così male eh. Faccio tutto il possibile e anche l’impossbile, mi faccio in quattro per andare a casa prima, porto un sacco di sorprese, leggo libri, mi alzo prima delle 6 per poter fare un po’ di movimento senza rubare loro nemmeno un minuto, non urlo quando vorrei urlare, non picchio, non insulto, non sbuffo. Spiego, parlo, mi confronto: e sì dico anche loro che tutti hanno bisogno di approvazione, di un bravo!, di un abbraccio, anche la mamma. Perchè sì, sono bambini, non lo pensano, e bla bla, ma mi rode lo stesso. Ora, voi che vi sentite dire che siete bravissime, che site le mamme migliori del mondo, che non vorrebbero altra mamma all’infuori di voi, ditemi come fate, vi prego. Perchè altrimenti li saluterò con un biglietto di sola andata per la Polinesia, almeno avranno un motivo, e finalmente sarà vero, avranno la loro Cattivissima Mamma. (Sulla Polinesia, un pochino, scherzo). Sullo stesso argomento [default.png] Fenomenologia della mamma: la Mamma Prematura [default.png] I confronti tra fratelli. [default.png] Fenomenologia della mamma : la Mamma di un maschio e di una femmina Tags from the story essere mamma 14 Facebook Twitter Pinterest Google + LinkedIn Email Morna Written By Morna More from Morna Cosa mi manca di più dei neonati Share this...Non sono stata una grande mamma di neonati. Non a caso... Read More You may also like 8 novembre 2016 10 falsi miti sui genitori (elaborati dai non genitori) 8 marzo 2017 Fenomenologia della donna 1 agosto 2016 Sono stata una bambina annoiata. Ed ero felice Previous articleViaggio in auto coi bambini? Niente paura, basta organizzarsi Next articleDonne che odiano le donne 14 Comments * Anonimo ha detto: 31 maggio 2017 alle 12 h 24 min Un Classico! A me dicono anche: 'sei pesante'! Rispondi * Anonimo ha detto: 31 maggio 2017 alle 12 h 35 min "voi che vi sentite dire che siete bravissime, che site le mamme migliori del mondo, che non vorrebbero altra mamma all'infuori di voi…" ecco grazie, vorrei saperlo anche io! A me dicono "sei brutta". Un giorno ho provato a chiedere spiegazioni ad una insegnante e mi ha risposto che, inconsciamente (ma neanche poi troppo), vogliono farla pagare per le volte in cui una cosa carina non la si fa (andarli a prendere prima, comprargli un regalo, ecc.). Non lo so se è vero, so solo che certe volte vorrei scappare in Polinesia anche io! Federica Rispondi * Hebe Adele Grazi ha detto: 31 maggio 2017 alle 12 h 55 min Tranquilla! È la mia quotidianità!… Aggiungiamo "non voglio te!… Non voglio nessuno!"… Seguito da:"Mammmmmaaaaa vieni qua!"… Ma non aveva mica detto che nn mi voleva… Pottremmo scrivere un libro!… Stai serena siamo tutte nei stessi panni! ������ Rispondi * Priscilla X ha detto: 31 maggio 2017 alle 13 h 37 min Sottoscrivo! "Sei proprio una brutta strega! Adesso lo dico al papà che ti manda a vivere in un'altra casa". "Bene, allora dì al papà di venire a leggerti lui la fiaba della buona notte" "No, voglio te, mamma!" Missà che saremo una bella comitiva… Rispondi * Anonimo ha detto: 31 maggio 2017 alle 14 h 59 min da me: "sei cattiva" e io: "lo so". la felicità sta nel chiarire subito i ruoli ;-P Rispondi * Anonimo ha detto: 31 maggio 2017 alle 15 h 57 min io di solito aggiungo "e' vero anche brutta e antipatica" Rispondi * Lara Silvia Panizzolo ha detto: 31 maggio 2017 alle 16 h 58 min In Polinesia ci son stata in viaggio di nozze, mi offro come guida! Qui il brigante grande esplode ogni 2×3 per la qualunque e quindi "cattiva" è il sottofondo del nostro tempo insieme. Di contro il brigante piccolo mi difende a spada tratta "mamma no cattiva! Mamma buona, mamma bella" e mi fa le coccole. Durerà poco, lo so. Rispondi * Stefania Gervasoni ha detto: 31 maggio 2017 alle 19 h 33 min Io ho due bimbi ancora piccoli (il grande non ha ancora tre anni), quindi non siamo ancora a questa fase. 😉 Però da quello che scrivi… non è che sei troppo buona? Non li sgridi, non ti arrabbi, ti fai in quattro per loro… Loro sentono che tu ci sei sempre e comunque e che farai sempre di tutto per loro cercando sempre di accontentarli, quindi non si fanno problemi a incolparti per ogni contrarietà. Magari invece con il padre, che è più "nervoso", non si sentono così sicuri ed esercitano cautela per paura delle conseguenze… 😉 Non lo eh, la mia è solo un'ipotesi. Però questo vuol dire che sono così sicuri del tuo amore da sapere che qualunque cosa diranno, tu ci sarai sempre… alla fine è una bella cosa. 🙂 Rispondi * manu ha detto: 31 maggio 2017 alle 21 h 54 min Voglio sperare che con te si sentano più liberi in assoluto di contestare le tue decisioni e dirti cose spiacevoli perché in quel momento sono frustrati e sanno che su di te possono contate sempre Rispondi * Nia ha detto: 1 giugno 2017 alle 4 h 49 min Qui andiamo di "sei brutta" e "se mi sgridi io regalo tutti i disegni e i lavoretti a papà e a te più niente niente, ma sul serio eh, non scherzo" Io penso che siano un po' tutti i bimbi a fare così, però non farei sorprese tutti i giorni, opinione mia eh. Rispondi * Carla P. ha detto: 1 giugno 2017 alle 8 h 12 min Ah guarda, benvenuta nel club! In Polinesia però andiamoci noi va, che è meglio! 😀 Il mio grande mi dice "cattiva, monellaccia, brutta mamma". Però almeno dice le stesse cose anche al papà, quindi almeno non mi faccio troppe pippe mentali. E poi alterna momenti di odio puro a momenti di supertenerezza, io pure, saremo bipolari che ne so! Quando si parte??? 😉 Rispondi * mammamedico ha detto: 1 giugno 2017 alle 12 h 17 min una delle prime parole che disse la mia nanna bionda fu "butta mamma". nel tempo gli epiteti cambiarono ma sempre con lo stesso significato. adesso, a 7 anni compiuti è tutto un "sei cattiva" ma ha iniziato a ringraziarmi quando le porto qualcosa di inaspettato o se secondo lei sono stata gentile. non mi illudo, ma è già qualcosa Rispondi * Anonimo ha detto: 3 giugno 2017 alle 11 h 44 min Presente! Anche io sono brutta e cattiva! F. Rispondi * Francy P ha detto: 11 giugno 2017 alle 6 h 50 min Ciao io ho fatto l'educatrice..stai tranquilla che con i bambini è normalissimo e capisco perfettamente il tuo rimanerci male ma se posso darti un consiglio io gliene parlerei ai tuoi figli.. quando ti dicono sei cattiva digli che tu sei dispiaciuta di questa cosa e non capisci perché ti vedono cattiva..ormai sono abbastanza grandi da capire i sacrifici degli altri quindi spiegagli la tua giornata e i sacrifici che hai fatto per preparare la torta o andare a prenderli prima solo per vederli felici e contenti..in bocca al lupo coi tuoi piccoli Rispondi Lascia un commento Annulla risposta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. 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In realtà, 50 sfumature di mamma racchiude tutte le mamme che ci sono in ognuna di noi. Abbiamo creato le fenomenologie della mamma non per aumentare le differenze, ma per diminuirle. Perché non importa come allattiamo, come partoriamo, come passeggiamo, non c’è un modo giusto di essere mamma se non quello per cui tutte siamo state programmate: amare i nostri figli. Oggi questo resta un blog di tre amiche diverse tra loro eppure accomunate da un grande, enorme, forse utopico progetto: avvicinare le donne, fare in modo che si sostengano a vicenda, abbattere i pregiudizi e i giudizi e fare finalmente rete. La strada è ancora lunga, ma noi ci crediamo! Contatti Per informazioni: contact@50sfumaturedimamma.com Per collaborazioni: partnership@50sfumaturedimamma.com Articoli più letti Figli Fenomenologia della mamma: la Mamma Grinch Donna A che età è giusto considerarsi vecchie? 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Vivevo a Parigi, con le mie bambine che allora avevano 18 mesi e 3 anni e mezzo, ed è andata bene. Il mio tempo con loro si riduceva alla sera, quando tornavo, al mattino quando ci svegliavamo e andavamo a scuola, al sabato e alla domenica passati sempre insieme, a volte con delle amiche, a volte sole. [anna.jpg] Forse non era moltissimo tempo, era poco tempo come il tempo di tutte le mamme che lavorano tutto il giorno e tornano a casa non prima delle 19, e poi devono mettere a posto, preparare la cena, pulire la cucina, fare le lavatrici, stenderle, preparare per l’indomani, ma era tempo tutto nostro, era tempo speciale e anche se facevo tutte quelle corse sentivo che il nostro tempo era unico, e che alla fine avevo una grande possibilità, godere di loro sempre e comunque. Senza distrazioni, senza altre persone e capitemi, non che non volessi la presenza del papà o delle nonne o di chiunque altro, ma così ero come obbligata ad esserci sempre, non tanto fisicamente ma perlomeno di testa. Ecco, avevo capito cos’era il tempo di qualità: quel poco tempo che passavo con loro, io ero tutto, ero mamma, ero amica, ero maestra, ero papà, ero nonna, ero consigliera ed ero educatrice. Io, io e sempre io. Poi, ve l’ho raccontato, ho capito che non era giusto. Che quel rapporto che avevamo, quell’equilibrio che avevamo trovato fatto di noi tre e tanti weekend da sola o con qualche amica, non era giusto. Forse per me, che avevo il diritto a non essere wonder woman, ma soprattutto per loro, che avevano il diritto a riversare il loro affetto anche su qualcun altro. L’amore, la rabbia, la gioia, la tristezza, tutti i sentimenti che per due anni avevo accolto e raccolto, col bello e il cattivo tempo. E così abbiamo raggiunto il babbo a Panama. Lasciare tutto mi è costato tutte le lacrime che avevo, ma col tempo ho pensato che fosse anche un’opportunità. Di conoscere un mondo nuovo, di imparare una nuova lingua, di poter respirare dopo due anni in cui mi ero sentita perennemente in corsa, terrorizzata dalla possibilità di schiantarmi e di non farcela, di far crollare il castello in cui le mie principesse crescevano sicure. Di poter avere del tempo. Tempo per me. Per fare le cose con calma, per dedicarmi alle mie passioni, alla scrittura, al blog, al lavoro da casa, ma anche per le cose più frivole che non mi ero mai permessa di fare: i giri al centro commerciale, le colazioni interminabili con le altre mamme, l’appuntamento di tre ore dall’estetista. E stare con le mie figlie. Ma io non sono fatta per essere expat. Ben presto i centri commerciali mi hanno disgustato e ho iniziato ad evitarli come la peste. Il tempo dall’estetista (o dal parrucchiere) mi sembra perso nel nulla, vuoto ed inutile come certe chiacchiere da manicure. E il tempo con le mie figlie mi sembrava infinito, rimandabile perché sempre disponibile. Tornavano da scuola distrutte, dopo anche due ore di scuolabus, e volevano solo guardare i cartoni animati. Le lasciavo fare. Come non era mai successo a Parigi, dove il tempo lo passavamo insieme, ma facendo proprio cose insieme, non limitandoci a stare nella stessa stanza. Dove mi aiutavano a fare la lavatrice, mi accompagnavano al supermercato, mettevamo a posto, guardavamo una serie, stavo in camera con loro mentre mi preparavano manicaretti. Tutto questo era scomparso, all’improvviso, forse perché avevo bisogno di mollare, forse perché il tempo mi sembrava tantissimo, appunto senza fine, sempre a portata di mano, come se mi avessero regalato una scorta inesauribile di tempo da passare con loro e rimandassi ogni giorno quella cosa che avrei voluto fare ma… In fondo è sempre così, no? Rimandiamo a domani quello che potremmo fare oggi, perché pensiamo che domani sarà ancora possibile… E se non lo fosse? E non lo sarà. Il mio tempo, in qualche modo, si esaurirà il prossimo 30 giugno, quando le mie figlie finiranno l’anno scolastico. E io impaccherò tutta la casa, di nuovo, per tornare a Parigi. La nostra esperienza a Panama finisce qui, e ciò che mi mancherà non sarà la vista del mare, non sarà il mango più buono del mondo, non sarà Rocio, non sarà il caldo. Sarà questo tempo che ho avuto da vivere con loro e che non avrò più, tornando alla vita di prima. E quindi niente, me lo sono preso. Non si può più guardare la tv, a casa, se non un cartone ciascuna prima di cena se se lo sono meritato. E se lo meritano sempre. Andiamo in piscina. Stiamo con le amiche. Giochiamo insieme. Leggiamo. Cantiamo e balliamo. Cuciniamo tutte le sere insieme, poi loro apparecchiano, ceniamo tutti insieme e infine leggo una storia, una ciascuna, e la giornata finisce. Il tempo non è infinito, e se oggi ce l’abbiamo, dobbiamo prendercelo. Io me lo prendo, e anche se non posso portarlo probabilmente a Parigi con noi, posso conservare nel cuore i ricordi che il tempo mi ha dato. E sono bellissimi. Sullo stesso argomento Essere mamma richiede super poteri Sicilia con bambini: Palermo e Salina [default.png] L’istinto di una mamma. Di DSA, disgrafia & co. Tags from the story essere mamme 13 Facebook Twitter Pinterest Google + LinkedIn Email Anya Written By Anya More from Anya Vorrei che… Share this... Ti guardo appena sveglia, e mi rendo conto di non... Read More You may also like 11 marzo 2014 Fenomenologia della mamma: la Mamma Italica 9 marzo 2017 Perchè noi mamme, spesso, ci incasiniamo la vita da sole? 7 luglio 2013 Post di una domenica… fuori forma Previous articleCinquanta sfumature di mamma e un libro Next articleDi amici dei figli, cattive influenze e mamme stronze (io) 13 Comments * Paolè ha detto: 20 aprile 2017 alle 12 h 38 min ossignur! ci farai girare la testa con questi cambi di "casa" (nel vero senso della parola"..:-) sarà che ho fatto i 30 e ancora non riesco a sentirmEli, che ancora un pò mi sconvolgono.. ma il tempo lo sento scorrere. riesco a giostrarmi abbastanza bene e a godermi la piccola chiudendo tutto il resto fuori… con sacrifici eh, del tipo alle 21 e 30 mollo tutto per metterla a ninna ma poi quando dorme ricomincio e a volte è già un nuovo giorno.. oggi leggevo un post sulle 20 cose montessoriane da far fare ai piccoli in cucina.. su 20, noi 18 le facciamo abitualmente senza aver letto nulla sulla Signora.. beh mi son sentita una gran Mamma!! E ho pensato che i quarti d'ora spesi ad aspettare che tagli una fragola non sono così sprecati! Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 23 aprile 2017 alle 13 h 36 min Ahahah infatti, magari in quel tempo fai poco, ma quello che fai resta comunque speciale, qualcosa di condiviso e qualcosa che loro hanno imparato (e davvero da me niente funziona come coltello e tagliere, non litigano, non hanno mai voglia di smettere e si sentono super fiere delle loro preparazioni… e io fatico meno 😀 )! Rispondi * Anonimo ha detto: 20 aprile 2017 alle 12 h 44 min Bellissimo. Complimenti. Non potevi descrivere meglio questa sensazione che ogni giorno ognuno di noi prova. Il tempo che scorre, e più passa più sembra trascorrere velocemente. Almeno per me. Cambia la percezione quando si cresce…e come te ogni giorno spero di averlo ottimizzato e di averne dedicato la parte migliore alle persone che contano di più. Me compresa. Grazie per avercelo ricordato. Buon ritorno a Parigi. M. Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 23 aprile 2017 alle 13 h 36 min Grazie <3 Rispondi * Abaya and Heels ha detto: 20 aprile 2017 alle 20 h 02 min Buon rientro cara! Mi mancherai in questo fuso ma ti meriti la civiltà 😜 Io ho ancora da espiare qualche colpa evidentemente! Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 23 aprile 2017 alle 13 h 36 min Tu sei molto più cattiva di me 😛 Rispondi * Michy mommy ha detto: 21 aprile 2017 alle 10 h 55 min Ti posso fare una domanda…sperando di non sembrarti invasiva o indiscreta Ma il padre? Il suo tempo?!? Spero che la scelta sia motivata anche dal fatto che vi venga anche lui s Parigi Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 23 aprile 2017 alle 13 h 37 min Certo, torniamo tutti insieme! Le cose che ho descritto le facciamo spesso con lui, che cerca sempre di tornare presto. E nel weekend ci sono mille altre occasioni. Questa era una riflessione sul tempo delle mamme, i papà si fanno molte meno menate 🙂 Rispondi * Keta ha detto: 21 aprile 2017 alle 13 h 47 min Sinceramente anch'io come michy mommy mi son ritrovata a pensare, prima il post sulle piccole cose poi la nostalgia in Italia e adesso torni a Parigi, sarà che vi seguo da molti anni ma mi hai dato l'idea che non stai attraversando un bel periodo e penso che con l'ultimo attentato di ieri non hai molto il cuor leggero, fatti forza Anya la vita è una montagna russa ma noi siamo mamme forti! Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 23 aprile 2017 alle 13 h 41 min Invece è tutto il contrario! Ho imparato a vivere alla giornata e a godere delle piccole cose, che sono anche quelle in famiglia, soprattutto dopo che non le avevo più vissute. Il viaggio in Italia con sorpresa alla mamma è stato organizzato prima di sapere che saremmo tornati a Parigi, avevo voglia di vedere la mamma e soprattutto di farla stare con le bambine, proprio perché il tempo è talmente importante che certi momenti non torneranno mai più. Mio marito non poteva prendere tutti quei giorni di ferie ma è stato contento di organizzare con noi la sorpresa. E ora organizziamo il ritorno! Quanto agli attentati, sono molto fatalista, e non potrei mai rinunciare alla mia Parigi per la paura. Mi dispiace che traspaia altro, non era l'intento! 🙂 Rispondi * Anonimo ha detto: 5 maggio 2017 alle 16 h 06 min Se torna a Parigi anche tuo marito ben venga. Io capisco i viaggi di lavoro ma che uno per inseguire la carriera debba piantare la famiglia a 3000 km di distanza lasciando la moglie a sobbarcarsi tutto, non lo concepisco. Per questo ho molta stima delle donne che accettano questa situazione, che si fanno carico di tutto per aiutare il marito. Io non ce la farei. O lo seguo o stiamo tutti dove siamo. Tre anni fa a mio marito avevano offerto un grosso aumento di stipendio per andare a dirigere un ufficio in Cina… ciaone proprio, io in Cina con la bimba manco po cazzo e lui di stare lontano dalla famiglia pure. Continuiamo il nostro menage con stipendi che non lasciano spazio per troppi sfizi, ma alle 19 siamo tutti a casa insieme. Per me famiglia è questo. Altrimenti rimanevo nel mio bilocale da single facendo tutt'altra vita. Sono scelte. Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 6 maggio 2017 alle 13 h 41 min Troppo facile dire manco po cazzo 🙂 Ogni famiglia ha la sua storia, ogni relazione ha i suoi equilibri. Non basterebbe certo un post e tanto meno un commento per spiegare la nostra vita degli ultimi 4 anni, perciò non ci provo nemmeno. Una tizia che frequentavo ai tempi in cui mio marito è partito la prima volta mi disse che lei col cavolo che l'avrebbe lasciato partire (come se io avessi scelta). Bene, lui lavora ormai da tempo fuori dalla Francia perché non ha alternative e lei resta piantata a Parigi, obbligandolo a fare su e giù ogni weekend. Mai dire mai, perché non si sa dove ci porta la vita (e non sempre si tratta di soldi). Ad ogni modo sì, torniamo a casa tutti insieme. Rispondi * Anonimo ha detto: 16 maggio 2017 alle 8 h 37 min Io non impedirei mai a mio marito di partire sia chiaro. Io ho detto "manco po cazzo" a partire per la Cina. Questo valeva per me. E per mia figlia che all epoca era piccina. Ha deciso lui di rimanere (ha potuto decidere fortunatamente, l'azienda gliene ha dato la possibilità). Tanta stima per le donne che come te si spazzano la famiglia per lunghi periodi da sola. E hai ragione, non basterebbe un post per scrivere tutto. Non è solo smazzarsi la famiglia da sole, io ne sentirei proprio la mancanza. Mi sentirei proprio sola. Figuratise oltre a non avere vicino lui, fissi anche in una città straniera dove non ho mia mamma vicina per poter chiacchierare/litigare dal vivo. La mia non è una critica, solo ti dico che caratterialmente non sono forte… Rispondi Lascia un commento Annulla risposta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. 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In realtà, 50 sfumature di mamma racchiude tutte le mamme che ci sono in ognuna di noi. Abbiamo creato le fenomenologie della mamma non per aumentare le differenze, ma per diminuirle. Perché non importa come allattiamo, come partoriamo, come passeggiamo, non c’è un modo giusto di essere mamma se non quello per cui tutte siamo state programmate: amare i nostri figli. Oggi questo resta un blog di tre amiche diverse tra loro eppure accomunate da un grande, enorme, forse utopico progetto: avvicinare le donne, fare in modo che si sostengano a vicenda, abbattere i pregiudizi e i giudizi e fare finalmente rete. La strada è ancora lunga, ma noi ci crediamo! Contatti Per informazioni: contact@50sfumaturedimamma.com Per collaborazioni: partnership@50sfumaturedimamma.com Articoli più letti Figli Fenomenologia della mamma: la Mamma Grinch Donna A che età è giusto considerarsi vecchie? Consigli Come un gatto in tangenziale, il vostro film di Natale Consigli #22 #PensaPulito: Idee per un Natale etico e solidale Consigli Come proteggere la propria casa e la propria famiglia Ultimi articoli * E se ci rimettessimo in forma insieme? * Mio figlio ha la febbre: che termometro usare con i bambini. * Chi festeggia la Befana con noi? * Far fare colazione ai bambini: qualche idea, comprese le loro. Etichette allattamento al seno amicizia amore attualità babysitter Bambini comitato di liberazione della mamma (CDLDM) compleanno consigli Donne educazione essere mamma essere mamme essere padre expat Fenomenologia della mamma Figli figlie femmine fratelli genitori gravidanza lavoro Malanni mamma Mamme maternità; Natale neomamma Neonati nonni Panama papà Parigi Post della domenica post fotografico Post sponsorizzato ricette scuola scuola materna scuola primaria sensi di colpa uomini viaggi vita vita da mamma Tutti i contenuti presenti su www.50sfumaturedimamma.com appartengono alle sue autrici, dove non diversamente indicato. Ogni riproduzione o uso improprio sono vietati. Ricordatevi che siamo avvocati. Back to top Benvenuti sul nuovo 50sfumaturedimamma.com! Abbiamo lavorato per rendere la navigazione più piacevole, speriamo vi piaccia. Intanto iscrivetevi alla newsletter, tante novità in arrivo! ____________________ (BUTTON) Iscriviti Questo sito utilizza dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsentite all’uso dei cookie.Ok 2-65.txt #50 sfumature di mamma » Feed 50 sfumature di mamma » Feed dei commenti 50 sfumature di mamma » La mamma: il genitore più importante, l’essere umano meno importante Feed dei commenti alternate alternate Search______________ (BUTTON) * + + + + + 50 sfumature di mamma - Dalla parte di tutte le donne Dalla parte di tutte le donne * Home * Maternità + Figli + Coppia + Gravidanza – Parto – Allattamento * Fenomenologie * Donna + Lavoro + Lifestyle + Ricette * Viaggi + Africa + America del Nord + America del Sud + Asia + Europa + Oceania * Consigli Donna, Gravidanza - Parto - Allattamento, Lifestyle, Maternità7 settembre 20171 novembre 2017 La mamma: il genitore più importante, l’essere umano meno importante by 50sfumaturedimamma Share this... Share on Facebook Pin on Pinterest Tweet about this on Twitter Share on LinkedIn Email this to someone La mamma è il genitore più importante. Certo, perché porta in grembo il bambino per 9 mesi, lo partorisce, lo allatta, è il suo corpo a dare vita, il suo corpo ad accogliere la vita, ad ogni pianto, ad ogni lamento, ad ogni malanno. Il papà? In alcune famiglie è un genitore del tutto secondario, una comparsa, quasi può esserci oppure no, che sarebbe uguale. Peccato. Peccato per i papà, peccato per le mamme e peccato per i figli. In tutte le altre famiglie, il papà cerca di esserci il più possibile ed è sostanzialmente intercambiabile con la figura materna. Ottimo. Ma non raccontiamocela, anche in molte delle famiglie più illuminate, la mamma è sempre la mamma e alcune cose le deve fare lei, spesso perché sono i figli a chiederlo (e certo il papà non li ostacola, eh!). Insomma, c’è questa convinzione diffusa che la mamma sia il genitore più importante, quando si tratta di rotture di palle, soprattutto. Amore, il piccolo è sveglio, piange. E lei si alza. Certo, perché il sonno della mamma è più ristoratore, gliene basta meno, si sa, no? Tesoro, è ora della pappa, potresti… Eh, ma cosa deve mangiare? Ah… e dove trovo… Lascia, faccio io. Certo, perché il tempo della mamma è infinito, farà dopo quello che stava facendo adesso. E poi lei è più veloce, no? In 5 minuti avrà preparato il pranzo, roba che lui… C’è il pediatra oggi alle 16. Ah davvero?! Eh sì… Per me è un casino andarci, sai… Certo, perché per le donne il casino è sempre affrontabile e organizzabile e non è mai troppo da non poter essere gestito. Stasera torno più tardi, ho un lavoro da finire. Ma io avevo la palestra… E va beh, ci andrai domani. Per la sua partita di calcetto, però, non ci sono cazzi che tengano, vero? Ci convincono che siamo i genitori più importanti, e noi ci crogioliamo in questo ruolo così importante e gratificante, che non ci rendiamo conto che essere il genitore più importante dovrebbe avere come significato secondario che come essere umani non siamo secondi a nessuno. Giusto? E invece la mamma è quella che non può mancare, che è di vitale importanza, che è unica e speciale, talmente tanto che le sue esigenze, persino quelle primarie, non valgono un cazzo. Sullo stesso argomento [default.png] Siamo tutte diverse. E allora? [default.png] Come tornare in forma dopo il parto: i trattamenti estetici post partum [default.png] Come sopravvive (discretamente) una mamma a tempo pieno Tags from the story essere mamma 5 Facebook Twitter Pinterest Google + LinkedIn Email 50sfumaturedimamma Written By 50sfumaturedimamma More from 50sfumaturedimamma La mamma perfetta secondo Facebook Share this... Esiste la Mamma Perfetta? Nella realtà non credo affatto, ma... Read More You may also like 15 ottobre 2012 Fenomenologia della mamma. La mamma ciofeca shopping mamme 20 aprile 2015 Fenomenologia della mamma: la mamma che fa shopping 21 ottobre 2014 Torta di mele alla lavanda Previous articleFenomenologia della mamma: la Mamma Spoiler Next articleMamme: lavorare o non lavorare? 5 Comments * Valchiria ha detto: 7 settembre 2017 alle 18 h 28 min Posso applaudire? Rispondi * Artemisia Gentileschi ha detto: 7 settembre 2017 alle 18 h 55 min Magnifico. Vorrei stamparlo sulla parete della camera, specialmente l'ultimo paragrafo. Rispondi * i Mondi Diversi di Laura Blog ha detto: 8 settembre 2017 alle 4 h 43 min bellissima davvero.. e purtroppo alcune mamme si annullano completamente per i figli.. una cosa davvero imbarazzante… meno male che ci siamo noi che seguiamo questo blog!!!! Rispondi * Anonimo ha detto: 8 settembre 2017 alle 8 h 32 min Chapeau Rispondi * Manila ha detto: 19 novembre 2017 alle 1 h 05 min Sono pienamente d’accordo. Vedo con piacere che non sono la sola a pensare questo! Rispondi Lascia un commento Annulla risposta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati * Commento _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ Nome * ______________________________ Email * ______________________________ Sito web ______________________________ Commento all'articolo Seguici su Instagram Il Nostro Libro Cinquanta sfumature di mamma in 20 test molto poco scientifici More Stories Figli, Gravidanza - Parto - Allattamento, Maternità #minime o nun me somiglia pe’ niente? Chi siamo? 50sfumaturedimamma.com nasce nel 2012, in un caldo pomeriggio d’estate: “e se scrivessimo di maternità a modo nostro, prendendoci in giro?”. Da lì a scegliere un nome in voga al momento il passo è stato breve: volevamo distinguerci fin da subito. In realtà, 50 sfumature di mamma racchiude tutte le mamme che ci sono in ognuna di noi. Abbiamo creato le fenomenologie della mamma non per aumentare le differenze, ma per diminuirle. Perché non importa come allattiamo, come partoriamo, come passeggiamo, non c’è un modo giusto di essere mamma se non quello per cui tutte siamo state programmate: amare i nostri figli. Oggi questo resta un blog di tre amiche diverse tra loro eppure accomunate da un grande, enorme, forse utopico progetto: avvicinare le donne, fare in modo che si sostengano a vicenda, abbattere i pregiudizi e i giudizi e fare finalmente rete. La strada è ancora lunga, ma noi ci crediamo! 