IFRAME: //www.googletagmanager.com/ns.html?id=GTM-WF3MFK #Dolce Attesa » Feed Dolce Attesa » Feed dei commenti Dolce Attesa » Segui il tuo istinto! Tu sei la Mamma Feed dei commenti alternate alternate * QuiMamme * Io e il mio bambino - tutto sul neonato * Insieme in Famiglia * QuiMamme Shop * Abbonamenti * Magic-Foto * Mi bebé y yo Logo Kit ti regala il welcome kit * QuiMamme * Io e il mio bambino - tutto sul neonato * Insieme in Famiglia * QuiMamme Shop * Abbonamenti * Magic-Foto * Mi bebé y yo ____________________ ____________________ Accedi Password dimenticata? Non sei gia registrato? 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E il segreto del suo "successo" non è da cercarsi all'esterno: nei consigli degli esperti, nei corsi, nei manuali, nei suggerimenti di parenti, amici e conoscenti, il segreto è dentro di lei, nel suo istinto. Nella sua mente e nel suo cuore e nell'intesa che, giorno dopo giorno, si crea con il suo bambino. La riscoperta della madre Prendersi cura di un bimbo appena nato è un impegno totalizzante, una responsabilità enorme. E la madre lo sa fare, impara a farlo e ben presto ci riesce nel migliore dei modi. E questo, nonostante nella nostra società le capacità materne siano spesso sottovalutate, ignorate, sminuite. Non è un caso se, di fronte a una neomadre, tutti, ma proprio tutti, parenti, amici, conoscenti e sconosciuti incontrati per strada, con o senza figli, si sentano in diritto di dire la loro. Tanti troppi giudizi, consigli non richiesti, non di rado critiche, che alla lunga possono minare la fiducia in se stessa della neomamma. "Una situazione assurda, dato che in realtà la madre è una vera forza della natura", commenta Giorgia Cozza, autrice del manuale fresco di stampa Scusate, ma la mamma sono io! (Ultra edizioni). "Pensate che potenza la madre, corpo e mente: fa crescere nel suo grembo un nuovo essere umano, lo dà alla luce, lo accudisce e lo nutre. Nel suo abbraccio il bambino si sente bene, si sente al sicuro, protetto e felice. E la madre lo accompagna giorno dopo giorno (e notte dopo notte), aiutandolo a crescere. Certo, c'è anche il papà, ci mancherebbe. E un buon papà che si prende cura della compagna, la sostiene e la fa sentire amata, è prezioso come l'oro. Ma la mamma... è la mamma. Il primo passo per vivere con serenità l'esperienza della maternità è proprio quello di recuperare consapevolezza, di sentire la potenza di un corpo che dà la vita e nutre un altro corpo, di una mente e di un cuore che sanno accogliere e donarsi al cento per cento. Ecco, un esercizio per la neomamma: guardarsi allo specchio e dire `Io sono la Mamma'. Sì, proprio così, con la M maiuscola". Scusate, ma la mamma sono io!Leggi l'intervista con l'autrice Il che non vuole dire che sarà tutto facile e immediato. Che non si saranno dubbi o momenti di stanchezza e di sconforto. "In fondo, come mamme, siamo chiamate a improvvisare: quando nasce il nostro primo figlio, ecco che nasce anche una madre" scrive Cozza. "Ci vuole tempo per entrare nei panni di questo nuovo, incredibile, fondamentale ruolo. Questo è un mestiere in cui l'esperienza si fa sul campo, ma trattandosi di un impegno a tempo pieno, ben presto la mamma diventa assolutamente esperta, la più grande esperta quando si tratta del suo bambino". La vera esperta del suo bambino è la mamma Ecco un concetto non molto popolare. La vera esperta quando parliamo di un bambino è la sua mamma. Già, non lo psicologo, il pediatra, l'educatrice del nido, il manuale di turno. "Nessuno conosce un bambino come la sua mamma, che lo ha portato in grembo per nove mesi, che ha imparato a comunicare con lui sin dai primi mesi della sua vita prenatale (quando rispondeva alla voce materna con calcetti e capriole), che da quando è nato è stata con lui giorno e notte, praticamente 24 ore su 24", considera Giorgia Cozza. "Quindi la mamma sa. Sa di cosa ha bisogno il suo bambino, cosa lo fa calmare quando è inquieto, cosa lo tranquillizza, cosa gli piace e cosa no. È lei che sa qual è il ritmo giusto per le sue poppate, quando ha bisogno di essere