La straordinaria avventura della crescita ha inizio propio lì, all’interno del rassicurante liquido amniotico, nel ventre della mamma. Un mondo circoscritto, sì, ma già ricco di elementi importanti per tracciare il futuro del bambino che nascerà. Se, dunque, la scienza ci insegna che i primi tre anni di vita sono fondamentali per lo sviluppo del bambino come individuo autonomo, ci rivela anche che il feto, già nei primi mesi di gestazione, è ricettivo e, come tale, elabora stimoli che gli provengono non solo dalla madre, ma anche dal mondo esterno.
I sensi come noi li intendiamo, ossia tatto, gusto, olfatto, udito e vista, iniziano a svilupparsi già in età fetale. Questo dato scientifico è importante perché significa che gli stimoli sensoriali ricevuti direttamente dalla madre (con la quale il feto ha una comunicazione privilegiata) e dall’ambiente esterno sono fondamentali per un corretto sviluppo del sistema nervoso centrale del nascituro. Spetta dunque alla mamma, e a chi la circonda, il compito di trasmettere al nascituro gli stimoli adatti per favorire lo sviluppo armonioso dell’individuo che nascerà.
I primi sensi a svilupparsi, quasi contemporaneamente, sono il gusto e l’olfatto. Il legame tra la madre e il figlio si crea proprio attraverso l‘alimentazione: ciò che la mamma mangia influenza la composizione del liquido amniotico che il feto deglutisce.
Così, tramite i ricettori gustativi e olfattivi situati nella bocca e nel naso, il feto percepisce i sapori che caratterizzano l’alimentazione materna. Lo stesso gusto che il neonato ritroverà durante le poppate al seno, e che gli consentirà di rivivere, a patto che la madre mantenga il suo regime alimentare nella fase dell’allattamento, quel legame rassicurante che percepiva nella pancia. Lo stesso vale per l’olfatto: il feto percepisce l’aroma del liquido amniotico. Proprio quell’impronta olfattiva permetterà al bambino, una volta nato, di individuare con certezza la propria madre. Per questo è importante che, nelle prime settimane di vita del bebè, la madre non copra il profumo naturale della sua pelle con fragranze artificiali. Altrimenti, il neonato sarebbe esposto a un’eccessiva stimolazione olfattiva, che potrebbe disorientarlo.
Anche il tatto è già sviluppato nel feto che percepisce il proprio spazio vitale e si adatta alle diverse posizioni della madre. Molto utile per favorire questa capacità sensoriale è una tecnica di massaggio del ventre materno: una serie di “dolci carezze e colpetti” insegnati a entrambi i genitori per metterli in contatto con il feto.
Negli ultimi mesi di gestazione, l’udito consente al nascituro di percepire sia la voce della madre sia dei familiari, seppur modificate dal passaggio attraverso il liquido amniotico, oltre a un insieme di suoni provenienti dal corpo della mamma (come il battito del cuore, il pulsare del sangue nelle arterie e nelle vene, il fluire del respiro…).
Pur non comprendendo il significato delle parole, già nel pancione il bambino percepisce il tono rassicurante e affettuoso dei genitori, che ritroverà poi al momento della nascita. Inoltre, attraverso il sistema vestibolare che si sviluppa proprio nell’orecchio, gli giunge un’eco dei movimenti della madre che lo induce a ricercare di volta in volta un proprio equilibrio ideale. Ecco perché il dondolio delle culle è così rassicurante: ricrea, infatti, quel movimento percepito dal feto nei nove mesi, durante gli spostamenti della mamma.
Infine, la vista è il senso del feto meno stimolato durante il periodo della gestazione, che è caratterizzato da condizioni di buio quasi totali. Per questo è bene non sottoporre il neonato a fonti luminose eccessive, che lo iperstimolerebbero, “bloccando” la sua attenzione sulla fonte luminosa. Appena nato, il bambino sarà attratto principalmente dall’odore, dalla voce e dal volto della madre che distinguerà in modo chiaro, in particolare il “triangolo” formato da fronte, occhi, naso e bocca che percepirà alla distanza di 30-35 cm (corrispondente alla distanza tra il seno materno e il suo volto durante la poppata).
Pingback: problemi di udito nei neonati, test dell'udito per neonati, udito nei bambini
Pingback: mal d'auto, combattere il mal d'auto, nausea in macchina, nausea in automobile
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *
Redazione e Concessionaria della pubblicità Culture Club Comunications - P.Iva 11106871004 - Copyright 2015 © Tutti i diritti riservati.