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Ma altrettante mi hanno scritto per chiedermi la traduzione in italiano. Ho scritto a Simone Davies per chiederle il permesso di tradurre il post e lei ha accettato con entusiasmo. Simone è un’educatrice Montessori (con certificazione AMI) da oltre 10 anni, ed è mamma di due studenti Montessori. Ad Amsterdam organizza corsi e playgroups con genitori e bimbi alla Jacaranda Tree Montessori. Vi ho già parlato di lei in questo post in cui fornisce utilissimi consigli su come organizzare la casa in 5 step secondo il metodo Montessori. Il post di Simone Davies tratta un problema che riguarda molti genitori: “mio figlio non mi ascolta“. Ecco allora 10 tips di ispirazione montessoriana per provare a cambiare le cose: #1 Mostra, invece di dire no-1 Ho visto un video che insegna a fotografare: suggerisce di muoversi e di non affidarsi solo allo zoom per ottenere una foto migliore. Lo stesso vale con i bambini. Anziché dare istruzioni, meglio alzarsi e mostrare al bambino come fare una cosa. Questo richiede uno sforzo maggiore inizialmente, ma i bambini imparano in fretta. Esempio pratico (testo nell’immagine #1): anziché dire “quello va nel cestino”, alziamoci, andiamo accanto al cestino, indichiamolo e gentilmente diciamo: “questo va nel cestino”. Un po’ di lavoro in più adesso, per risultati migliori in futuro. #2. Una sola parola no-2 Questo mi piace molto! Invece di tormentarlo, proviamo a usare una sola parola, lasciando che lui elabori e capisca il resto della frase. Ottima soluzione per i bambini che non amano sentirsi dire cosa fare. Esempio pratico (testo nell’immagine #2): anziché diventare ripetitivi, cerchiamo la loro attenzione e poi diciamo gentilmente una sola parola, ad esempio “Scarpe”. Lasciamo che loro pensino da soli al resto, cioè a cosa devono fare. Questa soluzione può funzionare anche per loro! Mio figlio una volta mi ha detto: “stringa”. Ho abbassato lo sguardo e mi sono accorta di essere in piedi sulla stringa della scarpa che stava cercando di allacciare. Un modo simpatico per segnalarmelo invece di roteare gli occhi verso di me dicendo: “Mamma sei in piedi sul mio laccio delle scarpe. Come faccio a prepararmi?” #3 Scrivere una nota (anche se non leggono ancora) no-3 Questo suggerimento (e il # 2) provengono da un libro che ha cambiato il mio modo di essere genitore, “Come parlare perché i bambini ti ascoltino & come ascoltare perché ti parlino” di Faber & Mazlich (clicca qui per una sintesi del libro). Non è necessario coprire la casa di messaggi, ma se ci troviamo a dire spesso “no” per la stessa questione, proviamo a lasciare un post-it. Ho visto persone mettere un post-it sul tavolo con scritto “No climbing” (non arrampicarsi), oppure in un corridoio dove i vicini si lamentano perché i bambini corrono, una nota che ricorda di camminare “in punta di piedi” oppure su un armadio di vetro una nota che indica “Fragile – toccare delicatamente.” Io uso questo strumento anche per aiutare i bambini a sentirsi più ascoltati. Per esempio, se un bambino non vuole lasciare l’aula alla fine della giornata, gli chiedo se vuole che io scriva una nota da ricordare per la prossima volta. Poi scrivo, ad esempio, “didò” e gliela consegno da portare a casa. La nota gli conferma che ho ascoltato e che il messaggio è stato recepito. Esempio pratico (testo nell’immagine #3): Attaccare un post-it sul forno caldo con scritto “scotta!”. Mostriamolo ai bambini dicendo: “C’è scritto che scotta”. Un messaggio scritto è molto efficace con i bambini. #4 Ragiona su te stesso (“da dove viene questo”?) no-4 Questo è un grande consiglio di Pamela Green, una delle mie Montessoriane preferite. Chiediamo a noi stessi da quale parte di noi stessi arriva la frase “Mio figlio non ascolta” e per quale motivo lo stiamo affermando. Forse non ascolta perché non siamo “connessi” con loro e forse saltiamo alla conclusione che sia lui a non ascoltare… Spesso le domande che poniamo agli altri sono in realtà domande o riflessioni che dovremmo utilizzare verso noi stessi. Essere genitori può essere un viaggio spirituale! #5 Dare tempo per elaborare no-5 Quando mi fermo a contare a mente fino a 10, dopo aver fatto una richiesta ai miei figli, sono sempre colpita dal numero di volte in cui ho l’istinto di ripetermi. Per il momento riesco ad arrivare a 8 o 9 prima di vederli iniziare a rispondere. Senza ripetermi. È fantastico! Non sottovalutiamo il potere di lasciare loro un po’ di tempo per elaborare quello che diciamo. #6 Essere divertenti no-6 Così facile e così sottovalutato! I bambini adorano fare e dire sciocchezze. Uscire di casa o lasciare il parco potrebbe essere facilitato dal buon umore! I miei figli spesso si divertono a rispondermi “10 minuti, pasticcieri” mentre si preparano per andare a scuola (imitando il cooking show Bake Off). In questo modo si divertono senza entrare in ansia. (Testo nell’immagine #6): vi è mai capitato di non prendere le cose troppo sul serio e rendervi conto che vostro figlio non solo ha ascoltato bene ma si è anche divertito? #7 Connettersi completamente no-7 Connettersi. Aiutiamolo a calmarsi, mettendoci completamente in ascolto in modo adeguato all’età e a seconda del motivo. Ad esempio, cerchiamo di capire se è stanco, affamato, ha bisogno di muoversi, ecc, anziché dargli un iPad o offrirgli un biscotto. Una volta che la situazione si è calmata, possiamo tornare a parlare di cosa è successo. #8 Dividere in fasi no-8 Analizziamo la nostra richiesta e dividiamola in fasti gestibili. Piuttosto che “cerchiamo di riordinare la stanza”, il primo passo potrebbe essere, “cominciamo con il lego”. Stiamo chiedendo troppo ai nostri figli? Dividiamo in fasi. (Testo nell’immagine #8): anziché “Prepariamoci per uscire” facciamo una richiesta alla volta: (1) giacca (2) scarpe (3) ecc. #9 Collaborare anziché manipolare no-9 Il numero 9 è un grande cambiamento che vale la pena provare. Si basa sul concetto di collaborare anziché ‘far fare’ in modo coercitivo. Non significa che decidono i bambini, ma che tutti possono soddisfare le proprie esigenze. Immaginate un pomeriggio in cui il bambino vuole giocare e i genitori vogliono fare la spesa per la cena. Potremmo “corromperli” (“far fare”) dicendo che può andare al parco solo se si comporta bene al supermercato. Oppure possiamo fare un sottile cambiamento nel quale ognuno soddisfa i propri bisogni, pianificando insieme il pomeriggio (collaborare). “A me piacerebbe prendere alcune cose al supermercato e a te piacerebbe andare al parco. Come possiamo organizzarci?”. Acconsente ad andare prima al supermercato, poi al parco. Il risultato è lo stesso, ma nel secondo caso, il bambino è coinvolto e quindi più disponibile a cooperare senza sentirsi manipolato. Questo metodo comporta l’onestà e la cooperazione. Non è un cambiamento immediato, ci vuole tempo. Ma i bambini imparano che sono anch’essi membri importanti della famiglia. (Testo nell’immagine #9): Spesso siamo guidati da quello che vogliamo che accada. Proviamo a spostare il focus su come possiamo soddisfare le esigenze di tutti. #10 Può sentirmi? no-10 Chiediamoci se può sentirci davvero. Non solo fisicamente, ma anche emotivamente. Spesso un cambiamento di approccio e del nostro modo di parlare possono fare una grande differenza, così come il contatto visivo e/o fisico, le parole che usiamo, la struttura della frase. E molto spesso, ciò che chiediamo non è realistico, quindi, anche se ci sente, non può ascoltarci davvero! Qualche esempio: * anziché chiedere a un bambino di due anni “resta dove posso vederti “, chiediamo “resta dove tu puoi vedere me” * invece di chiedere di fare una cosa mentre siamo di passaggio o magari in un’altra stanza, proviamo a chiamare per nome il bambino, dirigendoci verso di lui, in attesa di una conferma che ha sentito, poi chiedere. * non chiedere a un adolescente di non fare tutto ciò che i suoi amici stanno facendo, ma suggerire di essere intelligenti anche quando si stanno facendo cose che sanno essere rischiose (Jennifer Turney McLaughlin, “essere intelligente anche quando sei stato stupido”) * anziché chiedere a un bambino con ADHD e disturbi di elaborazione uditiva di restare seduto per un grande pranzo di famiglia, proviamo a muoverci verso di lui, chiedendogli di rimanere nelle vicinanze del tavolo * quando chiedo a mio figlio qualcosa, e non sto ottenendo alcuna risposta, invece di entrare in ansia, ho imparato a chiedere “per favore conferma di aver sentito e capito”! Tradotto e semplificato da My child won’t listen to me – 10 tips to turn things around, su concessione di Simone Davies, The Montessori Notebook (grazie!). * Facebook * Pinterest * Twitter * E-mail * Stampa * Reddit * Pocket * Archiviato in:Mamma, Montessori Etichettato con:ASCOLTO, COMUNICAZIONE, ESSERE GENITORI, GENITORI, MONTESSORI, MONTESSORI NOTEBOOK, SIMONE DAVIES Sul comodino questa settimana * 0-2 anni: Facciamo le facce * 2-3 anni: Amore * 3-5 anni: Il mio primo libro dei numeri * 6-7 anni: 100 lampi di genio che hanno cambiato il mondo * 7-9 anni: Storie e vite di SUPERDONNE che hanno fatto la SCIENZA * Mamma: Questo lo faccio io! Raffaella-mamma (quasi) green Raffaella Caso è la creatrice di BabyGreen, dove racconta il suo percorso da single ad alto impatto a mamma (quasi) green. Alla ricerca di una vita più semplice, sana e slow, vive a Milano, nonostante tutto. Reader Interactions NEWSLETTER Ultimi post, ispirazioni per vivere green e contenuti esclusivi: il mercoledì, tutte le settimane ____________________ Iscriviti Leave this field empty if you're human: ____________________ Ti potrebbero interessare: Luana: mamma green della settimana Montessori: 5 blog da seguire Montessori da Ikea Una serata solo per me Commenti 1. Cassandra dice 15 settembre 2016 a 09:28 Grazie, come sempre. Sto valutando la creazione di una mia agenda famigliare e, appena pronta, stamperò questi 10 suggerimenti da far seguire a tutta la famiglia. Devo dire che alcuni mi servono decisamente! Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 15 settembre 2016 a 13:08 Che bella idea! Rispondi 2. Anna dice 15 settembre 2016 a 11:54 Raffaella che dirti? Grazie mille per questa bellissima ed utilissima traduzione. Ho citato il tuo post nella TOP OF THE POST di questa settimana(http://principessecolorate.it/top-of-the-post-2-2/#commen t-690) perchè credo sia davvero degno di essere letto da tutte noi mamme! Grazie ancora Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 15 settembre 2016 a 13:10 grazie! Rispondi 3. tittid dice 17 settembre 2016 a 01:21 fantastica come sempre! una sintesi di tutti i miei errori praticamente!! Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 20 settembre 2016 a 12:41 Ma noi dai!! Sicuramente sei una bravissima mamma, questi sono piccoli consigli pratici per affrontare alcune situazioni! Ciao! Rispondi 4. Laura Fava dice 23 settembre 2016 a 14:21 Non sono ancora mamma, ma ogni tanto leggo i tuoi articoli. Sono fantastici. Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 25 settembre 2016 a 14:49 Ma grazie! Rispondi 5. sasha dice 5 ottobre 2016 a 14:42 bel post 🙂 aggiungerei (in area collaborativa e non asfissiante) di sostituire il classico “muoviti che è tardi” con “bisogna andare, è l’ora”. sembra poco, ma il messaggio è molto diverso! Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 5 ottobre 2016 a 14:46 Utilissimo!!!! Grazie Sasha Rispondi 6. nonna Zoi dice 19 novembre 2016 a 14:33 Sono una nonna, ma collaboro nell’educazione dei nipotini, 5 e 3 anni, maschietti scatenati 🙂 . Ho letto con interesse l’articolo, grazie mille! Avrei una domanda, e mi rivolgo a chi ha esperienza: Come possiamo fare a farci ascoltare senza urlare, quando i bimbi, correndo e giocando, rischiano di avvicinarsi troppo alla strada o comunque ad un pericolo immediato? Sono molto vivaci, non abbiamo particolari problemi nel farci ascoltare. L’unica crisi, che non riusciamo a gestire, sono i pericoli immediati. Abbiamo spiegato loro il pericolo della strada, attirando l’attenzione su come ci muoviamo noi; devo dire che sono bravissimi. Quando corrono e giocano, pero’, dimenticano tutto, sono veramente due cuccioli spericolati … qualche consiglio? Esperienze vissute? Grazie mille ! 🙂 Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 21 novembre 2016 a 09:24 Ciao nonna Zoi, non ho esperienza simile perché mia figlia è di natura molto molto prudente. Quello che mi sento di consigliare è puntare ancora di più sul dialogo costruttivo e sull’esempio, evitando le “prediche” che non servono mai. Immagino che lo abbiate già fatto, ma prima o poi porterà risultati! Rispondi 7. chiara dice 15 febbraio 2017 a 15:30 grazie !!! chiara Rispondi 8. SIMONA BAGNOLI dice 29 ottobre 2017 a 17:09 MI PIACE MOLTO QUESTO BLOG,LE IDEE SONO BUONE , ANCHE IO VORREI PRENDERE MIO FIGLIO CON LE BUONE , EVITANDO URLI E PREDICHE , MA NON E’ SEMPRE FACILE. Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 17 novembre 2017 a 11:14 Ciao Simona, prova a leggere questo libro: http://www.babygreen.it/2017/02/porre-limiti-ai-propri-figli-a ttraverso-ascolto-e-rispetto/ Ciao! Rispondi Lascia un commento Annulla risposta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati * Commento _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ Nome * ______________________________ Email * ______________________________ Sito web ______________________________ Commento all'articolo [ ] Avvertimi via email in caso di risposte al mio commento. 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Quest’anno scolastico è stato davvero impegnativo, per tutta la famiglia. Le cose da fare, tutti i giorni, sono tante, e per quanto io sia alla costante ricerca di una vita più slow, la fatica si fa sentire. Sono sempre più convinta che il modo migliore per impostare bene la giornata, fino a sera, si giochi tutto nelle primissime ore del mattino. Iniziare bene la giornata è fondamentale. Naturalmente non esiste una formula magica e adatta a tutti: ognuno deve trovare la propria routine, considerando il proprio stile di vita, di lavoro e i propri gusti. Ultimamente ho scoperto un sito che seguo con interesse e che è per me continua fonte di ispirazione: My Morning Routine (in inglese), dove una volta alla settimana vengono intervistate persone, generalmente professionisti dei più disparati settori (arte, tech, food, ecc.), che raccontano la loro routine del mattino. Quello che emerge dalle interviste è che il punto strategico non è quale routine avere, ma il fatto di avere una routine del mattino, senza lasciare le cose al caso (e al caos). La routine mattutina è strategica per affrontare al meglio la giornata, soprattutto con i bambini. Ho anche scaricato una app che si chiama Sleep Cycle, una “sveglia intelligente” che analizza il nostro sonno e ci sveglia durante la fase più leggera, in modo da iniziare la giornata in modo più naturale (nell’ambito di una fascia oraria che impostiamo). Non la uso perché preferisco decidere esattamente quando svegliarmi, ma l’idea è interessante. Vi ho già raccontato come ho imparato a iniziare meglio la giornata a partire dalla sera prima e anche che mi sveglio presto, per almeno 5 buoni motivi. Faccio parte del popolo dell’alba, sempre più numeroso e raccontato in questo articolo su Repubblica.it (ci sono anch’io!). Questa è mia routine del mattino: * mi sveglio alle 5 con la sveglia del cellulare che spengo subito per non svegliare gli altri * bevo un bel bicchiere di acqua e, quando sono volenterosa, acqua e limone * mi dedico subito alla casa: apro le finestre di cucina e soggiorno e svuoto la lavapiatti (che è andata di sera), intanto ascolto Radio24 * preparo la colazione con molta cura: questo è una dei momenti che amo di più della giornata * bevo un caffè, preparo il planning della giornata e, se riesco, controllo la mail * nella stagione calda curo le piante del terrazzo * è il momento di prepararmi: doccia e vestiti * alle 7 circa si svegliano gli altri: mentre Carlotta si lava e si veste (è abituata ad una routine da quando ha iniziato la scuola dell’infanzia) io mi occupo delle camere da letto (apro le finestre, faccio i letti, ecc) * verso le 7.20 facciamo colazione tutti insieme: mezz’oretta di relax e chiacchiere * alle 8 usciamo e andiamo a scuola a piedi (anche questo è uno dei miei momenti preferiti della giornata) * verso le 8.30 tra un bacio e l’altro lascio Carlotta a scuola e torno a casa camminando e ascoltando la mia musica preferita * alle 9 la casa si trasforma in ufficio e la giornata di lavoro comincia! Naturalmente succede che tutto venga scombussolato da una notte difficile o da una serata in cui andiamo a dormire tardi: in questi casi capisco che amo la mia routine e che mi fa molto bene averne una! Quale è la vostra routine del mattino? * Facebook * Pinterest * Twitter * E-mail * Stampa * Reddit * Pocket * Archiviato in:Mamma, Mamme green, Organizzazione casa Etichettato con:DIARIO PERSONALE, IN EVIDENZA, ORGANIZZAZIONE, ROUTINE, ROUTINE DEL MATTINO, SVEGLIARSI PRESTO Sul comodino questa settimana * 0-2 anni: Facciamo le facce * 2-3 anni: Amore * 3-5 anni: Il mio primo libro dei numeri * 6-7 anni: 100 lampi di genio che hanno cambiato il mondo * 7-9 anni: Storie e vite di SUPERDONNE che hanno fatto la SCIENZA * Mamma: Questo lo faccio io! Raffaella-mamma (quasi) green Raffaella Caso è la creatrice di BabyGreen, dove racconta il suo percorso da single ad alto impatto a mamma (quasi) green. Alla ricerca di una vita più semplice, sana e slow, vive a Milano, nonostante tutto. Reader Interactions NEWSLETTER Ultimi post, ispirazioni per vivere green e contenuti esclusivi: il mercoledì, tutte le settimane ____________________ Iscriviti Leave this field empty if you're human: ____________________ Ti potrebbero interessare: 7 merende per 7 giorni [4-10 marzo 2013] 7 merende x 7 giorni [22-28 aprile 2013] Menu della settimana [#1 di aprile 2015] Regali di Natale (personalizzati) con CORA Commenti 1. Micol dice 25 maggio 2016 a 14:48 Ma soprattutto….a che ora vai a letto la sera??? Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 25 maggio 2016 a 14:56 Verso le 22…troppo presto? Pensa che nel sito che ho citato (MyMorningRoutine) uno degli intervistati racconta che si sveglia alle 3 del mattino a va a letto alle 20… Rispondi 2. Yericet dice 25 maggio 2016 a 17:36 Ciao Raffaella! Che bello è utile questo articolo! Amo il mattino, anche noi in 4 facciamo colazione sempre insieme,io ho un lavoro molto flessibile aiuto mio marito ad organizzare eventi della azienda per cui lui è direttore commerciale quindi ho orari fantastici! E delle volte per giorni non c’è bisogno che lavori! Lui lavora molto a casa ha un suo ufficio e ci passa molto tempo! Gira molto internazionalmente quindi delle volte per gg lui non c’è! Permettendo che sono molto fissata con l’ordine mi fa stare serena! Quindi dedico molto tempo alla casa! Ho 2 bimbi che l’anno prossimo inizieranno le elementari e a dire il Vero fino adesso mi sono organizzata molto bene! Però non nascondo che sono terrorizzata per il futuro! Con 2 bimbi Che andranno a scuola! Quindi doppi compiti ecc,ecc, La mia grande domanda è ti prego rispondimi?? a che ora vai a dormire? Riesci a riposarti? Fai almeno 8 ore di sonno? O quelle che ti servono? Prepari anche molto il mattino la sera prima di dormire vero? Grazie sempre!!! Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 25 maggio 2016 a 21:57 Vado a dormire verso le 22 e dormo 7 ore. Alla sera amo lasciare la casa in ordine, per iniziare bene la giornata! Rispondi 3. ElenaElle dice 25 maggio 2016 a 18:01 Credo che ognuno di noi abbia un ritmo suo da rispettare. Io sono decisamente una gallina nel senso che non fatico ad alzarmi presto, ma non chiedetemi impegni serali! Alle 21.30 sono a letto, e tempo mezz’ora di lettura spengo la luce, ma alle 6 sono sveglia come un grillo e faccio molte cose prima di uscire di casa coi bimbi. Soprattutto sistemo casa perché quando rientro nel pomeriggio non ho la forza fisica e mentale di fare assolutamente niente. Vivo sola coi miei figli e tutti e tre amiamo svegliarci presto e andare a letto “dopo Carosello”! Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 25 maggio 2016 a 21:55 Anch’io crollo alla sera, mentre fino a qualche anno fa ero una creatura notturna!!! Rispondi 4. Veronica dice 25 maggio 2016 a 19:19 La mia routine è che punto la sveglia alle 6.50 per stare a letto a crogiolarmi fino alle 7 almeno! 😉 Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 25 maggio 2016 a 21:54 Bellissima routine! Rispondi 5. nicoletta dice 28 maggio 2016 a 14:22 Ciao Raffaella…grazie per i tuoi post sempre molto utili…la tua routine del mattino mi ha infuso calma solo a leggerla..mi piacerebbe riuscirci prima o poi..ho due bambine molto piccole, che dormono poco..e l’idea di svegliarmi così presto senza aver dormito molto la notte mi sembra troppo difficile…quando tua figlia era piccola riuscivi lo stesso?? Grazie infinite Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 30 maggio 2016 a 09:42 Ciao Nicoletta, ho avuto la fortuna di avere una bimba che ha cominciato a dormire tutta la notte molto presto e questo mi ha permesso di riprendere presto una routine di vita quasi normale, anche se sempre impegnativa. Però avevo l’abitudine di lavorare al pc di sera e questo mi stancava molto. Adesso non lavoro più alla sera (che mi fa dormire male) ma all’alba, ed è molto meglio per me. Rispondi o nicoletta dice 30 maggio 2016 a 14:48 Grazie infinite… Ci suggeriresti anche una buona routine famigliare della sera?? Rispondi # Raffaella-mamma (quasi) green dice 30 maggio 2016 a 15:04 Hai letto questo? http://www.babygreen.it/2012/09/la-routine-della-ser a-pdf/ Rispondi @ nicoletta dice 30 maggio 2016 a 15:32 Grazie grazie… Rispondi 6. monia dice 27 settembre 2017 a 21:41 Oh mamma mia! Alzarsi alle 5 per andare a scuola alle 8? Ma sono le due ore di sonno migliori per me! 😀 😀 A parte gli scherzi, vorrei sul serio prendere spunto, per alzarmi tipo mezz’ora prima degli altri, ma sono più il tipo gufo che allodola e per me è davvero difficile, soprattutto in inverno quando non filtra luce dalla finestra. Per questo ho adottato sia il metodo sleep cycle (sembra funzionare) sia la wake up light, che si illumina gradualmente a partire da mezz’ora prima dell’orario in cui è impostato il sonoro (suoni naturali come uccellini o ranocchi) Io mi alzo alle 7, sveglio subito il bimbo, che ha dormito le sue 9 ore e si alza vispo e riposato (beato lui 🙂 e fortunata io, che ha preso da mio marito). Mi vesto coi vestiti preparati la sera prima, poi facciamo colazione, diciamo tra le 7.15 e le 7.40. Un’ultima controllata allo zaino (merende, buoni pasto… tutto preparato comunque la sera prima), al calendario per vedere se c’è motoria, basket o altri appuntamenti nella giornata, quindi andiamo a scuola in bici (diciamo le 7,45/7,50). Alle 8 sono libera di prendere l’auto e andare al lavoro, ingresso alle 8.30. Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 29 settembre 2017 a 10:11 Ciao Monia, non conosco la wake up light…ora cerco informazioni, Grazie per il suggerimento! Rispondi Lascia un commento Annulla risposta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati * Commento _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ Nome * ______________________________ Email * ______________________________ Sito web ______________________________ Commento all'articolo [ ] Avvertimi via email in caso di risposte al mio commento. 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I primi tempi sono difficili, sconvolgenti, entusiasmanti, disorientanti, emozionanti e senza dubbio molto faticosi! Ho letto con estremo piacere l’elenco di Gypsy Mama perché semplifica e concretizza tante piccole grandi esigenze di una neo mamma. Vi propongo le 20 idee che mi hanno colpita di più (tradotte e personalizzate), ma vi invito a leggere anche l’elenco completo: * Piegale tutto il bucato, specialmente le calze * Vai via appena il bimbo si addormenta, in modo che possa riposare anche lei * Portale della cioccolata * Non dirle di chiamare se ha bisogno di qualcosa, fai direttamente un salto e mettiti a lavorare * Porta i figli più grandi al parco * Portale la cena pronta, buona e sana * Condividi con lei ciò che ama del suo bambino * Non raccontarle storie terribili di maternità * Mettile lo smalto! * Se vai a trovarla a pranzo, porta il cibo e poi pulisci tutto * Non portare riviste con le celebrità in costume da bagno 6 settimane dopo il parto * Porta un regalino per i bambini più grandi * Dille che la pizza copre tutti i gruppi alimentari! * Tieni il bambino in modo che possa fare la doccia * Ammetti che la maternità è una delle cose più difficili che hai mai affrontato * Dille che non bisogna “fare tutto”, e soprattutto non bisogna “fare tutto perfettamente” * Rassicurarla che a volte l’amore e la felicità in una casa sono direttamente proporzionali alla confusione * Riempile il frigorifero con gli alimenti base per ogni necessità: latte, pane, uova, yogurt * Dille di non impazzire dietro a tutto quelle che Pinterest le dice che dovrebbe fare, cucinare, realizzare per il bambino * Accompagnala dal parrucchiere e tienile il bambino! Cosa ne pensate? Cosa aggiungereste? Ops, dimenticavo la regola più importante: mai dire a una neo-mamma cosa dovrebbe fare! * Facebook * Pinterest * Twitter * E-mail * Stampa * Reddit * Pocket * Archiviato in:Miniguide, Nove mesi Etichettato con:IN EVIDENZA Sul comodino questa settimana * 0-2 anni: Facciamo le facce * 2-3 anni: Amore * 3-5 anni: Il mio primo libro dei numeri * 6-7 anni: 100 lampi di genio che hanno cambiato il mondo * 7-9 anni: Storie e vite di SUPERDONNE che hanno fatto la SCIENZA * Mamma: Questo lo faccio io! Raffaella-mamma (quasi) green Raffaella Caso è la creatrice di BabyGreen, dove racconta il suo percorso da single ad alto impatto a mamma (quasi) green. Alla ricerca di una vita più semplice, sana e slow, vive a Milano, nonostante tutto. 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Aggiungerei: confortala se nei primi tempi allattare è duro e doloroso e dille che diventerà pian piano un legame speciale, meraviglioso e piacevole, unico e tenero, e farà crescere sano e forte il suo bambino nonostante tutto quello che possano dire certe prozie "sapientone" sul latte annacquato e sulle diete assurde per renderlo migliore. 