cullato, quando è stanco, dove farlo dormire. La mamma. Non la zia che ha avuto tredici figli (sicuramente è una madre con grande esperienza, ma non può essere esperta di quel bambino), non la suocera, non l'educatrice del nido, non il pediatra". Oggi, però, i genitori fanno un grande affidamento sulla figura degli esperti e in particolare del pediatra, e si fidano del suo giudizio. "Come è giusto che sia, quando si parla di salute, ci mancherebbe altro", considera l'autrice. "Se il bimbo ha l'otite o la bronchite o l'influenza, il medico è la figura di riferimento, e i genitori seguiranno con attenzione le sue indicazioni per far guarire presto e bene il piccolo. Ma al di fuori della patologia, se parliamo di normale accudimento quotidiano del bebè, quando si tratta di coccolare, confortare e far dormire il bimbo, l'esperta resta la madre. La decisione di allattare e per quanto tempo, di rispondere al pianto del proprio bimbo prontamente, di farlo dormire nella culla accanto al lettone o in cameretta, sono tutte scelte di competenza dei genitori. E al di fuori della famiglia nessuno ha l'autorità per contestarle". Allattamento al senoQuello che non devi dire a una neomamma Mamme del Duemila, chiamate ad improvvisare Ma come mai, oggi tante mamme sono disposte a mettersi in discussione e adeguare il loro comportamento alle direttive che giungono dall'esterno, dall'esperto, dal manuale, dall'amica considerata più esperta? "Per molte donne il proprio bambino è il primo neonato che si trovano ad accudire", dice Giorgia Cozza. "Abbiamo perso la confidenza con questa esperienza. Non sappiamo più come si fa. E quello che non si conosce, fa sempre un po' paura. È più difficile, è accompagnato da tanti dubbi ed incertezze. In passato le bambine crescevano vedendo la propria madre accudire i fratelli più piccoli, le zie, le cugine, le vicine di casa allattare e crescere i loro bambini. Ogni giovane donna sapeva, perché lo aveva già visto con i propri occhi e magari aveva anche dato una mano, cosa significava diventare madre e di cosa aveva bisogno un bimbo appena nato. La gravidanza, la nascita, l'allattamento, erano qualcosa di noto, di familiare. Ogni donna poteva contare su un'esperienza condivisa e aveva dalla sua un patrimonio di conoscenze e di sapere, ereditato dalle altre donne della famiglia, del quartiere, del paese. Con il tramonto della famiglia allargata, i nuclei famigliari si sono ristretti fino a riassumersi nella coppia, a volte le famiglie di origine abitano lontano. È venuto a mancare l'esempio, che è di grande aiuto anche per le mamme del mondo animale. Accudire un bimbo piccino è diventato qualcosa di nuovo, un'esperienza in cui la donna è chiamata a imparare tutto pressoché da zero". La riscoperta dell'ascolto di sé... Ma come fare per superare i dubbi e le paure, per scoprirsi e sentirsi davvero competenti? "Il suggerimento è quello di mettersi in ascolto di se stesse e del proprio bambino", spiega Giorgia Cozza. "Di sintonizzarsi su un canale interiore, su quell'insieme di emozioni, sensazioni, impulsi, desideri che la spingono verso il suo bambino in un determinato modo, piuttosto che in un altro. È una sapienza antica, che è dentro di lei, magari ben nascosta, magari messa a tacere dalle tante sovrastrutture culturali che ci condizionano, ma c'è. Certo, non sempre è facile mettersi in ascolto. In un mondo che ci ha insegnato ad andare sempre di corsa, prima di tutto dobbiamo rallentare, poi dobbiamo trovare uno spazio di silenzio, infine dobbiamo aprire bene la mente e il cuore. Un allenamento che la futura mamma può iniziare a fare già in gravidanza, per arrivare preparata all'appuntamento con il suo bambino. Tra l'altro, mettersi in ascolto dei messaggi del proprio corpo (accogliendone i segnali, ad esempio, quando chiede di rallentare i ritmi e concedersi tempi e spazi di relax), ma anche dei propri desideri, è utile per prendersi cura del proprio benessere psico-fisico durante l'attesa e, giunto il momento di dare alla luce il proprio bambino, per vivere l'esperienza del parto con maggior consapevolezza