#50 sfumature di mamma » Feed 50 sfumature di mamma » Feed dei commenti 50 sfumature di mamma » Fare la mamma in Francia Feed dei commenti alternate alternate Search______________ (BUTTON) * + + + + + 50 sfumature di mamma - Dalla parte di tutte le donne Dalla parte di tutte le donne * Home * Maternità + Figli + Coppia + Gravidanza – Parto – Allattamento * Fenomenologie * Donna + Lavoro + Lifestyle + Ricette * Viaggi + Africa + America del Nord + America del Sud + Asia + Europa + Oceania * Consigli Maternità26 settembre 201721 novembre 2017 Fare la mamma in Francia by Anya Share this... Share on Facebook Pin on Pinterest Tweet about this on Twitter Share on LinkedIn Email this to someone Ieri su Instagram parlavo della cultura Hygge e da lì mi è stato chiesto: hai mai letto il Metodo Maman? Sì, l’ho letto. Bella cacata. Nel senso che l’erba del vicino è sempre più verde, non è tutto oro quello che luccica, e fare soldi con un libro a cui nessuno aveva pensato è pure una figata. Altrimenti che ne avremmo scritto a fare uno?! Detto questo, ho partorito due volte in Francia e le mie figlie, fino a poco tempo fa, dichiaravano di essere francesi, perché per loro nate in Francia = francesi. Quindi di fare la mamma in Francia ne so qualcosa. I bambini francesi sono migliori dei nostri? Mah, per me sono semplicemente diversi. Le mamme francesi sono diverse da quelle italiane? Ooooh, infinitamente. Ecco alcune differenze notevoli (e generalizzate, non posso conoscere TUTTE le realtà d’Italia, e soprattutto parlo di Parigi). Ho partorito in un ospedale pubblico, di quelli col servizio di terapia intensiva e rianimazione, ed entrambe le volte avevo la camera singola. La prima volta che ho partorito ero l’unica del mio reparto ad allattare e nessuno rompeva le palle a chi non lo faceva, pur essendoci le consulenti in caso di bisogno. La maternità dura 16 settimane in totale, tra prima e dopo. Si può entrare al nido a 2 mesi e mezzo. Avere il posto al nido pubblico è cosa rara, la maggior parte delle famiglie si affida a tate, spesso condivise con altre famiglie del quartiere (che quindi tengono più di un bambino, sì!). Le mamme in genere lavorano, e lavorano – purtroppo – tanto quanto gli uomini. La parità di genere è molto più diffusa, ma invece di andare verso un miglioramento delle condizioni generali si è spinto la donna a comportarsi come fanno i padri, cioè lavorando senza orari. La vita è una vera centrifuga. I padri però sono molto coinvolti: ne ho visti tanti portare i bimbi al nido in giacca e cravatta tenendoli nel marsupio, tanti li portano alle attività o ai compleanni, tanti fanno da mangiare e puliscono casa, portano al cinema o al parco, mentre le mamme stanno altrove. Insomma, sono perfettamente interscambiabili. La scuola pubblica è aperta tutti i giorni dell’anno, festivi esclusi, dalle 8.20 alle 18-18.30. Non significa che hanno lezione sempre, ma che garantiscono copertura con attività varie SEMPRE, proprio per chi non può permettersi ferie, tate, ecc. Alle elementari la piscina è una materia di studio su cui si è valutati. A scuola, nei tempi non di lezione e dalle 16.30 alle 18, offrono delle attività, alcune gratuite, altre, come judo, scacchi, scherma, circo, ecc, a pagamento (meno di 20 euro al mese, ma cambia in base alla scuola). I compiti esistono, non tutti i giorni, a volte di più, a volte di meno. Si va al parco anche se tira vento, anche se è freddo, anche se è grigio. Non si copre un bambino come fosse un manichino della Moncler perché sennò si ammala. Al nido si possono portare i bambini malati, se stanno bene. A scuola no. Le mamme pensano anche a loro stesse. Escono con le amiche, lasciano i figli al padre per andare alle mostre, vanno dal