🙂 (lo so, detta così è un TANTINO logorroica…. sarà xkè è personale!) Rispondi + valentina dice 13 maggio 2013 a 12:01 credo che quella dello smalto sia una metafora…un pò di leggerezza in un momento così “pesante”…;-) Rispondi + Vale- naturalentamente dice 30 ottobre 2015 a 21:03 Perfettamente d’accordo con te su tutta la linea! Rispondi 3. Raffaella - mamma (quasi) green dice 27 febbraio 2012 a 11:25 @Barbara: anche la mia piccola ha 3 anni e come te avrei bisogno di tanti di questi aiuti! @Serena: quella dello smalto mi piaceva per l'idea di fare in modo che una mamma si senta comunque curata e a suo agio! magari invece dello smalto va bene anche una ceretta!!!! Rispondi + valentina dice 13 maggio 2013 a 12:02 ecco si non avevo letto gli altri commenti…:-) Rispondi 4. Elisa dice 27 febbraio 2012 a 12:29 che elenco fantastico… peccato non consideri che ci sono mamme stra gelose di se stesse e dei propri figli e non vogliano neanche che ci si avvicini a loro… ho provato a mettere in pratica alcuni di questi punti ma con scarso successo… ormai non c'è più il concetto di solidarietà, tutti pensano che si faccia qualcosa per qualcosa in cambio… ma a me farebbero comodi tutti e 20 questi punti… anche adesso che i cuccioli hanno 4 e 2 anni…:D Rispondi 5. Raffaella - mamma (quasi) green dice 27 febbraio 2012 a 13:20 @elisa: dove vivi? se ci organizziamo possiamo alternarci dal parrucchiere!! Rispondi 6. quandofuoripiove dice 27 febbraio 2012 a 14:21 Vado subito a vedere l'elenco completo: aggiungerei "dille che nessuna fase del bimbo dura per sempre: i denti prima o poi escono tutti, prima o poi tutti dormono, camminano, parlano, ecc…" perchè se sei al primo figlio a volte ti sembra che non ne uscirai mai! MA adesso corro a vedere che non ci fosse già! Rispondi 7. jojo dice 27 febbraio 2012 a 14:57 un elenco fantastico, si dimentica in fretta come è essere una neo mamma. Comunque la solidarietà esiste mia amica mi tiene il mio bimbo che vado in palestra e io poi cucino il pranzo. Rispondi 8. Anonymous dice 27 febbraio 2012 a 21:58 bellissimo! non sono però d'accordo sul punto "Non dirle di chiamare se ha bisogno di qualcosa, fai direttamente un salto …" assolutamente no! potresti rischiare di svegliare lei e il bambino! ..e il sonno è tutto per una neomamma! Rispondi 9. Raffaella - mamma (quasi) green dice 28 febbraio 2012 a 08:46 @anonimo: mmm, anche questo è vero…Allora diciamo: "fai direttamente un salto, quando sei sicura che è sveglia.." ! Grazie! Rispondi 10. Raffaella - mamma (quasi) green dice 28 febbraio 2012 a 09:01 @jojo: è vero si dimenticano in fretti i primi tempi….forse perché anche gli anni successivi sono impegnativi! Mi piace sapere che anche tu credi nella solidarietà (che poi è amicizia!) – ciao! Rispondi 11. mammaliena dice 28 febbraio 2012 a 11:32 Che bello questo elenco, in particolare: Ammetti che la maternità è una delle cose più difficili che hai mai affrontato Dille che non bisogna "fare tutto", e soprattutto non bisogna "fare tutto perfettamente" mi sento molto coinvolta visto che la mia piccola ha 5 mesi e i primi 2 con le ragadi per me sono stati un inferno e non sono riuscita a godermi la maternità quando tutti intorno a me non facevano che chiedermi se ero felice… Per fortuna ho un'amica che ci è passata e mi chiamava sempre per farmi sfogare, consolarmi, e per offrirsi di tenermi la bambina! La solidarietà fra mamme è fondamentale, e io già non vedo l'ora di potere aiutare un'altra amica che è incinta del primo figlio ed è piena di dubbi. Bisogna creare circoli virtuosi! Rispondi 12. Raffaella - mamma (quasi) green dice 28 febbraio 2012 a 13:26 @mammaliena: i circoli virtuosi, quando funzionano, sono uno strumento magico! auguri per la tua bimba! Rispondi 13. Anonymous dice 28 febbraio 2012 a 13:45 forse mia madre aveva letto qst lista???? le ha fatte tutte x me…. ed io nn potrò mai finire di ringraziarla!!!! Rispondi + Vale- naturalentamente dice 30 ottobre 2015 a 21:05 Che bello!!! E che fortuna!! Brave!!! Rispondi 14. Raffaella - mamma (quasi) green dice 28 febbraio 2012 a 13:55 @anonimo: la mamma è sempre la mamma…capisce al volo e non si risparmia! Tutto quello che fa lo fa per amore nostro e dei nipotini! Che dono! Rispondi 15. Anonymous dice 6 marzo 2012 a 21:10 Sono mamma da poco e solo ora ho scoperto questo blog e questo fantastico elenco! mi sarebbe piaciuto averlo sotto mano appena partorito, ma anche ora sarebbe utile…..peccato solo che io non abbia (e non abbia avuto) nessuno che potesse mettere in pratica almeno uno di quei consigli…la maternità è davvero la cosa più difficile che si possa fare e anche la più bella..ma essere sole non ti fa vedere quanto sia davvero bella o almeno ti permette di accorgertene solo molto tempo dopo…. Rispondi 16. Raffaella - mamma (quasi) green dice 7 marzo 2012 a 08:54 @anonimo: io mi guardo spesso da fuori per ricordarmi quanto sia bella! funziona! Rispondi 17. Micaela dice 1 ottobre 2012 a 12:49 Ecco perchè mi ero persa questo post: avevo appena partorito il mio ultimo bimbo… che elenco favoloso!!!! Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 1 ottobre 2012 a 13:09 Spero che qualcuno abbia fatto per te qualcuna di queste cose!!! Rispondi 18. chiara dice 8 febbraio 2013 a 15:51 Bellissimi… bisognerebbe stamparli ed appenderli in tutti i reparti maternità, negli ambulatori e negli studi medici!!! Condivido quanto scritto da Serena sulle difficoltà dell’allattamento! E sul fatto che essere madre è una esperienza straodinariamente bella quanto impegnativa! Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 9 febbraio 2013 a 21:18 ….oppure appenderlo in casa di amici e parenti….!! Rispondi 19. Angela dice 8 febbraio 2013 a 21:25 splendido elenco..sono mamma da 18 mesi, e approvo ogni sillaba….aggiungerei anche: accompagnala in palestra e aiutala emotivamente a non mollare quando è distrutta! Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 9 febbraio 2013 a 21:20 è vero!!! Il problema è che essere distrutta è una cosa non solo da neo mamma….la stanchezza ti accompagna per qualche anno. Io per esempio mi stanco molto di più adesso che la mia bimba ha 4 anni rispetto a quando ne aveva 1… Rispondi 20. Bimbiuniverse dice 10 aprile 2013 a 23:05 Condivido e aggiungo chiama prima di passare a trovarmi perché non sempre potresti farmi piacere soprattutto se sto x andare a dormire! È parlo soprattutto x la suocera! Sarà che x me i primi gg a casa sono stati terribili xchè c’era sempre qualcuno che rompeva le scatole! Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 11 aprile 2013 a 21:52 verissimo!! Rispondi 21. silvia dice 15 settembre 2014 a 23:24 Stupendo questo elenco e mi ritengo molto fortunata per averlo potuto vivere punto per punto . Aggiungerei una sorpresa che mi è stata fatta ed ho molto apprezzato : se si hanno amiche in comune di professioni diverse tra cui estetista..massaggiatrice..parrucchiera. ..riflessologa e chi più ne ha più e metta e organizzare una giornata relax a casa sua (ovviamente dotate di pranzo ) tenendo il pupo e lasciando abbandonare al piacere e alla tranquillità la mamma che non dovrà spendere, non dovrà muoversi ne cucinare trovandosi come nuova in un lampo ! Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 16 settembre 2014 a 10:15 CHE MERAVIGLIA!!!! Rispondi 22. Vale- naturalentamente dice 30 ottobre 2015 a 21:01 Di smalto e parrucchiere io non ho bisogno, ma capisco che per alcune mamme potrebbero essere cose importanti. Le cose fondamentali che vorrei nel frigo sono piuttosto frutta e verdura, ma per il resto sono d’accordo! 🙂 Ora vado a leggermi il post intero che hai citato! E poi condivido il tuo articolo…visto che sono in attesa per la terza volta, magari potrà essere d’ispirazione a qualcuno che voglia darmi una mano quando sarà ora! 😉 Rispondi 23. Giuliana dice 23 aprile 2017 a 08:01 Non tutti hanno questa sensibilità! È questo articolo andrebbe stampato e consegnato porta a porta! Altro che portale la cena e va via quando si addormenta il bambino… Nella mia famiglia c’è ci si è offeso X l’eternità perché dopo una visita non li ho invitati a restare a cena!!! Rispondi Lascia un commento Annulla risposta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. 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Però lo userò d’ora in poi perché è adatto a tutte le età del bambino! La cucina etica per mamma e bambino. Gravidanza, allattamento e svezzamento vegan. Oltre 350 ricette si rivolge alle mamme che vogliono dare al proprio il proprio figlio un’alimentazione sana e corretta fin dai primi mesi di vita. Il libro propone una dieta vegan, ma è adattissimo anche a chi vegano non è, con utili approfondimenti sugli alimenti, i cibi allergizzanti, lo svezzamento e la creatività in cucina. Contiene anche ricettario per fascia di età, con oltre 350 preparazioni: dalle prime creme per lo svezzamento ai dolci, alle pizze, ai frullati, e delle fantastiche ricette diorama (come le “palafitte marziane” a base di polenta!) per affascinare e stimolare i bambini. Da avere in cucina! {il “venerdì del libro” è promosso da Homemademamma….ogni venerdì vi suggerisco i libri più belli che leggo con (o per) BabyBoom} * Facebook * Pinterest * Twitter * E-mail * Stampa * Reddit * Pocket * Archiviato in:Cucina, Libri, Libri per mamma e papà, Nove mesi, Ricettari, Ricette & altro, Svezzamento Etichettato con:VENERDI DEL LIBRO Sul comodino questa settimana * 0-2 anni: Facciamo le facce * 2-3 anni: Amore * 3-5 anni: Il mio primo libro dei numeri * 6-7 anni: 100 lampi di genio che hanno cambiato il mondo * 7-9 anni: Storie e vite di SUPERDONNE che hanno fatto la SCIENZA * Mamma: Questo lo faccio io! Raffaella-mamma (quasi) green Raffaella Caso è la creatrice di BabyGreen, dove racconta il suo percorso da single ad alto impatto a mamma (quasi) green. Alla ricerca di una vita più semplice, sana e slow, vive a Milano, nonostante tutto. Reader Interactions NEWSLETTER Ultimi post, ispirazioni per vivere green e contenuti esclusivi: il mercoledì, tutte le settimane ____________________ Iscriviti Leave this field empty if you're human: ____________________ Ti potrebbero interessare: Brioche in 5 minuti 5 libri creativi per bambini Cristina e il parto in casa Spaghetti & polpette (veg) per bambini: la ricetta Commenti 1. Stefania dice 9 aprile 2011 a 09:41 Anche se lo svezzamento è oramai lontano potrebbe essermi utile per stimolare un po' di più l'appetito dei miei bimbi… Della mia principessina soprattutto! Lo cercherò. Rispondi 2. mamma (quasi) green dice 10 aprile 2011 a 20:06 ciao stefania, il paragrafo con le ricette diorama potrebbe aiutarti! Rispondi 3. Chiara dice 3 settembre 2014 a 22:19 Questo libro e’ meraviglioso 🙂 ricette semplici , ma soprattutto BUONE!! Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 4 settembre 2014 a 10:09 Il binomio SEMPLICE & BUONO è sempre vincente! Rispondi Lascia un commento Annulla risposta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati * Commento _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ Nome * ______________________________ Email * ______________________________ Sito web ______________________________ Commento all'articolo [ ] Avvertimi via email in caso di risposte al mio commento. 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Accanto alla soddisfazione può farsi strada la frustrazione di non riuscire a fare tutto, di non staccare un attimo dal mondo dell'infanzia. E lo strisciante senso di colpa quando si "abbandonano" i bambini alle cure di altri (che possono essere addirittura il papà, o l'asilo e la scuola) non ci fa vivere serenamente il ruolo di madri. Bisognerebbe quindi imparare a delegare per riappropiarsi di piccoli spazi personali. Comunicare al partner i nostri bisogni e insistere nel coinvolgere la figura paterna in tutte la sfaccettature della cura dei figli. Un bene per noi stesse che giova anche alla serenità dei bambini. Continua a leggere CONDIVIDI: * * * * [pin_it_button.png] * Share Il diverso ruolo dei genitori è ben evidenziato da una recente ricerca condotta da Ipsos e commissionata da Direzione Ricerche Ferrero International: secondo i dati raccolti, il ruolo di madre diventa per le donne il cardine della loro identità e il centro emotivo della loro vita: investono tutto il loro tempo non solo per educare ed accudire i figli, ma anche per intrattenerli, giocare con loro, renderli felici... a costo di sacrificare se stesse e rendere ancora più complicate le loro giornate.E gli uomini? Sembrano assecondare questo retaggio: vivono come naturale che sia la donna ad occuparsi dei figli e della gestione della famiglia. Il diverso ruolo dei genitori è ben evidenziato da una recente ricerca condotta da Ipsos e commissionata da Direzione Ricerche Ferrero International: secondo i dati raccolti, il ruolo di madre diventa per le donne il cardine della loro identità e il centro emotivo della loro vita: investono tutto il loro tempo non solo per educare ed accudire i figli, ma anche per intrattenerli, giocare con loro, renderli felici... a costo di sacrificare se stesse e rendere ancora più complicate le loro giornate. E gli uomini? Sembrano assecondare questo retaggio: vivono come naturale che sia la donna ad occuparsi dei figli e della gestione della famiglia. Mamme e lavoro è un binomio davvero esplosivo... ma cosa si può fare per conciliare i tempi lavorativi con quelli di cura della famiglia? Maternità e congedi parentali Mamme e lavoro: cosa può essere veramente d'aiuto? Topics: maternità, genitori, figli, tempo © Riproduzione riservata Torna Su Pubblica un commento mamme/posso-aiutarti-mamma/tempi-mamma-papa$$$I tempi di una mamma e i tempi di un papà La copertina di questa settimana Abbonati In edicola Donnamoderna.tv Newsletter Concorsi Condizioni di servizio * Condizioni d'uso * * * Mappa del sito * Scrivici * Gruppo Mondadori * Pubblicità * Note legali Donnamoderna.com © 2018 Arnoldo Mondadori Editore Spa riproduzione riservata - P.IVA 08386600152 2-70.txt #BabyGreen » Feed BabyGreen » Feed dei commenti BabyGreen » Come favorire il gioco autonomo e indipendente Feed dei commenti alternate alternate * Skip to primary navigation * Skip to content * Skip to primary sidebar * Skip to footer Main navigation * About * Casa + Organizzazione + Riciclo creativo + Detersivi e pulizia + Decluttering * Cucina + La cucina organizzata o Fare la spesa o Cosa c’è di stagione o Ricettari o Menu della settimana o Pulizia e sicurezza + Ricette o Colazioni e merende o Ricette veloci o Ricette con verdure o Ricette con legumi o Dolci o Autoproduzione o Svezzamento + Family Kitchen * Fai da te + A costo zero * Montessori + Montessori a casa + Montessori: materiale & giochi * Giochi e libri + Giochi + Piccoli esperimenti + Libri per piccoli lettori + Libri per mamma e papà * Viaggi * Ecoshopping * PDF * La piccola biblioteca di BabyGreen BabyGreen La guida online per mamme (quasi) green Come favorire il gioco autonomo e indipendente 12 giugno 2017 di Raffaella-mamma (quasi) green 6 commenti * Facebook * Pinterest * Twitter * E-mail * Stampa * Reddit * Pocket * gioco autonomo indipendente Una lettrice mi ha scritto: “Come posso incoraggiare mia figlia a giocare in modo autonomo e indipendente”? Onestamente non credo ci sia una ricetta, un metodo o una formula, perché ogni bambino è diverso e ogni famiglia ha dinamiche proprie. Però racconto volentieri la mia esperienza: adesso che mia figlia ha 8 anni riesco ad avere una visione del suo percorso su questo aspetto. Cosa significa gioco indipendente e autonomo Non significa nascondersi dietro all’idea del bambino indipendente per ignorarlo. Purtroppo è una cosa che mi capita di vedere tutti i giorni e non è quello che intendo in questo post e cui si riferisce la lettrice che mi ha scritto. Favorire il gioco indipendente significa: * dare al bambino il proprio spazio, per fare in modo che possa sviluppare autostima, indipendenza e creatività, nel gioco e nella vita. * dare al genitore la possibilità di non essere obbligato ad essere presente al 100%, ma di poter – per esempio – preparare la cena o lavorare. O rilassarsi. Il bambino, soprattutto quello piccolo, è naturalmente spinto a cercare il genitore per giocare insieme e questa è una cosa bellissima e meravigliosa che io ho sempre fatto con grande gioia, ritenendomi una privilegiata per poterlo fare. Ma è anche vero che un genitore, soprattutto se ha un figlio unico e magari lavora in casa (come nel mio caso) deve necessariamente mettere dei paletti, altrimenti addio lavoro e addio autonomia. Quindi: il genitore non è un costante compagno di gioco, anche quando garantisce tanto tempo insieme, di qualità e di quantità! Regola numero uno: la sicurezza Se vogliamo essere in grado di dare al bambino (in particolare quello piccolo) autonomia in casa, dobbiamo anzitutto mettere in totale sicurezza lo spazio in cui si muove e gioca. Questo ci permette di allontanarci qualche minuto senza doverlo interrompere nel suo gioco perché dobbiamo portarlo in bagno con noi. Permette anche a noi di andare in cucina a buttare la pasta senza impazzire. A seconda del tipo di casa, possiamo organizzare uno spazio 100% sicuro in cui il bambino si possa muovere in libertà e trovare i propri giochi e libri. Organizzare i (pochi) giochi Immaginiamoci di entrare in un panificio e dover scegliere del pane. Se l’offerta è immensa, eccessiva e disposta in modo poco chiara, il nostro interesse cala e il primo istinto è di lasciar perdere. Invece se entriamo in un panificio pulito, organizzato, con la giusta quantità di prodotti buoni e belli (non troppi), saremo subito più attirati dall’offerta e la nostra scelta sarà più facile e serena, probabilmente non sbaglieremo e ci godremo con gusto il nostro pane o la nostra brioche. La stessa cosa vale per i giochi di bambini: * il primo suggerimento utile credo sia quello che vi ho già scritto tante volte: avere pochi giochi, per tanti motivi. Uno spazio troppo pieno di giochi non lascia spazio all’invenzione, alla creatività, al gioco libero. Pochi giochi, ben selezionati in base all’età e agli interessi del momento, daranno al bambino molta più autonomia nella scelta del gioco. * Il classico cestone stracolmo di giochi sparsi che il bambino deve rovesciare a terra (creando un grandissimo caos), in cui deve orientarsi e che poi deve mettere tutto in ordine, non ha senso perché non favorisce la concentrazione e sicuramente non permette di individuare facilmente un gioco * per organizzare i giochi o il materiale che il bimbo ha a disposizione meglio puntare su scaffali bassi e stabili: il bambino vede i suoi giochi e può andare a prenderli, anche gattonando. Per mantenere il senso dell’ordine è fondamentale che ogni materiale/gioco abbia il suo posto e venga rimesso al suo posto dopo essere stato usato (“un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto”). Vi consiglio questo post: Montessori, come organizzare i giochi dei bambini. Proporre i giochi giusti In generale un gioco di ispirazione montessoriana può essere svolto in modo indipendente, senza l’intervento dell’adulto. Questo aspetto è fondamentale per sviluppare la fiducia nelle proprie capacità e il senso di autonomia. Su questo aspetto vi suggerisco di leggere il post Giochi Montessori: non basta dire legno. Libertà di scelta * Il genitore troppo presente che dirige il gioco, condiziona i tempi, i ritmi e i desideri di apprendimento del bambino non lo sta dirigendo verso l’autonomia, al contrario lo sta rendendo dipendente dalle scelte altrui. * Al contrario, un genitore che diventa mediatore tra il bambino e l’ambiente educativo/ludico, aiutandolo, sostenendolo e consigliandolo, ma mai imponendosi e sostituendosi a lui, lo dirige positivamente verso scelte autonome e consapevoli. Permettere al bambino di concentrarsi * Un bambino, esattamente come un adulto, non riesce a concentrarsi se noi continuiamo a interrompere, correggere e intervenire nel suo gioco. Se ci chiede aiuto possiamo dare suggerimenti (senza sostituirci a loro), ma per il resto, lasciamoli in pace, anche loro hanno bisogno di concentrarsi. Esercitarsi alla creatività * Mia figlia lavora volentieri da sola quando ha in mente idee e progetti da sviluppare. A volte parte con un’idea che le è venuta a scuola durante un laboratorio (spesso grazie ai laboratori Munari), altre volte sfoglia uno dei libri creativi che abbiamo sempre lasciato a disposizione (noi amiamo in particolare questi 5 libri). * In ogni caso abbiamo sempre cercato di allenare la sua (e la nostra) mente all’invenzione. È un esercizio mentale che fa bene a tutti e che genera autonomia, autostima e indipendenza nei bambini. Ognuno fa il proprio lavoro, nella stessa stanza * Questo aspetto è sempre stato particolarmente importante per noi: organizzarsi per stare insieme, anche se ognuno fa la proprie cose. Restare a portata di vista e di voce diventa un modo per restare uniti e complici, anche se ognuno sta lavorando da solo. Con un sottofondo di buona musica rilassante. Permettere la noia Ne abbiamo già parlato recentemente nel post Come essere genitori minimalisti: non siamo obbligati a intrattenere in continuazione i nostri figli (ma non dobbiamo neanche abbandonarli davanti ad uno schermo). Diamo loro la possibilità di annoiarsi: è un’opportunità per risolvere un problema, con creatività e in autonomia. Un bambino ha il diritto di imparare a risolvere i tempi vuoti, la noia e conoscere il silenzio. * Facebook * Pinterest * Twitter * E-mail * Stampa * Reddit * Pocket * Archiviato in:Giochi, in evidenza, Mamma, Miniguide, Montessori Etichettato con:AUTONOMIA, BAMBINI INDIPENDENTI, GIOCHI, MINIMALISMO, MONTESSORI Sul comodino questa settimana * 0-2 anni: Facciamo le facce * 2-3 anni: Amore * 3-5 anni: Il mio primo libro dei numeri * 6-7 anni: 100 lampi di genio che hanno cambiato il mondo * 7-9 anni: Storie e vite di SUPERDONNE che hanno fatto la SCIENZA * Mamma: Questo lo faccio io! Raffaella-mamma (quasi) green Raffaella Caso è la creatrice di BabyGreen, dove racconta il suo percorso da single ad alto impatto a mamma (quasi) green. Alla ricerca di una vita più semplice, sana e slow, vive a Milano, nonostante tutto. Reader Interactions NEWSLETTER Ultimi post, ispirazioni per vivere green e contenuti esclusivi: il mercoledì, tutte le settimane ____________________ Iscriviti Leave this field empty if you're human: ____________________ Ti potrebbero interessare: 10 modi per semplificare la giornata di lavoro Pigne profumate alla cannella La semplicità porta felicità (ai bambini e non solo) Risparmiare (per 3 anni) per coltivare un sogno Commenti 1. Claudia bb dice 12 giugno 2017 a 10:37 Ciao Raffaella, molto interessante il tuo articolo. Io sto combattendo tutti i giorni con la noia di mia figlia (8 anni) e dico “combattendo” perché è davvero un problema non da poco. Anch’io ho un piccolo lavoro che posso svolgere a casa e così io e lei siamo sempre insieme. Oggi, primo giorno di vacanza, il problema-noia si ripropone in tutta la sua potenza già fin dal mattino e io, di fronte alla sua famosa frase “Mamma, cosa faccio? mi annoio” mi ritrovo impreparata. Rileggerò gli altri tuoi articoli sui pochi giochi. Grazie, ciao!! Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 12 giugno 2017 a 10:53 Ciao Claudia, visto che oggi è il primo giorno di vacanza, perché non le proponi di “organizzare i giochi delle vacanze” per le giornate trascorse in casa insieme? Potreste allestire un suo ufficio estivo dove potrà svolgere le sue attività mentre tu svolgi le tue. Prova a chiederle di selezionare i 5 giochi da mettere nella sua speciale area estiva. Già sceglierli è un’attività che richiede tempo e concentrazione, poi magari li riscopre e si immerge nel gioco. A noi in genere succede così… Rispondi 2. Moira dice 13 giugno 2017 a 11:49 Ciao, perché ho sempre l’impressione che se non gioco con loro, il gioco che fanno non sia mai abbastanza “costruttivo”, ben fatto, ben organizzato e strutturato ??? Non riesco a scrollarmi di dosso questa responsabilità che in effetti diventa molto limitante in quanto non riesco a dedicare il tempo necessario alla casa o alla cucina o a me stessa. Grazie e tutte ! Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 19 giugno 2017 a 08:27 Ciao Moira, il gioco libero è sempre sano e utile per i bambini, quindi è giusto che possano giocare ed esprimersi come preferiscono. Detto questo, è anche giusto – a mio avviso – dare loro gli strumenti per fare anche attività strutturata. Però non è detto che questo strumento sia la tua presenza costante. Prova a leggere qui: http://www.babygreen.it/montessori/ troverai tanti post utili! Rispondi 3. Antonella Carruggio dice 16 settembre 2017 a 08:40 Ciao Raffaella, il tuo blog è semplicemente meraviglioso. Ti seguirò e condivideró con altre mamme. Grazie Rispondi + Raffaella-mamma (quasi) green dice 18 settembre 2017 a 09:04 Grazie Antonella! Che bel messaggio! Rispondi Lascia un commento Annulla risposta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati * Commento _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ Nome * ______________________________ Email * ______________________________ Sito web ______________________________ Commento all'articolo [ ] Avvertimi via email in caso di risposte al mio commento. 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Valentina Piccini 2 luglio 2016 6 0 7,039 Visite 6Shares 0 0 0 6 [INS: :INS] La complicità mamma e figlia non sempre è così naturale. Ma se si mettono da parte le aspettative e si gioca con la frivolezza le cose vengono meglio! Quando ho saputo che il primo figlio che aspettavo era in realtà una femmina sono rimasta in shock un paio di settimane: io mamma di una femmina? ma se ho sempre pensato di avere dei maschi?! E poi mamma e figlia, si sa, finiscono inevitabilmente per litigare durante l'adolescenza, si sa... O no? E' possibile instaurare una complicità mamma e figlia forte e senza rivalità già dalla prima infanzia? Nella mia esperienza di figlia non esiste rivalità con la mamma; d'altra parte i miei genitori sono giovanissimi, mio padre aveva solo 21 anni quando sono nata e mia mamma nemmeno diciotto, in pratica una ragazzina. Ecco perchè forse tra noi il rapporto è sempre stato più da amiche che da mamma e figlia. Con le mie bambine, però, volevo un rapporto che fosse una via di mezzo, perchè amiche va bene, ma il ruolo del genitore, con tutti i no che ne conseguono e l'esperienza che ti aiuta a fare le scelte giuste, è fondamentale. [INS: :INS] Come fare? Non lo so, non sono una psicologa nè tantomeno ho studi in pedagogia all'attivo. Ma è pur vero che il mestiere di genitore si impara sul campo e io ho cercato di imparare il più possibile in questi otto anni, che mi hanno regalato altre due figlie femmine. Credo che il fatto di essere una mamma davvero poco ansiosa mi abbia indirizzato verso la strada giusta. La parola d'ordine delle nostre giornate è "divertimento" e questo ha reso le mie bimbe molto serene e davvero poco capricciose; ma la fermezza quella no, non può mancare mai. Non è vero che in una figlia femmina rivedi quella che tu sei stata e ciò che non sei riuscita a fare e la cresci con l'aspettativa che sia lei a realizzare il tuo sogno: io non vorrei mai che le mie figlie percorressero la mia strada, vorrei che si affermassero in qualsiasi cosa piaccia a loro e non a me, perchè la loro vita non mi appartiene. Vorrei che fossero felici ed innamorate della vita e questo è tutto. Non voglio che mi somiglino (anche se una delle tre è davvero la mia fotocopia, sia a livello fisico che caratteriale) nè che facciano scelte coerenti con il mio pensiero. Divertirsi con una bambina e sentirla tua complice è semplice: basta abituarla a fare le cose che tu fai abitualmente come fosse tutto un grande gioco ed ecco che tua figlia sarà la tua migliore alleata. Dal parrucchiere, al lavoro, allo shopping, tutto è concesso con tua figlia ed ogni giorno passato insieme facendo nuove esperienze e sorridendo rafforzerà ancora di più la vostra complicità. complicita`-mamma-figlia A volte mi capita di dover fare delle foto per lavoro indossando abiti particolari e sono riuscita a trasformare anche questo in un momento di divertimento e complicità. Abiti sfiziosi anche per lei e l'altra sorella armata di macchina fotografica e il gioco è fatto... Fare foto sceme e riguardarle insieme è uno dei modi in cui ci divertiamo di più e sarà sicuramente un bel ricordo da riguardare quando saranno adulte. Sì, la complicità mamma e figlia passa anche attraverso queste piccole cose... Lo so, capisco che molte mamme "perfette" inorridiscano davanti a questo, che per loro la cosa giusta da fare sia solo giocare con le costruzioni o stimolare la creatività con il fai da te (e noi facciamo anche questo), ma per me la vera vittoria è inserire i tuoi figli nella tua vita dando loro il massimo, ma senza risentirne troppo e cambiare drasticamente abitudini. Quando arriveremo all'adolescenza vedremo se il mio metodo "easy" avrà funzionato e intanto ci godiamo i nostri momenti spensierati e le migliaia di foto accumulate in questi otto anni. Copia l'outfit Per me, Giulia e Elena Sofia: -abiti Envie de Fraise "Family Collection" -scarpe Melania Tags Babyfashion Famiglia kidsoutfit Moda Premaman Mommy Outfit Outfit del giorno Scarpe bambino p/e 2016 scarpe estate 2016 Valentina Piccini Fashion, social e biberon. Valentina è una di quelle mamme che sui tacchi continuano davvero a viverci, incuranti della scomodità ed appoggiandosi al passeggino per non cadere: che siano tacchi veri o metaforici (avete presente cosa significhi avere tre figlie piccole, un lavoro da social media strategist e una grande famiglia allargata?). La vita va vissuta in ogni suo aspetto e difficoltà... Ma tanto vale farlo da un bel tacco 12! Share This 0 0 0 6 Previous ArticleRighe mon amour: come arredare casa con questa allegra stampa Next ArticleLaura Chiatti attende il parto a Perugia Comments (0) Leave a Reply Cancel reply Your email address will not be published. 