e serenità". ... e del proprio bambino L'altra voce da ascoltare, per imparare a fare la mamma, è quella del bambino. "Se la neomamma si sintonizza con il suo piccino, conoscerlo e prendersene cura diventa molto più semplice" spiega l'autrice. "Un neonato viene al mondo con pochi, ma fondamentali bisogni. Il bisogno di essere nutrito, contenuto, rassicurato, tenuto pulito. Per sopravvivere e stare bene ha bisogno di latte, e in uguale misura di coccole, di affetto, di vicinanza. E in genere, è capace di manifestare a gran voce, se necessario con il pianto, le proprie esigenze. Un esempio significativo è quello delle poppate. Quando deve poppare il bambino? Quando ha fame. O sete. O mal di pancia, per cui un po' di latte di mamma potrebbe dargli conforto. Insomma, quando deve poppare lo sai lui. Lo stesso vale per il bisogno di contatto: il bimbo ha bisogno di essere tenuto in braccio e coccolato, la lontananza dalla mamma è vissuta a livello istintivo come una situazione di pericolo. E anche questa esigenza sa esprimerla molto bene, calmandosi e dormendo beato quando è tra le braccia di sua madre, piangendo quando lei si allontana. Se la mamma si concede di ascoltare il suo bambino, se si adegua ai suoi ritmi e accoglie il suo bisogno, si crea una vera e propria sintonia, una danza a due, in cui madre e figlio si trovano sempre più a loro agio, con il trascorrere dei giorni e delle settimane. Certo, ci saranno ancora dei pianti di cui non si capisce bene l'origine - quando il piccolo ha già mangiato, il pannolino è pulito, la temperatura è quella giusta, eppure piange -, ma non è poi così importante capire sempre da dove nasce il pianto, quello che importa è esserci, e aiutare pian piano il piccolo a calmarsi. La coppia mamma-bambino è decisamente vincente!" Le tue coccolelo renderanno più sveglio L'informazione: una valida alleata Mettersi in ascolto di se stesse e del proprio bambino, dunque. Anche se le nostre sensazioni, magari ci portano in una direzione diversa da quella seguita da altre donne o indicata da questo o quell'esperto. Fidarsi e affidarsi all'istinto. Un buon punto di partenza, che però non è né semplice, né scontato. "Per noi, donne del secondo millennio, abituate a usare prevalentemente la parte razionale del cervello, non è facile ascoltare quella voce interiore, quelle sensazioni, quelle intuizioni che ci possono insegnare come comportarci con il nostro piccino", conclude l'autrice. "In questo senso un valido aiuto per le mamme arriva dall'informazione. È molto importante avere un'idea realistica di quelle che saranno le esigenze del bambino, di come funziona l'allattamento, della fisiologia del sonno, della simbiosi mamma-bambino che nelle prime settimane dopo la nascita è una sorta di completamento della gravidanza stessa. Se la mamma sa che determinate `richieste' del bambino sono normali, per lei sarà più facile accoglierle e soddisfarle, anche se chi la circonda - dando voce a pregiudizi e luoghi comuni ormai superati - la accusa di viziare il piccolo o di coccolarlo troppo, ostacolandone il cammino verso l'autonomia. Oggi la scienza ha confermato quello che le mamme già sapevano, perché se lo sentivano dentro, nel profondo: i bambini hanno bisogno di rassicurazione e di affetto per crescere sereni e sicuri di sé. Sapere, conoscere, è indispensabile per non farsi assalire dai dubbi, per non confondere comportamenti normali del bambino con eventuali problemi, e in definitiva per vivere con più serenità i primi passi da mamma". Giorgia Torraca Commenti Ti consigliamo L'inverno è più allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter L'inverno è più allegro con i succhietti MAM Original nell'edizione limitata Winter promoted by sponsor Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? Come vestire il neonato d'inverno, in casa o a passeggio? promoted by sponsor La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodità La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodità promoted by sponsor Sei in dolce attesa? 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