parrucchiere (anche se non si direbbe) e sviluppano interessi, tutto questo lasciando che qualcun altro stia coi propri figli. Anche pagando e senza sentirsi per questo madri peggiori. I genitori francesi partono in viaggio anche senza figli, più di quanto lo facciamo noi (io, personalmente, fatto una volta e per tre giorni). Lo Stato aiuta, sì: in base al reddito, ti aiuta con un contributo mensile, ti aiuta con un contributo se decidi di restare a casa o se impieghi una tata, ti aiuta facendoti pagare meno tasse in base al numero di figli che hai (e infatti tanti ne hanno 3…). Le mamme francesi non hanno nessun segreto. Sclerano come noi, sono di corsa come noi, si sentono in colpa come noi. Solo hanno un ENORME pregio: se ne fregano. Se ne fregano degli altri, delle apparenze, e pensano solo alla quadratura del proprio cerchio. Nessuna mamma francese vi giudicherà perché vi soffermate a parlare fuori dalla scuola, perché lavorate o non lavorate, non vi parleranno male di altre mamme, non giudicheranno come crescete i vostri figli, non si preoccuperanno di farvi entrare in casa loro se non è perfetta e, pregio per me inarrivabile: NON SI LAMENTANO. Anzi, avete bisogno di aiuto? Chiamate la mamma di un compagno di classe e state certe che vi aiuterà. Senza troppe chiacchiere, senza chat whatsapp, senza bacini fuori da scuola, senza pettegolezzi, lei vi dirà di sì, assolutamente. E non saranno perfette – perché non lo sono – però hanno capito una cosa importante: che invece di perdere tempo a giudicare gli altri, sarebbe meglio fare rete. Di quella vera, eh, non sui social (io non ho nessuna delle mamme della scuola su WA o su FB, non ci seguiamo, niente, eppure, anche a due anni di distanza dalla nostra partenza, sono tutte pronte ad aiutarmi se chiedo e io per loro, senza inutili moine). Sarà per questo che tutto sommato si sta bene, qui? Sullo stesso argomento Amare un figlio non significa non staccarsene mai [default.png] Di mamme che lavorano e sensi di colpa Non pensavo che avrei amato l’essere mamma Tags from the story essere mamma, expat, francia 20 Facebook Twitter Pinterest Google + LinkedIn Email Anya Written By Anya More from Anya Vacanze stanziali e pomeriggi di pioggia: come intrattenere i bambini divertendosi Share this... Cosa sono le vacanze? Un viaggio avventuroso, un all inclusive... Read More You may also like 21 aprile 2017 Di amici dei figli, cattive influenze e mamme stronze (io) 18 maggio 2015 Fenomenologia della mamma: la Mamma Riguardante. 21 novembre 2017 Il sonno e i bambini: due rette parallele? Cosa si può fare? Previous article10 cose che sono capitate o capiteranno a qualunque genitore Next article5 app e trucchi salvatempo 20 Comments * Elisa ha detto: 26 settembre 2017 alle 12 h 36 min Mi confermi che hanno/avete molte meno vacanze estive ma che sono spalmate durante l'anno ogni due mesi circa una bella settimana di stop e possibili viaggetti? E come si giostrano i lavoratori? C'è tipo i centri estivi? Grazie mille Elisa Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 26 settembre 2017 alle 13 h 52 min 2 settimane ogni due mesi, coperti sempre dalla scuola che fa il cosiddetto centre de loisirs (anche durante le vacanze di Natale e in estate). Ci sono più ferie e nessun problema a prenderle in qualsiasi problema dell'anno. Rispondi * Anonimo ha detto: 26 settembre 2017 alle 16 h 42 min Io a creare una rete non ci riesco. O meglio, c'è ma solo a senso unico: i figli degli altri sono sempre mollato a me, sempre nei weekend a mangiare, i genitori se ne vanno e manco mi dicono se posso tenere i figli, ma mio figlio mai una volta che sia invitato o che questi si presentino con una torta o qualcosa. E se sono io ad avere bisogno mifaccio mille problemi a chiedere, d'altronde non mi viene mai offerto nulla perché tanto sono io quella che offre. È triste. Ed è triste che io passi per la stronza snob solo perché non mi lamento di mio figlio, peraltro nemmeno mi tanto. Taccio. Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 26 settembre 2017 alle 19 h 46 min Beh se lo fai solo tu bella rete… Non capisco perché se ne approfittino così, cioè non si rendono conto? Rispondi + valentina ha detto: 26 settembre 2017 alle 21 h 35 min No, credo proprio che non si rendano conto, purtroppo. A me succede lo stesso, io sempre pronta, gli altri…beh… Rispondi + Gina ha detto: 27 settembre 2017 alle 15 h 02 min Comunque dobbiamo (e lo dico al plurale) imparare a chiedere 🙂 Rispondi * Alessia ha detto: 26 settembre 2017 alle 18 h 12 min Per me la rete delle mamme è vitale! Io ho dei punti di riferimento per scuola, danza, nuoto, catechismo, compleanni ecc. La disponibilità è reciproca perché tutte lavoriamo e abbiamo tante attività da gestire! Evviva le mamme che si aiutano invece di giudicare Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 26 settembre 2017 alle 19 h 46 min Bellissimo! Rispondi * Anonimo ha detto: 26 settembre 2017 alle 19 h 03 min A Milano le mamme sono stressate e i Papà portano i figli a scuola in giacca e cravatta, tu descrivi Prato non l'Italia Chiara Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 26 settembre 2017 alle 19 h 47 min Mah, chiediamo a Klarissa. Io, per di più, a Prato non ci vivo da oltre 11 anni e di mamme pratesi non ne conosco, mentre di milanesi diverse (mio marito è milanese e lì vivevo prima di trasferirmi a Parigi). Non ho proprio capito il commento, mi sa. Rispondi * Michy mommy ha detto: 27 settembre 2017 alle 8 h 17 min Tolto l'aiuto statale, la "tata condivisa" ed il nuoto come materia di studio…potrei forse essere un mamma francese… Mi ritrovo in quasi tutto quello che fanno/hanno loro (o meglio ritrovo la mia famiglia…papà che collabora compreso…nonostante un lavoro impegnativo che lo ha fatto andare con la cravatta sporca di rigurgito al lavoro…proprio perchè al nido il figlio di turno ha rigurgitato la colazione al momento del saluto). Ma questo ritrovarmi in molte delle cose che tu dici fanno le mamme francesi/parigine non rende ne me ne loro migliori (le mamme francesi intendo)…semplicemente siamo mamme… Una precisazione…in ospedale anche in Italia non stressano se non allatti…c'è carenza di personale e le ostetriche (almeno quelle che ho avuto la fortuna di incontrare io quando ho partorito Pietro e Matilde avevano altri problemi piuttosto che sindacare sull'allattamento….se hai bisogno sono li per aiutare non per colpevolizzare). Ho partorito in ospedale pubblico con tanto di Tin e stanze con emergenze del caso e per il primo figlio ho condiviso la stanza con una ragazza e per la seconda ero in una stanza singola (o meglio doppia ma non occupata da nessuno oltre a me) Anche i Italia i giardinetti sono pieni di bimbi anche in inverno…almeno che non ci sia pioggia o meno zero…ma questo forse anche a Parigi. Discorso Viaggi…sono stata per lavoro a Parigi alle 34esima settimana di gravidanza…e la mia ginecologa mi ha dovuto sottoscrivere certificato se no Air France non mi faceva imbarcare in aereo….sono tornata al lavoro per alcune udienze quando mio figlio aveva un mese ( mi tiravo il latte per mia scelta e non perchè demonizzata da qualcuno a farlo)…è nato a fine ottobre e dal punto di vista lavorativo è stata durissima perchè ero nel pieno delle udienze….ho pagato una tata non condivisa e sono riuscita a incastrare tutto….a quasi 6 anni e non ha subito (spero…) traumi per questa cosa. Ho portato i miei figli a Parigi quando la piccola aveva 6 mesi ed il grande