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Feed dei commenti alternate alternate * Home * Fashion * Moda bambino * Stile di vita * Gossip mamma * Stare bene * Mamme multitasking Mamme a spillo Complicit mamma e figlia: viva la frivolezza! 6Shares 0 0 0 6 * Home * About Mamme a Spillo * Sceglimi * Get the badge! * Contatti * Privacy Policy * Follow Us + Facebook + Pinterest + Twitter + Linkedin + Instagram + RSS * ____________________ Search Mamme a spillo ____________________ Search * Home * Fashion * Moda bambino * Stile di vita * Gossip mamma * Stare bene * Mamme multitasking 0 Fashion Complicit mamma e figlia: viva la frivolezza! Valentina Piccini 2 luglio 2016 6 0 7,039 Visite 6Shares 0 0 0 6 [INS: :INS] La complicit mamma e figlia non sempre cos naturale. Ma se si mettono da parte le aspettative e si gioca con la frivolezza le cose vengono meglio! Quando ho saputo che il primo figlio che aspettavo era in realt una femmina sono rimasta in shock un paio di settimane: io mamma di una femmina? ma se ho sempre pensato di avere dei maschi?! E poi mamma e figlia, si sa, finiscono inevitabilmente per litigare durante l'adolescenza, si sa... O no? E' possibile instaurare una complicit mamma e figlia forte e senza rivalit gi dalla prima infanzia? Nella mia esperienza di figlia non esiste rivalit con la mamma; d'altra parte i miei genitori sono giovanissimi, mio padre aveva solo 21 anni quando sono nata e mia mamma nemmeno diciotto, in pratica una ragazzina. Ecco perch forse tra noi il rapporto sempre stato pi da amiche che da mamma e figlia. Con le mie bambine, per, volevo un rapporto che fosse una via di mezzo, perch amiche va bene, ma il ruolo del genitore, con tutti i no che ne conseguono e l'esperienza che ti aiuta a fare le scelte giuste, fondamentale. [INS: :INS] Come fare? Non lo so, non sono una psicologa n tantomeno ho studi in pedagogia all'attivo. Ma pur vero che il mestiere di genitore si impara sul campo e io ho cercato di imparare il pi possibile in questi otto anni, che mi hanno regalato altre due figlie femmine. Credo che il fatto di essere una mamma davvero poco ansiosa mi abbia indirizzato verso la strada giusta. La parola d'ordine delle nostre giornate "divertimento" e questo ha reso le mie bimbe molto serene e davvero poco capricciose; ma la fermezza quella no, non pu mancare mai. Non vero che in una figlia femmina rivedi quella che tu sei stata e ci che non sei riuscita a fare e la cresci con l'aspettativa che sia lei a realizzare il tuo sogno: io non vorrei mai che le mie figlie percorressero la mia strada, vorrei che si affermassero in qualsiasi cosa piaccia a loro e non a me, perch la loro vita non mi appartiene. Vorrei che fossero felici ed innamorate della vita e questo tutto. Non voglio che mi somiglino (anche se una delle tre davvero la mia fotocopia, sia a livello fisico che caratteriale) n che facciano scelte coerenti con il mio pensiero. Divertirsi con una bambina e sentirla tua complice semplice: basta abituarla a fare le cose che tu fai abitualmente come fosse tutto un grande gioco ed ecco che tua figlia sar la tua migliore alleata. Dal parrucchiere, al lavoro, allo shopping, tutto concesso con tua figlia ed ogni giorno passato insieme facendo nuove esperienze e sorridendo rafforzer ancora di pi la vostra complicit. complicita`-mamma-figlia A volte mi capita di dover fare delle foto per lavoro indossando abiti particolari e sono riuscita a trasformare anche questo in un momento di divertimento e complicit. Abiti sfiziosi anche per lei e l'altra sorella armata di macchina fotografica e il gioco fatto... Fare foto sceme e riguardarle insieme uno dei modi in cui ci divertiamo di pi e sar sicuramente un bel ricordo da riguardare quando saranno adulte. S, la complicit mamma e figlia passa anche attraverso queste piccole cose... Lo so, capisco che molte mamme "perfette" inorridiscano davanti a questo, che per loro la cosa giusta da fare sia solo giocare con le costruzioni o stimolare la creativit con il fai da te (e noi facciamo anche questo), ma per me la vera vittoria inserire i tuoi figli nella tua vita dando loro il massimo, ma senza risentirne troppo e cambiare drasticamente abitudini. Quando arriveremo all'adolescenza vedremo se il mio metodo "easy" avr funzionato e intanto ci godiamo i nostri momenti spensierati e le migliaia di foto accumulate in questi otto anni. Copia l'outfit Per me, Giulia e Elena Sofia: -abiti Envie de Fraise "Family Collection" -scarpe Melania Tags Babyfashion Famiglia kidsoutfit Moda Premaman Mommy Outfit Outfit del giorno Scarpe bambino p/e 2016 scarpe estate 2016 Valentina Piccini Fashion, social e biberon. Valentina una di quelle mamme che sui tacchi continuano davvero a viverci, incuranti della scomodit ed appoggiandosi al passeggino per non cadere: che siano tacchi veri o metaforici (avete presente cosa significhi avere tre figlie piccole, un lavoro da social media strategist e una grande famiglia allargata?). La vita va vissuta in ogni suo aspetto e difficolt... Ma tanto vale farlo da un bel tacco 12! Share This 0 0 0 6 Previous ArticleRighe mon amour: come arredare casa con questa allegra stampa Next ArticleLaura Chiatti attende il parto a Perugia Comments (0) Leave a Reply Cancel reply Your email address will not be published. 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Ma io non la penso così E insomma ci siamo: dopo tre figlie femmine, ho tra le braccia il mio primo bimbo maschio. In realtà nella nostra famiglia allargata questo è il secondo maschietto, mio marito ne aveva già uno e quindi diciamo che non sono proprio estranea alla materia. Però... Però ammetto di aver vissuto con "preoccupazione" questa cosa, perchè, mi dicevo, come si fa a trovare bello un neonato maschio dopo tre principesse? Non puoi mettergli strati e strati di tulle, fasce per capelli frou frou, scarpine coi fiocchetti, colori confetto... Insomma, come si fa? La risposta di molte persone a me vicine è stata: "vedrai, da quando lo prenderai tra le braccia capirai di aver FINALMENTE incontrato l'uomo della tua vita". essere-mamma-di-un-maschio Ok, aspettate un attimo. L'uomo della mia vita? Ma io ce l'ho già l'uomo della mia vita, insomma state scherzando, è un modo di dire? E loro invece: "no no, non capirai mai quanto si può amare un uomo fino a quando non avrai tra le braccia tuo figlio". Ma a me la cosa non tornava. Insomma, sarebbe come dire che mio marito, quando abbiamo avuto nostra figlia, ha capito quanto si possa amare una donna, ma non ama già me alla follia? Fermiamoci un attimo. E loro, ancora: "dici così perchè ancora non lo hai tra le tue braccia, ma cambierai idea". [INS: :INS] Premessa: io e mio marito abbiamo fatto una scelta molto forte, sei anni fa: lasciare i nostri rispettivi ex, da cui avevamo già due figli a testa e iniziare una vita insieme, tra mille difficoltà e appunto molti bambini. A loro si sono aggiunti dopo due anni Eva Maria e ora il nostro bimbo maschio e ogni volta quando dobbiamo pianificare spostamenti di lavoro o piacere o anche solo una mezza giornata per noi dobbiamo incastrare tutti i pezzi di questo grande puzzle, facendo attenzione a non scontentare nessuno, il che non è facile. In tutto ciò non ci dimentichiamo mai di essere prima di tutto una coppia, sì, anche se nostra figlia dorme nel lettone in mezzo a noi e anche se la casa è sempre molto affollata (sul tema sesso da genitori ho scritto già come la penso). Riuscite ad immaginare quanto amore ci voglia per tenere insieme il tutto senza scoppiare? giuseppino-star-wars Immagino che chi ribadisce con forza che prima o poi questo bimbo maschio sostituirà nei miei pensieri la figura di mio marito, fino ad annullare ciò che provo per lui a semplice abitudine e ad annullarmi come donna, continuando a vivere solo come mamma, sia più o meno lo stesso tipo di persona che insiste sul fatto che una volta fatti dei figli in una coppia si spegne ogni romanticismo e desiderio. Il che per me è una gran cazzata. Amo i miei figli alla follia, ma cosa c'entra l'amore che si prova per loro con quello per il tuo compagno di vita? papa`-figlio-maschio Ok, questa è una breve disquisizione per arrivare ad un punto che ribadisco sempre con forza: signore, siate mamme con tutta la dolcezza e l'amore di cui siete capaci, ma prima di tutto siate mogli o compagne che amano senza annullarsi, amanti, complici, amiche. Vedrete che i vostri mariti sapranno fare altrettanto... E se non lo fanno chiedete, perchè si sa, gli uomini sono uomini e non sempre capiscono al volo:) Oggi festeggiamo con un bimbo maschio il nostro amore, lo festeggiamo ancora una volta, con occhiaie più profonde, tanta stanchezza, ma anche con mani che non smettono di tenersi e piedi che non smettono di cercarsi sotto le coperte. E più guardo mio figlio, più mi innamoro di suo padre. Sarà un caso che dopo la nascita di Ruggero G. lui mi abbia chiesto di sposarlo di nuovo? Io non credo. Tags Coppia Famiglia Famiglia allargata Gravidanza Matrimonio Psicologia Sesso Valentina Piccini Fashion, social e biberon. Valentina è una di quelle mamme che sui tacchi continuano davvero a viverci, incuranti della scomodità ed appoggiandosi al passeggino per non cadere: che siano tacchi veri o metaforici (avete presente cosa significhi avere tre figlie piccole, un lavoro da social media strategist e una grande famiglia allargata?). La vita va vissuta in ogni suo aspetto e difficoltà... Ma tanto vale farlo da un bel tacco 12! Share This 0 0 1 1 Previous ArticleIl corpo post-gravidanza: quello che forse non sapete e come sarà realmente Next ArticleKim Kardashian, test di gravidanza in diretta dalla toilette dell'aereo Comments (7) 1. Lalu ha detto: 23 maggio 2016 alle 09:50 Brava. Non commento quasi mai, ma approvo spesso. Mi piace la tua libertà....avrai le tue debolezze come tutti, ma te ne freghi dei giudizi o dei giudizi finti consigli. ..soprattutto delle donne...acerrimo nemiche tra di noi!!. Lalu http://Www.ilquadernodilalu.it Rispondi 1. Valentina Piccini ha detto: 23 maggio 2016 alle 19:35 grazie mille per le tue parole! Rispondi 2. mammachebrava ha detto: 30 maggio 2016 alle 16:15 Bravissima!! Anche io la penso come te!! Ho appena partorito un maschietto anch'io, dopo una bimba...e non mi sembra o almeo per adesso che lui possa essere l'uomo della mia vita! Sento verso di lui la stessa tenerezza, lo stesso amore e le stesse emozioni di quando ho partorito la mia primogenita...forse l'unica differenza è che attualmente c'è più consapevolezza e sicurezza rispetto alla prima esperienza!! A presto Teresa Rispondi 3. fraga ha detto: 1 giugno 2016 alle 21:48 Brava! Brava! E' proprio vero. Sono mamma di due maschietti e non mi pare che abbiano preso il posto del mio compagno al quale mi sento legata da un amore profondo e diverso dall'amore che ho per i miei due bimbi. Sono amori diversi che non possono sostituirsi, se succede secondo me è perchè qualcosa si è rotto. Eppoi credo che sia di fondamentale importanza che i bambini crescano con genitori che si vogliono bene, che si prendono i loro spazi, che si abbracciano, che si amano, che... Rispondi 4. Paola ha detto: 15 novembre 2016 alle 22:07 Credo che nessuna mamma che consideri il proprio figlio come uomo della propria vita intenda che questi debba sostituire il proprio marito ... mi sembra assurdo doverlo precisare. Vuol dire semplicemente che esiste un amore DIVERSO e NUOVO. È un modo per esprimere il concetto che, mentre prima esisteva probabilmente solo l'amore verso il proprio compagno, ora ne esiste anche un altro, totalmente diverso, più innocente e protettivo, che non compete nè sostituisce quello che si nutre verso il proprio partner.Qui non si tratta di stilare graduatorie. Si tratta di amori diversi che possono tranquillamente coesistere. È ovvio che si tende poi ad enfatizzare l'amore verso i propri figli, maschi o femmine che siano. Si tratta di amori del tutto nuovi, che conosciamo in età adulta, che molte di noi neanche immaginavano si potesse provare. I propri figli, sia maschi sia femmine, sono gli amori della vita di molte mamme ... per loro molte di noi darebbero la vita!! Ciò non vuole affatto significare che l'amore verso i propri partner diverrà automaticamente meno intenso o che ci si sottrarrà al proprio ruolo di compagna, amante e donna. Tutt'altro!! Si tratta in entrambe i casi di amori intensi e forti ma di natura diversa. Allo stesso modo, per quanto mi riguarda, l'amore verso il partner non dovrà divenire una scusante per celare i propri egoismi a danno dei propri figli. Non credo infatti sarei stata in grado di comportarmi come hanno fatto questi 2 signori nei riguardi dei figli avuti con i precedenti partner! Inviterei le lettrici di andare oltre il significato letterale delle parole e di non banalizzare!! Ritengo pertanto questo articolo frutto di un ragionamento vuoto e superficiale. Rispondi 1. Valentina Piccini ha detto: 16 novembre 2016 alle 20:17 Cara Paola, magari lo fosse! Conosco molti uomini rovinati dalle loro mamme che ad un certo punto si sono dimenticate di avere un marito (o non lo avevano proprio) e hanno sfogato sul figlio tutto il loro "amore". E' chiaro che siano due amori diversi, qui non c'è la componente sessuale, ma trovo il tuo commento abbastanza buonista e incapace di guardare la realtà. Esistono eccome queste madri che soffocano i loro figli, di solito le femmine in qualche modo si affrancano, ma i maschietti, ahimè, rimangono spesso dei "tontoloni" che desiderano la pappa scodellata. Rispondi 1. Eleonora ha detto: 1 febbraio 2017 alle 11:19 Verissimo! Sono d'accordo con te Valentina. Quante mamme morbose conosco che per un figlio/a mettono da parte tutto: marito, lavoro e perfino se stesse. Io non dico che sia sbagliato fare rinunce per i figli, ma il fatto che una diventi madre non significa che abbia smesso di vivere, bisogna comunque mantenere un'identità! E poi guardiamo in faccia la realtà, è vero che molte donne trascurano il compagno come se fosse buono solo a permetterle di figliare. Addirittura una volta ho letto di una mamma che dovendo scegliere avrebbe rinunciato a suo marito a calci per i suoi figli... beh insomma i figli ovviamente sono figli, ma dirlo con questi toni mi ha fatto pensare "povero marito" così.. come se fosse un giocattolo, io manco di un cane parlerei così. Non trovo sia giusto. Io amo il mio compagno e non mi sognerei mai di accantonarlo dopo che abbiamo camminato sempre insieme, i miei figli li amo da morire ma sono due amori diversi e non si può decidere chi viene prima e chi viene dopo perché fino a prova contraria fanno tutti parte della mia famiglia e mio marito è l'uomo con cui ho deciso di formarla, non un pincopallo preso a caso! Rispondi Leave a Reply Cancel reply Your email address will not be published. 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Ma io non la penso cos E insomma ci siamo: dopo tre figlie femmine, ho tra le braccia il mio primo bimbo maschio. In realt nella nostra famiglia allargata questo il secondo maschietto, mio marito ne aveva gi uno e quindi diciamo che non sono proprio estranea alla materia. Per... Per ammetto di aver vissuto con "preoccupazione" questa cosa, perch, mi dicevo, come si fa a trovare bello un neonato maschio dopo tre principesse? Non puoi mettergli strati e strati di tulle, fasce per capelli frou frou, scarpine coi fiocchetti, colori confetto... Insomma, come si fa? La risposta di molte persone a me vicine stata: "vedrai, da quando lo prenderai tra le braccia capirai di aver FINALMENTE incontrato l'uomo della tua vita". essere-mamma-di-un-maschio Ok, aspettate un attimo. L'uomo della mia vita? Ma io ce l'ho gi l'uomo della mia vita, insomma state scherzando, un modo di dire? E loro invece: "no no, non capirai mai quanto si pu amare un uomo fino a quando non avrai tra le braccia tuo figlio". Ma a me la cosa non tornava. Insomma, sarebbe come dire che mio marito, quando abbiamo avuto nostra figlia, ha capito quanto si possa amare una donna, ma non ama gi me alla follia? Fermiamoci un attimo. E loro, ancora: "dici cos perch ancora non lo hai tra le tue braccia, ma cambierai idea". [INS: :INS] Premessa: io e mio marito abbiamo fatto una scelta molto forte, sei anni fa: lasciare i nostri rispettivi ex, da cui avevamo gi due figli a testa e iniziare una vita insieme, tra mille difficolt e appunto molti bambini. A loro si sono aggiunti dopo due anni Eva Maria e ora il nostro bimbo maschio e ogni volta quando dobbiamo pianificare spostamenti di lavoro o piacere o anche solo una mezza giornata per noi dobbiamo incastrare tutti i pezzi di questo grande puzzle, facendo attenzione a non scontentare nessuno, il che non facile. In tutto ci non ci dimentichiamo mai di essere prima di tutto una coppia, s, anche se nostra figlia dorme nel lettone in mezzo a noi e anche se la casa sempre molto affollata (sul tema sesso da genitori ho scritto gi come la penso). Riuscite ad immaginare quanto amore ci voglia per tenere insieme il tutto senza scoppiare? giuseppino-star-wars Immagino che chi ribadisce con forza che prima o poi questo bimbo maschio sostituir nei miei pensieri la figura di mio marito, fino ad annullare ci che provo per lui a semplice abitudine e ad annullarmi come donna, continuando a vivere solo come mamma, sia pi o meno lo stesso tipo di persona che insiste sul fatto che una volta fatti dei figli in una coppia si spegne ogni romanticismo e desiderio. Il che per me una gran cazzata. Amo i miei figli alla follia, ma cosa c'entra l'amore che si prova per loro con quello per il tuo compagno di vita? papa`-figlio-maschio Ok, questa una breve disquisizione per arrivare ad un punto che ribadisco sempre con forza: signore, siate mamme con tutta la dolcezza e l'amore di cui siete capaci, ma prima di tutto siate mogli o compagne che amano senza annullarsi, amanti, complici, amiche. Vedrete che i vostri mariti sapranno fare altrettanto... E se non lo fanno chiedete, perch si sa, gli uomini sono uomini e non sempre capiscono al volo:) Oggi festeggiamo con un bimbo maschio il nostro amore, lo festeggiamo ancora una volta, con occhiaie pi profonde, tanta stanchezza, ma anche con mani che non smettono di tenersi e piedi che non smettono di cercarsi sotto le coperte. E pi guardo mio figlio, pi mi innamoro di suo padre. Sar un caso che dopo la nascita di Ruggero G. lui mi abbia chiesto di sposarlo di nuovo? Io non credo. Tags Coppia Famiglia Famiglia allargata Gravidanza Matrimonio Psicologia Sesso Valentina Piccini Fashion, social e biberon. Valentina una di quelle mamme che sui tacchi continuano davvero a viverci, incuranti della scomodit ed appoggiandosi al passeggino per non cadere: che siano tacchi veri o metaforici (avete presente cosa significhi avere tre figlie piccole, un lavoro da social media strategist e una grande famiglia allargata?). La vita va vissuta in ogni suo aspetto e difficolt... Ma tanto vale farlo da un bel tacco 12! Share This 0 0 1 1 Previous ArticleIl corpo post-gravidanza: quello che forse non sapete e come sar realmente Next ArticleKim Kardashian, test di gravidanza in diretta dalla toilette dell'aereo Comments (7) 1. Lalu ha detto: 23 maggio 2016 alle 09:50 Brava. Non commento quasi mai, ma approvo spesso. Mi piace la tua libert....avrai le tue debolezze come tutti, ma te ne freghi dei giudizi o dei giudizi finti consigli. ..soprattutto delle donne...acerrimo nemiche tra di noi!!. Lalu http://Www.ilquadernodilalu.it Rispondi 1. Valentina Piccini ha detto: 23 maggio 2016 alle 19:35 grazie mille per le tue parole! Rispondi 2. mammachebrava ha detto: 30 maggio 2016 alle 16:15 Bravissima!! Anche io la penso come te!! Ho appena partorito un maschietto anch'io, dopo una bimba...e non mi sembra o almeo per adesso che lui possa essere l'uomo della mia vita! Sento verso di lui la stessa tenerezza, lo stesso amore e le stesse emozioni di quando ho partorito la mia primogenita...forse l'unica differenza che attualmente c' pi consapevolezza e sicurezza rispetto alla prima esperienza!! A presto Teresa Rispondi 3. fraga ha detto: 1 giugno 2016 alle 21:48 Brava! Brava! E' proprio vero. Sono mamma di due maschietti e non mi pare che abbiano preso il posto del mio compagno al quale mi sento legata da un amore profondo e diverso dall'amore che ho per i miei due bimbi. Sono amori diversi che non possono sostituirsi, se succede secondo me perch qualcosa si rotto. Eppoi credo che sia di fondamentale importanza che i bambini crescano con genitori che si vogliono bene, che si prendono i loro spazi, che si abbracciano, che si amano, che... Rispondi 4. Paola ha detto: 15 novembre 2016 alle 22:07 Credo che nessuna mamma che consideri il proprio figlio come uomo della propria vita intenda che questi debba sostituire il proprio marito ... mi sembra assurdo doverlo precisare. Vuol dire semplicemente che esiste un amore DIVERSO e NUOVO. un modo per esprimere il concetto che, mentre prima esisteva probabilmente solo l'amore verso il proprio compagno, ora ne esiste anche un altro, totalmente diverso, pi innocente e protettivo, che non compete n sostituisce quello che si nutre verso il proprio partner.Qui non si tratta di stilare graduatorie. Si tratta di amori diversi che possono tranquillamente coesistere. ovvio che si tende poi ad enfatizzare l'amore verso i propri figli, maschi o femmine che siano. Si tratta di amori del tutto nuovi, che conosciamo in et adulta, che molte di noi neanche immaginavano si potesse provare. I propri figli, sia maschi sia femmine, sono gli amori della vita di molte mamme ... per loro molte di noi darebbero la vita!! Ci non vuole affatto significare che l'amore verso i propri partner diverr automaticamente meno intenso o che ci si sottrarr al proprio ruolo di compagna, amante e donna. Tutt'altro!! Si tratta in entrambe i casi di amori intensi e forti ma di natura diversa. Allo stesso modo, per quanto mi riguarda, l'amore verso il partner non dovr divenire una scusante per celare i propri egoismi a danno dei propri figli. Non credo infatti sarei stata in grado di comportarmi come hanno fatto questi 2 signori nei riguardi dei figli avuti con i precedenti partner! Inviterei le lettrici di andare oltre il significato letterale delle parole e di non banalizzare!! Ritengo pertanto questo articolo frutto di un ragionamento vuoto e superficiale. Rispondi 1. Valentina Piccini ha detto: 16 novembre 2016 alle 20:17 Cara Paola, magari lo fosse! Conosco molti uomini rovinati dalle loro mamme che ad un certo punto si sono dimenticate di avere un marito (o non lo avevano proprio) e hanno sfogato sul figlio tutto il loro "amore". E' chiaro che siano due amori diversi, qui non c' la componente sessuale, ma trovo il tuo commento abbastanza buonista e incapace di guardare la realt. Esistono eccome queste madri che soffocano i loro figli, di solito le femmine in qualche modo si affrancano, ma i maschietti, ahim, rimangono spesso dei "tontoloni" che desiderano la pappa scodellata. Rispondi 1. Eleonora ha detto: 1 febbraio 2017 alle 11:19 Verissimo! Sono d'accordo con te Valentina. Quante mamme morbose conosco che per un figlio/a mettono da parte tutto: marito, lavoro e perfino se stesse. Io non dico che sia sbagliato fare rinunce per i figli, ma il fatto che una diventi madre non significa che abbia smesso di vivere, bisogna comunque mantenere un'identit! E poi guardiamo in faccia la realt, vero che molte donne trascurano il compagno come se fosse buono solo a permetterle di figliare. Addirittura una volta ho letto di una mamma che dovendo scegliere avrebbe rinunciato a suo marito a calci per i suoi figli... beh insomma i figli ovviamente sono figli, ma dirlo con questi toni mi ha fatto pensare "povero marito" cos.. come se fosse un giocattolo, io manco di un cane parlerei cos. Non trovo sia giusto. Io amo il mio compagno e non mi sognerei mai di accantonarlo dopo che abbiamo camminato sempre insieme, i miei figli li amo da morire ma sono due amori diversi e non si pu decidere chi viene prima e chi viene dopo perch fino a prova contraria fanno tutti parte della mia famiglia e mio marito l'uomo con cui ho deciso di formarla, non un pincopallo preso a caso! Rispondi Leave a Reply Cancel reply Your email address will not be published. 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Ma questo è vero solo in parte. E' una mamma colei che ti cresce, che ti insegna, che ti accompagna nelle tue esperienze con pazienza, che ti tiene la mano quando hai paura, che ti punisce quando sbagli perchè tu possa pensarci meglio la prossima volta, che si arrabbia con te per la stanchezza ma poi ti avvolge nel più caldo degli abbracci, che pensa prima al tuo sorriso che a se stessa. [INS: :INS] Io non ho avuto una sola mamma e, ironia della sorte, mi sono ritrovata a fare "da mamma" anche a due figli che non sono miei. Li ho visti crescere e cambiare, li ho visti felici, tristi, arrabbiati, sorpresi, li ho accompagnati in molte delle stesse esperienze attraverso cui ho accompagnato le mie figlie e attraverso cui accompagnerò il nuovo arrivato. Ma questa storia della famiglia allargata ve l'ho raccontata spesso e non voglio annoiarvi. Quando ho deciso di separarmi dal mio primo marito, il pensiero inevitabile è stato proprio questo: se di mamma ce n'è una sola, come potrò accettare che un'altra donna un giorno possa fare da mamma alle mie figlie in mia assenza? E allo stesso tempo, come farò a fare da mamma ad altri due bambini che non sono i miei figli, ma che vanno trattati come tali? Vivo da sei anni in questa situazione e di certo non ho trovato la formula magica; non sono una madre perfetta per i miei figli, figuriamoci per i due che non lo sono. Però ci sono e cerco di esserci con tutta me stessa, sempre, senza differenze. E pian piano in me si è sviluppata un'altra sensazione, una risposta a quella domanda che mi facevo all'inizio: "Come potrò accettare che un'altra donna un giorno possa fare da mamma alle mie figlie in mia assenza?" mamma-maternita` Lo farò ben volentieri e anzi, vorrei tanto poterlo fare già adesso. Una donna che sta vicino al padre dei tuoi figli e li ama è una fortuna. E' una fortuna poter contare su qualcuno che possa fare le tue veci nel momento in cui ce n'è bisogno (e la vita è talmente imprevedibile...), è una fortuna dividere un grande e meraviglioso carico affettivo con un'altra donna che possa diventare tua complice. Ci sono passata da figlia e vi dico di mettere da parte la vostra rabbia, se ne avete: di mamma ce n'è una sola e niente cambierà questa cosa, ma ci possono essere tante importanti figure di riferimento nella vita di un bambino e queste figure possono anche darvi una grossa mano in momenti complicati. Nessuno vi sostituirà, quello sarà sempre il figlio che avete partorito voi, ma che volenti o nolenti avete consegnato al mondo e il mondo è anche questo. E chissà, magari troverete (e troverò) qualcuno capace di affiancarvi in un compito tanto difficile come quello della maternità. Tags Bambini Coppia Famiglia allargata Figli Maternità Matrimonio separazione Valentina Piccini Fashion, social e biberon. Valentina è una di quelle mamme che sui tacchi continuano davvero a viverci, incuranti della scomodità ed appoggiandosi al passeggino per non cadere: che siano tacchi veri o metaforici (avete presente cosa significhi avere tre figlie piccole, un lavoro da social media strategist e una grande famiglia allargata?). La vita va vissuta in ogni suo aspetto e difficoltà... Ma tanto vale farlo da un bel tacco 12! Share This 1.3K 0 0 1 Previous ArticleByblos Boys&Girls Back To School 2016: il ritorno a scuola super fashion Next ArticleHome Office: gli indispensabili su cui puntare (con stile!) Comments (8) 1. Alissa ha detto: 8 settembre 2016 alle 14:10 Che bell'articolo! Vivo con il mio compagno ed i suoi figli da qualche anno un percorso bello ma non sempre facile, i momenti difficili però non sono mai stati creati dai bambini ma dagli adulti... purtroppo gestire le separazioni non è facile e troppo spesso i bambini ne vanno di mezzo... l'amore in più non fa mai male a nessuno... Rispondi 2. marta ha detto: 9 settembre 2016 alle 17:51 "Lo farò ben volentieri e anzi, vorrei tanto poterlo fare già adesso. Una donna che sta vicino al padre dei tuoi figli e li ama è una fortuna. E' una fortuna poter contare su qualcuno che possa fare le tue veci nel momento in cui ce n'è bisogno (e la vita è talmente imprevedibile...), è una fortuna dividere un grande e meraviglioso carico affettivo con un'altra donna che possa diventare tua complice." Bhe, non e' cosi semplice....Te lo auguro... Dipende dalla tipologia di nuova compagna che si mette accanto il tuo ex... Il padre di mio figlio (imprenditore e uomo che non ha mai avuto particolari vizi ne botte di testa, anzi direi un tipo dalla vita piuttosto regolare), e' andato a convivere con una signora nota per i suoi vizi e per uno stile di vita assolutamente disordinato, lontanissima da quelli che sono i miei principi e valori morali, profonda conoscitrice del genere maschile. raffinata quanto uno scaricatore di porto, magari pure simpatica nella sua follia, affidabile quanto un'adolescente, pur avendo superato gli "anta". Perché si, nelle separazioni pure questo accade, ed è difficile tutelare i diritti dei bambini e i modelli educativi che sognavi per loro, perché il modello educativo è a discrezione di entrambi i genitori, ovviamente, non solo della mamma (o del papa'). Dopo la fine del mio matrimonio, fine che ho subìto e non scelto, vivo anche io la situazione di famiglia allargata, con il mio compagno (mio figlio e le figlie di lui). Non e' sempre facile, nonostante ci sia tanta maturita' da parte nostra nella gestione della quotidianità e del rispetto dello spazio esclusivo. Non mi sento ne una mamma ne una vice-mamma per le sue figlie, mi sento una persona che puo' solo portar beneficio e amore nella loro vita; il loro papà era libero già da anni, non ho tolto nulla, ho aggiunto qualcosa. In punta di piedi. E comunque (parlo da figlia di separati) credo che questi bambini, potendo scegliere, avrebbero scelto una famiglia...Normale. Molti di loro non hanno nemmeno il ricordo di cosa sia, una famiglia tradizionale, con le sue crisi, le sue tempeste, le sue assunzioni di responsabilità. Ma quello che avranno capito sull'Amore, lo scopriremo piu' avanti. Nel frattempo, augurati che il tuo ex si accompagni con una che ti sceglieresti come "amica" perché se no, i tuoi figli, non avrai voglia nemmeno di farglieli vedere da lontano. Buona fortuna! Rispondi 1. Valentina Piccini ha detto: 12 settembre 2016 alle 16:04 Ho talmente fiducia nel mio ex marito che so che non sceglierebbe mai una donna non affine ai nostri modelli educativi. O meglio, potrebbe anche sceglierla, ma tenendola fuori dalla vita delle sue/nostre figlie. Mi fido di lui come uomo e soprattutto come genitore e per lui è stato lo stesso nei miei confronti: magari come coppia non andavamo bene, ma come COPPIA DI GENITORI sì Rispondi 1. elisa ha detto: 3 gennaio 2017 alle 13:10 hai scritto una una frase bellissima Rispondi 1. Valentina Piccini ha detto: 5 gennaio 2017 alle 15:32 3. Letizia ha detto: 2 gennaio 2017 alle 20:12 Hai scritto una cosa meravigliosa. Davvero. Rispondi 1. Valentina Piccini ha detto: 3 gennaio 2017 alle 12:34 Grazie:) Rispondi 4. Anna ha detto: 4 gennaio 2017 alle 13:51 Magari tutte le ex fossero come te!! Il mio compagno ha due figli con cui andavo molto d'accordo, finché la mamma non si è ingelosita di questo nostro rapporto e ha fatto in modo di farci litigare. Ormai con la più grande non c'è più modo di recuperare, ma per fortuna almeno con il maschietto si è risolto tutto e per me lui è quasi come un secondo figlio. Rispondi Leave a Reply Cancel reply Your email address will not be published. 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E' una mamma colei che ti cresce, che ti insegna, che ti accompagna nelle tue esperienze con pazienza, che ti tiene la mano quando hai paura, che ti punisce quando sbagli perch tu possa pensarci meglio la prossima volta, che si arrabbia con te per la stanchezza ma poi ti avvolge nel pi caldo degli abbracci, che pensa prima al tuo sorriso che a se stessa. [INS: :INS] Io non ho avuto una sola mamma e, ironia della sorte, mi sono ritrovata a fare "da mamma" anche a due figli che non sono miei. Li ho visti crescere e cambiare, li ho visti felici, tristi, arrabbiati, sorpresi, li ho accompagnati in molte delle stesse esperienze attraverso cui ho accompagnato le mie figlie e attraverso cui accompagner il nuovo arrivato. Ma questa storia della famiglia allargata ve l'ho raccontata spesso e non voglio annoiarvi. Quando ho deciso di separarmi dal mio primo marito, il pensiero inevitabile stato proprio questo: se di mamma ce n' una sola, come potr accettare che un'altra donna un giorno possa fare da mamma alle mie figlie in mia assenza? E allo stesso tempo, come far a fare da mamma ad altri due bambini che non sono i miei figli, ma che vanno trattati come tali? Vivo da sei anni in questa situazione e di certo non ho trovato la formula magica; non sono una madre perfetta per i miei figli, figuriamoci per i due che non lo sono. Per ci sono e cerco di esserci con tutta me stessa, sempre, senza differenze. E pian piano in me si sviluppata un'altra sensazione, una risposta a quella domanda che mi facevo all'inizio: "Come potr accettare che un'altra donna un giorno possa fare da mamma alle mie figlie in mia assenza?" mamma-maternita` Lo far ben volentieri e anzi, vorrei tanto poterlo fare gi adesso. Una donna che sta vicino al padre dei tuoi figli e li ama una fortuna. E' una fortuna poter contare su qualcuno che possa fare le tue veci nel momento in cui ce n' bisogno (e la vita talmente imprevedibile...), una fortuna dividere un grande e meraviglioso carico affettivo con un'altra donna che possa diventare tua complice. Ci sono passata da figlia e vi dico di mettere da parte la vostra rabbia, se ne avete: di mamma ce n' una sola e niente cambier questa cosa, ma ci possono essere tante importanti figure di riferimento nella vita di un bambino e queste figure possono anche darvi una grossa mano in momenti complicati. Nessuno vi sostituir, quello sar sempre il figlio che avete partorito voi, ma che volenti o nolenti avete consegnato al mondo e il mondo anche questo. E chiss, magari troverete (e trover) qualcuno capace di affiancarvi in un compito tanto difficile come quello della maternit. Tags Bambini Coppia Famiglia allargata Figli Maternit Matrimonio separazione Valentina Piccini Fashion, social e biberon. Valentina una di quelle mamme che sui tacchi continuano davvero a viverci, incuranti della scomodit ed appoggiandosi al passeggino per non cadere: che siano tacchi veri o metaforici (avete presente cosa significhi avere tre figlie piccole, un lavoro da social media strategist e una grande famiglia allargata?). La vita va vissuta in ogni suo aspetto e difficolt... Ma tanto vale farlo da un bel tacco 12! Share This 1.3K 0 0 1 Previous ArticleByblos Boys&Girls Back To School 2016: il ritorno a scuola super fashion Next ArticleHome Office: gli indispensabili su cui puntare (con stile!) Comments (8) 1. Alissa ha detto: 8 settembre 2016 alle 14:10 Che bell'articolo! Vivo con il mio compagno ed i suoi figli da qualche anno un percorso bello ma non sempre facile, i momenti difficili per non sono mai stati creati dai bambini ma dagli adulti... purtroppo gestire le separazioni non facile e troppo spesso i bambini ne vanno di mezzo... l'amore in pi non fa mai male a nessuno... Rispondi 2. marta ha detto: 9 settembre 2016 alle 17:51 "Lo far ben volentieri e anzi, vorrei tanto poterlo fare gi adesso. Una donna che sta vicino al padre dei tuoi figli e li ama una fortuna. E' una fortuna poter contare su qualcuno che possa fare le tue veci nel momento in cui ce n' bisogno (e la vita talmente imprevedibile...), una fortuna dividere un grande e meraviglioso carico affettivo con un'altra donna che possa diventare tua complice." Bhe, non e' cosi semplice....Te lo auguro... Dipende dalla tipologia di nuova compagna che si mette accanto il tuo ex... Il padre di mio figlio (imprenditore e uomo che non ha mai avuto particolari vizi ne botte di testa, anzi direi un tipo dalla vita piuttosto regolare), e' andato a convivere con una signora nota per i suoi vizi e per uno stile di vita assolutamente disordinato, lontanissima da quelli che sono i miei principi e valori morali, profonda conoscitrice del genere maschile. raffinata quanto uno scaricatore di porto, magari pure simpatica nella sua follia, affidabile quanto un'adolescente, pur avendo superato gli "anta". Perch si, nelle separazioni pure questo accade, ed difficile tutelare i diritti dei bambini e i modelli educativi che sognavi per loro, perch il modello educativo a discrezione di entrambi i genitori, ovviamente, non solo della mamma (o del papa'). Dopo la fine del mio matrimonio, fine che ho subto e non scelto, vivo anche io la situazione di famiglia allargata, con il mio compagno (mio figlio e le figlie di lui). Non e' sempre facile, nonostante ci sia tanta maturita' da parte nostra nella gestione della quotidianit e del rispetto dello spazio esclusivo. Non mi sento ne una mamma ne una vice-mamma per le sue figlie, mi sento una persona che puo' solo portar beneficio e amore nella loro vita; il loro pap era libero gi da anni, non ho tolto nulla, ho aggiunto qualcosa. In punta di piedi. E comunque (parlo da figlia di separati) credo che questi bambini, potendo scegliere, avrebbero scelto una famiglia...Normale. Molti di loro non hanno nemmeno il ricordo di cosa sia, una famiglia tradizionale, con le sue crisi, le sue tempeste, le sue assunzioni di responsabilit. Ma quello che avranno capito sull'Amore, lo scopriremo piu' avanti. Nel frattempo, augurati che il tuo ex si accompagni con una che ti sceglieresti come "amica" perch se no, i tuoi figli, non avrai voglia nemmeno di farglieli vedere da lontano. Buona fortuna! Rispondi 1. Valentina Piccini ha detto: 12 settembre 2016 alle 16:04 Ho talmente fiducia nel mio ex marito che so che non sceglierebbe mai una donna non affine ai nostri modelli educativi. O meglio, potrebbe anche sceglierla, ma tenendola fuori dalla vita delle sue/nostre figlie. Mi fido di lui come uomo e soprattutto come genitore e per lui stato lo stesso nei miei confronti: magari come coppia non andavamo bene, ma come COPPIA DI GENITORI s Rispondi 1. elisa ha detto: 3 gennaio 2017 alle 13:10 hai scritto una una frase bellissima Rispondi 1. Valentina Piccini ha detto: 5 gennaio 2017 alle 15:32 3. Letizia ha detto: 2 gennaio 2017 alle 20:12 Hai scritto una cosa meravigliosa. Davvero. Rispondi 1. Valentina Piccini ha detto: 3 gennaio 2017 alle 12:34 Grazie:) Rispondi 4. Anna ha detto: 4 gennaio 2017 alle 13:51 Magari tutte le ex fossero come te!! Il mio compagno ha due figli con cui andavo molto d'accordo, finch la mamma non si ingelosita di questo nostro rapporto e ha fatto in modo di farci litigare. Ormai con la pi grande non c' pi modo di recuperare, ma per fortuna almeno con il maschietto si risolto tutto e per me lui quasi come un secondo figlio. Rispondi Leave a Reply Cancel reply Your email address will not be published. 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Come proteggere il bambino nei primi mesi di vita Valentina Piccini 7 giorni ago 13,168 Visite Ultimi Posts * Stare bene Colazione: dimmi quale scegli con i tuoi figli e ti dir chi sei Valentina Piccini 29 minuti ago 3,296 Visite Casa Italiana Lettino montessoriano: perch sceglierlo e come realizzarlo col fai da te Valentina Piccini 2 giorni ago 27,279 Visite Fashion Riciclare l'Oufit di Capodanno: 6 proposte per continuare a brillare Claudia Giordano 2 giorni ago 4,039 Visite Stile di vita Briatore-Gregoraci: separazione firmata. A lei superattico e quote Valentina Piccini 4 giorni ago 7,065 Visite Popular posts * 6 passi per creare jeans strappati fai da te 6 passi per creare jeans... by Valentina Piccini | posted on 30 luglio 2014 | under Fashion * Ilary Blasi si rifatta il seno dopo il terzo figlio? No, ma... Ilary Blasi si rifatta... by Valentina Piccini | posted on 17 febbraio 2017 | under Stile di vita * Come indossare i cropped pants: 5 regole base per non sbagliare Come indossare i cropped... by Claudia Giordano | posted on 29 settembre 2015 | under Fashion * Lettino montessoriano: perch sceglierlo e come realizzarlo col fai da te Lettino montessoriano: pe... by Valentina Piccini | posted on 1 gennaio 2018 | under Casa Italiana Follow Us * 95.4K Likes LIKE * 3.3K Followers FOLLOW * Followers FOLLOW Mamme a spillo * Facebook * Twitter * Instagram * Pinterest * Rss Copyright 2017 Mammeaspillo. P. IVA 10776211004 Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.Ok 2-74-utf8.txt #Mamme a spillo » Feed Mamme a spillo » Feed dei commenti Mamme a spillo » La mamma perfetta, ecco cosa non vi hanno mai detto Feed dei commenti alternate alternate * Home * Fashion * Moda bambino * Stile di vita * Gossip mamma * Stare bene * Mamme multitasking Mamme a spillo La mamma perfetta, ecco cosa non vi hanno mai detto 2Shares 0 0 0 2 * Home * About Mamme a Spillo * Sceglimi * Get the badge! * Contatti * Privacy Policy * Follow Us + Facebook + Pinterest + Twitter + Linkedin + Instagram + RSS * ____________________ Search Mamme a spillo ____________________ Search * Home * Fashion * Moda bambino * Stile di vita * Gossip mamma * Stare bene * Mamme multitasking 0 Mamme multitasking La mamma perfetta, ecco cosa non vi hanno mai detto Valentina Piccini 15 dicembre 2014 2 8 10,848 Visite 2Shares 0 0 0 2 [INS: :INS] Dopo aver scritto un post su Facebook che credevo "innocente" ed aver visto le vostre reazioni, vi svelo alcune cose sul tema "mamma perfetta". Poche semplici regole e una consapevolezza: la mamma perfetta non esiste. O meglio, esiste la mamma che si sforza di essere il più vicina possibile al modello di perfezione che la società impone, ma da qui ad essere perfette... Soprattutto, non tutte come Gisel Bundchen possiamo permetterci di allattare mentre ci concediamo trucco, manicure e parrucchiere di prima mattina. Comunque. Pochi giorni fa ho postato sulla pagina Facebook di Mamme a Spillo questa semplice riflessione, frutto di una giornata caotica (e non tra le peggiori) e della voglia di scaricare un pò i nervi e farmi due risate con voi: IMG_4480.PNG [INS: :INS] Alcune di voi hanno mostrato solidarietà, dicendo che anche loro non si reputano esattamente una mamma perfetta e che qualcosa bisogna tralasciare per forza. Altre hanno affermato che per essere una buona madre bisogna NECESSARIAMENTE fare bene tutte le cose sopra elencate. Altre ancora che la mia frase, come quelle di tutte le donne che come me si reputano ben lontane dallo stereotipo della mamma perfetta, sia solo un lampo di invidia verso quelle mamme che riescono a fare tutto il sopra elencato e molto altro. No, difficilmente provo invidia e tanto meno verso ciò che mi sembra soltanto una grande illusione. Io sono mamma di tre bambine piccole e vice mamma part-time di altri due bambini piccoli... Non posso arrivare ovunque e non posso far tutto bene. Ovvio che questo generi dei sensi di colpa, ma allora che fare? mamma-perfetta-keep-calm Sono andata a sfogliare per voi uno dei manuali più autorevoli sul tema, estrapolando delle regole semplicissime che tutte possiamo seguire, nell'intento di diventare una mamma perfetta. Ecco quindi per voi le sette regole d'oro da seguire (ma non troppo seriamente, mi raccomando!). Sette regole d'oro per essere una mamma perfetta. 1. Tutte abbiamo dei sensi di colpa. Accettiamoli. Ogni mamma ha il suo bel set di sensi di colpa, che vengono dalla sua mente o dalla mente perversa di nonne, suocere, amiche, zie che si sentono in diritto di affermare cosa sia giusto o sbagliato nel crescere un figlio. Fregatene. E ricordati che se hai dei sensi di colpa, è solo perchè ti stai sforzando di fare del tuo meglio. 2. Condividere ti fa capire che non sei sola. Ok, hai sempre trovato noiose le amiche che non facevano che parlare dei loro bebè, quando ancora non eri mamma. Ma ora capirai che condividere è l'unico modo per non sentirti sola e sopratutto per non sentirti "strana", perchè un figlio non porta necessariamente solo sentimenti positivi (anzi, a volte istiga tutto il contrario). Vi troverete a ridere insieme delle piccole e grandi disavventure della maternità, che alla fine vi sembrerà un compito molto più leggero. mamma-perfetta 3. Quello che ti suggerisce il tuo istinto è giusto. Se il tuo istinto ti dice che una cosa sia giusta per tuo figlio, sicuramente lo sarà. Con lui devi semplicemente seguire la regola d'oro del trattarlo come vorresti essere trattata tu. Nient'altro. Lasciando da parte i consigli che pretendono di diventare imposizioni. Nessuno conosce tuo figlio meglio di te. 4. Non si nasce madri e non si nasce imparate. Essere madri è il lavoro più duro del mondo, perchè non conosce ferie, riposi settimanali, nè tanto meno retribuzioni (certo, il sorriso di un figlio è molto di più...). Soprattutto, la prima regola dei migliori manuali per la maternità è che le regole vanno prese solo come indicazioni, ma che il lavoro si impara sul campo. Quindi armatevi di pazienza, di voglia di mettervi in gioco e preparatevi a trascorrere una grande avventura che vi porterà a crescere insieme a vostro figlio. 5. Prenderti cura di te stessa è fndamentale. Le mamme - soprattutto le neomamme - tendono a rinchiudersi nel ruolo di mamma perfetta, tralasciando i propri bisogni di donna, compagna, figlia, essere umano. Nulla di più sbagliato. Prendetevi del tempo per voi, ricorrendo a qualsiasi aiuto possibile, coltivate nel poco tempo a disposizione le vostre passioni (proprio come faccio io con questo blog!), tenete al vostro aspetto, insomma, ricordatevi che prima di essere madri eravate altro e DOVETE continuare ad esserlo. questo è il regalo più grande che potete fare ai vostri figli. 6. Stai facendo del tuo meglio. Se sei qui a leggere questo articolo e ad interrogarti sul perchè non riesci ad essere la mamma perfetta che vorresti diventare... Vuol dire che stai già facendo del tuo meglio. Rilassati, accetta gli scivoloni, la macchietta sul vestitino della domenica, l'esserti dimenticata della riunione a scuola. Non sei Wonder Woman e anche se tu lo fossi questo non farebbe di te una madre migliore agli occhi di tuo figlio. Casalinga-perfetta-mamme-a-spillo 7. I tuoi bambini impareranno dai tuoi errori. Questo per me è il consiglio più importante. Inutile sentirsi in colpa perchè abbiamo commesso uno sbaglio (chi non ne commette), come magari alzare la voce quando non ce n'era affatto bisogno. Inutile arrovellarsi sul perchè, ad esempio, il nostro matrimonio non ha funzionato e ci siamo separate dal papà dei nostri figli (questa va molto sul personale), inutile mortificarsi perchè i nostri figli ci hanno visto piangere o ci hanno sentito arrabbiarci tra grandi. Tutto questo fa parte della vita e noi non potremo mai proteggere i nostri figli da tutto ciò che c'è di sbagliato; possiamo solo dedicare tempo al dialogo, spiegando loro con parole adatte alla loro età i perchè di certe cose. Capiranno che il mondo non finisce per un litigio e che si può essere accettati anche dopo aver commesso un errore, perchè loro con voi lo faranno. Termino qui, anche se ci sarebbe ancora molto da dire. Io non sono una mamma perfetta e come dicevo su Facebook mi spaventerebbe un pò essere considerata tale. in questo momento le mie bambine sono sul divano a mangiare popcorn davanti ad un film e casa è letteralmente un disastro. Ma d'altra parte io devo lavorare e farlo da casa implica anche chiudere un occhio davanti alla cesta della biancheria da lavare che chiede pietà. A presto e fatemi sapere se questi consigli vi sono sembrati utili! Tags Babyfashion Bambini Famiglia Famiglia allargata Mamme 2.0 Mamme e Maternità Psicologia Working mum Valentina Piccini Fashion, social e biberon. Valentina è una di quelle mamme che sui tacchi continuano davvero a viverci, incuranti della scomodità ed appoggiandosi al passeggino per non cadere: che siano tacchi veri o metaforici (avete presente cosa significhi avere tre figlie piccole, un lavoro da social media strategist e una grande famiglia allargata?). La vita va vissuta in ogni suo aspetto e difficoltà... Ma tanto vale farlo da un bel tacco 12! Share This 0 0 0 2 Previous ArticleL'Erbolario Make-Up inverno 2014-2015, per truccarsi rispettando la pelle Next ArticleI migliori regali bambino low cost firmati Kiabi! Comments (8) 1. Anna ha detto: 17 dicembre 2014 alle 09:07 Tante verità! Trovo sia giusto e doveroso puntare in alto, purché si sia in grado di accettare le inevitabili "sbavature". Comunque vi segnalo un sito che io è mia sis, mamme di bimbi piccoli, stiamo trovando molto utile sul versante "gestione casa", ma non solo. Flylady.net. Check it out! Rispondi 1. Valentina Piccini ha detto: 18 dicembre 2014 alle 12:07 Lo vado a guardare subito! Rispondi 2. salvatore ha detto: 24 dicembre 2014 alle 11:06 ottima recensione quella che hai fatto, leggo con calma tutto quanto grazie Rispondi 3. Marina Napolitano ha detto: 24 dicembre 2014 alle 12:19 Non sono mamma ma sono sicura che essere perfette è quasi impossibile, ci sarà sempre qualche piccola pecca ma la mamma è mamma e anche se fa qualche errorino le è tutto perdonato Rispondi 4. Deborah pensieri ha detto: 24 dicembre 2014 alle 17:02 hihihi vero, la mamma perfetta non esiste, ma la mamma è sempre la mamma!!! è la mamma porta avanti una cosa intera =) Rispondi 5. Cristina Giordano ha detto: 26 dicembre 2014 alle 21:56 Da tempo ho rinunciato ad essere perfetta, in famiglia hanno imparato che ho dei limiti ed accettato, volente o nolente.. Rispondi 6. eleonora ha detto: 9 febbraio 2015 alle 16:40 sembri me. O io sembro te. Grazie. Rispondi 7. fraga ha detto: 29 maggio 2016 alle 10:23 Una madre quasi perfetta di B. Bettelheim, illuminante in proposito. Rispondi Leave a Reply Cancel reply Your email address will not be published. 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Ilary Blasi si è rifatta... by Valentina Piccini | posted on 17 febbraio 2017 | under Stile di vita * Come indossare i cropped pants: 5 regole base per non sbagliare Come indossare i cropped... by Claudia Giordano | posted on 29 settembre 2015 | under Fashion * Lettino montessoriano: perchè sceglierlo e come realizzarlo col fai da te Lettino montessoriano: pe... by Valentina Piccini | posted on 1 gennaio 2018 | under Casa Italiana Follow Us * 95.4K Likes LIKE * 3.3K Followers FOLLOW * Followers FOLLOW Mamme a spillo * Facebook * Twitter * Instagram * Pinterest * Rss Copyright © 2017 Mammeaspillo. P. IVA 10776211004 Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. 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Poche semplici regole e una consapevolezza: la mamma perfetta non esiste. O meglio, esiste la mamma che si sforza di essere il pi vicina possibile al modello di perfezione che la societ impone, ma da qui ad essere perfette... Soprattutto, non tutte come Gisel Bundchen possiamo permetterci di allattare mentre ci concediamo trucco, manicure e parrucchiere di prima mattina. Comunque. Pochi giorni fa ho postato sulla pagina Facebook di Mamme a Spillo questa semplice riflessione, frutto di una giornata caotica (e non tra le peggiori) e della voglia di scaricare un p i nervi e farmi due risate con voi: IMG_4480.PNG [INS: :INS] Alcune di voi hanno mostrato solidariet, dicendo che anche loro non si reputano esattamente una mamma perfetta e che qualcosa bisogna tralasciare per forza. Altre hanno affermato che per essere una buona madre bisogna NECESSARIAMENTE fare bene tutte le cose sopra elencate. Altre ancora che la mia frase, come quelle di tutte le donne che come me si reputano ben lontane dallo stereotipo della mamma perfetta, sia solo un lampo di invidia verso quelle mamme che riescono a fare tutto il sopra elencato e molto altro. No, difficilmente provo invidia e tanto meno verso ci che mi sembra soltanto una grande illusione. Io sono mamma di tre bambine piccole e vice mamma part-time di altri due bambini piccoli... Non posso arrivare ovunque e non posso far tutto bene. Ovvio che questo generi dei sensi di colpa, ma allora che fare? mamma-perfetta-keep-calm Sono andata a sfogliare per voi uno dei manuali pi autorevoli sul tema, estrapolando delle regole semplicissime che tutte possiamo seguire, nell'intento di diventare una mamma perfetta. Ecco quindi per voi le sette regole d'oro da seguire (ma non troppo seriamente, mi raccomando!). Sette regole d'oro per essere una mamma perfetta. 1. Tutte abbiamo dei sensi di colpa. Accettiamoli. Ogni mamma ha il suo bel set di sensi di colpa, che vengono dalla sua mente o dalla mente perversa di nonne, suocere, amiche, zie che si sentono in diritto di affermare cosa sia giusto o sbagliato nel crescere un figlio. Fregatene. E ricordati che se hai dei sensi di colpa, solo perch ti stai sforzando di fare del tuo meglio. 2. Condividere ti fa capire che non sei sola. Ok, hai sempre trovato noiose le amiche che non facevano che parlare dei loro beb, quando ancora non eri mamma. Ma ora capirai che condividere l'unico modo per non sentirti sola e sopratutto per non sentirti "strana", perch un figlio non porta necessariamente solo sentimenti positivi (anzi, a volte istiga tutto il contrario). Vi troverete a ridere insieme delle piccole e grandi disavventure della maternit, che alla fine vi sembrer un compito molto pi leggero. mamma-perfetta 3. Quello che ti suggerisce il tuo istinto giusto. Se il tuo istinto ti dice che una cosa sia giusta per tuo figlio, sicuramente lo sar. Con lui devi semplicemente seguire la regola d'oro del trattarlo come vorresti essere trattata tu. Nient'altro. Lasciando da parte i consigli che pretendono di diventare imposizioni. Nessuno conosce tuo figlio meglio di te. 4. Non si nasce madri e non si nasce imparate. Essere madri il lavoro pi duro del mondo, perch non conosce ferie, riposi settimanali, n tanto meno retribuzioni (certo, il sorriso di un figlio molto di pi...). Soprattutto, la prima regola dei migliori manuali per la maternit che le regole vanno prese solo come indicazioni, ma che il lavoro si impara sul campo. Quindi armatevi di pazienza, di voglia di mettervi in gioco e preparatevi a trascorrere una grande avventura che vi porter a crescere insieme a vostro figlio. 5. Prenderti cura di te stessa fndamentale. Le mamme - soprattutto le neomamme - tendono a rinchiudersi nel ruolo di mamma perfetta, tralasciando i propri bisogni di donna, compagna, figlia, essere umano. Nulla di pi sbagliato. 