due anni esatti…io che amo Parigi (ci sarò stata almeno 25 volte) da mamma l'ho trovata molto difficile…in certi ristoranti mi guardavano "male" appena vedevano che entravamo con due bimbi così piccoli. Su questo le mamme francesi che dicono?!? Ah…giusto per informazione…capitava anche in Italia che guardassero male quando vedevano carrozzina e bimbetto nel passeggino arrivare….siamo simili anche in quello. Due mesi dopo siamo andati a Londra (dove peraltro ho abitato per due anni) e ho trovato una città molto più accogliente per i bambini e per le mamme… Ripeto…non esiste una mamma giusta (francese contro Italiana)…esistono solo delle mamme che cercano a loro modo di far del loro meglio…a prescindere dalla lingua che parlano, dalla religione in cui credono e dal cielo sotto cui addormentano i loro figli… Le mamme francesi non sono migliori di noi…ne viceversa…la migliore è la mamma che fa quello che sente giusto per se e per i figlio…che trova a armonizzare la sua vita con quella dei figli mantnendo una sua identità….che non fa cose che vanno contro se stessa solo perchè qualcuno dice che è qualcosa da fare…se una mamma con bimbi piccolini non si sente di viaggiare…liberissima di farlo…non sarà peggiore di me che ho messo i miei figli su un aereo per una vacanza appena nati…anche in quel caso il figlio non subirà un trauma. Sarebbe peggio se la mamma facesse quelò viaggio controvoglia…lo farà quando pronta. Morale….mamme francesi siete uguali a noi….o forse diverse come diverse sono tutte le mamme tra loro (anche quelle che vivono nello stesso condominio…)…e questo crea bimbi diversi con gusti diversi…crea persone. Rispondi * 50sfumaturedimamma ha detto: 27 settembre 2017 alle 9 h 07 min Ma da nessuna parte c'è scritto che sono migliori 🙂 Ed è ovvio che si possano trovare similitudini. io ho spiegato solo com'è la vita a Parigi! Non ricordo più dove l'ho scritto ma appunto gli adulti non vanno in posti da adulti coi bambini. Al ristorante la sera non li portano. Io l'ho sempre fatto e me ne sono sempre fregata, quindi in questo non sono per niente francese 🙂 Mentre ammiro una certa indipendenza (io sono sempre stata chioccia e ci ho messo un po' a staccarmi), ho piacere a stare con le bambine anche quando vado in vacanza o al ristorante. Ma non sono né migliore né peggiore, proprio come loro: sono diversa, a modo mio. Riportare un'esperienza non significa crederla migliore 🙂 PS Io ho iniziato la prima gravidanza, quindi gli esami, a Milano, e a Niguarda mi sarei ritrovata in una camerata da sei o da quattro! Ho amiche che hanno partorito in altri ospedali e si sono ritrovate comunque in camerate. Detto questo, molte cliniche private di Parigi ti fanno pagare la camera singola, che però è rimborsata dall'assicurazione, che tutti hanno e costa una miseria (molte persone infatti partoriscono nel privato, io ho preferito strutture pubbliche perché avevano la tin: il primo ospedale in cui ho partorito, che poi ha chiuso, era vecchissimo, storico, cadeva a pezzi, eppure aveva camere singole). Rispondi + Michy mommy ha detto: 27 settembre 2017 alle 9 h 18 min Probabilmente ho inteso male io…leggendo mi sembrava che tu riportassi la "modalità mamma francese" come esempio "migliore". avro' preso un abbaglio… Io ho detto altro… Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 27 settembre 2017 alle 9 h 22 min Cioè ho capito male il commento? Scusa ma mi sto perdendo 🙂 Ma ripeto, io non penso che siano migliori. Il primo, grosso limite che trovo è che non si battano per avere più diritti – loro come i padri – e non so se sia un fatto di pura accettazione o perché semplicemente va bene così. Non l'ho ancora capito. All'inizio tendevo a pensare che semplicemente non gliene