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Inutile sentirsi in colpa perch abbiamo commesso uno sbaglio (chi non ne commette), come magari alzare la voce quando non ce n'era affatto bisogno. Inutile arrovellarsi sul perch, ad esempio, il nostro matrimonio non ha funzionato e ci siamo separate dal pap dei nostri figli (questa va molto sul personale), inutile mortificarsi perch i nostri figli ci hanno visto piangere o ci hanno sentito arrabbiarci tra grandi. Tutto questo fa parte della vita e noi non potremo mai proteggere i nostri figli da tutto ci che c' di sbagliato; possiamo solo dedicare tempo al dialogo, spiegando loro con parole adatte alla loro et i perch di certe cose. Capiranno che il mondo non finisce per un litigio e che si pu essere accettati anche dopo aver commesso un errore, perch loro con voi lo faranno. Termino qui, anche se ci sarebbe ancora molto da dire. Io non sono una mamma perfetta e come dicevo su Facebook mi spaventerebbe un p essere considerata tale. in questo momento le mie bambine sono sul divano a mangiare popcorn davanti ad un film e casa letteralmente un disastro. Ma d'altra parte io devo lavorare e farlo da casa implica anche chiudere un occhio davanti alla cesta della biancheria da lavare che chiede piet. A presto e fatemi sapere se questi consigli vi sono sembrati utili! Tags Babyfashion Bambini Famiglia Famiglia allargata Mamme 2.0 Mamme e Maternit Psicologia Working mum Valentina Piccini Fashion, social e biberon. Valentina una di quelle mamme che sui tacchi continuano davvero a viverci, incuranti della scomodit ed appoggiandosi al passeggino per non cadere: che siano tacchi veri o metaforici (avete presente cosa significhi avere tre figlie piccole, un lavoro da social media strategist e una grande famiglia allargata?). La vita va vissuta in ogni suo aspetto e difficolt... Ma tanto vale farlo da un bel tacco 12! 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Marina Napolitano ha detto: 24 dicembre 2014 alle 12:19 Non sono mamma ma sono sicura che essere perfette quasi impossibile, ci sar sempre qualche piccola pecca ma la mamma mamma e anche se fa qualche errorino le tutto perdonato Rispondi 4. Deborah pensieri ha detto: 24 dicembre 2014 alle 17:02 hihihi vero, la mamma perfetta non esiste, ma la mamma sempre la mamma!!! la mamma porta avanti una cosa intera =) Rispondi 5. Cristina Giordano ha detto: 26 dicembre 2014 alle 21:56 Da tempo ho rinunciato ad essere perfetta, in famiglia hanno imparato che ho dei limiti ed accettato, volente o nolente.. Rispondi 6. eleonora ha detto: 9 febbraio 2015 alle 16:40 sembri me. O io sembro te. Grazie. Rispondi 7. fraga ha detto: 29 maggio 2016 alle 10:23 Una madre quasi perfetta di B. Bettelheim, illuminante in proposito. Rispondi Leave a Reply Cancel reply Your email address will not be published. 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A lei superattico e quote Valentina Piccini 4 giorni ago 7,065 Visite Stile di vita Eva Riccobono criticata nei social: porta il figlio di tre anni e mezzo nel marsupio Valentina Piccini 6 giorni ago 18,934 Visite Mamme multitasking Come un gatto in tangenziale, tra risate e temi sociali con Albanese e Cortellesi Valentina Piccini 6 giorni ago 7,863 Visite Casa Italiana Come apparecchiare la tavola di Capodanno in modo creativo: le idee pi belle Claudia Giordano 7 giorni ago 4,112 Visite Stare bene Pertosse: se la conosci la eviti. 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Ilary Blasi si rifatta... by Valentina Piccini | posted on 17 febbraio 2017 | under Stile di vita * Come indossare i cropped pants: 5 regole base per non sbagliare Come indossare i cropped... by Claudia Giordano | posted on 29 settembre 2015 | under Fashion * Lettino montessoriano: perch sceglierlo e come realizzarlo col fai da te Lettino montessoriano: pe... by Valentina Piccini | posted on 1 gennaio 2018 | under Casa Italiana Follow Us * 95.4K Likes LIKE * 3.3K Followers FOLLOW * Followers FOLLOW Mamme a spillo * Facebook * Twitter * Instagram * Pinterest * Rss Copyright 2017 Mammeaspillo. P. IVA 10776211004 Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. 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Non c'è cosa più bella di avere dei figli. I figli sono vita, sono gioia, sono il motore che spinge il mondo di una mamma; i figli sono il motivo di orgoglio, commozione, paure, ma soprattutto generano momenti di pura e salvifica felicità. Eppure per una mamma è fin troppo facile sentirsi in trappola. Sentirsi in trappola, stretta e legata in una vita che hai scelto, costretta da dei figli che hai voluto con tutto il cuore e che ami alla follia. Capita anche alla migliore delle mamme, figuriamoci alla peggiore. Non credo esistano mamme perfette, ma se esistono sono certa che capita anche a loro. sentirsi-in-trappola [INS: :INS] Per me il sentirsi in trappola si esplica in un modo molto semplice: sono in auto, sto guidando lungo un'autostrada con poco traffico, un viaggio scorrevole in compagnia della mia musica preferita e penso. Penso ai miei figli: Elena così apparentemente Angelica ma con un carattere da leonessa, Giulia, così solare, che quando è stanca si stropiccia tutti i capelli, Eva che mi dice "non ti voglio più" e il secondo dopo cerca i miei abbracci, Greg così piccino che la notte mi fa disperare ma che poi si addormenta abbandonato sul mio petto. Guardo le loro foto, penso che tra poco sarò di nuovo da loro e... Non ho voglia di tornare. Sì, mi capita di non voler tornare, anche se li amo alla follia. Mi capita di voler scappare perché mi sento in trappola. E credo che ogni mamma, se guarda dentro di sè senza paura di giudicarsi o di essere giudicata sappia di cosa sto parlando. La prima volta che ho provato questa sensazione ero mamma di una sola neonata di quattro mesi. La guardavo giocare con la palestrina e c'ha giocato per una interminabile ora, ora in cui non mi sono potuta allontanare perché mi voleva lì... Proprio io che non sono mai stata ai tempi di nessuno e che avevo fatto della mia indipendenza una scelta di vita già a sedici anni. Mother Suffering From Post Natal Depression Mother Suffering From Post Natal Depression Ho fatto altri tre figli, perché come ho detto non c'è cosa più bella, ma quella sensazione è tornata a farmi visita spesso e volentieri, l'ultima volta proprio stamattina. Dovevo lavorare al pc ma poi ho visto che la casa era un disastro. Ho dato una sistemata, ma le bimbe facendo colazione hanno sporcato tutta la cucina di nuovo. Litigavano tra loro non so per quale motivo e intanto il piccolo piangeva perché aveva fame, o forse sonno, o forse semplicemente voleva stare in braccio e impedirmi di fare qualsiasi cosa. Mi sono fermata sulla soglia della sala e ho avuto un'irrefrenabile voglia di scappare. È questo sentirsi in trappola: guardarsi intorno e vedere, metaforicamente o non, che niente è a posto. Lo sapete come ho risolto? Ho preso tutti e quattro i miei figli e li ho portati fuori. Abbiamo pranzato con gelato e popcorn, in barba alle regole e poi siamo andate al parco con passeggino al seguito. A volte basta davvero poco per non sentirsi in trappola, basta ricordare che le regole non sempre vanno rispettate e che i nostri figli saranno anche noiosi a volte, ma sono prima di tutto i nostri più grandi alleati. Tags Depressione post partum Donna Famiglia Neonato Psicologia Valentina Piccini Fashion, social e biberon. Valentina è una di quelle mamme che sui tacchi continuano davvero a viverci, incuranti della scomodità ed appoggiandosi al passeggino per non cadere: che siano tacchi veri o metaforici (avete presente cosa significhi avere tre figlie piccole, un lavoro da social media strategist e una grande famiglia allargata?). La vita va vissuta in ogni suo aspetto e difficoltà... Ma tanto vale farlo da un bel tacco 12! 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I figli sono vita, sono gioia, sono il motore che spinge il mondo di una mamma; i figli sono il motivo di orgoglio, commozione, paure, ma soprattutto generano momenti di pura e salvifica felicit. Eppure per una mamma fin troppo facile sentirsi in trappola. Sentirsi in trappola, stretta e legata in una vita che hai scelto, costretta da dei figli che hai voluto con tutto il cuore e che ami alla follia. Capita anche alla migliore delle mamme, figuriamoci alla peggiore. Non credo esistano mamme perfette, ma se esistono sono certa che capita anche a loro. sentirsi-in-trappola [INS: :INS] Per me il sentirsi in trappola si esplica in un modo molto semplice: sono in auto, sto guidando lungo un'autostrada con poco traffico, un viaggio scorrevole in compagnia della mia musica preferita e penso. Penso ai miei figli: Elena cos apparentemente Angelica ma con un carattere da leonessa, Giulia, cos solare, che quando stanca si stropiccia tutti i capelli, Eva che mi dice "non ti voglio pi" e il secondo dopo cerca i miei abbracci, Greg cos piccino che la notte mi fa disperare ma che poi si addormenta abbandonato sul mio petto. Guardo le loro foto, penso che tra poco sar di nuovo da loro e... Non ho voglia di tornare. S, mi capita di non voler tornare, anche se li amo alla follia. Mi capita di voler scappare perch mi sento in trappola. E credo che ogni mamma, se guarda dentro di s senza paura di giudicarsi o di essere giudicata sappia di cosa sto parlando. La prima volta che ho provato questa sensazione ero mamma di una sola neonata di quattro mesi. La guardavo giocare con la palestrina e c'ha giocato per una interminabile ora, ora in cui non mi sono potuta allontanare perch mi voleva l... Proprio io che non sono mai stata ai tempi di nessuno e che avevo fatto della mia indipendenza una scelta di vita gi a sedici anni. Mother Suffering From Post Natal Depression Mother Suffering From Post Natal Depression Ho fatto altri tre figli, perch come ho detto non c' cosa pi bella, ma quella sensazione tornata a farmi visita spesso e volentieri, l'ultima volta proprio stamattina. Dovevo lavorare al pc ma poi ho visto che la casa era un disastro. Ho dato una sistemata, ma le bimbe facendo colazione hanno sporcato tutta la cucina di nuovo. Litigavano tra loro non so per quale motivo e intanto il piccolo piangeva perch aveva fame, o forse sonno, o forse semplicemente voleva stare in braccio e impedirmi di fare qualsiasi cosa. Mi sono fermata sulla soglia della sala e ho avuto un'irrefrenabile voglia di scappare. questo sentirsi in trappola: guardarsi intorno e vedere, metaforicamente o non, che niente a posto. Lo sapete come ho risolto? Ho preso tutti e quattro i miei figli e li ho portati fuori. Abbiamo pranzato con gelato e popcorn, in barba alle regole e poi siamo andate al parco con passeggino al seguito. A volte basta davvero poco per non sentirsi in trappola, basta ricordare che le regole non sempre vanno rispettate e che i nostri figli saranno anche noiosi a volte, ma sono prima di tutto i nostri pi grandi alleati. Tags Depressione post partum Donna Famiglia Neonato Psicologia Valentina Piccini Fashion, social e biberon. Valentina una di quelle mamme che sui tacchi continuano davvero a viverci, incuranti della scomodit ed appoggiandosi al passeggino per non cadere: che siano tacchi veri o metaforici (avete presente cosa significhi avere tre figlie piccole, un lavoro da social media strategist e una grande famiglia allargata?). La vita va vissuta in ogni suo aspetto e difficolt... Ma tanto vale farlo da un bel tacco 12! 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Così, insieme alle coppie di neogenitori, ho cominciato a memorizzare di nuovo la temperatura ideale del bagnetto e la cura del moncone ombelicale, tra una risata, un "Chimmelhafattoffare" e due lacrimucce (ah, gli ormoni, signora mia!). Quello che non mi aspettavo era di spegnere la tv al termine dell'ultimo episodio per poi restare qualche minuto a fissare il vuoto, pensando a quanto sono cambiata come madre... da quando sono diventata madre. Provo a spiegarmi. Sono tre le ostetriche protagoniste della trasmissione: Sara ha un approccio molto dolce, con consigli dal gusto New Age, tesi a creare un legame molto naturale tra i genitori e il bimbo. Domenica, la mia preferita, è molto attenta alle dinamiche che si instaurano fra i genitori con l'arrivo di un neonato e al modo in cui si può preservare il rapporto di coppia fra i due. Paola, infine, sicura di sè ed esperta, è di certo la figura con cui meno mi trovavo in accordo. Eppure anche quando capitava di ascoltare posizioni diverse da quelle in cui crediamo io e mio marito, non mi sono irritata come sarebbe accaduto in passato. Non è partito alcun embolo, non ho strepitato contro il televisore, non ho sfoderato una spada fiammeggiante per fermare l'avanzata "dell'eresia". Ho invece iniziato a pensare quanto diventare mamma abbia radicalmente cambiato il mio concetto di maternità. Appena è nato mio figlio avevo certezze adamantine. Mi ero informata, mi ero consultata, mi ero costruita un mondo di teorie su qualunque aspetto del rapporto con mio figlio: allattamento, abbigliamento, autosvezzamento (e siamo solo alla lettera "A"). Non c'era argomento su cui non avessi una chiara e ferrea opinione che, poco per volta, il biondino ha provveduto a smontare. Ogni giorno mi ha insegnato a rimettermi in discussione e a confrontarmi con punti di vista diametralmente opposti a quelli da cui partivo: non mi sentivo portata per il co-sleeping? Ebbene, dopo anni di privazione del sonno dividere il letto con il piccolo russante in posizione stella marina, il modellino di Saetta McQueen nella schiena, tre peluche e una gatta sui piedi non è poi così male, se mi permette di sonnecchiare qualche ora... Ora, a distanza di cinque anni e sul punto di diventare mamma una seconda volta, mi sono resa conto di non avere più alcuna pazienza per ascoltare i contrasti sulle scelte che ognuno compie con i propri figli. Non ho voglia di giudicare, non mi interessa argomentare, non ho tempo per giustificarmi. Insieme a mio marito percorro la mia strada come genitore, perlopiù sperimentando e assestando il tiro. La cosa più importante che le tre ostetriche della trasmissione mi hanno quindi ricordato, con i loro approcci e caratteri tanto diversi fra loro, è che, aldilà dei consigli della zia, oltre ai manuali letti, superando i comandamenti dei talebani di un modello genitoriale piuttosto che di un altro, resta un'unica, indispensabile regola da tenere presente: ogni famiglia deve trovare la propria strada che non è mai colorata solo di bianco o nero, ma di infinite sfumature di colore. Ragazza mia che stai arrivando, sappi che troverai una madre arcobaleno e un tantino schizzata, ma molto più consapevole di quella che si è smazzato tuo fratello. Di volta in volta, ti toccherà la personalità new age, poi quella che sbrocca e strepita, quella che ascolta le tue necessità e quella che fa finta di niente perché ci vuole proprio una doccia, adesso. In tutto questo ho di nuovo dimenticato la temperatura ideale del bagnetto, ma vedrai che ce la caveremo! [ostetriche-chicco.png] Pin It Pubblicato da Giada Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su Pinterest 12 commenti: 1. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] katia1 giugno 2015 22:49 mi piace un sacco leggere i tuoi post. sono rilassanti e mi trasmettono ironia e allegria. Grazie per condividere con noi emozioni ed esperienze. Katia RispondiElimina 2. [IMG_4602.JPG] Cinzia T. - Mammarum3 giugno 2015 20:21 "Non ho voglia di giudicare, non mi interessa argomentare, non ho tempo per giustificarmi. Insieme a mio marito percorro la mia strada come genitore, perlopiù sperimentando e assestando il tiro."condivido ogni singola parola di quello che hai scritto.. e vedrai che anche quando arriverà non cambierai idea!! dai che ci siamo quasi!! :* RispondiElimina 3. [blank.gif] theSwingingMom24 giugno 2015 11:45 Oh, direi proprio che la maternità ha quell'effetto lì, sulle persone intelligenti, e tu evidentemente, nonostante le eccessive aspettative e certezze adamantine (che in fondo, dai ci facciamo tutti, prima di passarci) hai avuto la capacità e la flessibilità mentale di metterti in discussione :) RispondiElimina 4. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] Qing Cai8 agosto 2015 10:11 barcelona jersey mcm bags the north face outlet five fingers shoes new balance shoes kobe shoes louis vuitton handbags kate spade handbags mont blanc outlet salvatore ferragamo michael kors factory outlet, http://www.michaelkorsfactoryoutletonline.com true religion outlet oakley sunglasses giuseppe zanotti outlet stuart weitzman boots jordan 11 ray-ban sunglasses, http://www.ray-bansunglassess.in.net atlanta falcons jersey soccer shoes oakley sunglasses, http://www.oakleysunglasses-outlet.us.com converse all star ralph lauren outlet golden state warriors jerseys toms shoes polo ralph lauren outlet burberry outlet, http://www.burberryoutletonlinestore.com.co cheap oakley sunglasses michael kors outlet online links of london uk koby bryant shoes cai2015808 RispondiElimina 5. [photo.jpg] Da Shuai Guo25 agosto 2015 10:19 3guowenhao0824 gucci outlet pittsburgh steelers jersey links of london uk jordan 11 michael kors uk kobe 9 ray ban sunglasses, http://www.ray-bansunglassess.in.net timberland boots lebron james shoes calvin klein outlet coach outlet polo ralph lauren outlet ray ban sunglasses online polo lacoste pas cher nike trainers miami heat jersey ray ban sunglasses michael kors canada, http://www.michaelkorsoutletcanada.in.net dansko outlet louis vuitton cheap mlb jerseys new york giants jerseys louis vuitton outlet store ralph lauren uk supra shoes green bay packers jerseys mac makeup beats by dre replica watches ugg boots, http://www.uggboot.com.co RispondiElimina 6. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] ninest123 Ninest7 dicembre 2015 03:09 ninest123 12.07 louboutin outlet, michael kors outlet, prada handbags, ray ban sunglasses, cheap oakley sunglasses, ray ban sunglasses, ugg boots, christian louboutin outlet, uggs on sale, louis vuitton, louis vuitton, oakley sunglasses, gucci outlet, nike air max, louis vuitton, louboutin shoes, michael kors outlet, burberry outlet online, jordan shoes, louis vuitton outlet, michael kors outlet, louis vuitton outlet, longchamp outlet, burberry, ugg boots, ugg boots, longchamp, nike outlet, nike air max, louboutin, chanel handbags, michael kors outlet, ugg boots, prada outlet, oakley sunglasses, nike free, longchamp outlet, tory burch outlet, replica watches, polo ralph lauren outlet, replica watches, tiffany jewelry, michael kors outlet, polo ralph lauren outlet, oakley sunglasses, michael kors, ray ban sunglasses, oakley sunglasses, tiffany and co RispondiElimina 7. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] ninest123 Ninest7 dicembre 2015 03:12 air force, michael kors, nike roshe run, longchamp, michael kors, ray ban uk, ralph lauren uk, vans pas cher, hogan, sac guess, oakley pas cher, longchamp pas cher, nike roshe, hollister, nike trainers, air max, true religion outlet, nike air max, ray ban pas cher, new balance pas cher, air jordan pas cher, true religion jeans, hermes, true religion jeans, nike blazer, lululemon, abercrombie and fitch, lacoste pas cher, nike air max, vanessa bruno, nike free run uk, michael kors, michael kors, tn pas cher, coach purses, true religion jeans, timberland, converse pas cher, sac longchamp, burberry, north face, nike air max, north face, ralph lauren pas cher, coach factory outlet, louboutin pas cher, coach outlet, nike huarache, nike free, hollister pas cher, mulberry RispondiElimina 8. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] ninest123 Ninest7 dicembre 2015 03:14 ninest123 12.07 louboutin outlet, michael kors outlet, prada handbags, ray ban sunglasses, cheap oakley sunglasses, ray ban sunglasses, ugg boots, christian louboutin outlet, uggs on sale, louis vuitton, louis vuitton, oakley sunglasses, gucci outlet, nike air max, louis vuitton, louboutin shoes, michael kors outlet, burberry outlet online, jordan shoes, louis vuitton outlet, michael kors outlet, louis vuitton outlet, longchamp outlet, burberry, ugg boots, ugg boots, longchamp, nike outlet, nike air max, louboutin, chanel handbags, michael kors outlet, ugg boots, prada outlet, oakley sunglasses, nike free, longchamp outlet, tory burch outlet, replica watches, polo ralph lauren outlet, replica watches, tiffany jewelry, michael kors outlet, polo ralph lauren outlet, oakley sunglasses, michael kors, ray ban sunglasses, oakley sunglasses, tiffany and co RispondiElimina 9. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] ninest123 Ninest7 dicembre 2015 03:17 canada goose outlet, ugg,ugg australia,ugg italia, louis vuitton, louis vuitton, sac louis vuitton pas cher, pandora charms, juicy couture outlet, ugg,uggs,uggs canada, canada goose, ugg boots uk, barbour, hollister, moncler, moncler outlet, supra shoes, louis vuitton, coach outlet, juicy couture outlet, canada goose uk, moncler, moncler, pandora jewelry, canada goose, moncler, barbour jackets, pandora charms, doudoune canada goose, swarovski, links of london, converse outlet, canada goose outlet, wedding dresses, toms shoes, swarovski crystal, marc jacobs, thomas sabo, doke gabbana outlet, lancel, moncler, bottes ugg, replica watches, moncler, karen millen, montre pas cher, louis vuitton, ugg pas cher, pandora jewelry, moncler, canada goose, canada goose ninest123 12.07 RispondiElimina 10. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] chenlina10 agosto 2016 08:25 ugg outlet hermes bag true religion new england patriots jerseys nike roshe flyknit cheap jordan shoes ralph lauren uk tiffany outlet ugg boots lebron james shoes polo ralph lauren outlet ralph lauren canada goose coat coach outlet toms shoes sale kate spade oakley sunglasses jordan retro 3 nike air max 90 uggs on sale louis vuitton celine handbags adidas uk gucci handbags coach outlet store online canada goose coats jordan 6 louis vuitton handbags ugg boots coach outlet adidas yeezy 350 kobe 11 shoes adidas shoes retro jordans timberland outlet gucci bags longchamp bags louis vuitton outlet rolex watches adidas outlet chenlina20160810 RispondiElimina 11. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] Gege Dai11 agosto 2016 08:51 louis vuitton handbags outlet mac cosmetics celine outlet polo ralph lauren hollister shirts chrome hearts outlet ugg outlet online tory burch outlet tory burch outlet ray ban sunglasses longchamp pas cher ferragamo outlet abercrombie outlet mulberry bags ray ban sunglasses ray ban sunglasses sale ralph lauren hollister clothing store ray-ban sunglasses adidas nmd tory burch outlet online air max 90 nfl jerseys coach outlet clearance fitflops shoes burberry outlet tory burch outlet burberry outlet sale uggs outlet nike outlet store true religion outlet longchamp outlet michael kors outlet prada sunglasses true religion outlet uk chanyuan0811 RispondiElimina 12. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] blogku6 aprile 2017 12:12 Jika seseorang mengidap kutil kelamin, aku pasti mengalami episode berulang selama sisa hidupnya. Karena dalam kenyataanya, memang ada beberapa kasus dimana kutil kelamin ini akan kambuh, namun jika disertai ketekunan dalam pengobatanya dan sistem kekebalan tubuh yang baik karena jauh dari stress atau penyakit serius, mungkin saja hal itu dapat menghentikan reaktivasi HPV sehingga kutil kelamin tidak dapat muncul kembali. Cara Menghilangkan Kutil Di Selangkangan cara mengobati penyakit sipilis yang aman tanpa efek samping silahkan kunjungi sekarang Perlu diketahui juga bahwa setiap orang memang memiliki hemorroid namun ukuran dan bentuknya kecil serta tidak berbahaya. Namun bisa berbahaya jika hemorroid tersebut menjadi besar dan juga menimbulkan perdarahan di anus. Akibat hemorroid tersebut harus anda waspadai dari sekarang. Banyak sekali penderita ambeien yang mengalami gangguan atau ketidaknyamanan karena tonjolan tersebut. Atau menimbulkan rasa takut akibat hemorroid tersebut. Obat Alami Ambeien Keluar Darah untuk mengetahui info tentang penyakit ambeien silahkan kunjungi blog kami Kencing nanah pada pria biasanya dialami oleh seorang suami. Suami yang mengidap kencing nanah pada pria bukan tidak tahu kalau dirinya mengidap kencing nanah atau gonorrhea. Sekarang banyak kasus kencing nanah yang sudah kebal terhadap obat. Jika suami mengidap kencing nanah yang bandel, bisa jadi penyakit kencing nanahnya belum sembuh betul ketika memasuki perkawinan. Bukan jarang terjadi kasus calon pengantin yang kena kencing nanag sudah bolak balik berobat, namun belum sembuh juga.Oleh karena takut menulari pasangannya, pasien terus menunda-nunda hari perkawinannya, tanpa member tahu pihak calojn istri apa alasannya, dan kasus begini sering membuat sesuatu yang menjadi dilematis. obat tradisional kemaluan bernanah untuk solusi dari penyakit sipilis yang anda derita silahkan kunjungi blog kami Jika seseorang sudah terdiagnosis mengidap penyakit ini maka akan mengalami gejala yang diantara lain adalah timbulnya pendarahan yang terkadang tidak disertai rasa sakit. Biasanya penderita hanya akan sadar jika benar-benar memperhatikan bahwa ada tetesan darah yang keluar dan terlihat dari kertas tisu toilet. Penderita bisa juga kemudian mengalami penyakit radang usus, infeksi dan juga tumor. Obat Ambeien Yang Belum Parah untuk mengetahui info tentang penyakit ambeien silahkan http://sembuhkembali.blogspot.com/2016/12/solusi-herbal-menghilangk an-benjolan.html RispondiElimina Aggiungi commento Carica altro... Post più recente Post più vecchio Home page Iscriviti a: Commenti sul post (Atom) Potrebbero interessarti anche... Related Posts Plugin for WordPress, Blogger... chi sono... chi sono... Mi chiamo Giada e sono (...) giada@quandofuoripiove.com Cerca nel blog __________ Cerca Translate Seguimi tramite Email ____________________ Invia Per non perdere neanche un post... follow us in feedly Mi trovi anche qui... [twittervgh.png] [facebookcj.png] [pinterest2.png] [instagramg.png] Fans? WOW! Questo l'ho scritto io! Questo l'ho scritto io! e ce ne sono anche altri... I post più letti * Il mini-tutorial del mini-pompom Il pompom è una malattia, una di quelle toste però! Tutto ebbe inizio intorno ai miei dieci anni (momento amarcord, ma la faccio corta, d... * la ricetta del didò (senza cottura e senza cremor tartaro) La ricetta del didò fatto in casa... Ecco, questa potrebbe sembrare una di quelle idee che necessitano di un grosso "perché"... * La pasta da modellare al bicarbonato: mai più senza! Questa settimana si apre all'insegna di una scoperta clamorosa testata da me e Puki: la pasta da modellare al bicarbonato . Se la vo... * La coroncina della fatina (per appiccicare i cattivoni) "Puki, ti ricordi quanto ci siamo divertiti con quel braccialetto fatto col nastro adesivo ?" "Dici l'arma segreta del... * Di pezzi mancanti e lavagnette fai-da-te Conosco e temo "La Maledizione del Pezzettino Perduto" : è un film che mi perseguita da quando ho preso in mano la mia prima Barb... * le piccole cose sanno di frutta L'ospite delle Piccole Cose di oggi, rubrichetta dedicata alle idee semplici ma geniali incontrate girovagando in rete, è Oh Happy Day ... * L'esperimento scientifico che sa di magia: il ghiaccio che si scioglie in un istante! In casa nostra si abusa della parola "magico". Colpa mia. Mi piace correggere la giornata con un cicchetto di magia, e così ai... * Un grande autoritratto per una grande peste! (La goccia di Aprile) Ieri sera mio figlio era "IN" INgestibile INtollerante... INsomma IN una parola INsopportabile! O forse ero io a esse... 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Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Powered by Blogger. 2-77.txt #Quandofuoripiove - Atom Quandofuoripiove - RSS Quandofuoripiove - Atom Quandofuoripiove * HOME PAGE * CHI SONO * QUANDO FUORI PIOVE... perchè? * CONTATTAMI * CREDITS ovvero GRAZIE! * I MIEI LIBRI mercoledì 2 maggio 2012 I compiti più difficili di una mamma (gufo) Si dice che il gufo sia l'animale più saggio del bosco... una mamma-gufo, pertanto, dovrebbe esserlo al quadrato!! Per questo, mentre pacioccavo per realizzare questa famigliola di gufi, ho raccontato alla mamma-gufetta alcuni pensieri che mi sono passati per la mente in questi giorni. Vorrei condividerli con voi per avere la vostra opinione. [biglietto-festa-mamma1.jpg] Quattro giorni di vacanza in casa durante la primavera più piovosa che ricordi non sembrano, sulla carta, molto divertenti, ma sono invece stati bellissimi: mi hanno permesso di ricaricare le batterie un po' estenuate dalla routine quotidiana, di passare un po' di tempo con vecchi amici e di conoscere meglio quelli nuovi, ma soprattutto di godermi il piccolino. Puki sta crescendo davvero in fretta, nelle ultime settimane le sue quotidiane conquiste si sono moltiplicate e sono diventate anche clamorosamente divertenti. Certo ci sono stati in questi giorni i momenti in cui era semplicemente un quasi-duenne esasperante, ma più spesso mi sono trovata a guardare le trovate del mio nano con stupore e a rimuginare su quanto ogni giorno si delinei il suo carattere e acquisti indipendenza. Diciamolo subito: io non sono pronta! Permettergli di fare le sue scoperte e le sue conquiste senza interferenze mi costa ancora molta fatica e mi devo mordere la lingua in continuazione per evitare di uscirmene con un inutile "attentoooo" a ogni suo passo. Solo ora che sono mamma mi rendo effettivamente conto di quanto sia difficile portare a termine quelli che ho sempre considerato i due fondamentali compiti di una madre. Di che parlo? Provo a spiegarlo con un semplice giocattolo di cartone che ho fatto per Puki. Ho disegnato la mamma-gufo, ne ho ritagliato il corpo e le ali. [biglietto-festa-mamma2.jpg] Avevo voglia di tagliuzzare, e così ho pensato di vestire il mio gufo con la carta invece che con il colore... scelta che ha riempito il pavimento di minuscoli pezzettini di carta colorata, ma se si gioca bisogna affrontarne con coraggio le conseguenze!! [biglietto-mamma-gufo.gif] Ho fatto la stessa cosa con il piccolo gufo che si è subito incollato alla mamma, felice di essere coccolato e abbracciato, grazie a due fermacampioni, dalle sue ali affettuose. [IMG_5878.JPG] Il giocattolo è praticamente finito, e le mie elocubrazioni anche... Il mio compito più importante come mamma, e la mia sfida più grande, sarà questo: tenere stretto a me il mio piccolino finchè ne avrà bisogno... [festa-mamma-gufetto+piccolo.jpg] E, quando sarà il momento... [festa-mamma-gufetto.jpg] [ultima2.jpg] Pin It Pubblicato da Giada Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su Pinterest 23 commenti: 1. [piedismallsquared.png] Mammabook2 maggio 2012 11:38 Delizioso! Io ho un piccoletto della stessa età del tuo ma, sarà forse per il pancione che non mi lascia scelta, sono un po' meno protettiva. è incredibile quante cose imparano ogni giorno a quest'età, mi stupisco in continuazione! RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada3 maggio 2012 17:24 È così!!;D A dire il vero tra me e mio marito sono io quella meno protettiva, quella che lo lascia a cavarsela da solo fino a quando non rischia di farsi male sul serio. Ciononostante lo sforzo di lasciarlo tentare senza intervenire è graaaande!!! Elimina Rispondi 2. [blank.gif] anna2 maggio 2012 11:39 Bellissimo il gufo! per me la sfida è quella di contenere le mie ansie/paure e fare il possibile per non trasferirle sui bambini. Durissimo...perchè sono un'ansiosa all'ennesima potenza...! RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada3 maggio 2012 17:27 Anna ti capisco, è davvero difficile! Io non ero un tipo ansioso ma questa fase di passaggio dalla dipendenza totale per oltre aun anno ai primi slanci verso il mondo mi sta incasinando non poco!;D Elimina Rispondi 3. [Foto%2B243.jpg] patama'2 maggio 2012 12:24 Ogni giorno mi chiedo se sarò in grado di lasciarli andare....ma non credo sia possibile! *o* RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada3 maggio 2012 17:28 Credo fosse Gibran a dire, parafrasando, che la famiglia è un albero: lì si trovano le nostre radici e dai suoi rami abbiamo spiccato il volo... l'immagine mi è sempre piaciuta tantissimo, ma da quando sono mamma mi sono resa conto di quanto sia difficile trasportarla dalla poesia alla realtà!! Elimina Rispondi 4. [timbro%25252Bgufo.jpeg] Beta2 maggio 2012 12:38 Eh si, la cosa difficile è proprio quella di riuscire a tirarsi indietro e lasciarli volare con le proprie ali... ma ci proviamo con tanta buona volontà! Intanto ammiro il tuo gufetto e cercherò di tenerlo a mente la prossima volta che mi sentirò molto mamma-chioccia e poco mamma-gufo ;) RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada3 maggio 2012 17:30 Grazie!!!Mamma chioccia e mamma gufo saranno, dal tuo commento in poi, i due estremi con cui misurerò il mio livello di mammitudine!!;D Elimina Rispondi 5. [Picture%25252B28.jpg] Parola di Laura2 maggio 2012 14:19 ma che bello il gufetto!! la mia paura più grande è non riuscire a capre le loro inclinazioni e non riuscire ad aiutarli come vorrei! RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada3 maggio 2012 17:31 Laura, sono d'accordissimo! È una cosa di cui parlavamo con il veterinario prima della nascita di Puki: ci siamo promessi a vicenda che cercheremo di non soffocarlo con le NOSTRE aspirazioni e passioni ma di indirizzarlo con leggerezza... inutile dirlo: è già difficilissimo!!! Elimina Rispondi 6. [18512607654ca07018d9b50.jpg] La Donna della Domenica2 maggio 2012 14:38 sei dolcissima! Vorrei anche io "seguire il suo volo senza interferire mai" ma lo so già che sarà molto difficile. Ora che ha iniziato a camminare da solo (a correre per la verità) passo la metà del mio tempo con il fiato sospeso. Credo di avere almeno dodici nuove rughe. Appena potrò permettermi di lasciare in giro i fermacampioni (qui ci si mangia tutto!) proverò a fare la mamma gufo con il gufetto! RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada3 maggio 2012 17:33 Grazie, che bel complimento!!! Condivido la mancanza perenne di ossigeno, mi spiegarono che ripetere in continuazione "stai attento!" non fa che privare la frase del suo significato (=se devo stare attento sempre non sto in realtà attento mai!!)quindi me la urlo in testa e trattengo il fiato... credo non faccia bene alle nostre rughe nuove! Elimina Rispondi 7. [IMG_0928.JPG] Why2 maggio 2012 15:12 Ma questa gufetta con gufino è dolcissima...! E anche tutto quel che le sta intorno, di pensieri e di emozioni. La mia più grande sfida da mamma temo debba ancora arrivare: l'adolescenza mi fa una paura nera. Ma proprio terrore animale! Parlare, comunicare, coccolarsi, capirsi, ora sono strumenti così forti (addirittura quasi facili) che l'idea di vederli trasformare sotto le spinte inevitabili dell'età di mezzo mi attanaglia. Io faccio di tutto per mettere solide basi, e mi dico e ripeto che quel che seminiamo ora ci ripagherà quando avranno 15 anni, ma aspetto quel momento con le sue inevitabili lotte come la peggiore delle sfide. RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada3 maggio 2012 17:35 Ecco fatto! Ora ho una paura in più!!!;D Condivido in pieno, l'idea di avere un essere sconosciuto e silenzioso che si aggira per casa invece del mio nanetto che manda baci con la mano credo sia terrorizzante!!!! Elimina Rispondi 8. [MIKKAMADE181.jpg] mikkamade2 maggio 2012 15:27 La mia sfida più grande si combatte ogni giorno, sempre in perenne conflitto tra il voler accompagnarli per mano in modo che sia sicura che non si facciano male, e il lasciarli andare anche se sò che sbatteranno il naso (in senso figurato)!!! La mia sfida più grande è quella di renderli indipendenti da me!!! RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada3 maggio 2012 17:36 Ecco: la sfida più grande è quella di renderli indipendenti da me. Vi adoro, mi state dando un sacco di energia nello scoprire che le mie paure e le mie difficoltà sono comuni. Renderlo indipendente è sia qualcosa che desidero per lui che qualcosa che non voglio per me. Ovviamente, in quanto madre, sceglierò la cosa giusta per lui sacrificando quella che vorrei per me, ovvero un delizioso complesso di Edipo... ma quanta fatica!!! Elimina Rispondi 9. [blog-profilo.jpg] francesca r.2 maggio 2012 15:35 che bella idea per un gioco... ma anche come promemoria personale da tenere lì, a ricordarci di aprirle, 'ste benedette ali, che sono strette strette e non vogliono lasciarli volar via... anche io ho questo timore, di non essere capace di dargli il suo spazio... poi i miei timori aumentano e cambiano di giorno in giorno... sono ansiosa e ansiogena, io!!! :-) RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada3 maggio 2012 17:39 In effetti Francesca dopo che il nano si è stufato del gioco (10 minuti netti...) il gufo è volato in cima alla libreria. Vivrà lì per un po'nel suo ruolo di saggio promemoria... Verissimo che le paure si aggiornano di continuo, non vale neanche la pena di imparare a gestirle perchè ne arrivano altre nuovissime in poche settimane!!! Elimina Rispondi 10. [6937815983_67305f2048.jpg] 190.arch3 maggio 2012 06:53 Bellissimo il gufo! La mia paura più grande è proprio tagliare le ali, bloccare i sogni. Sono una persona molto pragmatica, del tipo che i sogni vanno realizzati prima di essere sognati. Buon giovedi'! RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada3 maggio 2012 17:41 Ahhahahahah, fantastica! Condivido in pieno! Se un sogno inizia a formarsi bisogna fermare il mondo, realizzarlo e proseguire...Farò di Puki un bimbo volubile ma almeno avrà provato a realizzarli tutti!!! Elimina Rispondi 11. [blank.gif] tobina7 maggio 2012 23:34 la sfida più grande per me è imparare a dare fiducia... ora come quando saranno adolescenti. in questo sto cercando di imparare con i miei alunni: fornire gli strumenti, guidarli, aiutarli a diventare se stessi ma avere il coraggio di lasciarli sbagliare, e fornire sempre l'appoggio di cui hanno bisogno anche per sbagliare. riuscire a dire: qualunque sia la tua scelta, io sono dalla tua parte. ma con i propri figli è ancora più difficile! bellissimo il gufooooooooooooo!!! :)) RispondiElimina 12. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] remas haytham22 dicembre 2015 14:05 شركة مكافحة الفئران بالدمام شركة مكافحة بق الفراش بالدمام شركة نقل عفش بالدمام شركة نقل عفش بالمدينة المنورة شركة تنظيف واجهات حجر بالدمام شركة تنظيف كنب بالدمام شركة تنظيف اثاث بالدمام شركة تنظيف شقق بالدمام شركة تنظيف منازل بالدمام شركة تنظيف مساجد بالدمام شركة جلي بلاط بالدمام شركة تنظيف مسابح بالدمام شركة صيانة مسابح بالدمام شركة عزل خزانات بالدمام شركة تركيب حجر طبيعي بالرياض RispondiElimina 13. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] 林磊30 gennaio 2016 04:53 2016-1-30 leilei kate spade outlet toms shoes prada handbags cheap jordans air max christian louboutin outlet true religion louis vuitton borse ray bans air jordan femme michael kors bags michael kors handbags michael kors handbags pandora charms hermes outlet jordan shoes michael kors handbags nike cortez shoes coach factory outlet online chi flat iron michael kors outlet coach factory outlet moncler jackets ed hardy coach outlet canada ralph lauren outlet michael kors outlet true religion adidas superstars christian louboutin sale jordan retro 4 ugg outlet ugg boots for sale coach factorty outlet online toms outlet store ghd straighteners cheap oakley sunglasses nike blazer canada goose outlet cheap soccer jerseys RispondiElimina Aggiungi commento Carica altro... Post più recente Post più vecchio Home page Iscriviti a: Commenti sul post (Atom) Potrebbero interessarti anche... 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(La goccia di Aprile) Ieri sera mio figlio era "IN" INgestibile INtollerante... INsomma IN una parola INsopportabile! O forse ero io a esse... Etichette 1-3 anni 3-6 anni 3D 6 anni e oltre a comprarlo costava meno bagnetto blog ospiti Carnevale carta creativi ospiti creatività DIY eco-giocattoli Estate Etsy festività free-download Get dirty Halloween inverno io me and myself libri Natale on-line magazine piccole cose pinterest primavera ricette riciclo scienza ed esperimenti shopping siamo alla frutta sponsor e collaborazioni travestimenti tutorial il calendario dei post [il calendario dei post] Formula magica per far venire il bel tempo nei week-end Formula magica per far venire il bel tempo nei week-end ©copyright Quandofuoripiove. I testi e le immagini di Quandofuoripiove sono proprietà dell'autrice, qualora non differentemente segnalato. Se volete utilizzarli, scrivetemi. questo blog è... questo blog è... io sto con... io sto con... 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Pertanto eccolo qui, tanto semplice quanto sconsigliato! [giochi-fai-da-te-tamburo-quando-fuori-piove.gif] Un'altra ragione che mi ha spinto ad esaudire la strana richiesta del nano, che in effetti di solito non si aggira per casa invocando un tamburo, è l'incontro che lo aveva folgorato il giorno precedente: Puki aveva infatti scoperto... [strumento-musicale-bambini-quando-fuori-piove.gif] Meglio quindi affrettarsi e, prima che si ricordi quanto aveva amato il trombone e il clarinetto, preparare un facile tamburo che richiede solo due ingredienti! [gioco-fai-da-te-quando-fuori-piove.gif] [tamburo-fai-da-te-quando-fuori-piove.gif] Si toglie il coperchio della lattina vuota, si taglia il palloncino e lo si allarga fino a incastrarlo, come un nuovo tappo, in cima alla lattina. [strumenti-fai-da-te-quando-fuori-piove.gif] Si può aggiungere un elastico per fissare al meglio il palloncino ai bordi della lattina, ma fondamentalmente il tamburo è pronto, basta recuperare un paio di matite-bacchette! [tamburo-gioco-fai-da-te-quando-fuori-piove.gif] Poi, dopo circa cinque minuti, Puki nota che il tavolo è un tamburo altrettanto valido, e per giunta più grande! Molla lì la mia lattina e corre a verificare se si possono suonare anche il divano, il letto, l'armadio, le sedie della cucina... SGRUNT! Non mi farò mai più fregare dalla corretta sintassi e dalla buona educazione! Pin It Pubblicato da Giada Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su Pinterest 20 commenti: 1. [993084_10201119966384338_411823852_n.jpg] il rifugiato25 settembre 2013 09:11 ecco... così mi sento meno solo... a casa mia.. scriciolo della stessa età e con la stessa passione... solo che il mio aveva scoperto la musica già verso l'anno e mezzo-due.... doppio sgrunt!!! RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada26 settembre 2013 08:50 puki l'ha scoperta in versione cubista perlopiù! ;D Scherzi a parte al nido fichissimo dove andava poteva frequentare un piccolo corso di propedeutica alla musica che gli piaceva moltissimo! Certo però che il tamburo... Elimina Rispondi 2. [blank.gif] firmatocarla25 settembre 2013 09:31 Al settimo mese di età del secondo nano qualche parente gli ha regalato i primi strumenti musicali...non ti dico! Questo mi piace molto...ma non so se leggerò con loro questo post, senza offesa, eh...!!! ;-) RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada26 settembre 2013 08:51 non farlo! Tienili lontani dal video, anzi allontanati anche tu! E dai un indirizzo fasullo al parente che ha osato tanto!! Elimina 2. [blank.gif] firmatocarla26 settembre 2013 17:59 ^_^ Elimina Rispondi 3. [IMG_1182.JPG] Shaula25 settembre 2013 09:36 noi, che per la musica c'abbiamo un debole, abbiamo regalato un set di strumentini (triangolo, maracas, tamburelli, nacchere...) il primo Natale alla prima pupa. poi per il suo secondo compleanno chitarrina. e al pupo piccolo, per incentivare la sua naturale inclinazione al baccano, per il primo compleanno il tamburo. nel frattempo son arrivate anche un'armonica degli alpini, una serie di strumenti handmade (bottiglie sonore, un variegato set da 9 pezzi..., un tamburo ricavato dal cartone dei mattoncini di legno, dei clic clac con i tappi di latta). Insomma siam pronti per mettere su una banda pure noi! Per quanto riguarda la corretta sintassi, è vero...dà sempre un brivido e ci frega a tutti: al primo "credo che sia" della mia bimba mi son tremate le gambe e ti trovi a pensare "puoi chiedermi tutto quello che vuoi..."! RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada26 settembre 2013 08:52 Si, direi che siete forniti! Ma solo il mio non mi ha filato di pezza le bottiglie sonore? È strano perché devo dire che nonostante la sottoscritta sia negata pare avere una vera passione per la musica! Vabbè, magari ci riprovo con uno degli strumenti che suggerisci tu! Elimina Rispondi 4. [blog-profilo.jpg] francesca rossi25 settembre 2013 09:52 uahuahua... tanto nella fase tamburo ci passano tutti, rassegnati! E questo è troppo facile da costruire per lasciarselo scappare... il difficile sarà distruggerlo quanto prima quando è distratto!! :-D RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada26 settembre 2013 08:53 Abbiamo pure l'amico che suona la batteria... siamo spacciati!!! Elimina Rispondi 5. [photo.jpg] Ale B. R25 settembre 2013 10:01 I bambini ci fregano sempre!!!! RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada26 settembre 2013 08:53 In effetti sì! Se non è una parola è un'occhiata da cocker, o un bacio proprio ben dato... io mi faccio fregare davvero con tutto! Elimina Rispondi 6. [photo.jpg] Marzia F.25 settembre 2013 10:23 che bella idea! bravissima, e grazie per il suggerimento. La mia bimba è ancora piccina ma lo terrò senz'altro presente. RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada26 settembre 2013 08:54 Marzia, a tuo rischio e pericolo!! ;D ;D ;D Elimina Rispondi 7. [immagine%25252Bprofilo.jpg] La mia vita semplice25 settembre 2013 11:15 un'idea carina, bella davvero! RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada26 settembre 2013 08:54 Grazie!! Elimina Rispondi 8. [photo.jpg] Daniela Milanesi25 settembre 2013 20:58 auguri, non è che l'inizio...quando cominciano così a 15 anni la passione è la chitarra elettrica con amplificatore al massimo RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada26 settembre 2013 08:54 Gulp! Temo anche la batteria sai? Abbiamo un amico che la suona e vederla come una cosa accessibile e fichissima non aiuta!! Elimina Rispondi 9. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] Loudy Kerth29 settembre 2013 16:26 Bellissima idea, sto spulciando tutti i tuoi post per recuperare idee per il piccolo taz di casa (20 mesi). Peccato che noi non siamo riusciti ad arrivare alla fase "strumenti musicali", perchè avendo accesso al cassettone di pentole e coperchi, la sua passione è prendere i coperchi e sentire i suoni che fanno sbattendoli per i vari mobili o pareti di casa o anche tra di loro... magari usando le padelle come slittino... non ti dico i voli che rischio di fare se cammino senza guardare a terra... mmm... beh anche guardando a terra -.-'' RispondiElimina 10. [facebook%25252Bgrande.jpg] con il ♥ e le mani29 settembre 2013 17:30 Sai cosa ha ricevuto Noemi per lo scorso compleanno? Una batteria, in miniatura certo ma... una b-a-t-t-e-r-i-a. Aggiungo altro? :-) RispondiElimina 11. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] 林磊30 gennaio 2016 04:26 2016-1-30 leilei michael kors bags ugg boots outlet gucci belt louboutin outlet uggs sale coach outlet online nike store michael kors michael kors handbags ray bans coach outlet ralph lauren coach factory outlet true religion sale michael kors outlet online nike outlet michael kors outlet louis vuitton outlet onlne fitflops sale clearance ralph lauren pas cher longchamp pas cher longchamp soldes air jordan shoes timberland boots polo outlet coach outlet online coach outlet online moncler jackets coach factory outlet air jordan shoes new balance shoes burberry outlet online kate spade outlet jordan retro 13 micahel kors louboutin pas cher ray ban sunglasses burberry outlet cheap ugg boots nike running shoes RispondiElimina Aggiungi commento Carica altro... Post più recente Post più vecchio Home page Iscriviti a: Commenti sul post (Atom) Potrebbero interessarti anche... 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(La goccia di Aprile) Ieri sera mio figlio era "IN" INgestibile INtollerante... INsomma IN una parola INsopportabile! O forse ero io a esse... Etichette 1-3 anni 3-6 anni 3D 6 anni e oltre a comprarlo costava meno bagnetto blog ospiti Carnevale carta creativi ospiti creatività DIY eco-giocattoli Estate Etsy festività free-download Get dirty Halloween inverno io me and myself libri Natale on-line magazine piccole cose pinterest primavera ricette riciclo scienza ed esperimenti shopping siamo alla frutta sponsor e collaborazioni travestimenti tutorial il calendario dei post [il calendario dei post] Formula magica per far venire il bel tempo nei week-end Formula magica per far venire il bel tempo nei week-end ©copyright Quandofuoripiove. I testi e le immagini di Quandofuoripiove sono proprietà dell'autrice, qualora non differentemente segnalato. Se volete utilizzarli, scrivetemi. questo blog è... questo blog è... io sto con... io sto con... [mcb80x15.png] BlogItalia - La directory italiana dei blog Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Powered by Blogger. 2-79.txt #Quandofuoripiove - Atom Quandofuoripiove - RSS Quandofuoripiove - Atom Quandofuoripiove * HOME PAGE * CHI SONO * QUANDO FUORI PIOVE... perchè? * CONTATTAMI * CREDITS ovvero GRAZIE! * I MIEI LIBRI lunedì 13 febbraio 2012 Arriva un fratellino o una sorellina? Mamma respira, non sto parlando di me! Ok, adesso posso andare avanti... In una delle mie terapeutiche sessioni di [DEL: cazzegg :DEL] di aggiornamento tra siti e blog vari sono finita in Polonia, a casa di una designer di cui non capisco nemmeno le congiunzioni, ma per la quale parlano le immagini. [a.jpg] toprojekt Pertanto, se è in arrivo un fratellino o una sorellina, forse lo si può dire anche così... [Zrzut+ekranu+2011-06-28+%2528godz.+09.30.11%2529.jpg] E se non ci trovassimo del tutto a nostro agio nell'essere paragonate a un ippopotamo, cosa che siamo perfettamente in grado di far già da sole, credo che l'idea si possa facilmente adattare a qualunque mammifero e trasformare da un gioco per bimbi in una cartolina d'auguri per la mummy, e viceversa. Pin It Pubblicato da Giada Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su Pinterest 11 commenti: 1. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] Francesca EquAzioni28 marzo 2012 12:14 nooo...favoloso! peccato non averlo scoperto in tempo per la nascita di fede! RispondiElimina 2. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] Lin Huang27 maggio 2015 06:55 caihuanglin20150527 oakley sunglasses true religion outlet oakley sunglass christian louboutin outlet prada outlet celine polo ralph lauren michael kors louis vuitton abercrombie and fitch football jerseys michael kors bag hollister clothing michael kors outlet cheap lululemon cheap jerseys true religion chanel outlet kate spade outlet louis vuitton handbags pandora charms louis vuitton handbags true religion jeans louis vuitton mont blanc pens hollister ray ban sunglasses outlet jordan 11 burberry outlet online fitflops true religion michael kors handbags pandora jewelry celine outlet tory burch outlet chi flat iron michael kors coach outlet store online jordan 11 concord RispondiElimina 3. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] Wenhao Guo15 luglio 2015 07:53 achang07152 ray ban outlet kate spade outlet kate spade outlet new york giants jerseys nfl jerseys wholesale toms shoes outlet online thomas sabo bracelet oakley sunglasses tory burch handbags nba jerseys timberland outlet tory burch outlet online ralph lauren uk cheap soccer jerseys nike free toms outlet nike outlet store chanel handbags,chanel bags,chanel outlet,chanel 2.55 five fingers shoes fred perry polo shirts pandora jewelry soccer jerseys kate spade sale valentino shoes cheap football shirts christian louboutin uk puma outlet store new orleans saints jerseys evening dresses polo ralph lauren mlb jerseys wholesale burberry outlet online arizona cardinals jerseys abercrombie and fitch true religion jeans hollister michael kors handbags air jordan 13 seattle seahawks jerseys mont blanc RispondiElimina 4. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] Qing Cai8 agosto 2015 10:11 barcelona jersey mcm bags the north face outlet five fingers shoes new balance shoes kobe shoes louis vuitton handbags kate spade handbags mont blanc outlet salvatore ferragamo michael kors factory outlet, http://www.michaelkorsfactoryoutletonline.com true religion outlet oakley sunglasses giuseppe zanotti outlet stuart weitzman boots jordan 11 ray-ban sunglasses, http://www.ray-bansunglassess.in.net atlanta falcons jersey soccer shoes oakley sunglasses, http://www.oakleysunglasses-outlet.us.com converse all star ralph lauren outlet golden state warriors jerseys toms shoes polo ralph lauren outlet burberry outlet, http://www.burberryoutletonlinestore.com.co cheap oakley sunglasses michael kors outlet online links of london uk koby bryant shoes cai2015808 RispondiElimina 5. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] 小 Gg27 ottobre 2015 09:10 hollister,hollister canada,abercrombie and fitch,abercrombie,abercrombie fitch,abercrombie kids,a&f beats by dr dre karen millen dresses michael kors outlet,michael kors outlet online,michael kors,kors outlet,michael kors handbags,michael kors outlet online sale,michael kors handbags clearance,michael kors purses,michaelkors.com,michael kors bags,michael kors shoes,michaelkors,cheap michael kors los angeles lakers louis vuitton outlet store ugg boots outlet adidas jeremy scott true religion sale lululemon outlet ferragamo shoes michael kors outlet store atlanta falcons ralph lauren sale nike air max 90 kansas city chiefs michael kors wallets for women nobis outlet air jordan 11 free shipping cheap toms nike huarache qqq1027 RispondiElimina 6. [blank.gif] Yeezy Boost 3503 marzo 2016 06:26 Oakley Sunglasses Oakley Outlet Toms Outlet Kate Spade Outlet Air Max 2015 Yeezy Boost 350 Longchamp Le Pliage Outlet Kate Spade Outlet Oakley Sunglasses Nike Factory Outlet Yeezy Boost 350 Ralph Lauren Outlet Adidas Outlet Online Timberland Outlet NFL Jerseys black yeezy boost Air Max Nike Flyknit Longchamp Outlet Ray Ban Outlet Nike Factory Outlet Burberry Outlet Online RispondiElimina 7. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] chenlina10 agosto 2016 08:17 nfl jerseys wholesale coach factory outlet gucci outlet louis vuitton outlet ray ban sunglasses coach outlet michael kors mont blanc pens pandora jewelry cheap nfl jerseys adidas trainers coach outlet store online abercrombie kids cheap uggs true religion jeans cheap jordans north face outlet polo ralph lauren louis vuitton handbags uk oakley vault polo ralph lauren outlet the north face michael kors outlet online coach factory outlet air jordans ugg sale fitflops sale clearance kobe bryant shoes canada goose outlet jordans for sale abercrombie and fitch coach outlet store online louis vuitton outlet stores michael kors handbags christian louboutin shoes louis vuitton bags coach outlet store online celine outlet uggs on sale tods shoes chenlina20160810 RispondiElimina 8. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] Gege Dai11 agosto 2016 08:45 michael kors factory outlet lululemon uk ugg boots tory burch sandals coach outlet online hollister clothing fitflops sale clearance ugg boots oakley sunglasses uk ferragamo shoes ray ban sunglasses coach factory outlet cheap ugg boots uggs outlet nike foamposite mulberry handbags swarovski crystal kobe shoes ralph lauren outlet moncler outlet lululemon outlet rolex watches for sale bottega veneta outlet online michael kors outlet online lebron shoes ralph lauren pas cher ralph lauren,polo ralph lauren,ralph lauren outlet,ralph lauren italia,ralph lauren sito ufficiale ugg outlet air max 90 polo ralph lauren ugg boots clearance iphone case cheap jordan shoes tory burch outlet nike air huarache chanyuan0811 RispondiElimina 9. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] dong dong2318 febbraio 2017 03:23 ralph lauren polo shirts louis vuitton nike air max pas cher valentino shoes burberry outlet michael kors uk new balance sneakers puma shoes tommy hilfiger replica watches 20172.18wengdongdong RispondiElimina 10. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] Unknown5 marzo 2017 03:46 michael kors outlet online michael kors handbags canada goose cheap oakley sunglasses sac longchamp yeezy boost 350 black gucci outlet true religion jeans michael kors handbags online patriots jerseys RispondiElimina 11. [photo.jpg] Susi Susanti14 giugno 2017 21:43 Jika buang air besar akan terasa sakit dan tinjanya akan terbungkus lendir dan nanah. Sedangkan orang yang melakukan hubungan seks dengan cara oral seks atau melalui mulut dengan penderita juga akan tekena hal yang sama pada tenggorokannya. Hal ini menyebabkan nyeri pada tenggorokan dan susah saat menelan. Cara Mengobati Penyakit Kencing Nanah Untuk informasi lebih detail tentang penyakit kencing nanah http://www.gosparklab.com/2017/03/cara-pengobatan-penyakit-kencing- nanah/ Bahkan ibu hamil pun bisa merasakan akibat hemorroid tersebut. Karena ibu hamil memiliki kondisi hormonal yang berubah semenjak hamil. Bahkan sekitar dua puluh lima persen dari ibu hamil pernah mengalami sembelit sehingga mengalami ambeien. Tapi sebagian besar dari ibu hamil yang mengalami hemorroid tersebut biasanya masih dapat diatasi dengan konsumsi makanan yang sehat. Selain makanan sehat tersebut bisa menyembuhkan hemorroid tersebut, juga bisa menyehatkan janin. Tapi disarankan untuk tidak terlalu lama di kamar mandi pada saat sedang buang air besar. Obat Untuk Ambeien Keluar Darah apa itu ambeien..? penjelasan selengkapnya tentang penyakit ambeien silahkan obat untuk kutil di kelamin pria tanpa operasi untuk anda yang menderita penyakit sipilis dan ingin sembuh silahkan Info selengkapnya Cara mengobati penyakit sipilis khasiat daun kumis kucing dan alang-alang adalah bahan yang digunakan tersedia banyak di alam. Selain itu, bahan yang digunakan benar-benar seratus persen menggunakan dari alam dan tidak ada bahan-bahan kimia yang digunakan. Mungkin bagi sebagian orang daun kumis kucing ini masih asing. Akan tetapi, bila kita melihat lebih jauh bahwa daun kumis kucing ini merupakan warisan turun temurun dari generasi ke generasi. Harga Obat Sipilis Resep Dokter Untuk informasi lebih detail tentang penyakit sipilis Info selengkapnya Puru ayal atau kanker atau neoplasma ganas adalah penyakit yang ditandai dengan kelainan siklus sel khas yang menimbulkan kemampuan sel Pengobatan Penyakit Kanker Untuk informasi lebih detail tentang penyakit kanker kunjungi blog kami RispondiElimina Aggiungi commento Carica altro... Post più recente Post più vecchio Home page Iscriviti a: Commenti sul post (Atom) Potrebbero interessarti anche... Related Posts Plugin for WordPress, Blogger... chi sono... chi sono... Mi chiamo Giada e sono (...) giada@quandofuoripiove.com Cerca nel blog __________ Cerca Translate Seguimi tramite Email ____________________ Invia Per non perdere neanche un post... follow us in feedly Mi trovi anche qui... [twittervgh.png] [facebookcj.png] [pinterest2.png] [instagramg.png] Fans? WOW! Questo l'ho scritto io! Questo l'ho scritto io! e ce ne sono anche altri... 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Tre donne ci raccontano come sono riuscite a far accettare il nuovo compagno ai loro ragazzi Qualche giorno fa è arrivata in redazione la mail accorata di una lettrice: «Sono separata da 5 anni e da 2 ho iniziato una relazione. Mio figlio, 12 anni, non accetta il mio nuovo compagno e fa di tutto per farmi perdere le staffe» ha scritto Laura. Anche a distanza di tempo dalla separazione, succede che i ragazzi si impuntino e non permettano di rifarsi una vita. «Per questi bambini adattarsi al fatto che mamma e papà non stessero più insieme ha significato cercare un equilibrio diverso, conquistato a fatica, che ora, con una nuova persona rischia di venir compromesso» spiega Giuditta Pasotto, autrice di Genitori single. Manuale di sopravvivenza per avere una relazione serena con i figli e con l’ex (Giunti) e ideatrice della community per genitori separati Gengle.it. Spesso, mentre la nuova coppia vive un momento magico e cerca di creare una routine piacevole, i figli, soprattutto se adolescenti (come nel caso della nostra lettrice), faticano ad adeguarsi alla realtà e si difendono con comportamenti ostili. Che però possono essere ridimensionati e mitigati come hanno fatto le mamme delle tre storie. 1 su 3: sono le donne che, secondo il portale inglese Gransnet, dopo la separazione, rinunciano a rifarsi una vita a causa dell’ostilità dei figli Francesca, 48 anni, ha una figlia di 17 anni «I miei genitori sono divorziati, entrambi risposati e so quanto si soffre quando un nuovo partner viene introdotto senza un minimo di tatto. Io mi sono sentita molto invasa quando è successo a me. È una sensazione forte che mi porto dentro ancora. Per questo con mia figlia di 17 anni sono molto cauta. La prima sera che è venuto Silvano a cena da noi, ero in grande ansia. Lo frequento da un anno e so che rifarmi una vita è mio diritto, ma cerco in ogni modo di non gravare su di lei. Pian piano, con l’esperienza, ho capito che il modo migliore è procedere a piccoli passi, cercando di rispettare i suoi tempi e le sue emozioni: se vedo che un giorno è giù e ha bisogno di me, solo di me, mi dedico a lei, non esco con lui. La ascolto senza tabù: le permetto di dire che è gelosa quando capita, senza colpevolizzarla. E di sicuro, non facciamo i piccioncini davanti a lei: non è una ragazzina e non vogliamo metterla in imbarazzo. Certo, a volte mi sento come un’equilibrista, che deve rimanere in piedi tra due mondi molto molto diversi: un nuovo amore e una figlia. Però quando lei mi dice: “Ma stasera Silvano non viene?” capisco che ho preso la strada giusta». Circa 1 milione: sono le coppie “ricostruite” nel nostro Paese, ovvero quelle in cui uno dei due partner (o entrambi) hanno alle spalle una separazione. Aumentano anche i “terzi genitori”, cioè gli adulti che convivono con i figli dei propri compagni (dati Istat) Anna, 46 anni, ha due gemelli di 9 anni «Da 3 anni frequento Daniele a cui i miei figli sono molto legati oggi. Confesso che avrei voluto farlo entrare gradualmente nella loro vita, ma non ho avuto scelta: il mio nuovo compagno abita in un’altra città, a oltre 300 km da me, e ogni volta che mi viene a trovare deve per forza fermarsi a dormire. I piccoli all’inizio erano molto guardinghi nei suoi confronti. Spesso quando dicevo loro: “Ti voglio bene” mi sentivo ribattere: “Sì, ma ne vuoi anche a lui”. Poi ho iniziato a rispondere: “Lui ha solo un pezzettino del mio cuore, il resto è vostro. Nella nostra famiglia rimarremo sempre io, voi e il papà” mi sono accorta che si tranquillizzavano. “Il papà” è stata la parolina magica: avevano bisogno di essere rassicurati, di sapere che questa persona non avrebbe preso il suo posto. Che le loro radici rimanevano ben solide. Così, stiamo sempre attenti a non sovrapporre le due figure maschili, puntiamo molto sulla loro diversità: se il padre li porta al museo, Daniele li fa giocare a pallone. In ogni caso non riveste mai un ruolo educativo per loro, quello rimane nelle mani di noi genitori. E loro lo sentono». Laura, 47 anni, ha una figlia di 27 anni figlia aveva 4 anni e ho incontrato il mio nuovo compagno 7 anni dopo. Con Paola, allora undicenne, avevamo trovato un nostro assetto ben consolidato. Difficile farci stare dentro un’altra persona. Io come mediatrice non ero capace: rischiavo di produrre l’effetto contrario, di costruire situazioni artefatte da famiglia allargata felice in cui eravamo tutti e tre a disagio. Mi sono resa conto che non stava a me costruire a tavolino la loro complicità: doveva nascere da sé. Allora ho fatto un passo indietro: mi sono spostata dalla prima linea e ho lasciato che mia figlia e il mio nuovo compagno fossero liberi di creare un loro rapporto, in modo autonomo. E soprattutto fuori dai cliché: lei non era “la figlia di” e lui non si sentiva “il compagno della mamma”, ma solo due persone che, per una circostanza fortuita, si sono incontrate nella vita. Così, all’inizio, se uscivamo per andare al cinema lasciavo che fossero loro due a mettersi d’accordo per scegliere il film. Con il tempo hanno, poi, scoperto di divertirsi insieme ai fornelli. Li lasciavo fare, anche se poi toccava mettere in ordine la cucina. Ho sempre sostenuto la loro alleanza: ha alimentato il rispetto reciproco. A settembre ci sposiamo: è stata Paola a insistere: “Mamma, è ora” mi ha detto». scelti per te * Società Quanto ne sanno i ragazzi sul sesso? * Società Vivere con un disabile: quando sono gli altri a occuparsi di tuo figlio [INS: :INS] [INS: :INS] Tag: * figli * genitori e figli * società Riproduzione riservata Stampa Altri approfondimenti * Giornata Mondiale della Terra 2016: un Pianeta da salvare * Le app per viaggiare: Blablacar, Airbnb, Moovit... * Un giorno a scuola con l'astronauta Umberto Guidoni * 10 poesie scritte da donne: 21 marzo, Giornata mondiale della Poesia Ti potrebbe interessare anche * Donna Moderna in prima linea nel 2018 * Le donne che hanno cambiato la storia – serie 2 * Feste da single * Il primo Capodanno da separata Scelti per te Newsletter Un Caffé con Donna Moderna ____________________ iscriviti Seguici su * [share-fb-color.svg] * [share-tw-color.svg] * [share-ig-color.svg] * [share-pt-color.svg] * [share-gp-color.svg] * Scopri i siti Mondadori * Informativa Privacy * Privacy Policy * Cookie Policy * Mappa del sito * Scrivici * Gruppo Mondadori * Pubblicità * Note legali In Edicola [donnamoderna_cover720.jpg] Abbonati ora a Donna Moderna a soli 39€ anziché 78€ 52 numeri all'anno Oppure scegli la versione digital per [appstore.svg] [playstore.png] a soli 27.99€ anziché 78€ Abbonati Nuove condizioni d’uso – in data 11/7/2017 sono entrate in vigore le nuove Condizioni Generali, ti invitiamo a prenderne visione qui [logo-mondadori-grey.svg] © 2017 Arnoldo Mondadori Editore Spa - riproduzione riservata - P.IVA 08386600152 * Newsletter * Opinionisti * Digital School * Mondadori per Te IFRAME: https://4317839.fls.doubleclick.net/activityi;src=4317839;type=donna889 ;cat=donna00c;dc_lat=;dc_rdid=;tag_for_child_directed_treatment=;ord=1; num=1? 2-80.txt #Quandofuoripiove - Atom Quandofuoripiove - RSS Quandofuoripiove - Atom Quandofuoripiove * HOME PAGE * CHI SONO * QUANDO FUORI PIOVE... perchè? * CONTATTAMI * CREDITS ovvero GRAZIE! * I MIEI LIBRI domenica 6 settembre 2015 due mesi in quattro (Attenzione: questo post contiene piedini cicciosi e alcune sdolcinerie) [secondo-figlio-quandofuoripiove.jpg] Da due mesi siamo in quattro. Da due mesi c'è un nuovo mondo intorno e dentro di me. Da due mesi... Ho capito che... posso assemblare per te tenere e bellissime giostrine, stelline decorate con vortici bianchi e neri, che, si sa, è quel che ci vuole per la tua vista di neonata. Così tu potrai snobbarle alla grande per ammazzarti di risate davanti al disegno del mostro Livido e del robot Spararutti, appiccicato da tuo fratello sulla cullina. Ho dovuto ammettere che... a quanto pare le donne sono davvero multitasking fin da piccole. Ecco perché, bimba mia, anche se non hai una cippa da fare tutto il giorno, si può star certi che ti dedicherai a spaccare il pannolino mentre ciucci, appena ti sei addormentata e quando stiamo finalmente varcando la soglia di casa. (In compenso il tuo intestino iperattivo demolisce l'altrettanto celebre luogo comune secondo cui chi nasce con un una doppia X nel DNA deve per forza sfondarsi di bifidus activus!) [francesca-3-quandofuoripiove.jpg] Ho imparato che... Vedere il proprio bimbo in incubatrice, sia pur sapendo che la situazione si risolverà presto, ti prende il cuore e, semplicemente, te lo fa a fettine sottili sottili. [Francesca-1-quandofuoripiove.jpg] Ho ricordato che... per quella che è la mia esperienza c'è una sola parola per descrivere l'allattamento: un neologismo raffinato, utile da invocare quando si passa dal mughetto alla mastite e ritorno, dalle banali ragadi alla misconosciuta sindrome di Raynaud. Porcocazzochemale. Il francesismo da usare quando ciucciare fa rima con imprecare. Ho notato che È facile convincere un bimbo di 5 anni, in visita all'ospedale, che stai su una sedia a rotelle perché l'hai rubata apposta per fare con lui un gara su e giù per i corridoi del reparto. Ho avuto la conferma che... per fare un bambino basta un maschio. Per fare il padre serve un uomo. E io ne ho sposato uno figo, davvero figo. Ho realizzato che... Sono una chiavica in matematica. Non avevo capito affatto che 1+1 fa 2. Ho realizzato appieno le spaventose conseguenze di un'addizione quella sera in cui, mentre allattavo con 39,5 di febbre, un cinquenne con gli occhi da cocker mi chiedeva di raccontargli Peter Pan E di dargli un gelato E di disegnargli un gatto E di giocare al cuoco svedese dei Muppets. Ora siete 2. Sempre. Azz... [Francesca-2-quandofuoripiove.jpg] Ho scoperto che... (Ecco, questo l'ho scritto di notte, quindi è un po' sdolcinato, portate pazienza, in questo momento ho la prolattina fino alle orecchie!) Tutte le paranoie che mi facevo prima del tuo arrivo, come avrebbe preso la notizia tuo fratello, come sarebbe cambiato il nostro meraviglioso equilibrio, se davvero sarei stata capace di amare anche te come già amavo lui... bé erano solo stupide fregnacce! Sei arrivata e hai ribaltato tutto con un solo sorrisetto sghembo. Tu, bimba di burro e zucchero filato, capelli ramati e occhioni grigi sgranati, col quel profumino dietro al collo e quella fossetta sopra al gomito. Tu sei da due mesi esattamente quel piccolo, fondamentale pezzetto che sentivo serviva per completare il puzzle della nostra famiglia. [noi-quandofuoripiove.jpg] Pin It Pubblicato da Giada Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su Pinterest 48 commenti: 1. [photo.jpg] Marina damammaamamma7 settembre 2015 00:23 Ciao, ho scelto il tuo post per la mia TOP OF THE POST della settimana :-) http://www.damammaamamma.net/2015/09/top-of-the-post-7-settembre-20 15.html RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada7 settembre 2015 10:58 grazie Marina! Sono contenta ti sia piaciuto! Elimina 2. [photo.jpg] Francesca Savoca21 ottobre 2015 15:34 io adoooooooro questo blog!!!!!!! Elimina Rispondi 2. [image.jpg] mirò: il gufo sul comò7 settembre 2015 08:25 Augurissimi cara Giada! RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada7 settembre 2015 11:01 grazie cara! mi servono tutti!! :)) Elimina Rispondi 3. [gio.jpg] HandMade byGio7 settembre 2015 09:06 È un post dolcissimo! Che bello aver condiviso con noi questi tuoi momenti! A febbraio anch'io diventerò mamma per la seconda volta e capisco cosa intendi quando dici che siete in quattro...sarà un vero cambiamento!!! Auguri!! Un abbraccio... Gio RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada7 settembre 2015 11:02 Gio auguri! sarà bellissimo! E faticoso. Ammazza quanto. No, aspetta, concentrati solo sul "bellissimo"!!! :)))) Elimina Rispondi 4. [barbara-mammafelice.jpg] mammafelice7 settembre 2015 09:06 Mammamia che emozione questo racconto... <3 RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada7 settembre 2015 12:08 Grazie Barbara! Vivo di emozioni e occhiaie dalla fine di giugno, sono contenta che trapelino un po' delle prime. Anche perché le seconde sono assai evidenti che io ne parli oppure no... Elimina Rispondi 5. [photo.jpg] Mamma al cubo7 settembre 2015 09:55 Hai proprio ragione, tutti i pensieri che si fanno prima della nascita vanno per aria e vengono ribaltati dai loro sorrisi e dai loro sguardi enormi, tanto che non riesci a immaginare come facevi prima senza! Buona continuazione e buona avventura :-) RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada9 settembre 2015 07:32 grazie! Sento davvero di essere all'inizio di una avventura! Elimina Rispondi 6. [Schermata%25252B2013-09-12%25252Balle%25252B15.50.09.jpg] FraCalori7 settembre 2015 10:28 No, ma tranquilla. Fammi piangere come una fontana. Fai pure! Amoti! :* RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada9 settembre 2015 07:33 te tocca presto, cara! :) e sono tanto felice per voi!! Elimina Rispondi 7. [blank.gif] Anonimo7 settembre 2015 11:56 Questa é la prima volta che ti scrivo anche se sei tra i miei bookmark e hai una icona sul mio iPad.... e cito il tuo sito a qualunque mamma di qualunque lingua mi passi a tiro.... Stavo aspettavo tue notizie, controllavo tutti i giorni. Sono così contenta per voi che piango anche io come una fontana... Mi sa che la prolattina é contagiosa anche via web. un abbraccio grandissimo! che belli siete! Valeria RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada9 settembre 2015 07:34 Valeria, ma che bel messaggio!!!! grazie, è una splendida sensazione sentire un tale affetto!! un abbraccio! (pieno di contagiosa prolattina!) :))) Elimina Rispondi 8. [photo.jpg] Elisabetta Brustio7 settembre 2015 13:09 Bellissimo post! Il primo figlio lo fai con amore e un po' di incoscenza. Il secondo, sapendo a cosa vai incontro, è puro coraggio e pura incoscenza! Aspetto anche io di essere sconvolta nelle emozioni e nei sentimenti di questi esserini tanto piccoli ma tanto forti... forse più di noi mamme... per fortuna ci sono i loro sorrisi che ci trasmettono energia! Un abbraccio Eli RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada9 settembre 2015 17:08 Elisabetta è proprio così!!! Che messaggio dolce! Grazie! Elimina Rispondi 9. [blank.gif] Anonimo7 settembre 2015 15:19 Congratulazioni! Bellissima lei e bellissimi tutti voi! RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada9 settembre 2015 17:07 GRAZIE! Elimina Rispondi 10. [blank.gif] Gemma7 settembre 2015 15:55 ma mentre io dicevo al mondo "Non fate il secondo figlio?" che facevate? Il secondo non è coraggio ma follia. Siamo folli in tante. Tanti auguri. E tieni duro. RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada9 settembre 2015 07:36 :)))) azz Gemma, dov'ero???? che facevo???? perchè non hai urlato più forte????? tengo duro, finchè mi lascia dormire ja fo! Elimina Rispondi 11. [blank.gif] Silvia7 settembre 2015 23:21 Che emozione! Grazie! No, non sei una chiavica in matematica. 1+1 non fa due, fa almeno 10. Io lo so, ho una laurea in matematica. E due gemelle. Coraggio! Passerà tutto fin troppo veloce. Ma questo già lo sai.. RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada9 settembre 2015 07:39 hai ragione! con il secondo sai che passerà, e questa è tutta la differenza del mondo!!! sono più tranquilla, con meno paranoie, più rilassata... nella testa. Fuori è un fottuto casino!!!!! :))))) ma passa... un abbraccio. Con due gemelle, Silvia, hai davvero tutta la mia stima! Elimina Rispondi 12. [blank.gif] dabogirl8 settembre 2015 08:29 NON SI METTONO FOTO COSI' A TRADIMENTO. Mi cola il mascara. RispondiElimina Risposte 1. [logosocialqufupi.gif] Giada9 settembre 2015 07:40 zaaaaaaaac! :)))) Elimina Rispondi 13. [12832128968467.jpg] Giorgia8 settembre 2015 09:08 Un buon cammino in 4. Io credo che secondo figlio sia amore al quadrato. Vedrai quanto valore aggiunto per tutti. <3 RispondiElimina 14. [photo.jpg] Arianna Frasca8 settembre 2015 11:08 Mi sono ritrovata in pieno nelle tue parole, noi siamo in 4 da 4 mesi e ancora mi meraviglio della cosa <3 RispondiElimina 15. [blank.gif] Giulia*8 settembre 2015 11:54 benvenuta alla piccola! e bentrovata a te! ♡ ..meraviglia fatica di essere in quattro! grazie per le tue parole.. bellissime! auguri di buona vita! RispondiElimina 16. [*] mammagari8 settembre 2015 13:37 Eccovi! Che meraviglia e che dolcezza! E che fatica, immagino... Ma ne vale la pena, si capisce bene. Traspare da ogni lettera di questo post. Un abbraccio forte e a presto :) RispondiElimina 17. [48] Roberta8 settembre 2015 13:59 Bellissimo post e bellissima foto in coda ... è iniziata una nuova storia d'amore ♡ ♡ ♡ ♡ RispondiElimina 18. [photo.jpg] BTwinsbimamma Barbara9 settembre 2015 09:37 che bel post...auguri...diventare mamma bis è sempre una emozione, stancante ma appagante. RispondiElimina 19. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] katia10 settembre 2015 08:25 immensi auguri Giada! RispondiElimina 20. [*] francesca rossi10 settembre 2015 19:01 Mi piaci sempre, ma sdolcinata mi piaci tantotantotanto!!! :-D RispondiElimina 21. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] daniela11 settembre 2015 13:51 Bellissimo e verissimo...quasi quasi faccio il terzo... RispondiElimina 22. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] Mu Lin13 settembre 2015 10:46 michael kors handbags outlet louis vuitton artsy coach handbags michael kors hamilton tote louis vuitton neverfull coach sunglasses mcm tote louis vuitton neverfull mm discount michael kors longchamp outlet longchamp le pliage large tote michael kors outlet store michael kors black purse hermes purses louis vuitton handbags on sale chanel outlet chanel flap bag chanel tote louis vuitton tote bag coach purses on sale mcm clutch prada belts burberry wallet louis vuitton belts gucci handbags burberry for men prada crossbody bags louis vuitotn speedy burberry outlet online prada outlet online prada messenger bag mcm backpack prada purses gucci handbags outlet coach messenger bag RispondiElimina 23. [IMG_0626.JPG] chiaretta15 settembre 2015 19:22 Mi hai fatto piangere!!!! E sono solo a 1+0=1(ma chissà che prima o poi non mi decida a cambiare un addendo e vedere se sono portata con le addizioni) RispondiElimina 24. [20150308_000212.jpg] Turchinatu16 settembre 2015 17:06 Bentornata Giada, è bello ritrovarti e come solo tu sai fare. Singh Singh. .mi sentivo una stalker a cercarti nel blog e ora quandofuoripiove c'è! !noi siamo in quattro da 18 mesi e vedrai vedrai vedrai che avventura vivrai..vivrete! RispondiElimina 25. [photo.jpg] Rosa Forino19 ottobre 2015 22:11 Bentornata Giada che bello rileggerti RispondiElimina 26. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] 小 Gg27 ottobre 2015 08:53 winter jackets outlet roshe run women michael kors factory sale nike outlet rolex watches vans sneakers michael kors handbags store lacoste polo uggs on sale north face jackets minnesota vikings pandora outlet snow boots outlet nba jerseys wholesale canada goose coats michael kors outlet online,michael kors,kors outlet,michael kors outlet,michael kors handbags,michael kors outlet online sale,michael kors handbags clearance,michael kors purses,michaelkors.com,michael kors bags,michael kors shoes,michaelkors,cheap michael kors ray ban sunglasses outlet,ray ban sunglasses,ray ban,rayban,ray bans,ray ban outlet,ray-ban,raybans,ray ban wayfarer,ray-ban sunglasses,raybans.com,rayban sunglasses,cheap ray ban philadelphia eagles asics miami dolphins new york giants qqq1027 RispondiElimina 27. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] Xiaozhengm 52029 ottobre 2015 12:24 2015-10-29 xiaozhengm the north face Authentic Coach Factory Outlet Online Coach Outlet USA Stores toms outlet Coach Outlet Store Online Official Website uggs on sale true religion outlet canada goose jackets Authentic Gucci Factory Outlet cheap jerseys Designer Handbags Louis Vuitton Michael Kors Outlet Discount Purses Online coach factory outlet Ray Ban Outlet Store Online Louis Vuitton Neverfull GM Monogram louis vuitton outlet UK Louis Vuitton Handbag Outlet coach outlet hollister Christian Louboutin Outlet Authentic Sneakers Online ugg sale Louis Vuitton Outlet Factory Online hermes bags canada goose outlet canada goose jackets ugg boots outlet Outlet Michael Kors Online air max 95 nike trainers ralph lauren polo outlet Michael Kors Online Store Outlet louis vuitton handbags michael kors outlet cheap ugg boots michale kors outlet RispondiElimina 28. 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[zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] ninest123 Ninest7 dicembre 2015 03:08 ninest123 12.07 louboutin outlet, michael kors outlet, prada handbags, ray ban sunglasses, cheap oakley sunglasses, ray ban sunglasses, ugg boots, christian louboutin outlet, uggs on sale, louis vuitton, louis vuitton, oakley sunglasses, gucci outlet, nike air max, louis vuitton, louboutin shoes, michael kors outlet, burberry outlet online, jordan shoes, louis vuitton outlet, michael kors outlet, louis vuitton outlet, longchamp outlet, burberry, ugg boots, ugg boots, longchamp, nike outlet, nike air max, louboutin, chanel handbags, michael kors outlet, ugg boots, prada outlet, oakley sunglasses, nike free, longchamp outlet, tory burch outlet, replica watches, polo ralph lauren outlet, replica watches, tiffany jewelry, michael kors outlet, polo ralph lauren outlet, oakley sunglasses, michael kors, ray ban sunglasses, oakley sunglasses, tiffany and co RispondiElimina 33. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] ninest123 Ninest7 dicembre 2015 03:11 air force, michael kors, nike roshe run, longchamp, michael kors, ray ban uk, ralph lauren uk, vans pas cher, hogan, sac guess, oakley pas cher, longchamp pas cher, nike roshe, hollister, nike trainers, air max, true religion outlet, nike air max, ray ban pas cher, new balance pas cher, air jordan pas cher, true religion jeans, hermes, true religion jeans, nike blazer, lululemon, abercrombie and fitch, lacoste pas cher, nike air max, vanessa bruno, nike free run uk, michael kors, michael kors, tn pas cher, coach purses, true religion jeans, timberland, converse pas cher, sac longchamp, burberry, north face, nike air max, north face, ralph lauren pas cher, coach factory outlet, louboutin pas cher, coach outlet, nike huarache, nike free, hollister pas cher, mulberry RispondiElimina 34. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] ninest123 Ninest7 dicembre 2015 03:14 ninest123 12.07 louboutin outlet, michael kors outlet, prada handbags, ray ban sunglasses, cheap oakley sunglasses, ray ban sunglasses, ugg boots, christian louboutin outlet, uggs on sale, louis vuitton, louis vuitton, oakley sunglasses, gucci outlet, nike air max, louis vuitton, louboutin shoes, michael kors outlet, burberry outlet online, jordan shoes, louis vuitton outlet, michael kors outlet, louis vuitton outlet, longchamp outlet, burberry, ugg boots, ugg boots, longchamp, nike outlet, nike air max, louboutin, chanel handbags, michael kors outlet, ugg boots, prada outlet, oakley sunglasses, nike free, longchamp outlet, tory burch outlet, replica watches, polo ralph lauren outlet, replica watches, tiffany jewelry, michael kors outlet, polo ralph lauren outlet, oakley sunglasses, michael kors, ray ban sunglasses, oakley sunglasses, tiffany and co RispondiElimina 35. [zFdxGE77vvD2w5xHy6jkVuElKv-U9_9qLkRYK8OnbDeJPtjSZ82UPq5w6hJ-SA=s35 ] ninest123 Ninest7 dicembre 2015 03:17 canada goose outlet, ugg,ugg australia,ugg italia, louis vuitton, louis vuitton, sac louis vuitton pas cher, pandora charms, juicy couture outlet, ugg,uggs,uggs canada, canada goose, ugg boots uk, barbour, hollister, moncler, moncler outlet, supra shoes, louis vuitton, coach outlet, juicy couture outlet, canada goose uk, moncler, moncler, pandora jewelry, canada goose, moncler, barbour jackets, pandora charms, doudoune canada goose, swarovski, links of london, converse outlet, canada goose outlet, wedding dresses, toms shoes, swarovski crystal, marc jacobs, thomas sabo, doke gabbana outlet, lancel, moncler, bottes ugg, replica watches, moncler, karen millen, montre pas cher, louis vuitton, ugg pas cher, pandora jewelry, moncler, canada goose, canada goose ninest123 12.07 RispondiElimina Aggiungi commento Carica altro... 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