fregasse niente, poi invece no, ho conosciuto tante mamme, mamme di amiche delle mie figlie o mamme amiche mie, e sono mamme molto presenti, solo non in termini di tempo, ma di qualità. ll weekend, per esempio, è dedicato interamente ai figli, ma in maniera molto coinvolta (attività, uscite, ecc), mentre magari in settimana vanno a letto alle otto con la babysitter, e loro vanno a teatro senza passare da casa. È un modo diverso, ripeto, non migliore. Credo che un po' di indipendenza in più non farebbe male alle italiane – dai propri genitori, dai figli stessi – ma è una generalizzazione molto semplicistica. Rispondi * barbara ha detto: 27 settembre 2017 alle 10 h 47 min Io invece, dalla descrizione, trovo molto meglio la vita per le mamme li in Francia che in Italia.Probabilmente anche nelle città metropolitane italiane è più facile che siano simili alle francesi ma vorrei che fosse così diffuso questo genere di mamma (o chiamiamolo stile di vita genitoriale) anche nella provincia. purtroppo a me non piace ciò che vedo, la mia vita di mamma lavoratrice è fitta di ostacoli e non riesco ad avere empatia con la maggior parte delle altre mamme. Non escludo di essere io la sbagliata, ma il disagio lo provo, è un dato di fatto. E dalla mia esperienza londinese ho visto una simile apertura, che purtroppo non si vede in Italia. barbara Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 27 settembre 2017 alle 12 h 20 min Cara Barbara, il tuo messaggio rispecchia appieno quelli letti su FB. Diciamo pure che, pur non essendo mai stata mamma in Italia (e ripeto, semmai in parte a Milano, dato che è lì che ho iniziato l'avventura della gravidanza, che ho preso la maternità, quindi ne conosco diversi aspetti, mentre non so, per esempio, come si svolgano le giornate lavorative a Prato 🙂 ), leggere le storie di migliaia di donne nel corso di questi 5 anni di blog mi ha fatto scoprire tante cose. Poi sì, ogni realtà è a sé, non solo di provincia ma anche personale, gli equilibri dipendono da tante cose, ma su alcune differenze non c'è dubbio (per esempio l'organizzazione scolastica che, rispetto alla nostra, va incontro alle famiglie, oppure il fatto che diano ferie senza problemi). Poi gli ostacoli ci sono anche qui, soprattutto per una come me che ha, comunque, la mentalità dell'italiana (e mi rifaccio per esempio al discorso di portare le mie figlie ovunque… sono andata con Priscilla neonata nel marsupio a depositare la tesi, non ti dico). Rispondi + Anonimo ha detto: 29 settembre 2017 alle 17 h 39 min Anche secondo me la differenza in Italia è tra grandi città e province. Il genere di pare mentali e litigi tra mamme che leggo spesso nei commentisul web non lo ritrovo affatto, per fortuna, tra quelle che conosco. Sono molto più rilassate è credo dipenda da una diversa mentalità di Milano rispetto altri posti. Soprattutto la figura della mamma che DEVE fare tutto da sola come se il padre non esistesse e che si gratifica per quanto si sacrifica. La vedo molto quando leggo commenti ma poco tra chi frequento Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 30 settembre 2017 alle 17 h 09 min Io vengo da Milano, e di pare ne ho viste tante anche lì. E da quello che racconta Klarissa, non sono l'unica. Altrimenti possiamo metterci a fare la differenza tra capoluoghi di regione e resto della regione, tra nord, centro e sud… le differenze in Italia ci sono sempre state, ma io avevo il veto di assumere donne, a volte, pur essendo a Milano. Rispondi * Anonimo ha detto: 29 settembre 2017 alle 17 h 32 min A me sembra una cavolata anche lo stile di vita hygge. È un'ovvietà che ci si fidano le serate in casa con gli amici o le varie cose che in compagnia o soli i possono fare a casa. Infatti di solito la gente cerca di rendere la casa accogliente. Tra l'altro o danesi hanno l'abitudine di passare anche molto tempo all'aria aperta nonostante il tempo. Secondo me non c'entra nulla con il fatto che non stanno tutti lì a criticarsi o a lamentarsi come fanno in Italia (tu fai scritto così su instagram). Sapersi godere le piccole cose e le attività in casa non vuol dire non avere comportamenti di critica e lamentele. Un po' come il magico potere del riordino Rispondi + 50sfumaturedimamma ha detto: 30 settembre 2017 alle 17 h 05 min Onestamente, scusami, ma non ho capito niente. Cosa c'entra l'hygge coi francesi? Rispondi Lascia un commento Annulla risposta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati * Commento _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ _____________________________________________ Nome * ______________________________ Email * ______________________________ Sito web ______________________________ Commento all'articolo Seguici su Instagram Il Nostro Libro Cinquanta sfumature di mamma in 20 test molto poco scientifici More Stories Gravidanza - Parto - Allattamento, Maternità Fenomenologia della mamma: la mamma di 2 (o più…) figli maschi Chi siamo? 50sfumaturedimamma.com nasce nel 2012, in un caldo pomeriggio d’estate: “e se scrivessimo di maternità a modo nostro, prendendoci in giro?”. Da lì a scegliere un nome in voga al momento il passo è stato breve: volevamo distinguerci fin da subito. In realtà, 50 sfumature di mamma racchiude tutte le mamme che ci sono in ognuna di noi. Abbiamo creato le fenomenologie della mamma non per aumentare le differenze, ma per diminuirle. Perché non importa come allattiamo, come partoriamo, come passeggiamo, non c’è un modo giusto di essere mamma se non quello per cui tutte siamo state programmate: amare i nostri figli. Oggi questo resta un blog di tre amiche diverse tra loro eppure accomunate da un grande, enorme, forse utopico progetto: avvicinare le donne, fare in modo che si sostengano a vicenda, abbattere i pregiudizi e i giudizi e fare finalmente rete. La strada è ancora lunga, ma noi ci crediamo! Contatti Per informazioni: contact@50sfumaturedimamma.com Per collaborazioni: partnership@50sfumaturedimamma.com Articoli più letti Consigli Regali di Natale: gli errori da non fare MAI! Maternità “E che sarà mai?!” applicato ad un figlio cosa significa hygge Donna Che cos’è l’hygge Consigli Come proteggere la propria casa e la propria famiglia Ultimi articoli * Far fare colazione ai bambini: qualche idea, comprese le loro. * Fenomenologia della mamma: la Mamma Grinch * A che età è giusto considerarsi vecchie? * Come un gatto in tangenziale, il vostro film di Natale Etichette allattamento al seno amicizia amore attualità babysitter Bambini comitato di liberazione della mamma (CDLDM) compleanno consigli Donne educazione essere mamma essere mamme essere padre expat Fenomenologia della mamma Figli figlie femmine fratelli genitori gravidanza lavoro Malanni mamma Mamme maternità; Natale neomamma Neonati nonni Panama papà Parigi Post della domenica post fotografico Post sponsorizzato ricette scuola scuola materna scuola primaria sensi di colpa uomini viaggi vita vita da mamma Tutti i contenuti presenti su www.50sfumaturedimamma.com appartengono alle sue autrici, dove non diversamente indicato. Ogni riproduzione o uso improprio sono vietati. Ricordatevi che siamo avvocati. Back to top Benvenuti sul nuovo 50sfumaturedimamma.com! Abbiamo lavorato per rendere la navigazione più piacevole, speriamo vi piaccia. Intanto iscrivetevi alla newsletter, tante novità in arrivo! ____________________ (BUTTON) Iscriviti Questo sito utilizza dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsentite all’uso dei cookie.Ok